La strage di Crans-Montana: una generazione spezzata

Strage di Crans-montana

Doveva essere l’alba di un anno nuovo, il primo respiro di un 2026 carico di promesse, l’istante sospeso in cui il futuro sembra così vicino da poterlo toccare con le dita. Tuttavia, per quaranta famiglie, quel primo giorno dell’anno non ha portato la luce, ma il buio soffocante della cenere. La strage di Crans-Montana ha causato la morte di ben 40 persone. Tra le vittime, un dolore immenso colpisce l’Italia per la perdita di sei giovani ragazzi: Emanuele Galeppini, Giovanni Tamburi, Sofia Prosperi, Achille Barosi, Riccardo Minghetti e Chiara Costanzo. In questa tragica vicenda, il brindisi di mezzanotte ha segnato l’epilogo di vite ancora tutte da scrivere.

Dettagli chiave della strage di Crans-Montana

Dettaglio Descrizione
Data e Luogo 31 gennaio 2025, disco-bar “Le Constellation”, Crans-Montana
Bilancio Vittime 40 morti totali, di cui 6 italiani
Causa scatenante Scintilla pirotecnica su pannelli fonoassorbenti non a norma
Fenomeno letale Flashover (esplosione spontanea dei materiali)
Indagati Jacques Moretti (custodia cautelare) e Jessica Maric

La strage di Crans-Montana nel cuore del lusso

La notte del 31 gennaio 2025 sarà incisa nella memoria collettiva come il momento in cui il tempo si è fermato per 140 secondi, trasformando il disco-bar le Constellation di Jacques Moretti e Jessica Maric in una trappola mortale. La causa dell’incendio sarebbe stata una scintilla provocata da una candela pirotecnica, che avrebbe innescato la combustione del pannello fonoassorbente presente sul soffitto del locale.

Tale tesi è sostenuta da Giovanni Bellomia, ingegnere e funzionario dei Vigili del Fuoco a Ragusa e dall’architetto Martina Bellomia. Gli esperti hanno spiegato come la temperatura al momento del deflagrare delle fiamme fosse di circa 600 gradi all’altezza del soffitto. Tuttavia, con il progredire dell’incendio la temperatura avrebbe toccato i 1200 gradi, mettendo a rischio anche la struttura dell’edificio.

Un aspetto che ha scosso l’opinione pubblica sono i numerosi video girati dai ragazzi mentre le fiamme divampavano. Molti hanno definito questo gesto “superficiale”, in realtà trova una precisa giustificazione scientifica e tecnica legata alla dinamica della combustione e alla fisiologia del panico. Come spiega Giovanni Bellomia, in un ambiente vasto come quello di Le Constellation, l’aria rimane tecnicamente respirabile e la temperatura tollerabile per circa due minuti dall’inizio della combustione. In questo brevissimo lasso di tempo, i ragazzi si sono ritrovati in una zona di falsa sicurezza: vedevano le fiamme sul soffitto, ma attorno a loro l’aria era ancora fresca e la visibilità buona. Ciò ha indotto a un ritardo fatale nella percezione del pericolo imminente. Tuttavia, al termine dei due minuti, la temperatura ha raggiunto il picco critico di flashover: un’esplosione spontanea di tutti i materiali combustibili nella stanza. In quel momento, l’acido cianidrico sprigionato dalle plastiche non a norma ha reso ogni respiro fatale, trasformando i telefoni in scatole nere di un massacro.

La strage di Crans-Montana
Le Constellation il giorno dopo l’incendio (Christian David-Wikipedia)

L’Inchiesta: una trappola di fumo e negligenza

Mentre le famiglie stringono tra le mani i ricordi di vite appena sbocciate, la Procura del Canton Vallese lavora senza sosta sulla strage di Crans-Montana. La Procuratrice capo Beatrice Pilloud ha evidenziato come non fosse una tragica fatalità, ma una catena di omissioni imperdonabili.

  • In primo luogo, il locale operava in una struttura ipogea con una capacità di deflusso inadeguata. L’uso di materiale pirotecnico in un ambiente saturo di rivestimenti sintetici ha trasformato un seminterrato in un forno crematorio in meno di 180 secondi.
  • In secondo luogo, le indagini si sono soffermate sulle uscite di sicurezza, che secondo i primi rilievi erano sbarrate o non segnalate, rendendo vana ogni speranza di fuga per chi si trovava lontano dall’ingresso principale.

