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Eroica Fenice

La categoria Food contiene 230 articoli

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Panettone artigianale in Campania: 12 consigli per gli acquisti

Panettone artigianale in Campania: cosa ci ha lasciato lo scorso anno? L’anno scorso abbiamo iniziato il nostro viaggio nel panettone artigianale in Campania: vi abbiamo consigliato ben 13 panettoni artigianali prodotti dagli artigiani migliori della nostra regione. La nostra Campania è carica di eccellenze che hanno guadagnato ottimi posti nelle blasonate classifiche e nei ricchi concorsi nazionali. Il panettone, per chiamarsi tale, deve attenersi a delle proporzioni di ingredienti e lavorazioni ben precise, pena l’esclusione da tale nome: deve avere farina, zucchero, uova fresche per almeno 4%, burro per almeno il 16%, arance candite e uvetta per almeno il 20%, pasta acida, lievito naturale. Questo secondo il disciplinare appositamente stilato. Insomma, tutto lasciava presagire delle grandi performance lievitate per il panettone artigianale in Campania, per quanto riguarda il Natale 2019. Dobbiamo dirvi che le aspettative non sono nient’affatto deluse, ma lo vedremo nel paragrafo successivo. Panettone artigianale in Campania: cosa ci ritroviamo quest’anno? Per quanto riguarda il panettone artigianale in Campania Anno Domini 2019, sono da poco terminati i concorsi deputati ad eleggere i migliori panettoni d’Italia (e qualcuno pure del mondo), le classifiche delle varie riviste di settore. Queste “guide” sono utili per il consumatore nella scelta del miglior panettone artigianale da portare in tavola per il proprio gusto personale e per soddisfare il palato dei commensali. Il panettone artigianale in Campania del 2019 si è evoluto ancora di più, concentrandosi su alcuni parametri ben precisi: messo a punto l’impasto perfetto di ognuno, si procede alla ricerca della canditura perfetta della frutta e della ricerca di un ricco bouquet di aromi. Per quanto riguarda i panettoni artigianali in Campania, sezione innovativi, vediamo che molti si sono concentrati sulla lavorazione del cioccolato ed anche sull’inserimento di agrumi come arancia, bergamotto, mandarino. Tutto è elegantemente ricco e la Campania la si riconosce anche a distanza. Di seguito – in ordine assolutamente casuale: la nostra non è una classifica, ma una selezione del meglio della Campania! – trovate i nostri imperdibili consigli per gli acquisti. Ci perdonerete se qualche panettone si è “ammaccato” durante il viaggio, ma vi assicuriamo che il gusto è rimasto intatto. Parola delle nostre papille gustative. Pasticceria Pina – San Marzano sul Sarno Vi consigliamo caldamente l’acquisto di questo panettone artigianale tout court: il Maestro pasticciere Vincenzo Faiella torna nella pasticceria di famiglia portando tutto il suo know how nel mondo dei lievitati. In questa piccola pasticceria dai grandi progetti troverete una limited edition di panettoni da far venire il capogiro. Il panettone di Faiella è soffice sin dall’aspetto, con una cupola color caramello bellissima e regolare, al naso la vaniglia comanda senza disturbare. La pasta è soffice, setosa e viene voglia di tirarla via dal corpo con le mani nude. Panettone tradizionale di assoluto valore, ma se volete osare c’è un commovente ricotta e cannella ma anche un goloso Cioccorhum, cioccolato e rhum. Segnatevi questo indirizzo: è da non perdere anche per la pasticceria tradizionale e per i lievitati da colazione, come brioche e graffe dolci fritte. […]

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Pizzeria La Cosacca di Pompei presenta il suo nuovo menù

