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Eroica Fenice

deja vu, altre storie, altro presente

Déjà vu, nuovi vecchi pezzi di letteratura

Nato dal contest #GradoRetelling, lanciato più di un anno fa dalla rivista culturale online Grado Zero, Déjà vu è una raccolta di 16 racconti liberamente ispirati ai grandi classici della letteratura mondiale. Déjà vu, che va ad impreziosire la collana Perkins della Alessandro Polidoro Editore, è il risultato di molteplici esperimenti letterari ad opera di giovani scrittori, esordienti e non, alle prese con storie e protagonisti da smontare e rimontare riportandoli alla dimensione temporale del presente.

Perfettamente in linea con i principi ispiratori della rivista che lo ha lanciato, il contest #GradoRetelling si poneva l’obiettivo di dare nuova vita a storie e personaggi della letteratura mondiale trasportando le loro vicende ad un intervallo temporale compreso tra gli anni Novanta e il futuro prossimo. Recuperando una tecnica didattica moderna, la sfida è quella di scrivere un racconto che, partendo da un tema, un personaggio o un episodio di un qualsiasi classico della letteratura, proiettasse l’intera vicenda in una dimensione temporale completamente diversa dall’originale conservandone, comunque, i tratti essenziali che li rendono riconoscibili e riconducibili alla narrazione originale.

Déjà Vu, classici del passato proiettati nel presente

La trasposizione temporale della narrazione consente, ovviamente, di calare i personaggi e la loro storia in uno scenario completamente diverso, immaginando per loro nuove connotazioni caratteriali, nuove esigenze e mutate difficoltà. La ricomposizione della narrazione assume così i tratti distintivi della contemporaneità annullando la distanza temporale che ci divide da storie e personaggi e che, in molti casi, li rende difficili da contestualizzare e quindi da comprendere nella loro essenza.

Il risultato di questa sfida trova nella raccolta Déjà vu la sua consacrazione restituendo alla letteratura nuovi mosaici composti dei suoi vecchi pezzi. In Déjà vu ritroviamo sedici nuove vecchie storie, sedici vecchi amici alle prese con un mondo completamente diverso da quello di cui sono figli. È un mondo in cui cambiano tutti i riferimenti dell’esistenza umana e gli oggetti della scena, mutano il linguaggio e i suoi simboli, nonchè le relazioni interpersonali e le emozioni dei protagonisti. Tutto si ricompone in una scena che è più simile a quella che abbiamo quotidianamente davanti agli occhi o comunque proiettata in un futuro che ci appare familiare.

Déjà vu è, quindi, contemporaneamente un tuffo in un mare di ricordi e un nuovo viaggio, è un ripercorrere vecchie strade che ci riportano alla mente momenti in cui un volto e la sua storia ci hanno fatto compagnia, ma guardarci intorno con occhi nuovi scoprendo nuovi dettagli e nuove emozioni. La sfida lanciata da Grado Zero di avvicinare al presente storie e personaggi che possono sembrare distanti nel tempo e conseguentemente difficili da comprendere, è una nuova e meravigliosa forma di esplorazione della letteratura, un modo per farci innamorare o rinnamorare dei classici rendendoli quello che, in fondo, sono sempre stati: universali e atemporali.

Rossella Siano

Fonte immagine copertina: Ufficio stampa

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