Presentato a Roma da Interline International Travel il libro di Katiuscia Laneri, “Partire a razzo e finire a ca…”. Sfide e rinascita lavorativa over 40.
Partire a razzo e finire a ca…: Fatti e misfatti di una over 40 in cerca di lavoro è il nuovo libro pubblicato dalla giornalista Katiuscia Laneri, presentato il 10 giugno 2026 a Roma presso Interline International Travel, in via Nazionale 204, in un incontro che ha unito testimonianza personale e riflessione sociale. Il titolo del libro è diretto, incuriosisce sin da subito e racconta senza filtri una condizione diffusa, ovvero quella di chi, superata la soglia dei quarant’anni, si ritrova improvvisamente a dover ricostruire la propria vita professionale.
| Dettagli evento e libro | Informazioni principali |
|---|---|
| Autrice | Katiuscia Laneri |
| Titolo opera | Partire a razzo e finire a ca…: Fatti e misfatti di una over 40 in cerca di lavoro |
| Data presentazione | 10 giugno 2026 |
| Location | Interline International Travel (Roma, via Nazionale 204) |
| Temi trattati | Rinascita lavorativa, sfide professionali over 40, resilienza, bossing |
Indice dei contenuti
- Il rapporto umano e professionale tra Katiuscia Laneri e Liliana Comandé
- Delusioni, sensibilità e resilienza
- Dalla narrazione digitale alla profondità del libro
- Il Veneto come scenario di promesse disattese
- Il dialogo tra Maria Clara Mussa e Katiuscia Laneri
- Le parole chiave di un percorso lavorativo complesso
- Il libro come atto di liberazione personale
- Il mancato riconoscimento del valore umano e professionale
- Sfruttamento e dinamiche scorrette nel mondo del lavoro
- La capacità di reinventarsi dopo i 40 anni
- Un messaggio di speranza e consapevolezza
Il rapporto umano e professionale tra Katiuscia Laneri e Liliana Comandé
Ad aprire la presentazione del nuovo libro di Katiuscia Laneri è stata Liliana Comandé, direttrice di Travelling Interline, che ha condiviso un ricordo personale e profondo del suo rapporto con l’autrice. Le due si conoscono da molti anni e hanno collaborato professionalmente, un legame che traspare dalle parole cariche di emozione: “Quando ho letto il libro, ho iniziato a piangere.” Comandé ha sottolineato come Laneri fosse già in anticipo sui tempi, in grado di comprendere il valore emergente del digitale, dei video e della comunicazione digitale, qualità che però non sempre hanno trovato il giusto riconoscimento.
Delusioni, sensibilità e resilienza
Nel suo intervento, Comandé ha evidenziato un aspetto centrale del libro, ovvero il rapporto tra delusione e forza personale. “Non sempre le delusioni fortificano”, ha affermato, rompendo una narrazione comune che vede le difficoltà solo come opportunità di crescita. Al contrario, ha spiegato, per le persone più sensibili le esperienze negative possono diventare un peso difficile da sostenere. Il percorso di Katiuscia Laneri si inserisce proprio in questo equilibrio fragile tra resilienza e vulnerabilità.
Dalla narrazione digitale alla profondità del libro
Il volume nasce da un progetto video già avviato dall’autrice Katiuscia Laneri sul proprio canale YouTube, dove raccontava riflessioni sul mondo del lavoro in brevi clip. La versione cartacea rappresenta un’evoluzione più matura e approfondita. Ogni episodio viene analizzato nel dettaglio, con uno sguardo retrospettivo che consente di cogliere dinamiche e consapevolezze maturate nel tempo.
