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Eroica Fenice

La categoria Food contiene 148 articoli

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Don Peppe, presentazione alla stampa della trattoria-pizzeria

Si è tenuta mercoledì 12 dicembre, alle ore 20:00, la presentazione alla stampa della trattoria e pizzeria Don Peppe, presso la food court del Centro Commerciale Campania, a Marcianise. Don Peppe è un ambiente da sempre legato alla tradizione della cultura culinaria napoletana che, grazie alla massima qualità dei prodotti, agli impasti lavorati con farina italiana di grano tenero di tipo 0, farina Kamut bio e farina integrale bio e al lavoro eccellente degli chef e dei pizzaioli, è riuscito a farsi apprezzare anche al di fuori della Campania, con le sedi di Venezia (presso Nave de Vero) e Verona (presso Adigeo) attualmente aperte. La presentazione del menù natalizio Durante la serata, è stato presentato il menù natalizio: vera regina è stata la pizza Bosco d’autunno, con funghi porcini, castagne, guanciale del salumificio Santoro, tartufo e scaglie di parmigiano. Come primo piatto invece, un delicato risotto allo zafferano con ragù bianco di costina di maialino nero, fonduta di provola e papaccelle con fiori eduli. Per finire, come dolce, l’amatissimo RoccoBabà. Una piacevole scoperta è stata la pizza Pascalina, composta da friarielli campani, pomodorini San Marzano, olive e peperoncino. Nata da un progetto dell’Istituto dei Tumori di Napoli Fondazione Pascale, si tratta di una piatto che previene il tumore, che può essere consumato anche due volte alla settimana e che è stato inserito nella Piramide Alimentare Pascaliana, che applica i principi della dieta Mediterranea basandosi anche sulle linee guida contro i tumori della World Cancer Research Fund. Ciò che stupisce maggiormente, al di là della ineccepibile qualità della pizza e dei primi piatti, è la meticolosità con cui vengono selezionati le materie prime che, come ha raccontato il proprietario stesso, provengono da piccoli appezzamenti delle migliori Aziende Agricole del Territorio Campano, che riescono a coltivare fino a quindici ortaggi diversi. Grazie a queste collaborazioni, a partire dal 2017 è nata la Selezione “ORO ROSSO”, che prevede la vendita di vasetti, a marchio Don Peppe, di papaccelle piccanti, scarole con olive e capperi, cuori di carciofo in olio Evo, melanzane a fette. L’evento è stato poi occasione per la consegna, alla Direzione dell’Istituto Nazionale Tumori- IRCCS “Fondazione G.Pascale”, dell’assegno di ben € 8.000, frutto della donazione della famiglia Passeggio, proprietaria della pizzeria, nonché della devoluzione di € 1.00 per ogni pizza Pascalina venduta.

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Christmas Party del gruppo Laringe al Cala Moresca

