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Eroica Fenice

La categoria Food contiene 265 articoli

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Racconta Food: una nuova esperienza nel mondo del delivery

Racconta Food: una nuova esperienza nel mondo del delivery L’aspetto conviviale di consumare un pasto con amici e parenti, a casa o fuori, deriva dal piacere dello stare con gli altri assaporando gusti e alimenti che hanno una storia e un significato simbolico spesso legato alle tradizioni locali di appartenenza. Il cibo è relazione e da quando nasciamo esso non si limita solo ad essere fonte di sopravvivenza biologica, ma veicola innumerevoli significati simbolici, relazionali e sociali. Se pensiamo alle riunioni familiari, agli spuntini fra colleghi, agli aperitivi tra amici e alle cene di coppia, il cibo rappresenta un momento fondamentale per costruire i legami sociali e d’affetto. Il distanziamento sociale e i ristoranti chiusi, hanno determinato l’aumento del delivery ma ciò che manca al mondo del food è il rapporto con i clienti. Provate però ad immaginare una consegna a domicilio diversa dal solito, che riserva qualcosa di speciale. Insieme alla pizza, al piatto o dolce preferito scelto, arriverà nelle nostre case un Qr-code con la voce del pizzaiolo, chef o pasticciere che non solo spiegherà il piatto, ma che vi saluterà con un messaggio vocale. Il valore che ha acquisito la tecnologia ultimamente è quello di abbattere le distanze e recuperare almeno in parte ciò che è il fulcro della ristorazione napoletana: il rapporto umano. Il “Racconta food” è un idea semplice e funzionale, pensata dalla giornalista Valentina Castellano e sviluppata dall’azienda tecnologica Wip Lab. L’ intento è quello di ristabilire una connessione tra cliente e ristoratore, rendendo di nuovo viva e coinvolgente l’esperienza di consumare una pietanza dalla propria abitazione. A sposare per primi questa idea sono Enrico e Carlo Alberto Lombardi della storica pizzeria Lombardi 1892 a Via Foria, che ci hanno raccontato la loro esperienza e motivazione: “Se il cliente deve restare a casa, abbiamo deciso di portare un pezzo di noi , della nostra storia insieme alla consegna a domicilio -ci spiega Enrico Lombardi – sui cartoni delle pizze verranno attaccati degli adesivi con Qr – code che una volta scaricati sui propri cellulari permetteranno di ascoltare dei nostri audio, con le nostre voci, in cui salutiamo il cliente, spieghiamo la pizza, gli auguriamo buon appetito”. “Ci manca il rapporto diretto, quello fatto di racconti, di storie, di confronti – aggiunge Carlo Alberto – ma non ci fermiamo e la tecnologia ci da una mano. Per questa prima fase abbiamo registrato 10 audio per 10 pizze tra quelle storiche e le nostre proposte”. Ed è con questa idea che da oggi chi ordina una pizza dai Lombardi una volta aperto il cartone della pizza potrà ascoltare la voce di Enrico, quinta generazione di piazzaioli, come nasce la “pizza figone” o la “Don Enrico”, quella dedicata al nonno, o gli ingredienti del ripieno al forno, o quelli della “Starace”. “Non rinunciamo al cuore del nostro lavoro, che è il rapporto con i nostri clienti– dice Enrico – Vogliamo che sappiano che noi ci siamo. E la nostra voce, il nostro racconto, siamo certi abbatterà le distanze. Nell’attesa […]

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Dabliu, gastronomia e resilienza a Villa Fernandes