Situata in via Lepanto 271/273 a Pompei, la Pizzeria La Cosacca ha presentato alla stampa il suo nuovo menù autunno-inverno: all’appuntamento dello scorso sabato 7 dicembre, organizzato da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, sono intervenuti giornalisti ed esperti del settore per collaudare le novità proposte. Un’esperienza gastronomica all’insegna della tradizione: è ciò che si può trovare alla Pizzeria La Cosacca, non lontano dal centro della città mariana. Il locale si presta a diventare un luogo di ritrovo per la movida cittadina, ma anche per coloro che sono in visita al famoso Santuario o agli scavi. Il menù presentato sabato ha messo in risalto il talento di Stefano De Martino, pizzaiolo con alle spalle una carriera notevole nonostante la giovane età: dopo un’entrée composto dalla classica frittatina napoletana, con cipolla, carote, carne macinata, besciamella, fili di peperoncino e pomodoro San Marzano, si è passati alla degustazione di quattro pizze: La Pizza Di De Martino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino; La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati; La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico; La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato. A conclusione, l’assaggio di dolci della celebre pasticceria napoletana Poppella. De Martino propone una pizza in cui regnano molti dei prodotti tipici della tradizione gastronomica campana: fior di latte di Agerola, crema di friarielli, cacioricotta cilentana, cipolle ramate di Montoro, papaccelle napoletane, pomodorini del Piennolo DOP e molto altro ancora. Una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile perché preparata con un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Una prelibatezza con un’idratazione del 70% e perciò facilmente masticabile. Oltre al gusto del cibo, improntato su tradizione ed estro, altri punti forti del locale sono sicuramente l’ambiente accogliente, l’arredamento colorato e vivace, le ampie possibilità di parcheggio e la cordialità del personale. Fonte immagine: https://www.labuonatavola.org/la-cosacca-presentazione-del-nuovo-menu/

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Hostaria degli Artisti, una cucina funzionale e deliziosa

Hostaria degli Artisti, un piccolo capolavoro di gusto al Vomero Pranzo di lavoro? Cena conviviale? In tanti sono angosciati al sol pensiero di consumare un pasto al ristorante. Eppure tanti momenti della vita ruotano attorno al cibo, e questo – ovviamente – influisce sul benessere fisico. L’”Hostaria degli Artisti”, piccolo hub del gusto ubicato a Napoli (nel cuore del quartiere Vomero, precisamente in via Tino di Camaino 5), propone il primo menù studiato per chi non è disposto a rinunciare né al piacere di mangiare con parenti, colleghi ed amici fuori casa, né ad una corretta alimentazione. Il primo segreto alla base dei piatti proposti dallo chef Antonio Serra è l’altissima qualità degli ingredienti (figurano tra i suoi fornitori nomi come Armatore, Jolanda De Colo, Umani Ronchi, Otranto, Adoro). Inoltre i piatti da lui preparati sono semplici, equilibrati, mai carichi di sale, zucchero o spezie; le cotture sono delicate, per evitare che annullino i benefici degli ingredienti. Hostaria degli Artisti e il suo menù funzionale Le proposte in menù sono frutto di uno studio sul bilanciamento dei nutrienti (carboidrati,proteine, fibre e lipidi) effettuato dallo chef e dalla nutrizionista Sabrina Chimenz; così sia i piatti della tradizione che quelli ideati da Antonio Serra sono stati ripensati per andare a comporre un menù funzionale, così che mangiare fuori non rappresenti più un problema, ma un piacere per chi si siede ai tavoli (pochi, il locale arriva ad un massimo di 28 coperti) dell’Hostaria. Dunque una proposta intelligente, e trasparente, raccontata ai commensali con dovizia di particolari sia attraverso la minuziosa descrizione in carta sia dallo chef che, finito il lavoro in cucina, ripone il grembiule e si dedica a loro in sala. L’idea di Antonio Serra, infatti, è proprio quella di far sentire i suoi ospiti come acasa, raccontando loro le sue creazioni culinarie. «Le mie ricette, anche quelle che mutuo dalla tradizione culinaria partenopea,  sono tutte originali, riviste passo passo,ingrediente dopo ingrediente – spiega lo chef, anche titolare del locale -. Ritengo che l’olio sia di fondamentale importanza, perciò ho scelto di utilizzare quello dell’azienda napoletana Adoro. Per ogni piatto, poi, abbiamo il giusto vino da accostare. Il punto di forza della nostra carta dei vini è la versatilità delle sue proposte, ad esempio il Verdicchio dell’azienda Umani Ronchi si abbina bene a diversi miei piatti, come la “Colatura di Cetara” (linguine di Gragnano condite con aglio rosso di Sulmona, olio EVO, prezzemolo e colatura di alici) oppure il risotto al Mojito (riso Carnaroli lavorato a pietra, rhum Bacardi, burro di bufala,gambero rosa del Mediterraneo, menta fresca, lime, pepe verde in grani e petali di Parmigiano Reggiano 28 mesi)». «Tutto questo rappresenta la nostra idea di offerta a 360 gradi – confessa Ugo Di Paolo, altro socio del ristorante -. Selezioniamo con cura i fornitori e cerchiamo sempre il meglio per dare la giusta resa qualitativa ai nostri piatti. Per noi è fondamentale l’equilibrio tra gusto e benessere, il nostro motto è “mangiare bene, per vivere bene”. La Dottoressa Sabrina Chimenz lavora con lo chef sulle dosi, sulla scelta dei cibi […]

