Canzoni dei Batushka: 3 da ascoltare

Canzoni dei Batushka: 3 da ascoltare

I Batushka sono una band black metal nata in Polonia nel 2015; nonostante la discografia limitata a solo 2 album, le canzoni dei Batushka rappresentano uno degli stili più unici all’interno del genere, grazie all’utilizzo di una strumentazione poco tipica nel black metal quali chitarre a 8 corde e bassi più marcati, insieme a uno stile di voce che si alterna tra quello di un inno liturgico e il classico high-pitched scream del black metal. Il miscuglio tra estetiche all’apparenza opposte come la religione e il black metal ha reso la band degna di nota in tutta la comunità, e ancora oggi lo stile dei Batushka è tra i più distinti del black metal.

Scheda tecnica e storia dei Batushka

Dettaglio Descrizione
Anno di fondazione 2015 (Polonia)
Membri chiave Krzysztof Drabikowski, Bartłomiej Krysiuk
Album principali Litourgiya (2015), Panihida (2019)
Stile musicale Black metal, Liturgia ortodossa, Slavo ecclesiastico
Esito legale (2024) Drabikowski vince il nome; Krysiuk diventa Patriarkh

Curiosità sulla band e lo stile liturgico

La lingua utilizzata dal vocalist principale è la lingua slava ecclesiastica, il quale accompagna le vesti religiose tipiche del monachesimo ortodosso che la band indossa durante le esibizioni; è inoltre interessante come il vocalist principale utilizzi un libricino dal quale legge i passi in lingua slava ecclesiastica durante le esibizioni, per rendere l’esperienza ancora più immersiva e autentica.

La disputa legale: Drabikowski vs Krysiuk

Uno dei motivi per cui la band è diventata molto famosa è stato il forte disguido tra due membri, ovvero Drabikowski e Krysiuk; la band nel momento della sua formazione aveva deciso di rimanere anonima, ma nel 2017 Krysiuk firmò un accordo con Metal Blade Records (casa discografica americana) per un re-release del loro album Litourgiya, questo all’insaputa di Drabikowski. Più tardi nel 2019 Drabikowski annuncia il suo allontanamento da Krysiuk e come le sue azioni erano un tentativo di strappare la creazione di Batushka dalle sue mani, e sempre nello stesso anno Drabikowski denunciò le azioni di Krysiuk, iniziando una battaglia legale contro Krysiuk per non permettergli di andare in tour sotto il nome di Batushka, poiché le licenze appartenevano ancora a Drabikowski.

Durante questo periodo di divisione, vi erano 2 Batushka, una appartenente a Krysiuk e l’originale di Drabikowski, ed entrambi hanno rilasciato della musica sotto lo stesso nome, ma nel 2024 la corte polacca si è pronunciata a favore di Drabikowski nell’utilizzo del nome Batushka, obbligando la copia di Krysiuk a cambiare nome, che da quel momento in poi si chiamerà Patriarkh e renderà giustizia al progetto di Drabikowski.

Nonostante il tentativo di furto da parte di una delle persone più care a Drabikowski, il suo progetto Batushka continua ad essere un importante punto di riferimento per tutto il black metal; ecco 3 canzoni per immergersi nel mondo ecclesiastico slavo.

Yetkeniya I, una delle canzoni dei Batushka più famose

Canzone d’apertura dell’iconico Litourgiya (2015), Yetkeniya 1 mette subito in riga l’ascoltatore per un’autentica esperienza Batushka: le campane e la chitarra pizzicata diffondono subito l’atmosfera tipica da cattedrale, che viene ancor più aumentata poi dalla voce lirica che in questa canzone riprende delle parti della liturgia di Giovanni Crisostomo, le quali hanno come tema principale la richiesta di perdono e la devozione totale a Dio, il tutto rinchiuso con una strumentale tipica del black metal ma con un tono molto più grave.

Pesn I, il suono definito delle canzoni dei Batushka

Direttamente dal secondo e ultimo album Panihida (2019), Pesn 1 dimostra ancora una volta come la formula dei Batushka sia stata ideata perfettamente e nei minimi dettagli da Drabikowski; questa canzone, così come il resto dell’album, riprende dei passaggi dal libro Octoechoes, libro antico di liturgie di origine greca importantissimo per l’Oriente Cristiano.

Yetkeniya VI, un suono più tipico del black metal

Yetkeniya VI è una delle poche canzoni della liturgia a non iniziare con le tipiche campane che vengono suonate prima di ogni canto, piuttosto sentiamo una voce femminile glitcharsi e fare eco prima in un orecchio e poi nell’altro dell’ascoltatore, emanando una sensazione diversa e meno accogliente delle altre canzoni. La struttura complessiva della canzone è anche più classica e familiare per i fan del black metal, ma è praticamente impossibile non sentire il marchio Batushka.

Le canzoni dei Batushka sono dei veri e propri canti che immergono gli ascoltatori all’interno di questa realtà per molti lontana e sconosciuta, capaci allo stesso tempo di far sentire accolto chiunque all’interno di ogni rituale sensoriale e spirituale.

Fonte Immagine: Wikipedia (foto di Shaka.skunk)

Articolo aggiornato il: 6 Gennaio 2026

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