Spazio creativo di dialogo, arte e gastronomia. Villa Fernandes è uno splendido simbolo di resistenza.  Dal clan Rea alla città, finalmente restituito, dopo tanti bandi e lotte, e pronto a fare da approdo, da polo d’attrattiva culturale per l’intera Portici. In questo contesto nasce Dabliu, caffetteria, ristorante e lounge bar dai sentori e l’arredo internazionali ma dall’anima e dal cuore tutto campano. Storie di riscatto sociale, coraggio e un pizzico di follia quelle dei suoi gestori che, rinunciando ad incarichi di primo piano e di sicuro futuro – hanno scelto di investire in questa attività, la cui visione è in perfetta coerenza con quella del bene confiscato. È nato quindi un hub creativo dalla doppia anima: rifugio mattutino di studenti e lavoratori in smart working in cerca di tranquillità, un ottimo caffè e un pasto frugale, e delizioso ristorante dalla cucina di semplice ricercatezza. Dabliu: tra coraggio, gusto e talento   Dabliu è un progetto che vedere coinvolte personalità e professionalità importanti del territorio. A dirigere i fornelli c’è Giovanni Zurolo, executive Chef che vanta, nonostante la giovane età, importanti esperienze, come quella con L’hotel Il San Pietro di Positano. La sua idea di cucina – come dimostrato nel corso della cena stampa che si è tenuta il 22 ottobre -è quella di stupire con delicatezza, rielaborando sapori tradizionali in chiave sperimentale. Un esempio che ci ha particolarmente colpito è stata una stracciata di bufala servita con un uovo fritto crudo all’interno, fungo crudo e melagrana. Discorso analogo è possibile farlo per la sfera di ceci con mela, germogli di barbabietola e mostarda. Queste due pietanze sono state accompagnate da due ottimi vini, abilmente scelti da Enzo Fiore, che con incredibile cordialità ci ha guidato e accompagnato nella degustazione con precisione e simpatia. Anche i vini, così come le birre, in coerenza con la mission, sono scelti tra viticoltori e aziende locali. A chiudere il team Fabio Romanello, esperto maitre, il bartender Dario Bertolini e Luisa Capece, coordinatrice del gruppo. La sua esperienza nel settore ristorazione, catering e commercio equo e solidale sono sicuramente uno dei valori aggiunti di un ristorante – caffè non banale, e in cui la ricchezza più grande è nell’umanità e nella professionalità dei suoi attori, professionisti pronti a mettersi in gioco – Covid permettendo – per uno scopo più alto: dare luce alla realtà sociale, soddisfare palati, emozionare, più semplicemente. Foto e immagini copertina: Marcello Affuso

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Il Riff music and drink presenta la sua nuova lista di cocktail

Riff music and drink ha presentato la sua nuova carta dei drink e… Resistere, sapersi reinventare e, perché no?!, continuare a stupire, Il Riff music and drink ha aperto poco più di un anno e mezzo fa ma di strada, nonostante il lockdown, ne ha fatta davvero tanta. Ubicato a in Via Giuseppe Martucci 87, in una delle vene del cuore del quartiere Chiaia, questo piccolo bar a tema musicale è nato dalla voglia di riscatto e della visione di una famiglia, che in esso ha riversato idee, creatività e un’incredibile dose di passione. Passione e fiducia, soprattutto, dato che la sua gestione è stata affidata ad Andrea che, a soli 22 anni ne è diventato leader, barman e titolare. La sua spigliatezza, il suo carisma e la sua affabilità sono il benvenuto ideale per ogni cliente che frequenta il Riff e i suoi interni, che tanto ricordano le vecchie fabbriche americane degli anni 50’. Materie prime di qualità sono i diktat sia a colazione, con cornetti di indubbia bontà, sia nel resto della giornata con zingare e ottimi drink accompagnati da stuzzichini e taglieri di salumi e formaggi. A proposito di creatività e bere bene, abbiamo avuto la possibilità in settimana di studiare prima e degustare poi la nuova carta, che ci ha stupito positivamente. Riff music and drink, i nuovi cocktail L’idea di base è quella di omaggiare la città di Napoli, i suoi luoghi più caratteristici e amati e i suoi sapori (e quelli di del beneventano), e per questo sono nati: Partenope: liquore di babà, triple sec e gin Marechiaro: Gin, Strega, sciroppo di frutto della passione, lime, sour, menta, bitter bianco Nisida: bitter Luxardo, vodka Zubrowka, triple sec, Angostura, zucchero Martucci: vodka, rum, gin, Passoa, sour, bitter rosso, sciroppo di frutto della passione Spaccanapoli: bitter, Campari, vermouh rosso, Strega Angostura, ginger ale Per quanto concerne i progetti i futuri, invece, la fucina di sogni del Riff music and drink è sempre in movimento.  Avere la possibilità di fruire degli spazi esterni e di ambienti più spaziosi, in primis, ma anche di aprire un secondo locale è nei loro ambiziosi piani. E noi auguriamo ad Andrea e alla sua splendida famiglia, esempio di un’impreditoria giovane e sana, questo ed altro. Foto di Renato Aiello

