L’Occhio di Mobius: romanzo fantasy di Marco Garinei

L’Occhio di Mobius: romanzo fantasy di Marco Garinei

L’occhio di Mobius è un romanzo breve di Marco Garinei, di genere fantasy, pubblicato il 19 novembre 2019 da Il Terebinto Edizioni. Segue il racconto lungo L’evocazione, di cui riprende l’ambientazione e amplia la trama. È il secondo scritto ad essere pubblicato di Garinei, scrittore dai numerosi interessi, tra i quali un blog sulla scrittura creativa.

Il libro si apre immergendo il lettore direttamente nel mezzo dell’azione. Siamo nel regno di Regalia, in un mondo fantasy dove magia e creature magiche sono all’ordine del giorno e vi sono due organizzazioni in lotta: il Credo e la Confederazione Arcana. Lazard e Luvie appartengono a quest’ultima e si trovano in un angolo remoto del regno per indagare su un’evocazione illegale di una pericolosa creatura, sfuggita al controllo dei suoi evocatori. Quello che accade porterà Luvie e l’Anziano Kander ad indagare su una setta di maghi eretici, mentre Lazard è alla ricerca di un potente artefatto magico: l’Occhio di Mobius. Finiranno per essere coinvolti in una guerra tra maghi in cui la posta in gioco è la salvezza del regno e le loro convinzioni sul mondo saranno rivoluzionate.

L’Occhio di Mobius di Marco Garinei: sequel di L’Evocazione

L’Occhio di Mobius è un romanzo breve, appena 146 pagine, ma non per questo meno appassionante. È diviso in due parti per un totale di nove capitoli, nei quali si alternano i punti di vista dei due protagonisti coinvolgendo il lettore nella trama grazie alle diverse avventure nelle quali si trovano coinvolti. Il romanzo si basa infatti principalmente sull’azione, con descrizioni brevi ma che riescono a caratterizzare il mondo del regno di Regalia, i personaggi, la loro personalità e le loro convinzioni. La trama è abbastanza lineare, con pochi intrecci e improvvise rivelazioni, che però imprimono una svolta alla trama e alle vite dei protagonisti. Non manca un tema principale nell’opera, che è il potere, o meglio il suo abuso: esiste un limite a ciò che si può fare in nome del “bene”? E in base a cosa si decide se una causa è giusta o meno? Viene prima l’obbedire a degli ordini in nome di una causa più grande o il rispondere alla propria coscienza? Queste sono le domande cui i protagonisti si troveranno a dover rispondere, ed anche i lettori saranno invitati a rifletterci sopra.

L’Occhio di Mobius si legge tutto d’un fiato, complice la dimensione ridotta, e lascia col fiato sospeso, in attesa di un seguito.

Francesco Di Nucci

Fonte immagine: Il Terebinto Edizioni

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