Gli imprenditori del gruppo Laringe hanno presentato al Cala Moresca di Bacoli il nuovo progetto di turismo sostenibile nei Campi Flegrei. Giovedì 13 dicembre si è infatti svolto il Christmas Party in una splendida location che si erge su uno dei paesaggi più belli e romantici di tutta la provincia di Napoli, all’interno della storica Area Flegrea. Qui storia e innovazione si fondono e compenetrano e il Cala Moresca diventa il fulcro di un piano di rilancio del territorio che da anni gli albergatori portano avanti e che vede come protagonista l’ebike sharing, con l’obiettivo di promuovere la cultura gastronomica e archeologica del luogo. Sotto l’albero la promessa di un turismo eco-sostenibile: l’Ebike Sharing L’Ebike sharing è un innovativo progetto di mobilità sostenibile per integrare al trasporto intermodale l’utilizzo di biciclette condivise per viaggi di prossimità dove i mezzi pubblici faticano ad arrivare. Il progetto prevede che siano istallate delle stazioni dove collocare le biciclette, utilizzabili solo dopo averle sbloccate tramite l’apposita applicazione gratuita. «Oggi l’industria turistica è una tra le principali attività economiche del mondo, ancorché inquinante – commenta Roberto Laringe Presidente Federalberghi Campi Flegrei – e il nostro progetto promuove un’economia green basata su prodotti turistici eco-friendly e una mobilità sostenibile, finalizzata anche ad allentare la morsa della congestione urbana nei Campi Flegrei, che crea inquinamento e disservizi». Dall’estate prossima si potrà quindi girare per l’affascinante promontorio di Capo Miseno con la “bicicletta condivisa”, un mezzo di trasporto green che agisce in armonia con l’ambiente, la cultura e la comunità locale. Ebike Sharing è quindi un progetto che fonde economia ed ecologia, rendendo più accessibili siti archeologici e sentieri mozzafiato. Un vantaggio per l’ambiente e la viabilità, per i turisti e per i cittadini residenti. Nel 2019 saranno anche introdotte delle colonnine elettriche all’interno degli alberghi, in seguito alla collaborazione tra Federalberghi, Gruppo Laringe e il Presidente dell’Unione industriali Vito Grassi. Sempre nell’ambito della valorizzazione di un turismo eco-sostenibile si è anche stretto un importante accordo con le concessionarie auto flegree: Autofelice Volkswagen e Nissan Schiano con il progetto car valet metteranno a disposizione dei turisti auto elettriche e le offriranno gratuitamente se finalizzate alla visita di un sito archeologico. Natalizio dParty el Gruppo Laringe al Cala Moresca di Bacoli L’evento si è svolto in una cornice che rivela intatte tutte le suggestioni di secoli di storia in molteplici testimonianze archeologiche, che si armonizzano in un paesaggio naturale incantevole. Durante la festa, scandita dalle note del dj Marco Piccolo, sono stati serviti i finger food del resident chef del Cala Moresca Vincenzo Di Giovanni, accompagnati da quelli dello Chef Ciro Russo dell’Alma Beach, di Camillo Pandolfi de Il Gabbiano, di Giovanni Marotta deI Kora e di Luciano Coppola di Villa Eubea. L’evento è stato anche arricchito dalla distribuzione a tutti gli ospiti di gratta e vinci con speciali premi e regali: qualcuno ha anche vinto la gift box del gruppo Laringe con la speciale guida dei diversi itinerari da percorrere e i luoghi da visitare con l’ebike sharing. La […]

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KBirr Natavota Red: gusto e arte al Museum Shop di Napoli

Presentata nella storica cornice del Museum Shop Napoli la Natavota Red, nuova birra del birrificio KBirr Il luogo simbolo della Napoli del centro storico, il Museum Shop sito in Largo Corpo di Napoli, è una struttura quattrocentesca adibita da uno degli illustri esponenti della corte d’Aragona, umanista del napoletano, socio di Giovanni Pontano ai tempi della fondazione della nota Accademia. Attualmente sotto il livello stradale, quest’antro che echeggia di una Partenope lontana è oggi uno spazio dedicato alle più varie manifestazioni dell’arte, generando giochi sinestetici dalle stimolanti influenze. La Natavota Red è il nuovo capolavoro della casa della birra artigianale napoletana KBirr, sita a Torre del Greco, impegnata, dopo la Natavota Lager, in una Strong Ale rossa che ancora una volta «si lascia bere un’altra volta». Queste le parole di Fabio Ditto, l’ideatore del brand. Per quanto la gradazione si elevi, la Natavota Red gode di una facile bevibilità, con l’aggiunta di un retrogusto agrumato e dolce. La sua semplicità cela invece un tocco raffinato nella sua essenza speziata, con la ricercata scelta del coriandolo. La Natavota Red ha l’ambizioso obiettivo di rappresentare la napoletanità sul territorio nazionale e non. Non ci si stanca mai infatti di sollecitare l’ambiente del napoletano, continuamente sensibilizzato dalle iniziative della Casa KBirr, spesso tenute in luoghi pulsanti di vita ma infelicemente dimenticati, come nei veri vasci. Le iniziative sociali organizzate da Fabio Ditto e la sua “famiglia” continuano a generare un’emotiva e vivace partecipazione sul territorio, iniziando i cittadini non solo al gusto, con prodotti del calibro della Natavota Red, l’ultima rappresentante di una ricca serie di Casa KBirr, ma anche alle svariate forme d’arte figurativa e concettuale. Natavota Red di Casa KBirr e Alessandro Flaminio: una sinestesia di intenti Durante ogni evento, i prodotti KBirr sono associati a un’esposizione temporanea. Il Museum Shop accoglie il 12 dicembre ben due ospiti illustri: insieme alla Natavota Red, l’estro artistico di Alessandro Flaminio, una delle anime de Le Voci di Dentro, atelier d’arte che nasce a San Biagio dei Librai e che si ispira allo stesso valore di napoletanità salvaguardato e diffuso dalle iniziative KBirr. L’installazione di Flaminio ruota intorno all’immagine rappresentativa di San Gennaro, patrono della città e suo immortale salvatore. Spesso protagonista di mitizzazioni, il suo sangue si fa nella mostra al Museum Shop linfa vitale della città, e viene posto in analogia proprio con il siero beverino della Natavota Red. Le opere di Alessandro Flaminio si pongono in un crocevia tra tradizione e innovazione, storia e policroma arte minimalista. Una città in fermento Napoli, che vive proprio dei mille colori delle opere de Le Voci di Dentro e del nettare divino di casa KBirr, immortalati dall’iniziativa del cuore pulsante del Museum Shop.