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Cenando sotto un cielo diverso: eccellenze in mascherina!

“Cenando sotto un cielo diverso” ha riunito ancora una volta i napoletani nel segno della solidarietà. Quest’anno l’evento ormai saldamente radicato sul territorio assume ancora di più le caratteristiche dell’eccezionalità. In tempi incerti (causa Covid) è riuscito lo stesso a collezionare consensi, a rispettare la salute di tutti gli ospiti e i puntualissimi propositi di beneficenza. Anche per questa edizione gli introiti sono stati destinati alla costruzione di un laboratorio ludico-didattico per malati schizofrenici e all’acquisto di giocattoli per i bimbi del reparto di nefrologia dell’ospedale Santobono Pausilipon. La scelta della location per la serata del 29 settembre è ricaduta su “Villa Alma Plena” nel casertano. Vibrazioni positive emanate dagli ampi e signorili spazi hanno accolto le persone, garantendo lo scorrere fluido e piacevole dell’evento. I tavoli imbanditi con i piatti dei numerosissimi e fedelissimi chef della kermesse hanno rispettato ampiamente le distanze di sicurezza e la vastità dei diversi ambienti esterni ha garantito la tutela dello spazio personale di tutti i presenti, evitando calche e sovraffollamenti. La mascherina (d’obbligo!) non ha impedito di fruire appieno e serenamente delle pietanze esposte, grazie a qualche tavolo appositamente disposto. “Cenando sotto un cielo diverso” tra innovazione e tradizione Si riparte quindi alla grande con gli eventi enogastronomici. “Cenando sotto un cielo diverso” non ha fatto che confermare il suo primato nell’ambito con proposte molto variegate e sempre di qualità. Dagli abbinamenti più ricercarti ai must have, dalle sperimentazioni ai classici della tradizione, il tutto bagnato dal ricco sapore di vini dalle diverse caratteristiche e provenienze. E come suggerisce il concept di questa edizione, “Il Buono dopo la tempesta“, una delle peculiarità che accompagna da sempre il format è la bontà dei prodotti. Il primo assaggio a sorprendere è stata la classica focaccina di “Pizzeria INFORNO Pizza Birra & Brasserie” in tre declinazioni. La prima realizzata con prosciutto crudo stagionato 12 mesi, fichi e cipolla rossa caramellata con zucchero integrale di canna. La seconda con provola affumicata, mortadella di Bologna IGP e pesto di pistacchi cotti a vapore. La terza con stracciatella di latte vaccino, alici e pomodorini gialli del Piennolo DOP. Intanto Salvatore Spuzzo, chef di Villa Alma Plena, ha presentato il suo piatto con guancia di vitello, sponge di bagna cauda, funghi porcini e consistenza di ortaggi. APCN Team con lo chef Alessandro Carello è venuto da Napoli per portare la sua pietanza a base di cubo di bufala, pomodoro bruciato e perlage di basilico. Tra tutti i piatti, due chicche da non perdere sono state le proposte arrivate da “Garage Gourmand” e dal “Brigante dei sapori”. Nel primo caso il piatto si crea su una battuta di manzo alla colatura di alici con una salsa lardiata, zabaione salato e una spugna di spinaci. Nel secondo un bignè al nero di seppia con stracciata di bufala e tonno affumicato con fichi e concassé di verdure. Sebbene riduttivo riportare solo alcuni di tutti gli assaggi portati all’attenzione, “Cenando sotto un cielo diverso” si è dimostrato ricco di possibilità e confronti culinari. Alcuni […]

