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La dimora del male (Film, 2020) | Recensione

La dimora del male (Film, 2020) | Recensione

La dimora del male (titolo originale: The Banishing) è un film horror uscito nel 2020 e diretto da Christopher Smith, regista e sceneggiatore britannico. Nel 2004 ha girato il film horror Creep – Il chirurgo, e nel 2006 ha diretto Severance – Tagli al personale, una commedia horror che ha ottenuto vari riconoscimenti, tra cui una candidatura al British Independent Film Awards. La dimora del male è stato presentato in prima mondiale al Festival del Cinema di Sitges il 12 ottobre dell’anno 2020. Il film appartiene ai generi horror paranormale e thriller.

Trama di La dimora del male

La storia di La dimora del male è ambientata nell’anno 1938, nel villaggio inglese di Morley Hall. In particolare, il pastore protestante Linus Forster e la moglie Marianne vanno a vivere con la figlia Adelaide, che lui finge sia sua nipote perché nata al di fuori del matrimonio, in una casa infestata in cui tre anni prima è morto un altro pastore protestante insieme alla moglie in circostanze molto misteriose, ma Linus non è al corrente di questo tragico avvenimento. La relazione tra Linus e Marianne è in crisi, a causa del dogmatismo e intransigenza di lui. Un occultista del luogo, un uomo molto strano di nome Harry Reed, gli dice tutto e gli rivela che la casa è maledetta, perché è stata costruita sulle fondamenta di un monastero in cui venivano compiute indicibili torture. Il vescovo Malachi, che ha mandato il pastore a vivere lì, cerca di nascondere il pericolo. Il personaggio principale di La dimora del male, Marianne, inizia a capire che c’è qualcosa che non va in quella casa, dato che ben presto inizia ad avere visioni di morte. Proprio per questo si rivolge all’unica persona che sembra poterla aiutare: Harry Reed, che Linus cerca in tutti i modi di allontanare. Grazie all’occultista, la coppia riesce a fare enormi passi avanti nella sua ricerca della verità.

Recensione del film

La dimora del male potrebbe sembrare il solito film horror paranormale con i suoi elementi tradizionali: una casa infestata e una nuova famiglia sfortunata che vi si trasferisce. Nonostante queste caratteristiche siano presenti nel film, la pellicola non risulta affatto banale: la tensione non emerge solo dalla casa infestata verso la coppia, ma anche all’interno della coppia stessa; tra i coniugi si respira un’aria angosciosa e ostile, e sorprende la scelta di accostare un pastore, appena eletto vicario, ad una donna con una figlia. Questa forte differenza tra i due personaggi contribuisce a non creare mai un senso di protezione né di serenità, portando la tensione ad un livello sempre più alto. La sensazione che provoca guardare La dimora del male è di essere costantemente sotto minaccia di qualche pericolo incombente. In molti film horror più banali, tutte le scene spaventose avvengono di notte, di conseguenza lo spettatore sa bene quando aspettarsi scene di paura, cosa che rende il film piuttosto prevedibile, ma che qui non succede. Il giorno e la notte perdono di valore. Un altro aspetto molto interessante è il tempo, che va avanti e indietro tramite dei flashback sulla maledizione, che bisogna seguire attentamente per evitare di confondersi e perdere il filo della trama. L’attrice Jessica Rose Brown Findlay, che interpreta Marianne, riesce a trasmettere con la sua espressività l’elemento del delirio e della pazzia, a seguito delle visioni. Jessica è famosa per aver interpretato Lady Sybil Crawley in Downton Abbey. Inoltre, nel 2013 partecipa al remake di Frankenstein con Daniel Radcliffe, noto per aver interpretato Harry Potter nell’omonima serie tratta dai romanzi di J. K. Rowling, e James McAvoy, famoso per aver interpretato Charles Xavier nel film X-Men – L’inizio e Kevin Crumb nel film Split e nel sequel Glass.

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