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Gastronomia Prodotti Tipici Campani, dove il tempo si è fermato

Nel cuore di Fuorigrotta, storico quartiere di Napoli, fra i numerosi edifici grigi e impersonali composti da uffici, banche e supermercati affollati, vi è una particolare gastronomia che riesce ancora a preservare non solo il gusto, ma anche l’accoglienza e la cordialità tipici della tradizione napoletana. Dal nome semplice ed efficace, la Gastronomia Prodotti Tipici Campani fa del suo punto di forza il più che riuscito binomio di buona cucina e ospitalità. Gastronomia Prodotti Tipici Campani – la tradizione dell’accoglienza Sito in via Diocleziano al numero 67, basta una sola occhiata all’interno del locale per capire che non si tratta di una gastronomia come le altre: i pochi tavoli presenti, l’aspetto semplice e informale, assieme ai lunghi scaffali ricolmi di prodotti tipici, fanno pensare alle salumerie di una volta, dove la regola non era l’apparenza o la quantità ma la qualità. Un’attività come c’è ne erano tante prima, dove non ci si limitava ad una relazione puramente commerciale, regolata dai prezzi e dalla convenienza, ma basata piuttosto su un rapporto di fiducia e conoscenza con il proprietario, che più che un commerciante, era considerato un sorta di confidente. Questo è naturalmente merito di Leonardo Testa che, avendo preso in gestione il locale di famiglia nel 2004, ne ha portato avanti lo spirito, offrendo ai suoi clienti un luogo dove poter rinfrancare non solo il corpo, ma anche ristoro per l’animo.  A rendere l’ambiente più conciliante, vi sono i numerosi prodotti di alta gastronomia come il Blu 61, formaggio erborinato con infiltrato di vino passito e mirtilli rossi, o le pregiate carni del maialino nero casertano. Ma il piatto forte resta sempre l’accoglienza calorosa, come testimonia la piccola libreria in fondo al locale, che contribuisce a trasmettere un senso di casa e intimità ai numerosi avventori che vi  succedono all’interno. La salumeria si riempie così di volti e di storie (in particolare del proprietario, ex lupo di mare) tanto da poter essere annoverate come specialità della casa, alla pari di vini pregiati come il Barolo. Gastronomia Prodotti Tipici Campani – Il menù Fin dal 1963, anno in cui la gastronomia ha aperto, si è posto come obiettivo un alto standard di gusto e qualità. Continuando la tradizione di famiglia, Leonardo Testa offre ai suoi clienti una vasta selezione oltre che di formaggi e salumi, anche di specialità della tradizione partenopea, quali la pasta e patate con speck e provola, le polpette al tartufo oppure grandi classici della cucina quali il tortano napoletano e la frittata di patate. Ad arricchire il menù, che cambia a seconda dei prodotti di stagione, innovativi piatti come gli spaghetti Leon, a base di burro di Echirè e alici del Cantabrico, o i dolci come la cremosa delizia al limone e il dessert di propria invenzione: Elenoir, a base di formaggio di capra e albicocca al cognac. Proprio l’importanza che Leonardo conferisce al dolce al fine del pasto sono l’ennesima prova di come pranzare nel suo locale risulti come un invito a casa di amici, dove il […]