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Il Principe e Pasticceria De Vivo presentano due panettoni salati Luxury Edition

Il Principe e Pasticceria De Vivo danno vita ad un evento che può segnare un passo in avanti nella collaborazione tra due diversi mondi della gastronomia: in questo caso, la pasticceria italiana e l’alta cucina. Lo scorso 25 settembre si è tenuta a Pompei, presso il ristorante Il Principe del patron Gian Marco Carli, la presentazione di due panettoni salati Luxury Edition creati dall’estro della Pasticceria De Vivo, una istituzione non soltanto in città ma anche nel resto d’Italia, con un bellissimo punto vendita presso La Rinascente di Milano. Non sono certamente i primi lievitati salati proposti dal maestro lievitista Alfonso Schiavone: infatti, nel catalogo della pasticceria sono presenti lievitati (validi tutto l’anno) con papaccelle napoletane e colatura di alici di Cetara e con carciofi di Paestum, oltre ad una nutrita lista di panettoni classici e farciti con creme ed altri ingredienti pregiati, sia della Campania che del resto d’Italia. Ma stavolta, l’intera famiglia De Vivo ha deciso di superarsi: i due lievitati salati dell’anno 2020 vedono non solo l’impiego di materie prime pregiate e rare, ma la consulenza “aromatica” dello chef Gian Marco Carli, che ha guidato Alfonso Schiavone nei dosaggi e nelle modalità d’impiego. D’altro canto, Schiavone ha lavorato perfettamente sulla gentilezza del lievitato, utilizzando come sempre materie prime di altissima qualità ma “aggiustandole” di dosaggio, in modo tale da accogliere le materie prime che hanno – per la prima volta nella storia della pasticceria – impreziosito la pasta lievitata, opportunamente calibrata al meglio. Abbiamo quindi potuto apprezzare due lavori che rientrano a pieno titolo nell’alta lievitazione e nell’alta cucina: un connubio che speriamo possa andare lungamente avanti e segnare un punto di svolta e di collaborazione tra due rami della gastronomia che sono un vanto della Campania e dell’Italia intera.   Il primo, panettone salato all’acqua di mare, caviale e plancton, vede la sezione di panettone servita con caviale e completata con acqua di mare di Sardegna, adeguatamente resa adatta all’uso alimentare. Il morso è salino, delicato ma allo stesso tempo persistente: imperdibili per gli amanti del mare. Di bosco, di piante, di terra invece è il panettone al tartufo bianco d’Alba, con ganache di crema all’uovo: il tartufo è persistente ed invasivo e – spiega lo chef Gian Marco Carli – l’unico modo per riequilibrare un tartufo costoso e persistente è l’uovo. Il risultato che ne esce fuori assomiglia ad un matrimonio destinato sin dalla nascita. Il patron Marco De Vivo, da imprenditore illuminato qual è, ci spiega i canali di vendita di questi due gioielli salati: saranno in limited edition, quindi pochi pezzi per ogni tipologia; gli ingredienti che andranno a comporlo sono stati ricercati e selezionati con mesi d’anticipo, per permettere allo chef Carli ed al lievitista Schiavone di fare tutte le prove necessarie. Di seguito, abbiamo potuto apprezzare un “assaggio” completo della cucina de Il Principe di Pompei, raffinata ma allo stesso tempo immediata. Il giovane Gian Marco lavora con il farro ed altri grani antichi per i suoi lievitati, realizzati a partire […]

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Fabiana Ferrucci e Igor Margotti: un progetto di consulenza gastronomica

