Sopravvivi all’amore, con Michel de Montaigne l’uomo conosce se stesso

Sopravvivi all'amore, con Michel de Montaigne l'uomo conosce se stesso

Dopo Coltiva l’imperfezione e La fame di Venere, è uscito in libreria il 5 aprile il terzo volume dedicato ai saggi di Michel de Montaigne. Sopravvivi all’amore, infatti, è il capitolo conclusivo di una grande opera di ristampa  della raccolta saggistica di Montaigne che la Fazi Editori ha deciso di promuovere, proponendola con una nuova traduzione.

Sopravvivi all’amore, saggio sull’uomo di Michel de Montaigne

Parlare di Sopravvivi all’amore non è semplice a causa della molteplicità dei temi che vengono trattati, apparentemente in maniera rapsodica. Attraverso uno stile fluido, amabile come una conversazione che si intrattiene con un amico che conosce tutto su tutti gli argomenti, Michel de Montaigne ci fa entrare subito nel vivo della materia. Diceva Bolano che”leggere è come pensare, come pregare, come parlare con un amico, come esporre le tue idee, come ascoltare le idee degli altri, come ascoltare la musica sì, come contemplare un paesaggio, come uscire a fare una passeggiata sulla spiaggia”. E mai citazione fu più calzante nel descrivere il meccanismo letterario di Sopravvivi all’amore.

Un’enciclopedia delle emozioni, che scandaglia in profondità sentimenti come la vanità, la tristezza, la collera, saltando da un argomento all’altro in maniera leggiadra: così, ci si ritrova a leggere se stessi e a specchiarsi nelle parole di Montaigne come Narciso faceva nell’acqua del lago. L’incostanza delle nostre azioni, l’amore per i libri, addirittura gli odori, diventano protagonisti della trattazione, a cui si allegano spesso esempi illustri provenienti soprattutto dalla letteratura e dalla storia greca e latina. Il potere di accomunarci con i grandi personaggi fittizi e reali del passato già di per sé dovrebbe essere garanzia di una lettura edificante, in quanto ci rende parte di un unico, immenso respiro vitale.

Il titolo quindi potrebbe ingannare il lettore: non si tratta di un saggio come quello di Ovidio “sull’amore e i suoi rimedi”, non è il sentimento che viene analizzato puntualmente. Si dà più che altro spazio all’intimità dell’individuo, partendo da ciò che più lo accomuna al resto degli uomini. In costante tensione, dunque, nella ricerca della propria affermazione, Michel de Montaigne promuove l’identità come conservazione del proprio io, in contrasto dunque con l’amore, inteso come propulsione che spinge a cercare nell’altro se stessi.

Il messaggio lanciato, in definitiva, è forte e chiaro: è solo attraverso la conoscenza del sé, con i propri punti di forza e debolezza, che si riesce a vivere una vita completa, nella quale la condivisione, e soprattutto la tendenza a superare i propri limiti, trovano un posto di prim’ordine.

Da leggere tutto d’un fiato o da assaporare lentamente e in maniera graduale, Sopravvivi all’amore costituisce un tassello imprescindibile per i lettori che vogliono rinsaldare il legame prima di tutto con se stessi e in second’ordine con il resto del mondo.

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A proposito di Martina Benadusi

Martina Benadusi nasce a Napoli e fin da quando era bambina ha dimostrato un grande interesse per la materie umanistiche. Consegue il diploma classico europeo al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e si laurea alla Federico II presso la facoltà di Lettere Moderne. Iscritta alla magistrale di Filologia Moderna, ha collaborato in passato con altri giornali online e attualmente scrive recensioni per libri di scrittori emergenti. Sono proprio i libri ad essere una delle sue passioni/ossessioni più grandi, assieme all’amore viscerale che prova nei confronti della sua città.

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