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Incidente aereo in Kazakistan – velivolo colpito nello spazio russo

Incidente aereo in Kazakistan - velivolo colpito nello spazio russo

Nel giorno di Natale un Embraer 190, aereo della compagnia aerea low-cost “Azerbaijan Airlines”, si è schiantato nei pressi della città di Aktau, provocando un incidente aereo in Kazakistan. Sul velivolo, partito dalla capitale azera Baku e diretto verso la capitale cecena Grozny, erano imbarcate 67 persone e, nonostante il disperato tentativo di atterraggio di emergenza da parte dei piloti, solo 29 sono riuscite ad essere estratte vive dalle lamiere.

L’atterraggio d’emergenza dell’Embraer 190

La loro fortuna è stata rappresentata innanzitutto dal fatto che le manovre messe in atto dal comandante e dal primo ufficiale di bordo per oltre un’ora gli hanno consentito di compiere un atterraggio d’emergenza definito ‘miracoloso’ da diversi esperti del settore. Tali manovre, infatti, hanno permesso ai piloti, tragicamente deceduti nell’impatto, di sfruttare la potenza di motori del velivolo, ormai sprovvisto di qualsiasi tipo di comando. In secondo luogo, i superstiti sono riusciti a scampare alla morte anche grazie alla posizione da loro occupata: infatti, ad essersi salvati sono stati unicamente i passeggeri a cui era stato assegnato un posto ubicato nelle file posteriori dell’aereo. La parte retrostante è rimasta praticamente integra grazie al distacco provocato dall’esplosione mentre quella anteriore è andata distrutta nello schianto provocato da un missile terra-aria lanciato nello spazio aereo russo.

La responsabilità dell’incidente aereo

Dopo tre giorni dal terribile accadimento, il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato il suo omologo azero, il presidente Ilham Aliyev, al quale ha espresso vicinanza per la scomparsa delle 38 vittime dell’incidente aereo in Kazakistan, estendendo le condoglianze anche alle famiglie. Il presidente russo ha spiegato che mentre l’Embraer 190 era in volo nei cieli russi, droni da combattimento ucraini stavano attaccando la capitale cecena Grozny e, di conseguenza, le difese aeree russe sono state obbligate ad attivarsi per respingere gli attacchi nemici. Putin, tuttavia, non ha riconosciuto in modo esplicito le responsabilità di Mosca: infatti, non ha indicato esplicitamente se l’aereo della compagnia azera sia stato colpito o meno dal sistema di difesa russo. Dal canto suo, il presidente Ilham Aliyev ci ha tenuto a far presente che l’aereo della “Azerbaijan Airlines” è stato soggetto a interferenze fisiche e tecniche esterne, anche se ha preferito non affondare il colpo, evitando di incolpare direttamente le difese aeree russe.

Kaja Kallas e Volodymyr Zelensky a muso duro contro Mosca

Discostandosi dal comportamento ignavo tenuto dal presidente azero, diverse personalità politiche sono intervenute in maniera decisa sulla questione: la rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza europea, l’estone Kaja Kallas, ha richiesto che venga compiuta un’indagine approfondita, rapida ed indipendente a tal proposito, rilevando una forte analogia tra l’abbattimento di questo velivolo e quello della “Malaysia Airlines”, ugualmente colpito da un missile fatto esplodere da ribelli sostenuti dalla Russia nell’Ucraina orientale nel 2014. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mantenuto lo stesso pugno duro usato da Bruxelles, dichiarando la necessità di compiere un’indagine che approfondisca le cause che hanno provocato l’incidente aereo, nella speranza che emerga ciò che è realmente accaduto e che la Russia fornisca le spiegazioni dovute.

In seguito all’incidente, molte compagnie aeree hanno deciso di sospendere temporaneamente e per le prossime settimane i voli diretti verso diverse città russe, in attesa di ulteriori aggiornamenti. 

Fonte immagine: Pixabay

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