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Reiwa, la nuova era del Sushi è cominciata a Napoli

Roll, Brasile e tanta voglia di stupire. “Reiwa, la nuova era del Sushi” dello Chef brasiliano Romerson Coelho si candida ad essere un nuovo punto di riferimento per i sushi lovers di Napoli. 22 posti, aperto solo di sera e previa prenotazione. Il nuovo locale, sito in Via Michelangelo Schipa 40, è un luogo accogliente ed esclusivo, perfetto per coloro che amano vivere esperienze di gusto fuori dall’ordinario. Da Reiwa, infatti, non si mangia un sushi classico ma il frutto della simbiosi tra le filosofie e i sapori di Giappone e Brasile. Reiwa storia di un nome e di un progetto In Giappone il principe Naruhito, di recente succeduto all’imperatore suo padre Akihito, ha preso le redini della casata, portando dietro di sé una fresca ventata di novità e il consolidamento della nuova era imperiale. Nel pieno rispetto delle tradizioni è compito del principe scegliere una parola, secondo codici e criteri prestabiliti, che meglio rappresenti l’identità della nuova era in corso. La parola è “Reiwa”: un inno alla speranza per il futuro, superando le avversità con la pace. Una sola parola, dunque, che nasconde molteplici significati: armonia, speranza, unione e rinascita. Con questo spirito e con il bisogno di esprimere, in maniera indipendente, la passione e la creatività per la cucina nappo-brasiliana nasce “Reiwa, la nuova era del Sushi” un sogno realizzato dal sushi chef Romeson Coelho, e dai suoi soci, Marina De Lucia, Francesco Iessa e Roberta Inglese. Ricercatezza e tradizione, capacità di mescolare gusti orientali con quelli mediterranei, questo è lo spirito che si respira entrando e scegliendo di compiere questo viaggio culinario unico nel suo genere che, incrociando i profumi provenienti dall’antico Giappone, passa per il Brasile e arriva diritto a Napoli. La proposta Sushi di Reiwa La proposta dei piatti di tradizione nippo brasiliana è curata nei minimi particolari: con la maestria dovuta alla conoscenza e all’esperienza, chef Romerson Coelho, rivisita con passione e con amore la tradizione culinaria del sushi. Piatti innovativi ed originali accostati a piatti estremamente tradizionali, nella cucina di Coelho si miscelano con la cultura giapponese idee e sapori di spunto italiano, ed è proprio per questo che la sua cucina viene definita “la nuova era del sushi”: una deliziosa ed equilibrata fusione di gusti e sapori che finalmente avrà casa a Napoli. Lo Chef Coelho punterà a distinguersi e a sorprendere i clienti del suo ristorante proponendo un menu moderno e differente caratterizzato da pietanze tradizionali e fusion di provenienza brasiliana, italiana e non solo. Un sorprendente viaggio degustativo che collega l’oriente all’occidente con il nuovo mondo.