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Vincenzo Capuano apre una nuova sede a Pompei

La grandezza della pizza napoletana di Vincenzo Capuano arriva a Pompei, a due passi dal Santuario della Madonna e dagli Scavi più famosi al mondo. Venerdì 7 dicembre alla presentazione della nuova pizzeria abbiamo trovato ad attenderci un grande comunicatore, un maestro pizzaiolo pluripremiato che, nonostante la sua giovane età, è diventato sin da subito ambasciatore della pizza napoletana nel mondo. Vincenzo, pizzaiolo Globetrotter da tre generazioni, ha girato il mondo grazie al suo talento e una passione innata per la pizza. Partito da Scampia e dopo il successo del suo locale a Piazza Vittoria a Napoli, approda a Pompei per poi ripartire alla conquista del mondo. “Vivere di pizza è meraviglioso”. Questo è lo slogan del giovane pizzaiolo classe 1989, le cui tecniche si migliorano nel tempo grazie ad un mix perfetto tra arte, passione e tradizione. Sono oltre 40 i trofei che Vincenzo riesce a conquistare sulla scena mondiale, tra cui il trofeo Caputo S.T.G. a cui segue un’attesa doppietta vincente con l’Internazionale pizza Expo Las Vegas. Vince, poi, il primo posto del premio “Il magnifico” come chef dell’olio 2017, che gli dà la possibilità di pubblicare il suo libro di cucina. Benvenuti da Vincenzo Capuano: il menu Benvenuti da Vincenzo Capuano, una pizzeria che coniuga la bontà dei prodotti tradizionali con la creatività del gourmet. In un clima confortevole e accogliente, Vincenzo ci coccola con un menu originale e di qualità. Il Contarini Valdobbiadene prosecco superiore DOC inaugura il pranzo, che si apre con una serie di degustazioni di prima scelta: la prima perla è il crocchè contemporaneo, con patata gialla allo zafferano , mozzarella di bufala campana D.O.P., prosciutto cotto affumicato, impanatura con farina di pane panco e mandorle; segue la Montanara 2.0 farcita con Pomodorino Giallo , lardo di Mangalica, cacioricotta del Cilento e basilico di Genova e, a concludere la fase di degustazione, la Frittatina Saporita con provola Silana, friarielli e salsiccia napoletana al finocchietto. Seguono quattro portate di pizza: per rispettare la tradizione la prima è la Margherita, con pomodoro San Marzano, Fior di Latte di Napoli, olio E.V.O. e basilico fresco; la seconda a sfilare è la pizza Tetti Illuminati farcita con mortadella di Bologna Presidio SlowFood , pesto e granella di pistacchio D.O.P., Fior di Latte di Napoli, olio E.V.O; segue la Verticale di Formaggi con fonduta di Caciocavallo Podolico, Provolone del Monaco D.O.P., scaglie di Pecorino di Carmasciano, Cacioricotta del Cilento e, dulcis in fundo, la pizza Mausoleo di Alicarnasso con crema di Pecorino Carmasciano, carciofi bianchi di Pertosa Presidio SlowFood, Tartufo di Colliano, prosciutto cotto di “Zuarina” 24 mesi di stagionatura. Alla presentazione della Pizzeria era presente anche il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, che ha dichiarato: Il fatto che Vincenzo abbia deciso di aprire un punto vendita a Pompei ci inorgoglisce. Questa città negli ultimi tempi sta viaggiando ad una velocità incredibile, e pizzeria Capuano è parte integrante di questa marcia trionfale. Intervista a Vincenzo Capuano Capuano è garanzia di qualità. Che tipo di prodotti vengono utilizzati? La mia […]

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Le Pasticcerie Ranieri presentano la Cassata Pink