Gli chef Fabiana Ferrucci e Igor Margotti danno vita a un progetto di consulenza gastronomica: Gli chef Fabiana Ferrucci e Igor Margotti, nella sera del 23 settembre, danno vita a un progetto di consulenza gastronomica sullo sfondo di un tramonto in riva al mare, presentando l’evento che vede il compimento del loro progetto; una società di Consulenza e Formazione con annessa Business Unit dedicata al Banqueting. Essa si occuperà, come già in passato i due chef hanno fatto singolarmente, dello start-up di nuovi progetti, menù engineering, food costing, consulenza sulle attrezzature, formazione dedicata al personale di sala e di brigata. La sezione Banqueting si dedicherà, invece, all’organizzazione di eventi, manifestazioni e feste private. Un binomio all’insegna della diversità, due personalità eterogenee ma che insieme creano sapori unici; Fabiana Ferrucci giovanissima brucia le tappe partendo dalla Pizzeria di Michele Condurro (CE) dalla quale viene contattata giovanissima, per passare a “Spicchi d’Autore” dove affianca come responsabile di cucina il Monzù di Gerardo Modugno apprendendo i segreti della frittura. Approda poi a Dodici Morsi (CE) al fianco dello Chef Mirco Scognamiglio e in seguito a “La Figlia del Presidente” in qualità di Chef. Frequenta lo Zen Food Lab dello Chef Alfredo Iannaccone fino a diventare poi nel 2020 responsabile del comparto femminile dell’Associazione Provinciale Cuochi Napoli Invece lo chef Igor Margotti muove i primi passi da Casa Maria Antonietta ad Anacapri e poi da E’ Divino a Capri. In seguito diventa Chef del Nabilah Luxury Beach a Bacoli e poi dell’Oasi del Mare a Varcaturo per compiere poi l’ultimo passo, cronologicamente parlando, che lo vede Chef resident insieme a Fabiana presso il ristorante Cantina La Barbera a Napoli. Al cospetto degli sponsor Lido Oasi del Mare (nato circa 50 anni fa dalla mirabile visione imprenditoriale del patron Pasquale Cacciapuoti, attualmente il lido Oasi del Mare di Varcaturo, stabilimento balneare e beach club, dispone di un’ampia spiaggia attrezzata con solarium e di un ristorante con vista sul mare che propone una cucina raffinata basata su ottime materie prime), Sapori Unici di Elio Testa (fonda la “Sapori Unici”, azienda leader nella produzione e distribuzione di prodotti caseari e nella consulenza a gastronomie e ristoranti anche stellati), Lofoten Seafood Group (L’azienda, diretta da Katharina Mosseng, distribuisce in Italia Stoccafisso IGP delle Isole Lofoten, baccalà, salmone affumicato e Skrei®. Tutto il pesce viene allevato e pescato nelle Isole Lofoten, situate a nord-est della Norvegia, in modo sostenibile nel rispetto degli ecosistemi locali. La trasformazione, effettuata con tecniche tradizionali e certificate, garantisce un prodotto finale sano e naturale), La luna nel bicchiere ( Steffen Wagner, tedesco innamorato di Napoli, fonda il suo ristorante nel 2018. L’azienda seleziona e distribuisce etichette di 15 piccole cantine, campane e italiane, che abbracciano tutti gli stili di produzione. Inoltre Wagner, sommelier e degustatore AIS, progetta e redige carte dei vini e fornisce consulenza ai ristoratori per la gestione della cantina), Pascarella Ho.re.ca. (L’azienda, fondata nel 2014 da Nunzio Pascarella dopo una trentennale esperienza nel settore ho.re.ca., dispone di una gamma di oltre 4000 prodotti […]

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Barittico è la prima salumeria di mare nel vomerese

