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Eroica Fenice

All'inizio del settimo giorno di Luc Lang per Fazi Editore

All’inizio del settimo giorno di Luc Lang per Fazi Editore

Finalista del premio Goncourt, All’inizio del settimo giorno di Luc Lang è stato pubblicato il 10 maggio a cura della casa editrice Fazi. Complesso e articolato tanto nella struttura quanto nei contenuti, questo romanzo francese si presenta, a prima vista, come un thriller psicologico ma, procedendo nella lettura, assume sfumature ben più articolate. Il thriller si trasforma, quindi, ora in epopea familiare, ora in un romanzo di ricerca delle proprie origini e della propria identità più profonda.
Punto di partenza e filo conduttore del romanzo è il dolore. L’intera vita di Thomas, personaggio centrale e multiforme, sembra attraversata da dolori antichi, risalenti all’epoca in cui, ancora bambino, viveva con un padre assente e una madre succube di quest’ultimo. A questo dolore, si sovrappone quello, ben più recente, legato ai ventotto giorni di coma dell’amata Camille, che da quel coma non si risveglierà più. Proprio la morte della moglie, spinge Thomas a cercare le proprie radici, e a intraprendere un viaggio che lo condurrà in luoghi remoti alla ricerca delle proprie radici.

All’inizio del settimo giorno di  Luc Lang, la trama

All’inizio del settimo giorno si presenta suddiviso in tre parti, in cui domina la figura di Thomas Texier: sebbene egli non sia l’unico protagonista delle tre sezioni, è in realtà l’elemento che crea un collegamento tra di esse.
Nella prima parte facciamo la conoscenza di Thomas, uomo di successo, marito devoto di Camille, padre amorevole di Anton ed Elsa, fratello minore di Jean e Pauline. Una notte, una telefonata della polizia lo avverte che Camille ha avuto un incidente mentre guida a velocità sostenuta lungo una strada secondaria ben lontana da quella che porta a casa. Camille è in coma e l’auto distrutta. Pensieri vorticosi attanagliano la mente di Thomas: che cosa faceva Camille in auto da sola in quella zona sconosciuta? Chi doveva incontrare?
La seconda parte si apre con Thomas che percorre sentieri impervi delle montagne dov’è nato, i Pirenei. Sono passati alcuni mesi dall’incidente di Camille e dalla sua morte. Il protagonista con i figli è in visita dal fratello Jean che, al contrario di Thomas, ha scelto di restare ancorato alle tradizioni di famiglia, diventando un pastore. In questo ambiente idilliaco, lontano dal trambusto cittadino, il protagonista del romanzo intraprende una serie di escursioni alla riscoperta della natura e del proprio vero io, ormai sopito da tempo. Durante la permanenza sui Pirenei, infatti, Thomas si ritroverà a pensare a eventi che, nascosti in un cassetto in fondo alla sua memoria, aveva cercato di cancellare: ripenserà alla morte del padre in un incidente in montagna, alla sua infanzia, alla fuga della sorella Pauline.
Proprio Pauline è il nodo centrale della terza parte, ambientato in Africa, dove quest’ultima vive e lavora da anni. In contatto con questo mondo lontano e totalmente differente, le prospettive di Thomas mutano radicalmente. Proprio in Africa, grazie anche al contatto quotidiano con la fame e la miseria, decide di dare una svolta alla sua vita e cercare un lieto fine.

Considerazioni finali

A primo acchito All’inizio del settimo giorno di Luc Lang dà filo da torcere. L’inizio quasi in medias res e la scrittura nervosa portano ad una lettura, almeno nella prima fase, abbastanza rallentata. Per chi ama le frasi brevi e la punteggiatura ordinata, questo romanzo può rappresentare un arduo banco di prova, soprattutto nella sua prima parte.

Ma se non ci si lascia scoraggiare, ci si accorge che una scrittura come quella di Luc Lang è quanto di più efficace si possa trovare per rappresentare il disagio interiore del protagonista. Soprattutto nel Primo libro di All’inizio del settimo giorno, e nella prima metà della seconda parte, lo stile è quello del flusso di coscienza: una valanga inarrestabile di pensieri, che passano direttamente dalla mente esagitata di Thomas alla carta stampata.

E, sebbene in alcuni punti sia davvero difficile stare dietro a questo flusso ininterrotto, non si può fare a meno di provare una forte empatia per le disavventure del protagonista. Quando poi, nel Libro terzo, tutti i nodi vengono al pettine, non possiamo far altro che gioire per la presa di coscienza di Thomas che, divenuto un uomo diverso, consapevole e pronto a ricominciare a vivere, appare finalmente sereno. A questo punto, anche lo stile assume una regolarità e sinuosità diversa, divenendo lo specchio di un animo ormai placato.

Punto di forza del romanzo sono, poi, le descrizioni paesaggistiche dettagliate, che talvolta spezzano il flusso di pensieri di Thomas, contribuendo a tenere alta la soglia di attenzione del lettore (che, in alcuni momenti, rischia di calare vertiginosamente).

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