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Il popolo del mare, di James Wharram | Recensione

Il popolo del mare di James Wharram | Recensione

Il popolo del mare è un libro scritto da James Wharram con Hanneke Boon e pubblicato per la casa editrice il Frangente edizioni. Il testo, inoltre, dedicato a Ruth Merseburger-Wharram presenta – nell’ordine – una prefazione all’edizione italiana a cura di Alfredo Giacon, una prefazione all’opera di Tom Cunliffe ed una premessa a cura dello stesso autore, James Wharram.

Il popolo del mare: il testo

Il popolo del mare di James Wharram è il resoconto di un sogno, di una vita, di un’avventura: l’autore, navigatore esperto, appassionato di imbarcazioni a doppio scafo e pioniere dell’ingegneria navale, racconta di sé, della sua vita, delle sue navigazioni, delle sue scoperte e dei suoi progetti, sfilando fra tempeste e acque calme sempre con la disinvoltura propria dei grandi marinai e delle vere creature di mare; provando a confutare le teorie per cui le leggere imbarcazioni polinesiane non possano essere in grado di affrontare un viaggio nelle correnti del Sud-Est asiatico, Wharram inizia un percorso fatto di passione e di metodo, di sogno e disciplina, di studio e di ricerca.
«Con l’alta marea l’acqua arriva a pochi metri dallo studio dove scrivo e i miei ricordi vanno e vengono come le maree. Si affacciano i ricordi della gioventù e dell’eccitante ambizione, dei sogni di avventura, di amore, di scoperta e di apprendimento… ricordi che se ne vanno assieme alla riflessione sull’equilibrio fra successi e fallimenti, euforia e delusione, amore e struggimento, guadagni e perdite»: una vita vissuta lungo i mari e per il mare, una vita fatta di amore e di passioni, di ricerche e di progetti, una vita fatta di libertà e di rispetto reciproci, il tutto vissuto sempre in egual misura.

Disegni, foto, schemi e profili di imbarcazioni, si susseguono fra le pagine scritte, permettendo ai lettori di tuffarsi pienamente ne Il popolo del mare, accompagnati dal vento delle scoperte e degli incontri per mare; è proprio attraverso il mare, infatti, attraverso la vita che si sceglie di condurre lungo creste, onde, fondali, che è possibile concepire l’abbraccio inscindibile del tutto e del nulla, del mai e del per sempre, dell’unico e del molteplice, dell’essenza del solitario e del cosmopolita: in una parola, la libertà assoluta e possente dell’essere umano in armonia con la natura e con i sensi.

Storia – e per certi versi anche archeologia ed antropologia – e arte nautica si annodano saldamente ne Il popolo del mare, al tempo stesso autobiografia e narrazione d’avventura nei mari a bordo dei propri catamarani.

Un libro di passioni, si diceva, questo di James Wharram ed infatti le passioni permeano il libro intero, nelle sue più varie sfaccettature; un pensiero, dello stesso Wharram può chiarire, a nostro avviso, quanto appena affermato: «[…] ma la cosa più importante è il pensiero che i progetti dei miei catamarani continuino a ispirare e a dare gioia a tanti navigatori oceanici moderni e nello stesso tempo restituiscano credito agli antichi polinesiani che hanno navigato ed esplorato il Pacifico su queste straordinarie barche»; ecco, che emergono le passioni con forza, quando si parla di barche, di oceano, di Polinesia, di gioia nel navigare, passioni che si mescolano al racconto metodico e attentissimo della dimostrazione pratica portata avanti da James Wharram: la possibilità di attraversamento dell’oceano Pacifico ad opera dei Polinesiani seguendo una rotta ben precisa.

Pochi capitoli, ma densissimi di accadimenti, scorrono fra le pagine de Il popolo del mare, alternando aneddoti privati a ricordi di progetti e traversate: un tono intimo, sereno, pervade e permea l’intero testo; così fluiscono i capitoli Uomo del mare, Il popolo del mare, Il progettista, Un nuovo inizio, Di nuovo tra il popolo del mare e similmente la Premessa al testo e l’Epilogo segnano apertura e continuazione di rotta di un viaggio che pare – al di là del tempo – senza fine, seguendo il proprio flusso naturale, la propria naturale corrente.

James Wharram: l’autore

James Wharram è stato un progettista e costruttore navale; fra i suoi maggiori meriti nel campo della navigazione va ricordata l’invenzione del catamarano moderno di tipo polinesiano attraverso un metodo di fissaggio dei componenti della struttura a cui ha dato proprio il suo nome (metodo Wharram): il metodo fa parte di una vera e propria filosofia di costruzione basata sul rispetto di precise proporzioni fra lunghezza e larghezza degli scafi e sull’attenzione alla stabilità, alla flessibilità delle giunzioni ed alla riduzione della resistenza del mezzo alle onde. Hanneke Boon (coautrice del testo) è stata compagna di viaggio delle traversate di Wharram e co-progettista delle sue imbarcazioni; direttrice dello studio James Wharram Designs, in Cornovaglia, Hanneke Boon fornisce assistenza a chi desidera costruire il proprio catamarano, in tutto il mondo,  sui progetti di Wharram.

Fonte immagine in evidenza: il Frangente edizioni

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A proposito di Roberta Attanasio

Redattrice. Docente di Lettere e Latino. Educatrice professionale socio-pedagogica. Scrittrice. Giornalista pubblicista. Contatti: [email protected] [email protected]

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