Ha aperto nel cuore del Vomero, in via Merliani 51A, la prima Salumeria di mare: il Barittico.Il progetto nasce dall’incontro di un gruppo vario ed eterogeneo unito dalla passione per il pesce e le sue svariate declinazioni. Stiamo parlando degli ingegneri Bruno Sensenhauser e Stefano Toscano, l’economista Marco Matrecano e lo chef Vittorio Zigarelli, già insieme nel progetto Panamar, specializzato nei panini di mare. “Barittico” nasce con un’idea innovativa e un format senza precedenti sul territorio. La Salumeria di mare fa della sperimentazione il suo punto forte proponendo piatti come il salame di tonno, la porchetta di ombrina e la pancetta di salmone. Abbiamo intervistato i fondatori, che ringraziamo per la loro disponibilità, per scoprire com’è nata questa proposta culinaria alternativa ed originale. Intervista ai titolari di Barittico C’erano una volta due ingegneri, un economista e uno chef. Com’è nato questo gruppo e l’idea di aprire un’attività insieme? Il gruppo nasce 3 anni fa, quando abbiamo deciso di aprire Panamar. Inizialmente eravamo 3 amici che, dopo esperienze lavorative diverse, avevamo il sogno di realizzare un progetto nuovo. Poche settimane prima dell’apertura del primo locale di via scarlatti, conoscemmo lo chef. Ci fu subito unione di intenti e il progetto partì immediatamente. Cosa rende unico il format del Barittico rispetto a tutte le altre offerte di cucina di mare nel vomerese? Barittico è un format unico nel suo genere. Proponiamo taglieri con salumi di mare.  Un prodotto nuovo, frutto di anni di studio e prove in cucina. Com’è nata l’idea di tagliare il pesce a mò di carne? L’idea è nata dalla necessità di creare un prodotto diverso, nuovo e unico. Con orgoglio possiamo dire che barittico è il primo format italiano dedicato esclusivamente ai salumi di mare. L’utilizzo del pesce in modo alternativo caratterizzava già il vostro precedente progetto Panamar. Come mai avete scelto di aprire un nuovo ristorante sempre sulla linea del pesce piuttosto che creare un’alternativa di carne? Abbiamo scelto di continuare aprendo un format con prodotti ittici piuttosto che carne, perché, dopo anni di esperienza,ci sentiamo molto preparati. Il lockdown ha costretto alla chiusura già nelle prime fasi di preparazioni del locale. Ciò ha inciso positivamente o negativamente sul progetto? Il lockdown ha inciso sicuramente in maniera negativa. Però ci ha spronato a migliorare, a cercare alternative e a creare valore aggiunto con misure straordinarie. Infine, a quale clientela si rivolge il Barittico? E’ da considerarsi un posto per mangiare a pranzo e cena o proponete anche aperitivi e piccoli assaggi? Barittico si rivolge a una clientela propensa a provare sapori nuovi. Proponiamo abbinamenti di prodotti ittici e cocktail. Al momento siamo aperti dalle 17 alle 2 di notte, siamo un format di aperitivi-apericena. Il menù è composto da 3 taglieri di dimensioni diverse, abbinati a prodotti di pasticcieria di mare, di rosticcieria di mare e crudi. Immagine copertina: ufficio stampa

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Festival degli Artisti del Gusto, recensione della serata

Si è tenuto martedì 8 settembre, presso Villa Diamante a Posillipo, l’atteso “Festival degli Artisti del Gusto”, evento che raccoglie e mette insieme una parte delle vaste eccellenze enogastronomiche campane. Immersi nel verde dei giardini di Villa Diamante, in una (nuovamente) calda serata di un martedì di fine estate, nel rispetto di tutte le misure di sicurezza e linee guida Covid 2019, gli invitati hanno potuto riappropriarsi, in parte, di una perduta, o almeno messa in stand-by, normalità: e non poteva esserci occasione più ghiotta, per ricominciare a vivere gli eventi e la ricchezza che il nostro territorio ci propone. Anche quest’anno l’ideazione e l’organizzazione di Angela Merolla non hanno deluso le aspettative, proponendo, a tutti i partecipanti della serata, piatti che spaziavano dalla tradizione culinaria campana, come la pizza fritta con cicoli e ricotta, fino ad arrivare a rivisitazioni di ricette e piatti tipici, assemblati con materie prime e ricette mutuate da varie parti del mondo, come i decisamente orientaleggianti gyoza ripieni di carne di bufala cilentana, con l’intento di creare un ideale ponte che possa unire tradizione e innovazione, oriente e occidente. Non da meno anche le mani e le menti dei sapienti pastry chef, presenti alla manifestazione di gusto, sono stati in grado di prendere la tradizione e rivisitarla creando, ad esempio, monoporzioni di pastiera fredda, o il dessert “percochella” con riduzione di vino rosso (un dolcetto che fa palpitare i cuori di molti, al ricordo di pranzi domenicali estivali all’insegna della percoca nel vino, il più classico dei classici), passando per i più classici cestini di frolla, crema pasticciera e fragoline, ai babà ripieni di crema al limone in infusione. A coronare la serata, un accompagnamento di vini tipici campani, bianchi, rossi e rosati, passando per il caffè e l’ammazzacaffè, rappresentato da un amaro a base di erbe, e da vari infusi alcolici, dai variegati gusti di liquirizia, camomilla e lime, basilico e peperoncino, e così via. Nell’augurarci che questo Festival degli Artisti del Gusto possa rappresentare solamente il primo passo verso una, non ancora del tutto, ritrovata normalità, approfittiamo di eventi come questi per ricordarci, in primis, di quanto ricco, fecondo e diversificato sia il nostro territorio, offrendoci la possibilità di poter sperimentare contaminazioni di gusti e sapori sempre nuovi, mantenendosi però sempre familiari e sottolineando quanto siano importante la contaminazione culturale e l’incontro di culture diverse, che sia a tavola o nella vita. Immagine copertina: Marcello Affuso

