Nino D’Angelo 6.0, lo scugnizzo riabbraccia la sua città

Nino D'Angelo 6.0, lo scugnizzo riabbraccia la sua città

Reduce da concerti di incredibile successo Nino D’Angelo non si ferma e continua con Il Concerto Nino D’Angelo 6.0, nato l’anno scorso per festeggiare il suo sessantesimo compleanno. Sabato 19 maggio, quasi un anno dopo l’inizio del tour allo Stadio San Paolo, è ritornato a Napoli per poter nuovamente cantare davanti al suo popolo. Ad ospitarlo ancora il Teatro Palapartenope, gremito di persone di ogni età pronte ad accogliere l’eterno “scugnizzo”. Noi di Eroica Fenice eravamo lì e vogliamo raccontarvelo.

Nino D’Angelo 6.0, il concerto

Sono le 21.20, due signore confabulano: Nino D’Angelo ha messo su un po’ di pancia ma questo non le scoraggia, sono convinte che sia ancora bravissimo e, soprattutto, ancora bello.

È questo il clima che si respira nel teatro, qualche dubbio c’è ma non tale da scalfire la granitica certezza di assistere a un grande spettacolo.

21:30, ora il pubblico, un po’ impazientito, invoca a gran voce il suo beniamino.
Passano pochi minuti e Nino è proprio lì, a braccia aperte per stringere a sé il calore del pubblico e cullarsi sulle note di, guarda caso, Ventuno e Trenta. L’urlo della platea è ora assordante, il sound della band è massiccio e deciso, si passa da ritmi rock ad altri più distesi. Brani come Batticuore, Si turnasse a nascere, Jammo Ja, Chesta Sera, Sotto ‘e stelle si susseguono uno dopo l’altro non senza che Nino abbia più volte dimostrato il suo affetto al pubblico:” Evviva l’amore, vi amo!”. Lo ripeterà più e più volte, sdraiato, disteso, in ginocchio, a braccia spalancate, in ogni modo. Trova anche il tempo per ironizzare sulla passionalità “carnale” di alcune sue canzoni che forse, data l’età, non gli sono più consone. I suoi sessant’anni non sono però un freno ma uno stimolo a tuffarsi a capofitto nell’adrenalina del concerto perché:” non bisogna accontentarsi delle cose materiali, quelle si scassano, i sentimenti no”.
Inarrestabile, salta da un lato all’altro del palco, assorbendo l’energia del pubblico in delirio. Solo un piccolo guasto tecnico lo ferma ma, con molta esperienza, non lascia che il tempo trascorra inerte e intrattiene il pubblico, ingraziandoselo anche:” Il mio pubblico non va a vedersi Nino D’Angelo, ma va a cantare con Nino D’Angelo”.

Risolti i problemi tecnici si riprende a suonare: Senza giacca e cravatta, Jesce Sole, A mio padre, Io vivo e tante altre fino ad approdare a Napul’è, un omaggio a Pino Daniele.
Questo tributo segna un po’ una svolta nello spettacolo entrato nella sua fase finale. A prendersi la scena, adesso, i brani che hanno fatto da colonna sonora ai film come Pop-Corn e patatine, Pronto si Tu? A giacc e pell e ‘Nu jeans e ‘na maglietta durante la quale, sceso tra il pubblico, rischia seriamente di rimanere schiacciato per il troppo affetto.
Dopo aver anche esaudito alcune richieste, si cinge le spalle con la bandiera del Napoli e termina il tutto con Napoli Napoli.

Nino D’Angelo 6.0, considerazioni

Questo concerto mi ha stupito non poco. Troppo spesso rinchiuso nell’immagine del caschetto biondo e di alcuni ruoli “cinepanettoneschi”, Nino D’Angelo è un incredibile performer in grado di tenere un concerto di più di due ore (a quasi 61 anni!) e di portare in giro per l’Italia uno spettacolo musicale di ottima musica suonata dal vivo- cosa non così scontata- da bravissimi musicisti. Quello che rimane è proprio questo: un godibile spettacolo di musica suonata dal vivo. Poco importa se a qualcuno Nino continuerà a risultare patetico con i suoi modi estroversi e passionali. Indici non di pateticità ma di un uomo genuino che ha ancora la voglia di tuffarsi nella sua musica divertendosi ed emozionando perché, credetemi, le persone con gli occhi lucidi erano davvero tante.
Chapeau Nino!

 

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A proposito di Angelo Baldini

Sono nato a Napoli nel 1996. Credo in poche cose: in Pif, in Isaac Asimov, in Gigione, nella calma e nella pazienza di mia nonna Teresa.

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