I giochi più praticati nell’Antica Roma e ancora presenti nell’era moderna

⚠️ Avvertenza sul Gioco d’Azzardo: Il gioco d’azzardo è severamente vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica (Ludopatia). Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono in alcun modo un incitamento o un invito al gioco. Eroica Fenice invita a giocare sempre in modo responsabile, con moderazione e solo su piattaforme certificate e autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Se tu o qualcuno che conosci ha problemi con il gioco d’azzardo, contatta il Numero Verde Nazionale (TVN) 800 558822 per assistenza gratuita.

Sappiamo benissimo come, nell’Antica Roma, il gioco rivestisse un ruolo fondamentale, sia come forma di intrattenimento che come strumento educativo. Alcuni dei passatempi che gli antichi romani praticavano ai loro tempi, peraltro, sono sopravvissuti e arrivati fino a noi, magari con forme diverse e più evolute, o semplicemente simili e rivisitate.
Ecco alcuni dei giochi più famosi dell’epoca e, in qualche maniera, riscontrabili anche nell’età attuale.

Ludus Duodecim Scriptorum

Il gioco delle dodici linee rappresentava un passatempo molto diffuso tra i romani. Questo gioco si praticava su una tavola divisa in 3 colonne, ciascuna delle quali composta a sua volta da 12 caselle. I giocatori dovevano lanciare i dadi al fine di muovere le proprie pedine lungo il percorso, con l’obiettivo di farle avanzare o anche di catturare quelle avversarie. Di fatto, questo gioco è considerato come una sorta di precursore del moderno backgammon, soprattutto per l’intatta dinamica delle pedine, basata sul lancio di dadi.

Latrunculi

Il Ludus Latruncolorum era un gioco di strategia molto simile a ciò che invece oggi rappresentano gli scacchi o la dama. Si giocava su una scacchiera che aveva dimensioni variabili e le pedine potevano muoversi in linea retta, verso tutte le direzioni. L’obiettivo del gioco era quello di circondare le pedine avversarie per catturarle e richiedeva, quindi, abilità tattiche ma anche di pianificazione.

Navia et Capita

In questo caso parliamo, molto semplicemente, dell’antenato di quello che noi conosciamo come Testa o Croce. I romani utilizzavano delle monete che, da un lato, raffiguravano una testa di una divinità e, dall’altro, la prua di una nave. Lanciando quindi la moneta in aria, si scommetteva sull’esito della sua caduta.

Micatio

Questo era un gioco che potremmo accomunare alla moderna morra. Infatti, 2 giocatori estendevano un certo numero di dita – in maniera simultanea – e dichiaravano ad alta voce una cifra, cercando di indovinare la somma totale. Un gioco che richiedeva prontezza e rapidità. Era talmente diffuso che si diceva che un uomo, se onesto, potesse giocarlo anche al buio, fidandosi dell’onestà dell’avversario.

I dadi e gli astragali

Gli antichi romani avevano una passione per i giochi d’azzardo, in particolare per i dadi e gli astragali. I primi venivano utilizzati in vari giochi di fortuna, i secondi invece erano ossicini del tarso di animali con 4 facce, utilizzati per varie scommesse. Nonostante fossero spesso osteggiati dalle leggi dell’epoca, questi passatempi rimasero popolari in tutte le classi sociali. Questa antica propensione alla scommessa rappresenta l’antenato diretto delle moderne piattaforme digitali; non è difficile, infatti, tracciare un parallelo storico tra quei dadi rudimentali e le dinamiche che ritroviamo oggi nei casino live online, dove la fortuna e la casualità restano le protagoniste assolute.

Pupae

Ovviamente, stiamo parlando del corrispettivo delle attuali bambole. Le pupae venivano realizzate artigianalmente con materiali come legno, avorio o terracotta, spesso con arti snodabili. A differenza di quell’epoca, in cui la produzione era domestica o artigianale, oggi l’attenzione si è spostata sulla sicurezza dei materiali: le antiche pupae non dovevano sottostare alle rigide normative che regolano i giocattoli moderni, il cui commercio è strettamente vigilato per evitare irregolarità e garantire la tutela dei bambini. Una tra le più famose testimonianze storiche è la bambola di Crepereia Tryphaena, realizzata in avorio e rinvenuta nel suo sarcofago.

Ludi Circenses

Infine, è cosa ben nota il fatto che i romani fossero appassionati di spettacoli pubblici, chiamati Ludi Circenses: essi includevano rappresentazioni sceniche ma anche corse di cavalli e lotte tra gladiatori. Tutti questi eventi hanno gettato le basi per l’intrattenimento odierno, influenzando discipline sportive e culturali, incluso il teatro, la cui evoluzione storica continua ad essere oggetto di studi e mostre di approfondimento. I Ludi Circenses, quindi, hanno lasciato un’impronta duratura, influenzando di conseguenza il futuro degli eventi sportivi e degli spettacoli presenti nell’era moderna.

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