Le Pasticcerie Ranieri e le loro novità natalizie Benvenuti al Ranieri Art Coffee al Vomero, un locale dal design raffinato che coniuga la bontà di prodotti freschi e tradizionali all’estrosità dell’art creator Gianluca. La Pasticcerie Ranieri di Napoli si preparano al Natale all’insegna del design, infatti, il suo fondatore Gianluca Ranieri ha scelto di rendere la cassata non solo quadrata, ma anche rosa. Gianluca Ranieri è un maestro pasticcere e un creativo trasversale, che ci ha accolto all’evento tenutosi nel pomeriggio di  Martedì 4 dicembre, con  un banchetto di dolci dai colori tutti diversi e, come ben presto abbiamo scoperto, dall’incredibile sapore. La vera star della serata è però la “Cassata Pink”, una cassata al forno realizzata con ricotta fresca di pecora e frutti di bosco, che conferiscono il tocco fashion al dolce. La Pink è l’orgoglio di casa Ranieri, un dolce morbido e fashion, che  si va ad aggiungere alla collezione di prelibatezze dell’art creator Gianluca: infatti sarà disponibile nella versione al cioccolato fondente e, per chi ama la tradizione, in quella classica con sola ricotta. “L’abbiamo rivisitata – esordisce Gianluca-  per renderla più mordida e, allo stesso tempo, al passo con la moda, ma l’ingrediente segreto non lo sveliamo”. La cassata rosa va a posizionarsi accanto alla regina del Natale 2017, la “Cassata light”, in cui la glassa di zucchero, spesso considerata troppo dolce, venne sostituita da una delicata mousse di ricotta. La proposta dolciaria di Gianluca Ranieri si estende agli altri dolci della tradizione natalizia, tra cui struffoli avvolti da un nido d’ape di cioccolato bianco e panettoni artigianali, fiore all’occhiello della pasticceria e che a breve sarà presentato in altre tre versioni nuove. Ranieri è una garanzia in termini di qualità, di eccellenza e salubrità del prodotto.  Oltre a degustare drink e prodotti di pasticceria, il locale offre la possibilità di condividere la propria passione per la lettura aderendo all’iniziativa Ranieri Change Book.  Nel 2017 le Pasticceria Ranieri hanno anche vinto il Premio Speciale Gambero Rosso. Pasticcerie Ranieri, quando il design incontra la pasticceria Il brand Ranieri, già noto nel settore della moda per produzioni artigianali di borse e accessori made in Italy, dal 2015 ha esteso la sua attività al mondo della pasticceria. La maison di moda, dunque, ha avviato da diversi anni un percorso di ampliamento del proprio Business Core, forte dell’esperienza maturata nel settore da parte dei titolari, i fratelli Luca e Salvatore di Pietro. Gianluca Ranieri ha quindi un passato di designer, ma da sempre è un grande appassionato di cucina e, in particolar modo, di pasticceria. “Quando ero piccolo – confida Gianluca – amavo il momento della torta ai compleanni. Ho capito, dopo essermi dedicato per anni al mondo della moda, che quello era un segno e che avrei potuto seguire la mia vocazione accostando la passione per lo stile con quella della pasticceria”. La Pasticcerie Ranieri hanno tre punti vendita: su via Cilea, su via Bernini e sul lungomare di Pozzuoli. Il sogno di Gianluca è quello di far provare ai suoi […]

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Sartù al Vomero, il gourmet alla riscoperta della tradizione

