Velluto blu (film) | Recensione

Velluto blu | Recensione

Cosa faresti se durante una camminata trovassi un orecchio per terra? Si apre così il film Velluto Blu scritto e diretto da David Lynch, uscito nelle sale nel 1986. Il film vede protagonista Kyle Merritt MacLachlan nel ruolo di Jeffrey Beaumont, scelto da Lynch anche per il film Dune del 1984 e per la serie I segreti di Twin Peaks del 1990, e Isabella Rossellini, attualmente candidata agli Oscar 2025 come migliore attrice non protagonista per Conclave di Edward Berger, nel ruolo di Dorothy Vallens. Velluto blu è un noir che può essere anche inserito nella categoria del genere thriller; infatti, la trama gira attorno al ritrovamento di un orecchio umano che porterà il giovane Jeffrey a calarsi nella parte di un investigatore che, sempre più incuriosito, si troverà di fronte a una realtà spaventosa e crudele che lo trasformerà da ragazzo a giovane adulto.

La trama 

Tornato a casa per fare visita al padre, il giovane studente Jeffrey, durante una passeggiata, trova a terra un orecchio mozzato in un campo abbandonato, così decide di consegnarlo alla polizia. Ancora preso dal bizzarro ritrovamento, decide di parlarne con la sua cara amica Sandy, figlia del detective John Williams: Sandy, dopo aver origliato le conversazioni del padre, rivela a Jeffrey che l’orecchio potrebbe avere qualcosa a che fare con Dorothy Vallens, cantante di un night club. Così Jeffrey, spinto dalla curiosità, decide di investigare per conto proprio e con l’aiuto di Sandy inizia ad indagare sulla cantante fino a trovare il suo appartamento in cui Jeffrey, vestito da disinfestatore, si intrufola. Qui, una volta sgamato da una spaventatissima Dorothy, Jeffrey inizia a vedere con i suoi occhi una realtà triste e crudele: nascosto in un armadio assiste a una conversazione tra Dorothy e un uomo violento di nome Frank Booth, un criminale che la ricatta costringendola a soddisfare le sue innumerevoli perversioni. Affascinato dalla cantante, Jeffrey continua ad indagare su Frank per scoprire un mondo pieno di violenza, brutalità e corruzione; infatti, nei loschi affari di Frank c’è di mezzo anche un poliziotto, collega del detective Williams. Jeffrey affronterà un mondo totalmente sconosciuto a lui, provando dei sentimenti contrastanti che lo portano ad invaghirsi della misteriosa Dorothy ma nel frattempo ad innamorarsi di Sandy che rappresenta un mondo speranzoso e felice simboleggiato dai pettirossi che compaiono nella scena finale del film. Per cercare di salvare Dorothy e per cercare il bene nel mondo, Jeffrey rischierà la vita.

Velluto blu: il significato del titolo

Velluto blu, in inglese Blue Velvet, è il titolo della celebre canzone di Bobby Vinton del 1963: la canzone viene cantata da Dorothy in due momenti cruciali del film. Il brano Blue Velvet, infatti, parla di una donna seducente che indossa del velluto blu ed è carico di sensualità e mistero. Oltre a rappresentare la stessa Dorothy, la canzone rappresenta anche l’intero film pieno di enigmi e momenti bui carichi di tensione.  Allo stesso tempo, la musica della canzone soave e dolce simboleggia la parte luminosa e sana della vita di Jeffrey.

 Velluto Blu: un sogno ad occhi aperti

Come gli altri film diretti da David Lynch, anche Velluto Blu presenta una dualità tra sogno e realtà. La storia del film sembra un sogno ad occhi aperti: esistono momenti di realtà alternati a momenti fantastici che sembrano quasi finti. L’elemento che rappresenta la realtà è presente nel personaggio di Jeffrey: un giovane ragazzo che crede nel bene e cerca di sconfiggere il male nel mondo che, seppur nascosto, esiste. L’elemento fantastico, quasi irreale, è presente in più aspetti, tra cui le motivazioni che spingono Jeffrey ad andare a fondo alla questione e la perversione e il controsenso di alcuni personaggi come Frank e Dorothy. Questa divisione tra il reale e il fantastico viene superata da Jeffrey, il qual, da ragazzo speranzoso, diventa un giovane adulto disilluso. 

Fonte immagine: Movieplayer.it

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