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Cucina e Salute

Christmas is coming to Sciuè il panino vesuviano

I giovanissimi fratelli Giuseppe e Marco De Luca, capitanati da papà Mauro, accolgono e celebrano il dodicesimo mese dell’anno, foriero di aria di festa e tradizione, inaugurando i nuovi menù natalizi da “Sciuè il panino vesuviano” e “Sciuè, pizzainteglia” Il Natale, si sa, è la festa preferita da tutti, grandi e piccini: vuoi per l’aria di festa, vuoi per i regali, vuoi per il cibo. Ed è proprio a quest’ultimo elemento che si sono ispirati, per Sciuè, ilpaninovesuviano e Sciuè, pizzainteglia i fratelli De Luca, capitanati dal più grande dei due, Giuseppe, chef e maestro panificatore: l’idea è quella di proporre, sotto forma di panino e pizza, le atmosfere e i sapori tipici del Natale. Burro, acciughe, lime, insalata russa e la pizza in teglia… No, non c’è da spaventarsi, non troverete tutti questi prodotti sulla stessa fetta: si comincia con la prima, una freschissima e saporita focaccia, guarnita con burro montato al lime, acciughe del Cantabrico e germogli; il burro montato al lime è delicato e fresco, e crea le giuste note di contrasto per il sapore forte e la sapidità delle acciughe: a questo bisogna poi aggiungere e menzionare la leggerezza dell’impasto, dovuta alla lunga lievitazione a cui Giuseppe sottopone i suoi impasti, contribuendo a rendere questa esperienza culinaria estremamente piacevole e, soprattutto, facilmente digeribile. Si passa, poi, alla focaccia che strizza l’occhio alla tradizione più verace, presentandosi ricoperta di gamberi, ravanello, insalata russa e capperi: anche in questo caso, forse in maniera più inaspettata, a colpire è la leggerezza e delicatezza di questa proposta dello chef, che riesce ancora una volta a trasformare e portare la tradizione a nuovi livelli. …baccalà fritto, papaccelle, minestra maritata e il panino vesuviano E per quelli che proprio non riescono ad aspettare lo scoccare dell’ora di cena del 24, o del pranzo del 25, allora potranno cominciare il duro allenamento di stomaco e mascelle in casa Sciuè, dove si è già dato il via alle danze: si parte con un pane al sesamo nero, farcito con vossignoria il baccalà, per l’occasione mantecato con il nipponico pane panko, accompagnato da provola affumicata, crema di papaccelle e scarola riccia; il sapore della crema di papaccelle è forte e tenta di sovrastare il resto dei sapori ma, con il giusto bilanciamento di amarezza, dato dalla scarola riccia, il panino si presenta ben equilibrato e piacevole al palato. Per le giornate più fredde, invece, è il caso di dare una chance alla ciabatta con crema maritata di broccoli, che fa da letto alla cicoria e allo stracotto di manzo: in questo panino si viene abbracciati dai sapori, le consistenze e gli odori tipici dell’inverno, e sembrerà davvero di essere tornati bambini, a casa dei nonni. Piccola chicca, quest’ultimo panino è da provare anche nella versione senza glutine, nel quale l’esplosione dei sapori risulta addirittura migliore dell’originale. Che sia a pranzo o a cena, vale sempre la pena fare un salto a Pomigliano d’Arco e lasciarsi guidare dai giovanissimi fratelli De Luca, non fosse altro che per […]

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BRO, la pizza elegante e contemporanea a Piazza Mercato