Il Veneto come scenario di promesse disattese
Il racconto si sviluppa nel quinquennio 2015-2020, periodo in cui Katiuscia Laneri si trasferisce in Veneto, tra Treviso e Venezia, per un incarico che sembrava rappresentare una svolta professionale. Tuttavia, quella che appariva come un’opportunità si rivela ben presto una sequenza di esperienze negative: accordi non rispettati, stipendi non corrisposti, ambienti lavorativi ostili e pratiche scorrette come il bossing. Il contesto territoriale diventa così lo sfondo di una narrazione più ampia sulle criticità del sistema lavorativo.
Il dialogo tra Maria Clara Mussa e Katiuscia Laneri
Durante la presentazione a dialogare con l’autrice è stata Maria Clara Mussa, direttrice di Cybernaua Inform Action Magazine, che ha guidato l’incontro con grande competenza. Il loro rapporto, costruito in oltre vent’anni di conoscenza, ha reso il confronto autentico. Mussa ha evidenziato come il libro possa essere interpretato come uno strumento utile per le nuove generazioni: “Dovrebbe essere portato nelle scuole“, ha affermato, sottolineando la necessità di preparare i giovani alle reali dinamiche del mondo del lavoro.
Le parole chiave di un percorso lavorativo complesso
Durante l’incontro sono emerse numerose parole chiave che sintetizzano il contenuto del libro:
- coraggio;
- fiducia;
- delusione;
- disperazione;
- speranza;
- ingenuità;
- determinazione;
- pazienza;
- costanza;
- sacrificio.
Un insieme di concetti che restituisce la complessità emotiva e professionale del percorso di Katiuscia Laneri, sospeso tra momenti di entusiasmo e di profonda difficoltà.
Il libro come atto di liberazione personale
Laneri ha definito il suo lavoro uno sfogo, ma un’esigenza personale di rielaborare esperienze spesso dolorose. L’ironia, presente in molte pagine, diventa uno strumento per alleggerire il racconto senza sminuirne la gravità. Il risultato è una narrazione accessibile ma incisiva, in grado di coinvolgere il lettore e stimolare riflessioni.

Il mancato riconoscimento del valore umano e professionale
Uno dei temi più forti emersi è la difficoltà di essere riconosciuti come risorsa all’interno del mondo del lavoro. “Le persone non vengono viste come una risorsa”, ha dichiarato Katiuscia Laneri, denunciando una cultura lavorativa in cui spesso il talento viene sfruttato anziché valorizzato. Questo è un problema che riguarda non solo i giovani, ma anche professionisti con esperienza consolidata.
Sfruttamento e dinamiche scorrette nel mondo del lavoro
Tra gli episodi più significativi raccontati dall’autrice emerge l’esempio legato a un direttore che si appropriava degli stipendi dei collaboratori. Un caso emblematico di abuso che evidenzia come, in alcuni contesti, le competenze possano trasformarsi in un punto debole: “Ero appetibile come figura da fregare“, ha affermato con amarezza, sottolineando il paradosso di un sistema che penalizza proprio chi è più preparato.
La capacità di reinventarsi dopo i 40 anni
Nonostante le difficoltà, il percorso di Katiuscia Laneri non si conclude con una resa. Oggi l’autrice ha intrapreso nuove strade, scegliendo con maggiore consapevolezza le proprie attività e mantenendo un forte desiderio di contatto umano e professionale. La sua esperienza dimostra come reinventarsi sia possibile, anche in fasi della vita in cui il cambiamento appare più complesso.
Un messaggio di speranza e consapevolezza
Il filo conduttore dell’intero racconto è racchiuso in un messaggio semplice ma potente, ovvero che non è mai troppo tardi per ricominciare. Attraverso la sua testimonianza, Katiuscia Laneri invita a non arrendersi e a trasformare anche le esperienze negative in occasioni di crescita.
L’evento si è concluso con il firmacopie del suo nuovo libro, in un clima di grande partecipazione. Il pubblico ha avuto modo di confrontarsi direttamente con l’autrice, portando a casa una riflessione autentica su un tema attuale e universale come quello del lavoro.

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Immagine in evidenza: archivio personale.

