«Niente Rimmel, niente Generale, niente La donna cannone». Francesco De Gregori si riconferma una voce critica nell’industria musicale, prediligendo una forma di resistenza musicale contro «il gigantismo dell’industria musicale odierna» fatta di grandi numeri.
Il manifesto di questa visione si chiama Nevergreen, un progetto con residenza al Teatro Out Off di Milano, articolato in tre segmenti: un docufilm, un album live e un nuovo tour più intimo, rivolto a pochi spettatori. Il progetto è pensato come «controcanto» alle cifre della grande industria, dedicato interamente alle canzoni meno conosciute, o addirittura «perfette sconosciute», del suo monumentale repertorio; proprio quelle che non sono mai riuscite a diventare evergreen, come I Matti.
| Segmento Progetto “Nevergreen” | Date e dettagli chiave |
|---|---|
| Docufilm (Rai Tre / RaiPlay) | 4 giugno 2026 |
| Uscita Album Live | 16 ottobre 2026 |
| Tour Milano (Teatro Out Off) | Dal 27 ottobre al 15 novembre 2026 |
| Tour Roma (Teatro Sala Umberto) | Dal 25 novembre al 22 dicembre 2026 |
Indice dei contenuti
Dal grande schermo alla TV: il docufilm
Il primo segmento del progetto è il docufilm Francesco De Gregori. Nevergreen, diretto da Stefano Pistolini, per la terza volta alla regia con il cantautore romano, dopo Finestre rotte e Falegnami & Filosofi.

Dopo la presentazione all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e il passaggio nelle sale distribuito da Nexo Studios, il documentario prodotto da OUR FILMS approderà in prima serata su Rai Tre il prossimo 4 giugno, per poi rimanere disponibile su RaiPlay.
Durante la conferenza stampa di presentazione, De Gregori ribadisce l’esigenza di distaccarsi nettamente dalla classica visione del biopic, che tende «a rappresentare la musica attraverso la visione che l’artista ha di sé». Da qui la scelta del docufilm, nato per mostrare «un musicista e la sua band al lavoro» durante le prove al Teatro Out Off di Milano: un racconto che lo stesso De Gregori definisce «non patinato, ma grunge, per usare un termine che lo può avvicinare alla musica».
Il 16 ottobre esce l’album live: aperti i pre-order
Il secondo segmento del progetto arriverà il 16 ottobre 2026 con l’album live Nevergreen (Perfette Sconosciute), da oggi, 26 maggio, disponibile in pre-order digitale, CD e doppio vinile. L’album è prodotto da Caravan, F&P e distribuito da Sony Music Italy.
«È un disco che somiglia a un concerto e non viceversa, con pochissima post-produzione», ha spiegato De Gregori, in direzione opposta alla tendenza che si riscontra sempre di più nei grandi live.
In autunno parte il tour: le residenze a Milano e Roma
Per chi vuole vivere quell’esperienza dal vivo, l’autunno 2026 segnerà il ritorno del nuovo tour del progetto, a Milano al Teatro Out Off (dal 27 ottobre al 15 novembre) e a Roma al Teatro Sala Umberto (dal 25 novembre al 22 dicembre), rispettivamente da 200 e 400 posti. Le prevendite aprono oggi, 26 maggio alle ore 18:00 su TicketOne. Questa serie di concerti rappresenta un’occasione per riscoprire i capolavori meno conosciuti dell’artista attraverso una scaletta sempre diversa.
De Gregori cerca nuovamente la vicinanza fisica del pubblico, una dimensione intima ben diversa da quella a cui è abituato il grande pubblico. Riconosce che il suo lavoro di musicista gli consenta una grande libertà, pur spiegando di tenere conto dell’industria musicale «senza cavalcarla, ma neanche subirla».
Ad accompagnarlo ci sarà la sua band al completo:
- Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso)
- Primiano Di Biase (direzione artistica, hammond, tastiere e fisarmonica)
- Carlo Gaudiello (piano e tastiere)
- Paolo Giovenchi (chitarre)
- Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino)
- Simone Talone (batteria e percussioni)
- le coriste Francesca La Colla e Cristina Greco
Sulla scelta di dedicarsi a pochi spettatori, rivolgendosi direttamente ai vertici dell’industria presenti al suo fianco, tra cui Andrea Rosi (Sony Music Italy) e Ferdinando Salzano (FRIENDS & PARTNERS), De Gregori sottolinea: «c’è tanta gente che fa musica in Italia e non può riempire un teatro, questo tipo di musica che viene dal basso va incoraggiata».

