L’incolore Tazaki Tsukuru – Murakami e la solitudine contemporanea

L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio - Murakami Haruki

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Haruki Murakami racconta la storia di Tazaki Tsukuru, un uomo di 36 anni appassionato di treni e progettista di stazioni ferroviarie che ripensa ai tempi del liceo trascorsi con il suo gruppo di migliori amici, dai quali però è stato tagliato fuori durante il secondo anno di università, senza saperne il motivo. Spinto da una donna per cui prova interesse, intraprende un viaggio per scoprire le ragioni di quell’improvvisa esclusione.

Almeno tutti, una volta nella vita, hanno sperimentato quello a cui il protagonista va incontro: la separazione da qualcuno. Quindi, con questo romanzo, che cosa sta cercando di comunicare Murakami?

Una volta intrapreso il viaggio per incontrare i suoi vecchi amici, Tsukuru viene a conoscenza delle motivazioni che hanno spinto il gruppo ad allontanarsi: anni prima era stato accusato da una ragazza del suo gruppo di violenza sessuale e anziché approfondire la questione, gli amici hanno trovato molto più semplice escludere Tsukuru dal gruppo, forse per immaturità o forse perché le accuse mosse dalla ragazza riguardavano una questione più grossa di loro, dal carico emotivo troppo importante.

Quali sono i temi e i simboli principali del libro?

Elemento narrativo Significato simbolico
Tazaki Tsukuru L’uomo “incolore” che deve costruire la propria identità
Il viaggio (pellegrinaggio) Percorso di accettazione e ricerca della verità
I nomi degli amici Rappresentano colori e armonia da cui il protagonista si sente escluso
Le stazioni ferroviarie Luoghi di transito, connessione e solitudine

Tematiche in Tazaki Tsukuru

Distacco e solitudine: come affrontare il distacco, la perdita da qualcuno e la solitudine che ne consegue. Tsukuru si ritrova a combattere con la depressione e il pensiero del suicidio lo assilla di continuo. La salute mentale è un argomento che andrebbe trattato con i guanti, specialmente nella società giapponese che tende a non far emergere questo tipo di problematiche.

Mettere un punto al passato: la storia si svolge in un certo senso in due archi temporali. Il passato diventa costante anche nel presente e questo perché Tsukuru non è riuscito a darsi una risposta e a mettere un punto perché sì, è stato tagliato fuori dal gruppo, ma avrebbe forse dovuto reagire nell’immediato, senza fuggire e cercare di affrontare situazioni che possono risultare dolorose.

La scoperta di sé

Attraverso il viaggio che intraprende, prima in lungo e in largo in Giappone e successivamente per trovare l’ultima componente del gruppo, a Helsinki, Tsukuru si riscopre forte e non privo di “colore” come aveva sempre pensato di essere. Ogni personaggio, ad eccezione del protagonista, all’interno del cognome presenta un colore: Tsukuru ha in sé il verbo “fare” che infatti rispecchia la sua condizione lavorativa di progettista di treni. Murakami sembra suggerirci con questo romanzo che forse, troppo spesso, ci definiamo in relazione agli altri e siamo troppo “ciechi”. Il colore, o valore che ognuno di noi ha dentro di sé, può emergere solo dopo che ci si è guardati dentro. Nel romanzo, l’incolore Tazaki Tsukuru scopre che questo suo “non colore” non è un destino, ma un’interpretazione del tutto errata di sé stesso.

Fonte Immagine in evidenza – Einaudi

Articolo aggiornato il: 27/11/2025

 

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