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Archivo General De Indias, l’album d’esordio dell’Hub Quartet

Archivo General De Indias, l'album d'esordio dell'Hub Quartet

Archivo General De Indias è l’album d’esordio dell’Hub Quartet, un quartetto formato dall’unione dei talentuosi musicisti Rocco Zaccagnino ( fisarmonica e accordina), Bruno Tescione (chitarra), Gianluigi Pennino ( contrabbasso) e Giuseppe D’Alessandro ( batteria e percussioni). Pubblicato con l’etichetta discografica Skidoo Records e distribuito da Audioglobe, il disco è disponibile in tutti i negozi e store digitali dal 31 Marzo e sarà ufficialmente presentato dal vivo Martedì 4 Aprile al Cellar Theory di Napoli.

Archivo General De Indias, l’album

Il disco, composto da 11 tracce, è un pregiatissimo prodotto di musica latino-americana volto a rievocare, ricostruire e rinnovare, con un approccio attento e non invadente, il mondo musicale sudamericano del XX secolo. Un universo che unisce sonorità e sentimenti di paesi come l’Argentina e il Brasile. Risultato dell’incontro tra le culture indigene e primitive a quelle europee. Carattere d’incontro e unione testimoniato già dal titolo del lavoro: Archivo General De Indias; il nome dell’ufficio amministrativo di Siviglia che era capo della colonizzazione del “Nuovo Mondo”.

L’album inizia con due dei tanghi più famosi del celebre musicista argentino Astor Piazzola: Escuela e Close your eyes and listen. Brani dal carattere passionale e tormentato, essenza pura e genuina dell’animo argentino. Alla struggersi argentino si passa alle sonorità rarefatte e malinconiche della musica brasiliana con Rebuliço di Hermeto Pascoal e Lamento Sertanejo di Gilberto Gil. Quest’ultimo brano vede la collaborazione della bellissima voce di Marialuisa Amorelli. Atmosfere tristemente sognanti che rievocano la saudade, il tipico sentimento malinconico della cultura brasiliana. Segue un più tipico brano di stampo jazzistico con Our Spanish Love Song del contrabbassista americano Charlie Haden per passare di nuovo all’universo latino americano con El Cacerolazo di Javier Girotto e Chorinho pra ele di Hermeto Pascoal; due brani intensi ricchi di vivacità, gioia e vitalità. Un inedito che con le sue sonorità introduce un altro capolavoro del maestro Astor Piazzola, loro indiscutibile punto di riferimento artistico, Verano Porteno. Come già accaduto in precedenza, al tango argentino segue nuovamente un brano brasiliano, Carinhoso di Pixinguinha. Questa volta, però, la malinconia viene sostituita da un canto sereno e affettuoso eseguito da Marialuisa Amorelli. Nel finale c’è spazio anche per un altro inedito, Little Hands, composto da Bruno Tescione.

Archivo General De Indias dei Hub Quartet, considerazioni

L’Hub Quartet non poteva produrre un lavoro migliore per il loro debutto. È un album che rilancia brani, famosi e non, della musica sudamericana dello scorso secolo. Un coraggioso tentativo di riportare in auge tale mondo, spesso ai margini della grande attenzione mediatica. Un album da ascoltare ad occhi chiusi in modo tale che le sue sonorità e le sue melodie possano scavare al vostro interno, liberando sensazioni e ricordi. In modo tale che possano creare connessioni e corrispondenze con i suoni di terre lontane ma, mai come adesso, così vicine.

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A proposito di Angelo Baldini

Sono nato a Napoli nel 1996. Credo in poche cose: in Pif, in Isaac Asimov, in Gigione, nella calma e nella pazienza di mia nonna Teresa.

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