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Eroica Fenice

Glass, l’ultimo lavoro cinematografico di M. Night Shyamalan

Glass, l’ultimo lavoro cinematografico di Shyamalan

In programmazione al cinema dal 17 gennaio, Glass è l’ultimo film diretto dall’eclettico regista indiano naturalizzato americano M. Night Shyamalan.

David Dunn (Bruce Willis) è sulle tracce di Kevin Wendell Crumb (James McAvoy), un pericoloso criminale psicopatico affetto da un grave disturbo dissociativo dell’identità macchiatosi di efferati omicidi e rimasto a piede libero. Dopo averlo trovato, riuscendo a mettere in salvo quattro ragazze da lui rapite, sia David – la cui identità è rimasta fino ad allora celata dietro il nome de Il Sorvegliante – sia Kevin – L’Orda – vengono arrestati dalle autorità per poi essere rinchiusi in un istituto psichiatrico dove si trova anche il peggior nemico del primo, Elijah Price (Samuel L. Jackson) – soprannominato Mister Glass (l’uomo di vetro) a causa di una malattia che ha reso estremamente fragili le sue ossa. I tre sono seguiti dalla dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson), il cui intento è quello di dimostrare che nessuno di loro è realmente dotato di poteri sovrannaturali come i personaggi dei fumetti ma, semplicemente, si sono convinti di averli. Puntando sulle debolezze di ognuno e instillando nella loro menti il dubbio circa i loro “superpoteri”, la psichiatra chiede anche aiuto alle persone loro vicine: il figlio di David, Joseph (Spencer Treat Clark), la madre di Elijah (Charlayne Woodard) e la ragazza rapita da David ma poi lasciata libera, Casey (Anya Taylor-Joy), – chiede di parlargli facilitando così la “guarigione” ma il loro intervento si rivela infruttuoso. Mister Glass, nel frattempo, riesce a mettere in atto il suo piano: risvegliare La Bestia – la personalità più pericolosa di Kevin – per convincerla a battersi contro David affinché il mondo intero venga a conoscenza della loro esistenza. Durante lo scontro, tuttavia, una verità celata per anni viene svelata e sarà proprio questa importante rivelazione a segnare il destino di tutti i protagonisti.

Glass, un sequel e crossover che non convince

Con Glass si chiude la trilogia – della quale si è desunta l’esistenza dopo l’uscita di quest’ultimo film – iniziata con l’indimenticabile Unbreakable – Il predestinato (del 2000) e continuata con l’acclamato Split (del 2016). Nel primo hanno fatto la loro comparsa i personaggi interpretati da Bruce Willis e Samuel L. Jackson, mentre nel secondo quello di James McAvoy. Mettendo da parte l’incredibile lavoro svolto dai tre attori protagonisti, per il resto, questo film non possiede neanche la metà delle peculiarità che hanno reso un successo i precedenti.

Ritmo rallentato, quasi totale assenza della tensione che tipicamente anima un thriller, dialoghi – alcuni privi di senso e, quindi, incomprensibili – piatti quasi banali; in definitiva, purtroppo, quest’ultimo lavoro di Shyamalan né supera né si avvicina agli altri.

Probabilmente se il regista avesse curato maggiormente il progetto alla base della pellicola senza privarla così tanto della suspense che avrebbe dovuto permearla interamente, Glass avrebbe quantomeno eguagliato i suoi predecessori invece di arrivare a essere un prodotto appena passabile deludendo le aspettative degli spettatori.

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