State camminando in Piazza Mercato, uno dei centri più importanti della città di Napoli dove nel lontano 1647 il popolo si ribellò alla dominazione spagnola con la celebre rivolta guidata da Masaniello. Mentre respirate la storia e la vostra mente inizia ad immaginare orde di cittadini ribelli guidati dal pescivendolo più famoso di Napoli in mezzo all’immensità della strada, in lontananza scorgete un enorme e lungo palazzo nero dal gusto moderno. Cosa sarà mai? L’edificio di un’agenzia immobiliare? Il famoso monolite di 2001: Odissea nello spazio? Un palazzo in cui si riuniscono uomini d’affari senza scrupoli che progettano un oscuro disegno per la conquista del mondo? No, nulla di tutto questo. Semplicemente si tratta di BRO, la pizzeria dei fratelli Ciro e Antonio Tutino (classe 1992 e 1998), rispettivamente pizzaiolo e responsabile dell’accoglienza dei clienti e del servizio ai tavoli, che con il loro locale dal gusto contemporaneo vogliono offrire al popolo napoletano e non la loro idea di pizza. La storia dei fratelli Tutino Prima però di addentrarci all’interno del locale e di assaporarne le specialità, è doveroso raccontare la storia della famiglia Tutino. Attiva con il capostipite Giuseppe, marito di Nunzia Marigliano (appartenente ad un’altra famiglia di pizzaioli), i Tutino hanno sfamato generazioni di napoletani fin da quando serviva le pizze tramite il metodo “ogge a otto“, che consentiva all’avventore che non aveva soldi con sé di poter pagare la pizza appena mangiata la settimana successiva. Il 1960 è invece l’anno di fondazione della pizzeria nell’altrettanto quartiere popolare di Piazza Nolana da parte dei figli di Giuseppe, Ciro e Giuseppe junior, mentre Michele Tutino è il gestore della pizzeria Tutino Galante a San Giorgio a Cremano dove i suoi figli Ciro e Antonio si sono formati. L’apertura della loro pizzeria BRO a Piazza Mercato, che simboleggia la quinta generazione della famiglia, altri non è che un nuovo capitolo di questa storia. BRO, struttura del locale Appena varcata la soglia dell’ingresso, veniamo accolti da un’atmosfera contemporanea ed elegante. Il locale è suddiviso in due piani, uno inferiore l’altro superiore, disegnati e organizzati dall’architetto Maurizio Vesce che ha scelto di usare materiali quali marmo calacatta oro per i tavoli, ottone, boiserie di legno, pareti di cristallo, pitture materiche, resina, carta da parato con sopra impresso una fantasia floreale e velluto giallo ocra chiaro per le poltroncine su cui ci si siede. Per quanto riguarda le cucine, ben visibili all’occhio degli avventori, sono fornite di due forni per le pizze e una camera per gli impasti. Anche nell’architettura del locale stesso BRO sembra quindi perseguire la propria missione di costruire uno spazio contemporaneo all’interno di un luogo simbolo della popolanità napoletana più verace e che si traduce, naturalmente, nella propria offerta gastronomica. Le pizze di BRO: tradizione e innovazione a braccetto In questo ambiente contemporaneo e curato nei minimi dettagli Ciro e Antonio ci offrono un pizza tradizionale, fatta con un impasto lieve di farina di grano zero e con un’accurata scelta delle materie prime per ognuna delle 15 pizze del […]

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Pizzeria Fratelli Testa 1965, il sogno diventa realtà

