Quei bravi ragazzi del Circeo, Lugli e Del Greco | Recensione

Quei bravi ragazzi del Circeo, Lugli e Del Greco | Recensione

Citando gli autori, “Quei bravi ragazzi del Circeo” è un romanzo, non un saggio; ma già il titolo fa capire che non è un’opera di fantasia… Scritto da Massimo Lugli e Antonio del Greco, pubblicato a marzo 2023 dalla Newton Compton, Quei bravi ragazzi del Circeo rielabora appunto i fatti del Massacro del Circeo.

Sono passati quasi cinquant’anni, partiamo quindi da una sintesi dei fatti. Roma, 1975, tre militanti di estrema destra (Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido) in una villa al Circeo sequestrano, torturano e violentano due ragazzine (Donatella Colasanti e Rosaria Lopez). Poi le uccidono e caricano in macchina, per far sparire i cadaveri, ma Donatella è riuscita a fingersi morta e quando i tre lasciano l’auto per rifocillarsi, riesce ad attirare l’attenzione ed è salva. Guido viene arrestato immediatamente, Izzo poco dopo. Ghira invece scompare, è latitante. Tutti e tre vengono condannati all’ergastolo (pena poi ridotta a trent’anni per Guida). Trent’anni dopo, nel 2005, la vicenda torna alla ribalta quando nel giro di pochi mesi Izzo in semilibertà uccide altre due donne (Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano), venendo condannato nuovamente all’ergastolo; si scopre che Ghira era morto nel 1994, sotto il falso nome di Massimo Testa de Andres; infine Donatella Colasanti muore per un cancro. Quattro anni dopo, nel 2009, Guido termina di scontare la pena.

Quei bravi ragazzi del Circeo – il romanzo

Il libro cambia i nomi e lo svolgimento cronologico dei fatti, ma rimane fedele alla sostanza, e non è difficile associare Guanda/Itri/Rami con Guido/Izzo/Ghira, o Rossana Latini e Daniela Cantali con Rosaria Lopez e Donatella Colasanti. La narrazione si muove su due piani, da una parte quello di poliziotti e giornalisti coinvolti nella faccenda, dall’altro quello di vittime e aguzzini; piani che finiscono per incrociarsi solamente alla metà del libro. Non c’è solo una libera ricostruzione di quanto accaduto durante il massacro, ma anche e soprattutto una panoramica che inquadra il momento storico. Nel pieno degli Anni di Piombo la violenza è all’ordine del giorno e non è solo politica: sullo sfondo si muovono anche il clan dei marsigliesi e la criminalità organizzata legata a racket e usura. Tra retate nelle bische, manifestazioni con scontri e violenze d’ogni genere si muovono altri due protagonisti, Fortunato Achei, squadra mobile della PS, e Fabio Corsi, cronista di cronaca nera. Questi sono per certi versi “alter ego” dei due autori: Antonio Del Greco è stato dirigente della Omicidi, Massimo Lugli scriveva di cronaca nera per Paese Sera.

Gli autori, tramite fatti sì inventati ma estremamente verosimili, riescono a immergere il lettore in un mondo che hanno vissuto, all’apice della Prima Repubblica e degli Anni di Piombo. Questo aiuta a comprendere come potesse essere percepita all’epoca la notizia del massacro: tre ragazzi della “Roma bene” contro due ragazze di periferia, in anni in cui nei processi per stupro si giustificavano le aggressioni con “provocazioni” delle donne, anni in cui lo stupro era considerato un delitto contro la morale pubblica. Da ricordare che solamente dal 1996 lo stupro è reato contro la persona, anche grazie all’impegno di Donatella Colasanti. Una lettura assolutamente consigliata per avere un’idea del clima in quegli anni, per iniziare ad informarsi su di una violenza di cui il ricordo va sbiadendo con gli anni e sulle conseguenze che questa ha portato nella società, affinché non accadano più violenze simili.

Immagine di copertina: per gentile concessione Newton Compton

Francesco Di Nucci

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