Sartù al Vomero, raffinato ristorante, offre ai suoi clienti piatti fortemente legati alla tradizione napoletana e alla stagionalità degli ingredienti, accompagnandoli attraverso un percorso di degustazione che coinvolge tutti i sensi, dal gusto alla vista. Sartù al Vomero, quando la tradizione diventa gourmet Location elegante, accurata selezione di vini e musica jazz, stampe con Billie Holiday e John Coltrane. Benvenuti da Sartù al Vomero, ristorante che coniuga la bontà della tradizione locale con l’estro e la creatività del gourmet, grazie alla maestria dello chef Mauro Buonanno che ha illustrato il menu insieme al patron Carlo Capuano, architetto amante della cucina e dell’arte. La scelta del nome affonda le radici in epoca borbonica, quando i monsù, i cuochi francesi di corte, crearono questo piatto arricchendo il riso con numerosi ingredienti e trasformando lo “sciacquapanza” (così veniva etichettato il riso al Meridione) in una portata che veniva posta a centro tavola su di un piedistallo, da cui deriva il termine surtout, sartù. Scelta non casuale se si dà un’occhiata al menu, che propone in cima alla lista dei primi il sartù di riso in bianco che, come vuole la tradizione, viene preparato senza salsa di pomodoro. Fonti di ispirazione per la scelta delle portate sono i ricettari di Vincenzo Corrado, Ippolito Cavalcanti e Jeanne Caròla Francesconi, vere e proprie bibbie della cucina campana. Sartù, un percorso sensoriale anche in versione vegetariana   Lo spumante Trentapioli Asprinio d’Aversa doc inaugura la cena, che si apre con un omaggio dello chef a base di alice alla puttanesca seguito dal Timpano di scamorza, uno scrigno di pane con pomodoro San Marzano, scamorza e salame. Un ottimo greco di tufo Vigna Cicogna di Benito Ferrara accompagna il pezzo forte: il Sartù di riso in bianco, a base di riso Arborio, piselli, carne di vitello e fegatini. Segue un piatto che, a detta dello chef, o si ama o si odia: le Linguine con fegato di polpo e caffè dell’Honduras, perfetto connubio tra sapore di mare e retrogusto amaro. Da provare. Il secondo atto prevede un saporitissimo Baccalà dalla Serenissima al Regno delle due Sicilie, mantecato veneziano, guazzetto napoletano e fritto siciliano. Non mancano le opzioni vegetariane: Risotto al Piennolo giallo e rosso, Vellutata di cavolo alla vaniglia con uova, Insalata composta su base di sedano e salsa alla scapece. Per concludere la cena è stato servito un Berolà distillato all’albicocca pellecchiella insieme a una rivisitazione della Zuppa inglese alla napoletana, con bagna al Maraschino e crema pasticcera classica e al cioccolato e a una Tarte Tatin alla mela annurca. Cura del dettaglio, prodotti di stagione provenienti dal proprio orto, recupero della tradizione, piatti gourmet, tutto questo offre Sartù ai suoi clienti, per un’esperienza che farà felici le papille gustative di ogni palato.

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Panettone artigianale: 10+3 consigliati in Campania

Il panettone artigianale fa tendenza ormai da qualche anno: ce n’è un gran parlare per tv, giornali, riviste specializzate, eventi ad esso dedicati e programmi televisivi ad hoc. Cosa intendiamo per panettone artigianale? C’è un disciplinare da rispettare, per il prodotto da forno delle festività che vogliamo chiamare panettone. Il panettone artigianale è, sostanzialmente, un panettone interpretato dai Maestri Pasticcieri o dalle pasticcerie più blasonate, che danno il loro tocco personale, una sferzata in più. Soprattutto, sono i quantitativi disponibili a scendere: altrimenti, che panettone artigianale sarebbe? Un panettone, per chiamarsi tale, deve avere farina, zucchero, uova fresche per almeno 4%, burro per almeno il 16%, arance candite e uvetta per almeno il 20%, pasta acida, lievito naturale. Poi, possono esserci le variazioni sul tema di panettone artigianale: cioccolato, frutta varia, creme, addirittura vini o liquori. Per tutti i gusti, per quasi tutte le tasche. Infatti i prezzi, rispetto ai prodotti industriali, salgono sensibilmente: da un minimo di 25 euro al chilo, arrivando anche ai 40 euro al chilo. In Campania, siamo diventati particolarmente bravi ad interpretare l’arte del panettone meneghino, aggiungendoci il nostro estro e la nostra creatività, tanto da essere spesso annoverati tra i migliori ad ogni concorso in materia. Abbiamo provato a stilare una lista dei panettoni artigianali consigliati per il Natale 2018. Abbiamo inserito descrizioni, i riferimenti per gli shop online e i prezzi al chilo, laddove li abbiamo trovati. Abbiamo anche aggiunto qualche foto e vi assicuriamo: sono dei veri gioielli dal vivo. Vale la pena assaggiarne qualcuno! Panettone artigianale: i 13 fatti in Campania e consigliati per il Natale 2018 – in rigoroso ordine alfabetico Dolciaria Marigliano (San Giuseppe Vesuviano Napoli) Dolciaria Marigliano ha sede a San Giuseppe Vesuviano: Giovanni Marigliano “guida” la pasticceria ormai dal 2006, mentre Alessandro Marigliano ne è il genio creativo. La loro pasticceria quotidiana si concentra sulle torte, sui gelati, sulle monoporzioni da servire sia in pasticceria che alle moltissime attività ristorative della zona. Conta tra le sue file una folta schiera di appassionati che affollano, sin dagli ultimi giorni di novembre, il punto vendita e il laboratorio per accaparrarsi uno dei suoi dolci e grandi lievitati. Il panettone artigianale, classico milanese, basso, ha una bella confezione in cartone patinato, elegante ma non pretenziosa. Come amano dire, il “Parco Nazionale del Vesuvio” è il loro miglior fornitore: via libera dunque a canditi creati artigianali, mele annurche, albicocche pellecchielle del Vesuvio per i panettoni innovativi. Il risultato è un panettone particolarmente profumato di canditi e vaniglia, morbido al taglio ed al morso molto soddisfacente. Panettone classico milanese: 32 euro/1kg Acquistabile sullo shop online di Dolciaria Marigliano Dolciaria Marigliano, Via Cortile Ammirati 20, San Giuseppe Vesuviano (Napoli) Dolciarte (Avellino) Subways, noto gruppo inglese, direbbe che Carmen Vecchione è la rock’n’roll queen del panettone artigianale. Avellino non è certo nuova a perdizioni e sapori ma con Carmen ha dato una decisa nota dolce alle sue caratteristiche. Una grande passione per i piccoli e grandi lievitati (spiccano, tra questi, brioche e croissant da […]