Da qualche mese a Pianura, precisamente in Via Parroco Russolillo 40, ha aperto la pizzeria Fratelli Testa 1965. I fratelli Testa, Samuele e Gabriele, sono figli d’arte, i loro genitori sono panificatori da sempre. Sin da piccoli si sono appassionati all’arte bianca, cercando di imitarne le gesta così hanno iniziato a fare l’apprendistato nelle pizzerie più importanti di Napoli e poco dopo hanno deciso di emigrare a Milano, dove hanno fatto tantissima esperienza. Di ritorno dalla grande metropoli del Nord hanno deciso di compiere il grande passo, aprendo la pizzeria che purtroppo i loro genitori non avevano mai avuto. Grazie all’aiuto di Rosario Giustiniani, titolare con i suoi fratelli della pizzeria “Capa Tosta”, in provincia di Caserta, i due giovani Testa hanno avuto la possibilità di imparare tantissimo, dando vita ad una piccola realtà, che sicuramente porterà i suoi frutti. Durante la serata inaugurale, organizzata da Francesco Luongo e dall’attore e regista, “‘O Masto da Pizza”, Gennaro D’Aria, erano presenti numerose personalità di spicco, tra cui Rosario Lopa, portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo, la modella del brand Mayu Myu & Anthony Kenji, Anna Pezone, e la campionessa Teresa Iorio, punta di diamante della pizza nel mondo. Pizzeria Fratelli Testa 1965 – Il menù Il menù degustazione offerto alla stampa prevedeva oltre alle “Classiche” (margherita rossa e bianca, e la cosacca) anche alcune proposte “A modo nostro”, due pizze d’eccezione chiamate con i nomi dei due fratelli Testa e che hanno sfruttato la qualità delle farine del Molino Caputo e dei pomodori de La Torrente, sponsor tecnico della serata. Unica ed inimitabile quella con crema di piselli, pancetta, fior di latte e scaglie di provolone. Una pizza saporita, ma allo stesso tempo delicata. Altre pizze che hanno suscitato forte interesse sono state quelle preparate in collaborazione con Luna Rossa 2, pizzeria di Casalnuovo di Nicola Nunziata (chef consulente Francesco Mennella): Cacio e Pepe, con fior di latte, panna, polpettine di carne, crocchè e basilico fritto, e la buonissima Fantasy, che presentava un cestino di pasta della pizza al centro con mortadella e fiocchi di ricotta. Un connubio di sapori, che ha lasciato gli addetti ai lavori, senza parole. Molto buona anche la margherita speciale, quella con pomodorini gialli e rossi. In conclusione non possiamo che promuovere La Pizzeria Fratelli Testa 1965, che è una sana dimostrazione di quanto il duro lavoro paghi ed avvicini all’eccellenza. Alessia Giannino

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Sapori e Salute: la cena evento nella location di Villa Diamante

La panoramicissima location di Villa Diamante ha ospitato, giovedì 28 novembre, la cena evento Sapori&Salute, un incontro tra cucina, benessere e sperimentazione L’evento Sapori&Salute è stato organizzato e fortemente voluto da Luigi Barone, neo Presidente APCI della provincia di Napoli proprio nella Villa Diamante, di cui è chef resident, un ex convento restaurato e riconvertito, incastonato in una delle balze di via Manzoni. Tema della serata Sapori&Salute è stato il connubio tra cucina sperimentale, sapore e benessere: gli chef campani dell’APCI, chiamati a rapporto dal neo presidente e amico Luigi Barone, si sono cimentati in una cucina innovativa, creativa, ma soprattutto salutare e gustosa. I piatti, prevalentemente a base di pesce, sono stati preparati con tecniche di cottura innovative e non invasive, come la cottura sottovuoto a basse temperature, capaci di lasciare inalterate i sapori, i colori, le proprietà nutritive e organolettiche proprie del pescato proposto. La cucina proposta è una cucina che mira al benessere, che lavora materie prime locali e di alta qualità, che non ricorre a conservanti, additivi, coloranti, addensanti, miglioratori, potenzialmente nocivi per la salute. A scandire le varie portate della serata Sapori&Salute, moderata da Angela Merolla, ci sono stati gli interventi di dottori e specialisti del settore della salute, della ricerca e della prevenzione: il Dott. Carmine Fonderico (medico specialista gastroenterologia ed endoscopia digestiva) che ha spiegato quali siano i benefici della dieta mediterranea, la Dottoressa Denise Orta (biologa nutrizionista) che ha fornito qualche piccola coordinata per una dieta più sana ed equilibrata, sfatando miti e false credenze su principi nutritivi tanto demonizzati come i carboidrati, i grassi e il colesterolo. Infine, la Dottoressa Bianca Coppola (dottoressa in informazione scientifica sul farmaco e ambientale) ha spiegato ha messo in guardia dal pericolo costituito dai metalli pesanti e quali siano gli effetti e le conseguenze di una loro eccessiva assunzione.   Il risultato di questo mix tra sapere e sapori è stato una cena godibile e raffinata, seppur leggera e salutare, in una location dal panorama mozzafiato e dagli arredi caldi, contemporanei e tremendamente chic, ma soprattutto una cena con un intento benefico: Villa Diamante, infatti, ha devoluto in beneficenza l’intero incasso della cena alla Fondazione Bambino Gesù Onlus. Il Menù proposto è frutto dello studio e della ricerca degli chef dell’APCI, provenienti dai più noti e rinomati ristoranti della Campania. Chef Rosario Dello Iacono, chef del Ristorante Blue Marlin Club-Boscotrecase, ha proposto un aperitivo in finger food, coloratissimo, estremamente fashion e dai sapori e dalle consistenze contrastanti.  Gli chef Pasquale Masullo e Rosa Barone, (Villa Diamante), hanno proposto come antipasto il loro baccalà rinforzato: un pesce cotto a basse temperature in sottovuoto con un’insalata rinforzata di verdurine colorate, in pieno tema natalizio.  Il primo piatto proposto dagli chef Giuseppe De Mare (Mirò Eventi Villa De Mare Castel Volturno CE) e Salvatore Andretta (Villa Sabella Bacoli NA) è un risotto con doppia consistenza di carciofi, seppie e crumble di olive nere. Chef Antonio Aniello (Tenuta Paino Sessa Aurunca CE) e Chef Antonio Grasso (Ristorante La Frescheria NA) hanno proposto un secondo […]

