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Sergio Fermariello con i suoi guerrieri allo Studio Trisorio

Sergio Fermariello

Inaugurata, venerdì 3 maggio, la personale dell’artista napoletano Sergio Fermariello, presso lo Studio Trisorio (Riviera di Chiaia, 215).

Dopo dodici anni, Sergio Fermariello torna con i suoi iconici segni/guerriero a contaminare gli spazi della nota galleria partenopea; motivi archetipici stilizzati, ispirati alle scritture arcaiche, che lo hanno da subito reso famoso a livello nazionale e internazionale, fin dalla sua prima mostra personale nel 1989, nella storica galleria di Lucio Amelio a Napoli.

Il percorso espositivo

In mostra sei nuove opere Senza Titolo (2024) di Sergio Fermariello: tele su acciaio, acciaio smaltato bianco o su alluminio, fatta eccezione per l’unica pittura acrilica su tela, con la sua particolare texture satura di guerrieri miniaturizzati in cui l’occhio quasi perde.

Nuove superfici tridimensionali, ottenute con la tecnica del taglio laser, opportunamente distanziate dal fondo del pannello, come in un altorilievo forato; qui il segno irrompe libero e con maggior vigore su sfondi cromaticamente saturi e brillanti, in un gioco di pieni e di vuoti, presentandosi  come una sottrazione, una ferita, in un mondo logorato dalla sovraesposizione mediatica che non lascia spazio al mistero, all’immaginazione.

I segni-guerriero di Sergio Fermariello

I segni calligrafici di  Sergio Fermariello appartengono ad un alfabeto antropomorfo, basato su due soli elementi essenziali, la “i” e la “o”, ovvero la lancia e lo scudo, le uniche armi degli uomini guerriero che, con o senza cavallo, si moltiplicano all’infinito,  in un gesto di coazione a ripetere, perseguito allo scopo di indagare le possibilità e i limiti del linguaggio visivo.

Segni ancestrali, potenti, inarrestabili, che dalle origini dell’uomo e della civiltà viaggiano nel mondo in ogni direzione per aria, nel vuoto, per terra e per mare. Pronti a cambiare misura, a rimpicciolirsi così come ad estendersi per invadere tutto lo spazio possibile e contaminarlo, disseminando ovunque messaggi di pace. Perché gli uomini-guerriero di Fermariello non amano la guerra “stupida”, fine a sé stessa. I suoi guerrieri lottano per la vita e la libertà di pensiero.

I segni-guerriero di Sergio Fermariello: un’interpretazione possibile?

«Nessuna interpretazione è possibile, perché i segni sono indecifrabili e l’artista può solo limitarsi a trascriverli» ha spiegato Sergio Fermariello presente all’inaugurazione della mostra.  Pur essendo per loro natura indecifrabili, questi segni tuttavia non si sottraggono a un sottile e affascinante gioco di interpretazioni per lo spettatore.

Così ad alcuni  la “i” e la “o” evocano i preistorici graffiti rupestri; ad altri le cifre “1” e “0” delle stringhe binarie dei PC, segni-emblema quindi delle ossessioni compulsive della nostra epoca della riproducibilità ipertecnologica e computerizzataA ciascun visitatore la sua personale e libera interpretazione. 

La mostra sarà visitabile fino al 15 giugno 2024.

Alcuni cenni biografici

Sergio Fermariello vive e lavora tra Napoli e Capri. Nel 1989 ha vinto il premio internazionale Saatchi & Saatchi per giovani artisti. Dopo la sua prima mostra personale alla Galleria Lucio Amelio nel 1986 Fermariello è entrato a far parte della collezione Terrae Motus. Ha esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.  Alcune sue opere sono state installate nella stazione Quattro Giornate della Metropolitana di Napoli, nel Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo di Napoli, presso l’Aeroporto internazionale di Capodichino e nella nuova sede dell’Università Bocconi a Milano. Un suo lavoro è stato acquisito dal Museo di Capodimonte di Napoli.

Fonte immagine: in evidenza (Studio Trisorio, ph Francesco Squeglia); altre foto (archivio personale; Courtesy of Studio Trisorio)

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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