Dalla storia della famiglia Ferrante nasce Don Guido – Brasa & Tapas: un progetto che trasforma la brace in un’esperienza contemporanea, tra cucina a vista, design e condivisione.
La presentazione di Don Guido – Brasa & Tapas, l’8 luglio a San Vitaliano, è stata l’occasione per raccontare il progetto ufficiale che va oltre l’apertura di un nuovo ristorante. Per Gino Ferrante rappresenta infatti il punto d’incontro tra il mestiere di famiglia, quattro generazioni di esperienza nella carne e una visione costruita negli anni, anche attraverso viaggi e contaminazioni gastronomiche.
| Dettaglio ristorante | Informazioni principali |
|---|---|
| Nome e concept | Don Guido – Brasa & Tapas |
| Fondatore | Gino Ferrante (4ª generazione) |
| Location | San Vitaliano (Napoli) |
| Specialità e format | Carne al forno Josper, tapas dal mondo e condivisione |

Toni terrosi, materiali essenziali, luce soffusa e una grande cucina a vista, dove il fuoco è il centro e il simbolo della scena, definiscono l’identità dello spazio. La stessa filosofia si ritrova nel menu, pensato come un percorso da condividere: si parte con l’aperitivo, dove cocktail d’autore si accompagnano a una selezione di tapas, per poi proseguire tra burger, tapas contemporanee e preparazioni di carne.

Dai grandi tagli fino alle referenze più esclusive, il menu si completa con contorni e dessert. Tra i piatti da non perdere spiccano:
- i tacos di mais con birria di maialino
- le empanadas con jamón alla brace
- i mini pan bao di rabo de toro
La serata inaugurale ne ha offerto una lettura completa attraverso una successione di piatti serviti al centro tavola, culminata con una tagliata, un carpaccio speciale fuori menu e, tra i dessert, il Tiramisù Don Guido. Ad accompagnare il percorso, una selezione di etichette argentine, cilene, sudamericane e neozelandesi tratte dalla carta firmata da Tonia Credendino e costruita per valorizzare un menu che attraversa suggestioni e sapori internazionali.
Don Guido – Brasa & Tapas: un’eredità che guarda avanti
Per comprendere Don Guido bisogna partire dal 1907. È l’anno in cui nasce la prima macelleria della famiglia Ferrante, un mestiere tramandato attraverso quattro generazioni e costruito su una conoscenza profonda della carne. Una storia che attraversa anche la Libia, dove il bisnonno di Gino aveva sviluppato la propria attività prima di rientrare in Italia e stabilirsi a Visciano.
Negli anni quel sapere ha trovato nuove forme imprenditoriali. Prima con la crescita della Paninoteca Da Gino, oggi presente in tre sedi (a San Vitaliano, Angri e Maximall Pompeii), poi con Ginetta, format destinato a svilupparsi anche attraverso il franchising. Don Guido, come racconta lo stesso Gino Ferrante, rappresenta invece il capitolo più personale di questo percorso, un luogo in cui prendono forma intuizioni lasciate a lungo nel cassetto e ora ricondotte tutte in un progetto nuovo.

Le parole che accompagnano il ristorante – mestiere, fuoco e famiglia – non sono uno slogan, ma una mappa d’intenti. Il mestiere è quello di chi conosce la carne prima ancora di cucinarla; il fuoco è il filo conduttore dell’intera esperienza; la famiglia è il punto di partenza da cui tutto continua a svilupparsi.
Non una braceria, ma una cultura della carne e della condivisione
“Non chiamateci braceria” è quasi un payoff aziendale. La brace è sicuramente il cuore del progetto, ma non ne esaurisce il significato. Qui il fuoco diventa uno strumento narrativo che attraversa ogni portata, mentre il format ruota intorno alle tapas e alla condivisione.
La cucina prende vita attorno al forno Josper, marchio leader che combina carbone e alte temperature con la precisione di un forno professionale, rendendo la brace un elemento controllato e costante. La preparazione avviene poi completamente all’interno della cucina a vista, racchiusa nella sua struttura metallica.

La proposta del menu riporta influenze che spaziano dalla Spagna al Sud America, passando per l’Australia e l’America. Non si tratta allora di una semplice ispirazione latina, ma della sintesi dei luoghi, dei sapori e delle tecniche che Gino Ferrante e la sua famiglia hanno incontrato durante i viaggi intorno al mondo.
Anche lo spazio accompagna questa visione. Le superfici in cotto e terracotta, il legno, gli intrecci naturali e le linee pulite e di design costruiscono un ambiente contemporaneo che trasmette calore senza ricorrere all’estetica stereotipata delle steakhouse. Tutto dialoga con naturalezza: dagli arredi alle stoviglie artigianali in creta e argilla, fino al giardino esterno con il tavolo sociale e il grande bancone dedicato all’aperitivo.
Don Guido nasce a San Vitaliano, in provincia di Napoli, come un progetto che mette insieme memoria e desiderio di evoluzione. Un ristorante giovane ma con radici profonde, che sceglie di raccontare la carne attraverso il fuoco, senza però fermarsi alla sua definizione più immediata.
Indirizzo: Don Guido, Via Nazionale delle Puglie, 191 | San Vitaliano (NA)
Ufficio stampa: Marina Martino e Laura Margiore
Foto di Annarita Genova

