Compito di cittadinanza: cos’è e come funziona la riforma Valditara

Compito di cittadinanza, di cosa si tratta e in cosa consiste

Compito di cittadinanza: novità in ambito scolastico, che entrerà in vigore dal prossimo settembre.

Dettagli della riforma sulla condotta

Aspetto della riforma Specifiche normative
Voto 5 in condotta Bocciatura automatica
Voto 6 in condotta Debito scolastico con esame a settembre
Oggetto della prova Elaborato critico su cittadinanza e costituzione
Lunghezza prevista Tra le 800 e le 1200 parole (ipotesi)

Cos’è il compito di cittadinanza e come funziona

Il nuovo strumento scolastico è un vero e proprio lavoro didattico che dovranno svolgere gli studenti che presentano un’insufficienza in condotta, dovuta ad atteggiamenti e comportamenti non consoni.
La legge sulla riforma della condotta, approvata dal Parlamento lo scorso settembre, aveva già previsto la bocciatura automatica con il cinque.
Di fatto il governo restituisce al voto di condotta un valore formativo, non meramente disciplinare.

“Non vogliamo una scuola autoritaria, ma autorevole e il compito di cittadinanza rappresenta un segnale forte e chiaro: nella scuola italiana il rispetto per la persona e per le istituzioni è imprescindibile”. L’obiettivo è promuovere una scuola autorevole, capace di formare cittadini responsabili. Per questo, il comportamento degli studenti sarà monitorato per tutto l’anno scolastico, e terrà conto anche di eventuali episodi di violenza o aggressione nei confronti di insegnanti o compagni”, è quanto ha dichiarato il Ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara.

Si tratta di una prova che i ragazzi dovranno superare, come se dovessero svolgere il recupero in una materia scolastica. Il testo elaborato dallo studente costituisce un punto di partenza. La parte decisiva della prova sarà la riflessione sul proprio comportamento, guidata da un confronto con gli insegnanti. La valutazione non si fermerà alla forma del contenuto, ma riguarderà soprattutto la consapevolezza raggiunta, l’interiorizzazione dei valori e la capacità di rivedere le proprie azioni.
Il compito di cittadinanza è stata approvata dal Consiglio dei Ministri, dopo i pareri favorevoli del Consiglio di Stato; tale metodologia rappresenta un vero e proprio “cambio di rotta” nell’ambito scolastico, che si spera faccia cambiare atteggiamento ai ragazzi meno diligenti, affinché s’impegnino per dare il meglio e per ottenere la sufficienza in tutte le materie.
Il compito di cittadinanza è un vero e proprio lavoro di riflessione, che spingerà gli studenti ad elaborare con consapevolezza determinati temi sociali.

Struttura e modalità di esecuzione dell’elaborato

Per quanto concerne la struttura del Compito di cittadinanza, non è ancora chiara. Da alcuni mesi, circolano alcune ipotesi, ad esempio sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che il compito di cittadinanza dovrebbe avere una lunghezza compresa tra le 800 e le 1200 parole, svilupparsi su uno o più temi legati all’educazione civica.
Oltre al compito da svolgere, lo studente che non raggiunge il 6 in condotta, dovrà leggere determinati libri, che trattano specifiche tematiche e che possano fornire un esempio educativo sul rispetto.

Un sei, che fino ad oggi era considerato una piena sufficienza, in base alla riforma del Ministro Valditara, comporterà ora la necessità di superare un esame a settembre, con la consegna di un elaborato legato ai fatti contestati.

Un modo ma anche uno strumento per dimostrare che comportamenti violenti o atti di bullismo contro altri ragazzi, non possono essere in alcun modo tollerati e lo studente dovrà dimostrare di aver capito l’errore commesso, con un elaborato in cui riflette sull’azione commessa.

 

Immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 09/01/2026

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