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Ohana Pokè Napoli: sentirsi a casa alle Hawaii

Pesce crudo fresco di qualità, riso, verdure, frutta, tutto in una bowl dai colori freschi e vivaci. Ohana Pokè è il nuovo piccolo locale nel cuore del Vomero dove sperimentare la migliore cucina hawaiana e gustare ciotole coloratissime e freschissime pokè da comporre a seconda dei gusti personali o già pre-composte. Un piatto leggero, fresco e poco calorico, che nella lingua hawaiana significa “tagliare a pezzi” e si riferisce all’ingrediente principale:  il pesce, che è quasi sempre crudo.  Il pokè combina riso (riso jasmime, riso venere, riso da sushi ) con vegetali e cubetti di pesce crudo o cotto (salmone crudo speziato, tonno crudo speziato, ricciola cruda, gamberi, pescato del giorno alla piastra), salse, semi, spezie, frutta secca e topping vari. Ohana Pokè nasce dal sogno di due fratelli, Fabrizio e Flavia Loprete , giovani ristoratori, con già molti anni di esperienza nel campo della ristorazione nazionale e internazionale. ai quali Lilo e Stitch hanno insegnato che  * OHANA SIGNIFICA FAMIGLIA *. «Ohana significa famiglia, e nella famiglia nessuno rimane indietro»– dice Fabrizio Loprete «Significa sentirsi a casa e prendersi cura dell’altro. Il nostro obiettivo è quello di far gustare la spensieratezza e la serenità dell’estate, i profumi e i sapori tropicali tutto l’anno, allargando sempre di più la nostra famiglia. Abbiamo pensato proprio a tutto all’interno di Ohana Pokè, dall’offerta culinaria tipica giappo-hawaiana, all’arredamento curato in dettaglio nei suoi infiniti colori, per far sentire i nostri clienti alle Hawaii, ma nel pieno del quartiere Vomero».   Ohana Pokè: le Hawaii a Napoli Il pokè è la nuova tendenza culinaria approdata a Napoli e proveniente dalle isole Hawaii.  Si tratta di un’insalata coloratissima da comporre a seconda dei gusti personali. Il piatto, nato dalla fusione della cucina giapponese con quella hawaiana, deriva dalla tradizione dei pescatori delle isole Hawaii, che erano soliti preparare la pietanza con gli scarti del loro pescato e mangiarlo come spuntino. La base del piatto è, invece, il riso, sushi o integrale, oppure la quinoa, la misticanza, gli spaghetti di riso o l’insalata mista, cui viene aggiunto salmone, tonno, gamberi (scottati, al vapore o, quasi sempre, crudi). Il condimento prevede, in diverse combinazioni, salsa di soia, olio di sesamo, lime, latte di cocco, ecc. con aggiunta di spezie. La ciotola viene, infine, completata con un topping di wakame, edamame, avocado, ecc.  Ohana Pokè è un locale, intimo e accogliente, che mixa la tradizione culinaria hawaiana con quella campana e giapponese. Propone una cucina fusion, che spazia dalle poke bowls tradizionali a bowls rivisitate rivisitati in chiave napoletana (Riso sushi, cozze di Bacoli, datterino giallo, zucchine, tarallo sbriciolato), passando per i rolls fino alle sweet bowl. Il sogno della cucina Hawaiana: Fabrizio Loprete si racconta «Ho iniziato nel campo della ristorazione quando ero molto piccolo e nel giro di qualche anno a Milano sono riuscito nella gestione di diversi ristoranti. La mia passione per la cucina orientale ha avuto inizio quando ho iniziato a viaggiare molto e ho avuto modo di conoscerla a fondo. Ho amato tanto, […]

