Home | Cinema, serie e tv | I Figli del Mare (film) | Recensione

I Figli del Mare (film) | Recensione

I Figli del Mare (film) | Recensione

Realizzato nel 2019 dallo Studio 4°C e tratto dall’omonimo manga di Daisuke Igarashi, I Figli del Mare ci trasporta in un viaggio mistico alla scoperta dei segreti dell’universo, che ha come sfondo l’immensità dell’oceano e i suoi abitanti.

I Figli del Mare: trama

Appena iniziate le vacanze estive, Ruka, da sempre attratta dal fascino del mare e delle sue creature, incontra Umi (“mare”) e Sora (“cielo”): due fratelli cresciuti dai dugonghi, la cui vera natura sembra collegata a eventi ben al di là della comprensione umana.

Il legame tra uomo e natura

Il focus principale dell’opera è senz’altro il legame tra uomo e natura e, in particolar modo, il mondo marino, essendo l’acqua, da sempre, l’origine della vita. Il viaggio che Ruka intraprende, spronata da Umi e Sora (che sono chiare personificazioni dei rispettivi elementi già nei loro nomi) è il viaggio di tutta l’umanità per riconnettersi con l’Universo, imparare a leggerne i segni e gli indizi e, di conseguenza, proteggere l’esistenza la vita in ogni forma essa si presenti.

Non a caso la “grande cerimonia”, a cui durante tutto il film si fa riferimento, è una cerimonia di (ri)nascita, presa di mira dagli uomini a capo di un progetto di ricerca che ha come unico scopo quello di sfruttare la conoscenza di tale evento — e con esso il mare e le sue correnti — a proprio vantaggio. La “missione” principale diventa quindi quella di tenere i due misteriosi ragazzi lontani dalle grinfie di questa parte corrotta di umanità, con Ruka a fare sia da spettatrice diretta che da ponte per l’avvenimento.

Ma perché proprio Ruka? La risposta più semplice è la sua inclinazione, ossia il suo carattere molto più introspettivo rispetto a quello delle sue compagne e, naturalmente, il suo collegamento fin da giovane con il mondo acquatico. Tutto di Ruka la fa sembrare un po’ una prescelta: già da bambina aveva potuto osservare le luminescenze su una balena ospite all’acquario dove lavorano i suoi genitori (evento decisamente fuori dal comune); inoltre, i genitori stessi — in particolare la madre, definita “l’ addestratrice leggendaria”—sembrano avere un legame con la grande cerimonia (o quantomeno ne è conoscenza, anche se ciò non viene mai chiarito).

Nell’opera vengono inoltre divulgate curiosità scientifiche, o meglio vere e proprie informazioni, su alcune forme di vita marine, come ad esempio il comportamento delle balene e il loro canto, o l’esistenza di organismi bioluminescenti come le noctiluche, in grado di dare vita a visioni mozzafiato facendo risplendere il mare sotto la luce notturna delle stelle. A ciò si aggiungono — in particolare nelle scene in cui compare l’oceanologo Anglade — riflessioni profonde e parallelismi tra, ad esempio, la creazione delle galassie e l’origine del pensiero umano o, ancora, la materia sconosciuta che compone davvero l’universo, fino alla consapevolezza di quanto noi umani siamo piccoli dinanzi alla vastità del mondo che abitiamo. Si tratta infatti di riflessioni importanti, che troppo spesso ignoriamo e diamo per scontate, ergendoci ingenuamente come razza “superiore” alle altre.

Lo stile unico de I Figli del Mare

La caratteristica più stravolgente di questo film è senza dubbio il suo stile d’animazione, in cui convergono tecniche di animazione tradizionali e altre più moderne, come l’uso di elementi 3D. Colpisce fin dal primo momento e vuole essere il più realistico possibile (quasi, se vogliamo, esasperato), soprattutto nella rappresentazione della fauna marina e delle sue ambientazioni. Ciò si nota bene anche nei primi piani dei personaggi (che ricordano versioni stilizzate dei bambini di Margaret Keane) o, naturalmente, nella mitica scena della nascita — vero e proprio capolavoro tecnico.

Bisogna però ammettere che, per quanto straordinario, lo stile in alcune scene è tutt’altro che convenzionale e può risultare difficile da recepire per un’audience troppo vasta. A volte i primi piani appaiono un po’ strani e ci sono sequenze in cui l’ animazione non sembra combaciare con le emozioni espresse nel doppiaggio (perlomeno quello italiano). Inoltre, la particolare cura riversata all’animazione e la forte presenza di immagini simboliche da decodificare, tendono a dare per scontati molti elementi della trama, che ne risulta quindi intricata (alcuni critici hanno addirittura parlato di “senza senso”). Questo squilibrio può rendere  difficile immergersi completamente nella narrazione.

Conclusione

I Figli del Mare è un’opera ambiziosa, pregna di simbologia e misticismo, non di immediata comprensione e che, dato anche il ritmo solenne, può richiedere un po’ di pazienza (e forse più di una visione) per essere apprezzata appieno. Nonostante ciò, è un lavoro che apre le porte a qualcosa di estremamente innovativo nel mondo dell’animazione e mostra come il rapporto tra gli uomini e la natura sia fondamentale: invita a ricercare, rispettare e proteggere l’ambiente sottomarino e i suoi abitanti, perché è da qui, dal mare, dall’acqua, che nasce la vita.

Fonte immagine di copertina: Amazon Prime Video

Altri articoli da non perdere
Twisted-Wonderland: l’anime arrivato su Disney+
Twisted-Wonderland l'anime: il debutto su Disney+

Twisted-Wonderland, l'anime, ha debuttato su Disney+ il 29 ottobre 2025 e la serie è ancora in corso, per il momento Scopri di più

Programmi televisivi giapponesi più assurdi: 5 da conoscere
I programmi televisivi giapponesi più assurdi di sempre

Il Giappone è universalmente noto come un paese ordinato, rispettoso del dovere e delle regole. Eppure, esiste un lato della Scopri di più

Il K-drama D.P. e la verità sul servizio militare in Corea del Sud
Il K-drama D.P. e la verità sul servizio militare in Corea del Sud

Il noto k-drama D.P. – acronimo per indicare Deserter Pursuit – è stato rilasciato il 27 agosto del 2021 su Scopri di più

Lo sguardo nel cinema: identificazione e male gaze
Lo sguardo nel cinema

  Lo sguardo è di solito centrale, in qualsiasi situazione. Quando vediamo qualcosa che ci piace siamo quasi ipnotizzati nel Scopri di più

Film con Uma Thurman: i 4 da non perdere
Film con Uma Thurman

L’iconica protagonista di Kill Bill, seducente, astuta, forte, è uno dei personaggi più celebri del mondo del cinema, interpretata da Scopri di più

Alley Cats: Ricky Gervais porta su Netflix una serie animata per adulti sui gatti randagi

Il punto di partenza di Alley Cats è semplice, ma potenzialmente molto efficace: un gruppo di gatti randagi britannici, provenienti Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Emanuela Palomba

Vedi tutti gli articoli di Emanuela Palomba

Commenta