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#pizzAward2019, vetrina di eccellenza e tradizione

Napoli è la patria della pizza. Per questo, la scelta della città in cui svolgere la premiazione della quarta edizione dei #pizzAward2019 è stata ovvia. La serata conclusiva di questo fortunatissimo contest, che quest’anno è durato ben sei mesi ed ha raccolto quasi tre milioni di visualizzazioni, si è svolta la sera del 26 Novembre. Ad ospitarla la meravigliosa location del Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel, allestita in maniera elegante e raffinata e con un forte carattere partenopeo, con carte napoletane classiche gigantesche, esposizione di prodotti di qualità e le canzoni di Pino Daniele in sottofondo. L’accoglienza si è contraddistinta grazie all’aperitivo “Ahi Poke Cucina Healthy” a cura della Scuola Dolce&Salato dello chef Peppe Daddio, e dai vini di Cantine Riunite. La premiazione è stata, invece, inaugurata dalla performance dai ritmi caldi di Ciccio Merolla e Ibrahim Drabo. Il progetto pizzAward di MySocialRecipe nei primi due anni ha sostenuto l’Arte del Pizzaiuolo a Patrimonio dell’Unesco ed ha successivamente celebrato il risultato raggiunto. Quest’anno si è rinnovato con la volontà di individuare le numerose eccellenze presenti in linea con i gusti e i pareri di un vasto pubblico, tanto da aver accostato alle due fasi tradizionali di selezione, quella web e quella live, una fase social svoltasi sulla pagina Facebook. La gara ha visto sfidarsi ben 100 pizzaioli provenienti da ogni parte del mondo e il riconoscimento è stato ottenuto da Nicola Falanga di Terzigno (Na) con la sua “Crisommola blu”, che richiama il colore della mozzarella di bufala utilizzata. Il premio per la migliore pizza interpretazione della tradizione è per Christian Riccio di Roma con la sua “AmatRiccia”, mentre per la più creativa si è distinto Massimiliano Pica da Copenaghen con la “Sannita”. A decretare i vincitori è stata una giuria di giornalisti enogastronomici ed esperti del settore, composta da Giuseppe Cerasa (Le guide di Repubblica), Alessandro Circiello (Dirigente della Federazione Italiana Cuochi FIC e personaggio televisivo), Patrizio Roversi (conduttore televisivo), con il coordinamento di Giuseppe Giorgio (giornalista enogastronomico), Tante altre premiazioni hanno contraddistinto la serata: il “Pizza Science Award”, simbolo della ricerca tra la classicità della pizza e le nuove innovazioni scientifiche e tecnologiche in questo stesso ambito, hanno visto protagonisti gli scienziati Annamaria Colao, Silvano Gallus e Bruno Siciliano, che hanno ricevuto una statuetta in rame, un’oliera con mitra e pastorale di San Gennaro, realizzata dal maestro artigiano Pasquale Merone. I presenti, tra cui gli entusiasti Patrizio Rispo e Alberto Rossi, volti noti della serie Rai “Un Posto al Sole”, sono stati accompagnati per tutta la durata dell’evento dall’odore dei forni a legna pronti ad accogliere la pizza fusion di Gino Sorbillo e Salvatore La Regione, la pizza Pascalina di Diego Tafone e la Tradizionale napoletana di Teresa Iorio e Vincenzo Iannucci. I #PizzAward riescono così ad esaltare la capacità e la tecnica che è alle spalle di uno dei cibi più buoni e diffusi in tutto il mondo, oltre che le abilità di comunicazione di questa pregiatissima e antichissima arte. L’apertura all’universo social ha dimostrato che i […]

