La maschera del Nō di Camille Monceaux | Recensione

La Maschera del Nō di Camille Monceaux | Recensione

La maschera del Nō di Camille Monceaux è il primo volume di una tetralogia ambientata nel Giappone del XVII secolo, che ci racconta la travagliata storia del giovane Ichirō.

Ci troviamo di fronte al primo libro della tetralogia denominata Le cronache dell’acero e del ciliegio. Questa saga edita da L’Ippocampo è attualmente ancora in corso di scrittura ed è composta da tre volumi. In questo vero e proprio romanzo di formazione, siamo spettatori della crescita nel nostro protagonista, partendo dalla sua infanzia. In La maschera del Nō di Camille Monceaux, osserveremo la vita di questo personaggio, che sarà costretto a maturare in un contesto estremamente ostile. Dopo la distruzione della sua casa d’infanzia, Ichirō dovrà imparare a sopravvivere con le sue sole forze, dovendo interfacciarsi con un mondo a lui totalmente nuovo, costellato da tantissimi personaggi, sia positivi che negativi.

«Ci saranno sempre momenti nella vita in cui vorrai arrenderti, in cui la strada ti sembrerà troppo difficile, in cui ti chiederai se vale davvero la pena lottare… ma non scordarti mai che saranno le difficoltà a forgiarti.
È bene che tu pianga, che continui ad amare, a vivere. Ma non dimenticare mai di guardare in te stesso, poiché è nel tuo intimo che troverai la forza necessaria alla tua sopravvivenza.»

Camille Monceaux, l’autrice

Autrice di La maschera del Nō, Camille Monceaux è una editrice e scrittrice francese. La scrittrice ha conseguito un master in letteratura moderna applicata presso l’Università di Paris-Sorbonne e un master in ingegneria editoriale e comunicazione presso l’Università di Cergy-Pontoise. Attualmente, Le cronache dell’acero e del ciliegio costituiscono l’unica opera pubblicata dell’autrice, composta da tre libri pubblicati in Italia nel corso degli ultimi anni. La maschera del Nō è stato pubblicato nel 2021, seguito poi da La spada dei Sanada nello stesso anno e L’ombra dello Shogun nel 2023.

La Maschera del Nō di Camille Monceaux, la trama

Il protagonista indiscusso di La maschera del Nō di Camille Monceaux è il giovane Ichirō. Il ragazzo ha passato tutta la sua infanzia tra le montagne e la natura incontaminata, cresciuto da un ignoto samurai che gli insegna sin da giovane “la via della spada”. È così che la sua esistenza si alterna tra monotonia e addestramento, totalmente all’oscuro sulle sue origini. La sua vita cambia drasticamente quando l’attacco di un losco samurai porterà alla morte del suo padre adottivo e alla distruzione dell’unica casa che ha sempre conosciuto. Ichirō è quindi costretto a partire e abbandonare definitivamente la sua infanzia. Ciò rappresenta un vero e proprio punto di rottura nella sua storia, il passaggio dalla spensierata gioventù a un’adolescenza travagliata. Il ragazzo partirà alla volta di Edo (l’antica Tokyo), dove per guadagnarsi da vivere inizierà ad esibirsi nei teatri kabuki. È in questa fase della sua vita che stringerà delle amicizie che segneranno il suo percorso, tra cui quella con la giovane Hiinahime; si tratta di una giovane ragazza che vive in una delle case più lussuose della città, ma che indossa perennemente una maschera che cela a tutti la sua vera identità. Tra mille peripezie e sfortunati eventi, la vita metterà a dura prova il povero Ichirō, costretto a dover superare infinite prove per poter ottenere una parvenza di pace, per sé stesso e per i suoi amici.

Questa tetralogia deve il suo successo a due elementi principali: l’accuratezza storica della sua ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi. L’ambientazione giapponese è infatti l’elemento che rende La maschera del Nō di Camille Monceaux un volume così suggestivo, consentendo al lettore di immergersi all’interno della storia di questo paese. Prendendo le sembianze di un vero romanzo storico, il libro in questione ci presenta il ritratto di quest’epoca, visto dagli occhi di uno dei tanti giovani orfani costretti a lottare ogni giorno per la sopravvivenza. I personaggi che vengono inseriti in questo contesto sono tutti gestiti alla perfezione dall’autrice, che non casca mai in una rappresentazione stereotipata, donando ad ogni figura una storia ben precisa, rendendo impossibile per il lettore non affezionarsi. Ciò che infine spinge il lettore a proseguire la storia sono i mille misteri che l’autrice dissemina all’interno del romanzo, lasciando il lettore con costanti dubbi sul passato e il futuro di tutti i giovani eroi che ci vengono introdotti.

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A proposito di Martina Di Costanza

Studentessa di Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale.

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