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Zelda Tears of the Kingdom | Recensione

Zelda Tears of the Kingdom | Recensione

Se sei interessato al mondo dei videogiochi e in particolare agli open world come Zelda Tears of the Kingdom, allora questo è l’articolo che fa al caso tuo!

Zelda Tears of the Kingdom è il sequel di Breath of the Wild ed è tra i giochi su cui Nintendo ha puntato di più. I due videogiochi non differiscono di molto; tuttavia, nel sequel, i poteri dei protagonisti risultano ancora più spettacolari come, ad esempio, il potere che permette di oltrepassare i soffitti. Inoltre, la gestione dei poteri degli alleati è cambiata: se, infatti, nel prequel si potevano sfruttare i poteri concessi a Link dagli alleati, nel sequel quest’ultimi sono fisicamente presenti e bisogna interagire con loro per poterne utilizzare le abilità. Ovviamente, se da un lato quest’aspetto rende il tutto più interessante, dall’altro diventa più difficile utilizzare i suddetti poteri in combattimento e questo porta effetti negativi sulle prestazioni dell’hardware datato. Ciononostante, il gioco risulta essere molto più divertente del suo predecessore

Trama di Zelda Tears of the Kingdom 

Come precedentemente accennato, Zelda Tears of the Kingdom è il sequel di Breath of the Wild e, infatti, la trama riprende proprio dal finale di quest’ultimo: Link e Zelda, sconfitto Ganon, si ritrovano ora ad affrontare la minaccia Ganondorf, un mostro misterioso che metterà i due personaggi in serie difficoltà fisiche. La trama risulta molto interessante, scorre bene e il finale porta molta curiosità. 

Grafica, suoni e musiche

Rispetto al suo prequel, Zelda Tears of the Kingdom è nettamente migliorato nei modelli 3D degli oggetti, nei personaggi e anche negli scorci visivi. Nintendo, infatti, ha svolto un ottimo lavoro nell’adattare bene il gioco ai movimenti della Switch. Per ciò che concerne il comparto sonoro, questo risulta più che ottimo, al pari, se non migliore, dei precedenti. I suoni di sottofondo sono davvero spettacolari: musica orchestrale e genere fantasy vecchio stile vengono uniti per creare una melodia eccezionale. 

Impressioni finali 

Zelda Tears of the Kingdom, di conseguenza, è il degno sequel di Breath of the Wild, con ottimi passi in avanti soprattutto nell’aggiunta di Quest che richiedono più tempo per essere portate a termine. È fuori dubbio che il gioco intrattiene ed è divertente perché con la fantasia si possono inventare tanti modi diversi per poter arginare ogni ostacolo. Mentre il precedente era molto libero e assegnava dei poteri standard, come bombe e magneti, questo nuovo videogioco ha poteri singolari, più particolari come, ad esempio, far tornare un oggetto al suo stato originario. La mappa a livello terreno è stata ampliata mettendo le isole nel cielo e rendendo il regno di Hyrule sotterraneo: di conseguenza non è più un gioco a singolo strato, non va più solo in orizzontale ma anche in verticale. Sono ancora presenti i sacrari, nonostante nel prequel non fossero piaciuti a tutti, e anche le meccaniche, quali la paravela, il deltaplano e i dungeon in stile bestie divine, questi ultimi sono stati anche ampliati e migliorati. La durata effettiva del gioco è di circa 200 ore, considerando che solo 40 di queste sono occupate dalle Quest principali. 

In conclusione, Zelda Tears of the Kingdom risulta un ottimo videogioco a cui potremmo attribuire un voto pari a 9/9.5. 

Fonte dell’immagine: wog.ch

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A proposito di Francesca Misso

Studentessa di lingue asiatiche unio.

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