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Cenando sotto un cielo diverso brilla a Villa Domi

A Villa Domi domenica 1 dicembre tornano a brillare le stelle di Cenando sotto un cielo diverso, il format stellato che regna sul territorio partenopeo ormai da diverse edizioni. L’idea di Alfonsina Longobardi – psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage – ha trovato così pieno compimento e quest’anno riesce addirittura ad espandersi, trovando realizzazione nei nuovi esiti benefici del format. Sin dalla prima edizione del 2014, infatti, il ricavato della serata ha finanziato l’acquisto di giochi da donare ai bambini presso il Santobono-Pausilipon e un’area ludico didattica per persone affette da schizofrenia presso il Monaldi. Con la nuova edizione invernale 2019 si vuole fare sempre di più! Con la presenza di Davide Montuori, noto writer napoletano, che si diletterà dipingendo quadri con il vino, sarà devoluto in beneficenza per scopi sociali anche il ricavato ottenuto vendendo le sue creazioni. Annualmente per garantire la buona fede del progetto, vengono rese pubbliche delle foto come testimonianza dei giocattoli che vengono donati ai bambini e dei finanziamenti indirizzati all’area ludica. Fare del bene non è mai stato tanto piacevole! Il format permette di trascorrere una bella serata, con ottimo intrattenimento, bevande e pietanze di qualità, e allo stesso tempo di fare un regalo a chi ne può aver bisogno. Cenando sotto un cielo diverso: Villa Domi si illuminerà di stelle Location d’eccezione per quest’anno è Villa Domi, che sorge elegantemente a Napoli e regala immense sale dalla classica architettura e panoramiche mozzafiato. La serata sarà popolata da salutari proposte enograstronomiche e innumerevoli qualità di vino. Per quest’edizione, oltre l’associazione “Cielo e Mare”, ha collaborato anche il dott. Ciro Langella, ricercatore in ambito medico nel capo della Nutraceutica, che ha dato il suo contributo promuovendo il cibo come arma di prevenzione e salute. Infine come testimonial della kermesse sarà presente Floriana Messina, ex concorrente del Grande Fratello ed influencer dei nostri giorni, che insieme all’attore Francesco Albanese presenteranno diversi personaggi legati al mondo della musica e dello spettacolo (si citano Michele Selillo e Nicola Coletta). A Villa Domi fiumi di vino e pietanze d’eccellenza sono garantiti dalla presenza di oltre 80 chef, tra cui gli stellati Ciro Sicignano, Domenico Stile, Gianluca D’Agostino. Cuochi di livello, pasticceri, maestri panificatori, pizzaioli, produttori locali, cantine vinicole, bar tender ed aziende agroalimentari riempiranno le sale di Villa Domi, tutti uniti dalla mission di Cenando sotto un cielo diverso. Una serata che si preannuncia un successo e grazie alla quale si ha la possibilità di fare del bene. Musica, buon cibo e buoni vini saranno solo la cornice di un progetto più grande: regalare un sorriso in più.

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