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Pizzeria Lombardi, riapre lo storico locale di Benedetto Croce

Lunedì 3 dicembre si è tenuta la riapertura ufficiale del locale Antica pizzeria ristorante Lombardi, una vera e propria istituzione per quanto riguarda la tradizione della pizza e testimonianza di una delle più importanti famiglie che hanno segnato un nome nella tradizione della cucina partenopea. Pizzeria Lombardi, storia del locale Tutto ha inizio nel 1892 quando Errico Lombardi si specializzò nella preparazione di pizze fritte che poi vendeva in vico del Limoncello. Giunge poi il 1902 ed Errico salì sulle navi che portavano i migranti italiani negli Stati Uniti d’America e, dopo averci lavorato, decide di trasferirsi negli USA. Ad Errico va quindi riconosciuto il merito di essere stato uno dei primi ad aver portato la conoscenza della pizza napoletana oltreoceano. Erede di Errico Lombardi fu il figlio Luigi, il quale, mentre proseguiva l’attività del padre vendendo pizze tra la ferrovia e Spaccanapoli, si imbatté in Benedetto Croce. Il filosofo e critico letterario si interessò alla storia di Luigi e della sua famiglia e aiutò economicamente il ragazzo affinché potesse affittare un locale nei pressi del monastero di Santa Chiara. Era il 1922, anno di nascita della storica pizzeria Lombardi. Qui Luigi trasmise la passione per gli impasti e i forni a legna ai figli Alfonso, Luigi ed Enrico. Tuttavia tra Luigi ed Enrico ci furono delle incomprensioni e quest’ultimo, nel 1947,  fondò una propria sede della pizzeria Lombardi nel locale acquistato dal padre Luigi nel primo dopoguerra in via Foria 12-14. Fatta eccezione per i danni causati dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, la sede di via Benedetto Croce 59 rimase sempre attiva fino al 2011 quando, per mancanza di eredi, Luigi Lombardi prese a malincuore la decisione di chiudere il locale. La riapertura e la rinascita Fortunatamente la storia ha preso una svolta diversa e, dopo due mesi di restaurazione dei locali, l’antica pizzeria ristorante Lombardi è rinata. Con una riapertura tenutasi il 3 dicembre scorso, il locale, di proprietà dell’ingegnere Gennaro Moio, ha mostrato un nuovo volto grazie alle cure dell’architetto Francesco Scivicco, accogliendo i visitatori in un luogo moderno che però non rinuncia al gusto per l’antico. Dal forno in bella vista appena si entra alle fotografie d’epoca della pizzeria e di piazza del Gesù, l’aura della tradizione è rimasta inalterata. Anche il menù richiama la tradizione puramente napoletana, come dimostrano anche le pizze servite durante l’evento: margherita, marinara e bufalina con pomodorino del piennolo. Tre specialità preparate da Lino Riccio con farina prodotta dal Mulino Caputo. Ma la famiglia Lombardi è nota anche per essere stata una delle prime ad aver coniugato lo stile della pizzeria a quello della trattoria, così assieme alle pizze vengono serviti anche piatti della tradizione. Lo dimostra la pasta e patate con provola preparata dallo chef Giancarlo Perna. Presente alla giornata anche Luigi Lombardi, patrimonio vivente della tradizione di famiglia che ha seguito i lavori di restauro della pizzeria. La riapertura della pizzeria Lombardi è di grande importanza, in quanto ridà lustro ad una delle più importanti famiglie di […]

