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ZAUND: un esordio celebrativo del tutto

Un titolo che evoca grande canzone d’autore… che prendo in prestito per dire, a mio modo, che dentro il primo disco ufficiale degli Zaund troviamo di tutto, dal prog al jazz passando per la canzone d’autore. E tutto questo in leggere sfumature di dettaglio che forse avremmo voluto più coraggiose ed invasive. Brani come “Crisalide” o la title track “Riflessi”, oppure “Sonno lucido” o anche “Ossidiana”, sono tutte timide testimonianze di quanto questo disco avrebbe potuto dare se solo avesse osato davvero. O forse la sua bellezza sta in questo santo equilibrio “pop-rock”. Dipende dai gusti… certamente “Riflessi” non può dirsi “opera prima” visto che dietro questo lavoro artigiano c’è maturità ed esperienza.

 

Formazione campana… per voi la napolitanità cosa significa e cosa rappresenta?

È una scena musicale storica che conosciamo e apprezziamo molto, e siamo ben consapevoli dell’importantissime tradizione musicale partenopea e campana, ma i nostri riferimenti musicali vanno oltre i confini regionale e nazionali, pur abbracciandoli.

 

Quanto avete pescato da questa terra? In cosa risentiamo questa influenza secondo voi? Lo chiedo perché trovo che “Riflessi” sia un disco molto pulito da inflessioni…

Nel nostro modo di scrivere per ora non ci sono stati regionalismi: siamo ben radicati in Campania, ma il nostro sguardo è rivolto a tutto il Paese. È stata una scelta spontanea, per cercare di realizzare l’idea pop del progetto, ma non escludiamo che in futuro potremmo decidere di scrivere qualche brano in dialetto.

 

https://www.youtube.com/watch?v=zM6xZ80-nyQ

 

Musicalmente sembra provenire da un tempo “antico”. Non è prog e non è pop… non è rock e non è d’autore. Ma tutto assieme forse?

Esatto, la chiave del suono Zaund è l’equilibrio tra il pop della forma canzone, la voglia di esprimersi attraverso parole ponderate per la loro musicalità e per il loro significato, e il rock per l’energia dei suoni. Forse il prog è l’elemento che non rientra nelle nostre intenzioni

 

Contaminazione e improvvisazione. Forse “Riflessi” come brano penso trasudi questi concetti… il disco lo trovo molto ragionato o sbaglio?

Spesso la musica è frutto di un lavoro di squadra molto istintivo, laddove sui testi c’è un approccio più riflessivo. La contaminazione è l’alchimia delle nostre diverse sensibilità musicali, e puntiamo a un risultato che sia ben più della mera somma delle parti, con l’ambizione che diventi un suono personale del gruppo.

 

Un bellissimo video come “Verdemare” rende difficile replicare con un secondo… oppure?

Grazie, siamo molto contenti del lavoro svolto con Pierpaolo Perna, il regista del videoclip di Verdemare, il nostro singolo: ha saputo realizzare con grande gusto estetico la nostra idea di realizzare un videoclip visionario e suggestivo, che non raccontasse una storia definita, ma suggerisse delle emozioni di carattere esistenziali, come le immagini descritte dal testo. Ci piacerebbe molto proseguire questo percorso estetico visionario in futuro, e abbiamo tante idee in testa, vedremo.

 

https://open.spotify.com/album/4IpKWw6uLGkkST0aSZAVN8?si=hC-EsO98RjWFPeiB0JQrEA

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