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Maredizione, la trattoria di mare di Giovanni Mele a Cardito

Maredizione

Il 12 febbraio alle ore 20:45, noi di Eroica Fenice abbiamo avuto il piacere e l’onore di partecipare a una cena stampa organizzata dai giornalisti Lorenzo Crea ed Enzo Agliardi per vivere la magia di Maredizione: trattoria di mare a Cardito (Corso Italia, 46) di Giovanni Mele e Leonardo De Luca (store manager di Macelleria di Mare).
La cena è stata un vero e proprio viaggio sensoriale che ci ha permesso di comprendere e interiorizzare la dolce ossessione di Giovanni per il mare.

Informazioni utili su Maredizione a Cardito

Servizio Dettaglio
Indirizzo Corso Italia, 46, Cardito (NA)
Proprietà Giovanni Mele e Leonardo De Luca
Piatti cult Genovese di tonno, Ricciola frollata, Pasta patate e cozze
Contatti Telefono: 08118282386

Insegna neon Maredizione Cardito
Insegna neon “Maredizione”

Design e accoglienza: l’atmosfera di Maredizione

Appena si varca la soglia, si viene accolti da un’atmosfera unica: tra insegne neon come “pensiamo sempre al mare” e banconi illuminati di un blu profondo, ogni angolo è pensato per immortalare un ricordo. Tra questi, uno dei più belli è quello della cucina a vista, che rappresenta il vero ponte tra lo chef e il suo pubblico. Qui, la trasparenza non è solo una scelta architettonica, ma il riflesso di un rapporto nato online e consolidato dal vivo. In questo modo, gli ospiti possono ammirare Giovanni Mele all’opera, trasformando la preparazione del piatto in un momento di dialogo visivo costante. Si tratta, dunque, di un palcoscenico perfetto per un’accoglienza che Giovanni definisce: “il naturale approdo di una community”:
«È stata un’evoluzione molto naturale e graduale. Per me, chi mi segue non è mai stato un semplice numero, ma un amico con cui condividere una passione. Il rapporto si è consolidato nel tempo: abbiamo iniziato a incontrarci durante vari eventi, organizzando serate e “pizzate” insieme, finché quegli stessi amici hanno iniziato a venire qui in trattoria a trovarmi».

La filosofia in cucina: chimica e tecnica di Giovanni Mele

La filosofia di Maredizione si muove su un doppio binario: un profondo rispetto per la memoria gastronomica e una spinta innovativa che si manifesta attraverso tecniche di lavorazione audaci. La maestria sta nel partire dalla materia prima, nuda e cruda che viene servita in modo da regalare un’emozione profonda. Ogni piatto, quindi, è un porto dove la nostalgia degli anni ‘80 getta l’ancora, per poi ripartire seguendo una rotta che unisce il calore verace delle taverne spagnole alla precisione della cucina norvegese, mantenendo la bussola sempre fissa sulle radici italiane e napoletane. Nonostante ciò, la tradizione seppur venerata, viene valorizzata al fine di migliorare la materia prima, grazie al  superamento degli schemi dei condimenti classici. L’esempio lampante è il trattamento della Ricciola.
È lo stesso Giovanni a spiegarci la genesi di questo piatto: «la Ricciola è un pesce dalla carne molto compatta, a tratti quasi “stoppaciosa”. Per questo la frolliamo almeno sette giorni nella cella di maturazione: vogliamo che cambi consistenza, che diventi burrosa. A quel punto, non serve coprirla con gli agrumi. Abbiamo scelto di abbinarla a un gel di melograno per la nota acidula e al cioccolato fondente, che con il suo amaro va a lubrificare il palato. È un approccio a 360 gradi che non ha bisogno dei soliti oli aromatizzati».

Se la Ricciola rappresenta la frontiera della sperimentazione, c’è un piatto che, come spiega Giovanni, ogni critico gastronomico dovrebbe assaggiare per comprendere la sua visione di cucina: la Genovese di tonno. In questa ricetta, viene fuori il passato da chimico di Giovanni Mele. È bene precisare che non si tratta di un esperimento freddo da laboratorio, ma di una tecnica pura utilizzata per gestire la cottura molto lunga, al fine di mantenere intatti tutti gli aromi. Questa ricetta è la prova che, per Giovanni, la cucina è una scienza esatta messa al servizio dell’emozione, dove ogni contrasto di sapori  è finalizzato a esaltare, e mai a coprire, il sapore autentico del mare.

Genovese di tonno Maredizione
Genovese di mare (ufficio stampa)

I piatti di Maredizione: il percorso di degustazione

In ogni percorso di degustazione che si rispetti, il “benvenuto” è il biglietto da visita dello chef. Da Maredizione, Giovanni ci ha accolto con una focaccia al burro nero di seppia, con pane alla paprika: un contrasto cromatico e di sapori che ha preparato il terreno per le portate successive. Subito dopo, un cocktail di gamberi che non è stato solo un omaggio agli anni ’80, ma un mix di equilibrio e freschezza che ci ha portati a raggiungere la veracità partenopea con i polipetti alla Luciana, cullati in un sugo denso e arricchiti da un profumo di prezzemolo fresco. 

Focaccia al burro nero di seppia Maredizione
Focaccia al burro nero di seppia

Cocktail di gamberi Maredizione
Cocktail di gamberi

Polipetti alla Luciana Maredizione

     Polipetti alla Luciana 

Il percorso ha continuato tra i ricordi d’infanzia con seppie, patate e piselli, un piatto dove   di Giovanni riesce a racchiudere il mare e l’orto in un equilibrio perfetto. Il pezzo forte però sono i peperoni ripieni di pesce azzurro che rendono chiaro il concept di Maredizione: il sapore del mare si sposa con la dolcezza del peperone e con il cuore filante di provola, il tutto racchiuso da una crosticina di pane croccante. L’ultima tappa di questo viaggio è stata la pasta, patate e cozze: un piatto denso e cremoso, dove terra e mare si incontrano alla perfezione. Ogni assaggio, dunque, conferma quella “dolce ossessione” di cui ci ha parlato lo chef: un percorso dove la materia prima non viene mai tradita, ma accompagnata per mano verso una nuova ed emozionante forma.

Pasta patate e cozze Maredizione
Pasta patate e cozze


Dopo la degustazione e l’esperienza vissuta a tavola, la nostra impressione è chiara: Maredizione non è un porto sicuro dove ripararsi, ma un mare aperto in cui vale la pena navigare. Un luogo che non cerca scorciatoie, ma sceglie una visione precisa, mettendo l’ingrediente al centro di tutto. Chi si reca da Maredizione, non cerca solo una cena, ma una rotta gastronomica audace e sincera, dove l’unica certezza è la bellezza di una scoperta che continua, piatto dopo piatto.  Consigliato.

Sede, orari di apertura e contatti di Maredizione

Corso Italia, 46, Cardito
Dal martedì al giovedì dalle 12:30-15:30 / 19:00-00:00. Dal venerdì alla domenica dalle 12:30/15:30 – 19:00/01:00.
Telefono: 08118282386

Fonte immagine in evidenza: ufficio stampa
Foto all’interno dell’articolo: archivio personale

 

Questo articolo fa parte della nostra raccolta sulle escursioni enogastronomiche fuori dal capoluogo. Trova osterie tradizionali, pizzerie di ricerca e sagre locali nelle province campane leggendo la nostra guida dedicata al mangiare fuori porta in Campania.

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