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Vokalfest a Roma: in scena le voci a cappella e la musica corale

uno dei cori di Vokalfest

La XIII edizione del Vokalfest ha riscaldato il palco dello Spazio Rossellini di Roma con due serate, l’8 e 9 novembre, che hanno celebrato la polifonia vocale e la musica a cappella.
Il festival, diretto da Dodo Versino dell’associazione Decanto e organizzato insieme a Davide Dose di Do7 Factory, è stato una vera e propria maratona dedicata alla coralità che ha attraversato tutti i generi musicali, tra cui il soul, i cori gospel, il beatboxing, i canti gregoriani, il rock e il pop.

Un festival di voci

L’Har(d)Coro di Zalib (Roma)
L’Har(d)Coro di Zalib (Roma)

Sul palco si sono alternati gruppi provenienti da tutta Italia. Tante sfaccettature diverse che hanno celebrato la voce in purezza e la potenza del cantare insieme. Solo nella prima serata:

  • L’Har(d)Coro: il coro di Zalib, centro culturale gestito da giovani nella Capitale, diretto da Nadya Borzak ha portato sul palco le voci di studenti provenienti da tutto il mondo e ha omaggiato una canzone alla Palestina definendo lo slogan “lanciamo acuti, non bombe”
  • Il coro di 4Joy di Savigliano da Cuneo diretto da Dario Piumatti ha stupito per la composizione del gruppo formata da giovanissimi elementi.
  • Il Coro Musicanova, vincitore di numerosi concorsi internazionali di polifonia sacra diretto da Fabrizio Barchi.
  • Il gospel dei Tibur Community Gospel Choir di Tivoli diretto da Gianluigi Zucchi ha incantato il pubblico con i suoi tradizionali vestiti colorati. Il loro canto nasce come preghiera comunitaria e si trasforma in energia liberatoria.
  • l’Anonima Armonisti, un gruppo romano di incredibile bravura e poliedricità musicale che con la loro forza coinvolgente ha infuocato il pubblico facendo ballare anche i più timidi. Il loro repertorio è davvero immenso e contaminato dalla musica pop e rock.
  • I Neri per Caso, il gruppo a cappella più noto in Italia che vanta numerose partecipazioni televisive e che è stato di ispirazione per tutti con il loro modo di fare musica a cappella.

Nella seconda serata del Vokalfest si è esibito il Coro Cantering diretto da Dodo Versino che ha portato in scena la musica popolare, il Coro Musicanova, vincitore di numerosi concorsi internazionali di polifonia sacra diretti da Fabrizio Barchi, il Coro Sing Up, il Coro Diapason e il bravissimo coro del Minuscolo Spazio Vocale diretto da Filippo Stefanelli. Fiore all’occhiello della manifestazione gli Oblivion con le loro incursioni teatrali e i Rebel Bit, che uniscono voce ed elettronica.

La voce come strumento di autenticità

L’Anonima Armonisti
L’ Anonima Armonisti sul palco del Vokalfest

Quello che colpisce è che, nell’era dell’intelligenza artificiale dove tutto è frutto di manipolazioni digitali, ci siano persone desiderose di sperimentarsi e mettersi a nudo con la propria voce.

La giovane età dei partecipanti non fa altro che amplificare l’attenzione su quanto sia fuori dagli standard una modalità di canto che non preveda neppure un accompagnamento strumentale.

Questo spettacolo regala gioia e divertimento, ma soprattutto speranzariscoperta di un’umanità che spesso è calpestata e nascosta da un uso distorto dei social e della tecnologia.

La voce, primo strumento a nostra disposizione per comunicare, nel canto corale, diventa racconto ed emozione.
E forse è proprio questo ritorno alle basi, a suoni più autentici, naturali e istintivi, che ha riscaldato il cuore del pubblico.
Evviva la musica quando unisce e crea armonia tra le persone.
Evviva la voce quando, messa a fattor comune, crea arte e bellezza.
La dimensione corale di queste serate entra nell’anima, allarga i cuori e alleggerisce i pensieri.
E il pubblico, nella sala gremita, applaude e sorride: si torna a casa con gli occhi pieni di gioia e tanta voglia di cantare.

Fonte immagini: archivio personale

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