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Pasticceria Napolitano Poderico presenta i suoi panettoni

Grande festa a piazza Poderico. Sabato 1 dicembre dalle 17.30 in poi la pasticceria Napolitano Poderico ha dato il via ad un evento imperdibile: una degustazione di panettoni artigianali made in casa Napolitano, dai più classici con uvetta e canditi ai più innovativi come quello all’albicocca e quello pere e cioccolato. Un’occasione unica per assaggiare liberamente le ricette della Pasticceria che ha inventato il San Gennariello, ma anche per godere di un’atmosfera calda e accogliente, come se ci si ritrovasse tutti quanti in famiglia. Tra trampolieri e giocolieri, il pomeriggio è trascorso in maniera frizzante anche grazie al Pazzariello, personaggio folcloristico napoletano che insieme alla sua band scatenata ha regalato a tutti coloro che si trovavano in piazza uno spettacolo spassosissimo. Pasticceria Napolitano Poderico: panettoni e pasticceria tra tradizione e innovazione La Pasticceria Napolitano Poderico ha il merito di creare dolci con ingredienti genuini: non solo prodotti a km 0, ma anche tanta passione e nobiltà d’animo che spinge costantemente la famiglia Napolitano a regalare al quartiere Arenaccia un punto di attrazione che riesca a risollevarlo e riqualificarlo. Entrando in pasticceria l’odore che ci investe è quello di un impasto fatto di uova e fantasia dolciaria, che regala ai sensi un’esperienza che fa bene al cuore. Il primo dicembre è stato così un trampolino di lancio per i panettoni di casa Napolitano Poderico. Marco, uno dei due fratelli pasticcieri che si occupa dell’attività, ci ha confidato che la sperimentazione di questi gusti così insoliti per i panettoni nasce un po’ per caso: all’inizio lo scetticismo era alto, soprattutto perché la tradizione talvolta è più forte della novità. Tuttavia, sin da subito i consensi sono aumentati e così si è deciso di scommettere su tre gusti totalmente nuovi: all’albicocca, pere e cioccolato e tartufato, oltre che quello classico uvetta e canditi. Sono panettoni, questi, dai gusti ben equilibrati e che infondo al palato subito il gusto rassicurante delle cose buone fatte in casa. Il panettone all’albicocca, ad esempio, è un tripudio di equilibrismo tra la dolcezza intensa delle albicocche e quella invece più rotonda della pasta del panettone. Quello alle pere e cioccolato, invece, ricorda molto gli accostamenti utilizzati in alta pasticceria, mentre, infine, il tartufato regala un gusto deciso che fonde insieme l’amarezza del cioccolato fondente e lo spirito alcolico del rum aggiunto a filo nell’impasto. Marco è ben contento di definire la sua attività a metà strada tra la tradizione e l’innovazione. La base di partenza è costituita sempre dalle ricette di una volta, che si tramandano in famiglia di generazione in generazione. Poi si passa all’invenzione, alla creatività e agli accostamenti di gusti insoliti che non avresti mai pensato in un determinato contesto. Così si arriva al colpo di scena che attira il cliente affascinato dalla possibilità sempre rinnovata di gustare dolci pensati costantemente nella stessa forma e con gli stessi ingredienti. Di fatti, da questa unione nascono le varianti delle sfogliatelle: la Pastierella, con il ripieno della pastiera, la Cioccotella, con ripieno di cioccolata fondente, la Babatella, […]

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