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SfogliateLab di Vincenzo Ferrieri presenta il nuovo aperitivo a piazza Dante

SfogliateLab, il noto brand di bar-pasticceria di Vincenzo Ferrieri con sede storica a piazza Garibaldi, apre un secondo punto vendita a piazza Dante, 80, il primo luglio, a vent’anni dall’apertura della prima sede: un’apertura che è anche rinascita, un buon auspicio per lasciarsi alle spalle un periodo terribile: è al padre Salvatore, guarito dal Coronavirus, che il figlio Vincenzo dedica quest’apertura, un nuovo inizio denso di speranze e preludio di un successo garantito dalla fama della brand, ormai baluardo della tradizione pasticciera napoletana da tre generazioni, tra storia e creatività. Stanchi del solito aperitivo a base di patatine e olive? Niente paura! Vincenzo Ferrieri presenta il nuovo aperitivo di SfogliateLab   Sabato 25 luglio Vincenzo Ferrieri presenta il nuovo aperitivo a base di sfogliatelle rustiche nella nuova sede di SfogliateLab: un ottimo menù a base di sfogliatelle ricce rustiche, connubio di tradizione ed innovazione per soddisfare ogni palato, da gustare in compagnia. Una deliziosa sfoglia croccante, come insegna la tradizione, che avvolge -letteralmente- i sapori tipici della cucina napoletana: salsicce e friarielli, peperoni, melanzane, provola, ricotta e salame. Per chi invece avesse voglia di dolce, nel menù del nuovo punto vendita SfogliateLab non possono di certo mancare le celebri Sfogliacampanelle, sfogliatelle ricce dolci classiche, al cioccolato, al pistacchio, ricotta e pera o in altre varietà in una particolare forma conica che ricorda, appunto, una campanella. Ma la fantasia di Vincenzo Ferrieri non si ferma qui: il nuovo bar-pasticceria di piazza Dante reinventa una ricetta tipica della tradizione dolciaria italiana in una presentazione decisamente originale e iconica della nostra città. Si tratta del Mokamisù, un tiramisù, preparato nella sua ricetta classica, servito all’interno di una moka che il cliente può portare a casa con sé. Un oggetto immancabile nelle case degli italiani e, particolarmente, dei napoletani, dove il caffè è oggetto un vero e proprio culto, un rito che si ripete più volte in un giorno e che ha del sacro in tutte le sue fasi, dalla preparazione fino alla degustazione. Cantava Domenico Modugno, nella celebre canzone dedicata al caffè di Modugno e Pazzaglia, “Ah, che bellu cafè, sulo a Napule ‘o sanno fa’/ e nisciuno se spiega pecché / è ‘na vera specialità!“. Una presentazione innovativa di uno dei dolci più apprezzati e conosciuti tanto in Italia quanto all’estero della nostra tradizione dolciaria nazionale, che di certo attrarrà tanto i turisti quanto gli affezionati avventori napoletani del locale. Al centro di piazza Dante, ai piedi della statua del Sommo Poeta uno striscione recita: “Essere napoletani è meraviglioso”. Seduto ad uno dei tavolini di SfogliateLab, centrale rispetto alla piazza, gustando le sue ultime prelibatezze in una delle piazze più belle e vitali della città, è impossibile dubitarne. Foto di Serena Schettino  

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