Il dettaglio che più di ogni altro lacera l’anima e trasforma il dolore in rabbia è l’atteggiamento della proprietaria Jessica Maric. Secondo le telecamere di sicurezza, anche se ciò non è ancora presente nel dossier della Procuratrice, sembrerebbe che la donna abbia raggiunto la via di uscita stringendo a sè la cassa del locale. In un momento in cui ogni secondo valeva una vita, in cui più di 100 ragazzi lottavano per un respiro d’aria in un labirinto di fiamme, la priorità della donna è stata una sola: mettere in sicurezza l’incasso. Tale immagine, è il ritratto di un’imprenditoria predatrice, più legata al denaro che alla vita dei propri clienti. In quella fuga con i soldi, mentre dietro di lei si consumava l’eccidio di una generazione, si legge l’accusa di omissione di soccorso. Dunque, per i Moretti, quei ragazzi non erano sogni da proteggere, ma solo numeri da contabilizzare prima che tutto diventasse cenere.

La voce del dolore: il grido dei genitori sulla strage di Crans-Montana

Nelle piazze di Milano, Roma, Bologna, il dolore ha il volto turbato dei padri e delle madri delle vittime. A Roma, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo sembrava troppo piccola per contenere il dolore per la perdita di Riccardo e mentre il vento gelido accarezzava i volti rigati dalle lacrime dei suoi compagni di classe, la voce della madre Carla ha ricordato quel bacio mandato per telefono dall’ultima seggiovia. Nello stesso istante a Milano, il cuore della città batteva all’unisono con quello della famiglia di Chiara tra le navate di Santa Maria delle Grazie. Elena Costanzo, sorella di Chiara, ha mostrato la sua rabbia per la perdita di sua sorella.

“Non dovevi essere lì, dovevi andare da un’altra parte. Eri socievole, amavi stare con le amiche ma anche stare a casa. Volevi viaggiare e ti prometto che farò io questi viaggi per te. Sono arrabbiata, perchè con te se ne va una parte del mio cuore. Tutti i miei traguardi li dedicherò a te”.

Queste sono le dichiarazioni della sorella che sottolineano come un legame così forte non possa essere spezzato nemmeno dal fuoco. Infine, a Sant’Ambrogio c’è l’ultimo saluto ad Achille, il ragazzo dal cuore d’oro che non ha esitato a sfidare le fiamme per aiutare chi era rimasto indietro. Dopo il funerale, è stata cantata a squarciagola la canzone “Perdutamente” di Achille Lauro. Non si tratta solo di musica, ma dell’ultima carezza disperata a un ragazzo che portava lo stesso nome del suo idolo e che ha vissuto con la stessa intensità quelle parole. Scegliere Perdutamente di Achille Lauro per l’addio ad Achille Barosi è stato come voler dare un senso all’assurdo, perché tra quei versi c’è una amara profezia che oggi fa tremare le gambe: “E se bastasse una notte per farci sparire, cancellarci in un lampo come un meteorite”. Dunque, cantare quelle strofe mentre il feretro usciva dalla chiesa ha trasformato il dolore in una sorta di inno alla libertà e alla fragilità di essere giovani.

9 gennaio: una nazione in ginocchio per la strage di Crans-Montana

Oggi, venerdì 9 gennaio 2026, la Svizzera si è fermata in un silenzio che attraversa le valli e scuote le coscienze, celebrando una giornata di lutto nazionale che per la storia della Confederazione rappresenta un evento profondamente simbolico. Alle ore 14:00, il battito della nazione si è congelato: le campane di tutte le chiese, da quelle delle grandi città ai piccoli campanili di montagna, hanno ritoccato all’unisono per cinque minuti infiniti, invitando ogni cittadino a sospendere il proprio lavoro e i propri pensieri per unirsi al dolore delle famiglie e delle 40 vittime.

A Martigny, si è tenuta la cerimonia commemorativa ufficiale alla presenza dei massimi vertici dello Stato, tra cui il Presidente della Confederazione Guy Parmelin e delegazioni internazionali di altissimo profilo, come il Presidente Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron. Proprio in queste ore di profondo cordoglio si è verificato l’arresto di Jacques Moretti, proprietario del locale bar-disco le Constellation. Jacques Moretti è stato posto in custodia cautelare su ordine della procuratrice di Sion Beatrice Pilloud, al termine di un interrogatorio durato oltre sei ore; la misura è stata giustificata dal “concreto pericolo di fuga”, alimentato dai suoi legami internazionali e dai precedenti penali emersi durante l’inchiesta.

L’aspetto più drammatico e simbolico dell’operazione è stata la coincidenza con il lutto nazionale: mentre il proprietario veniva condotto via a bordo di un furgone della polizia, in tutto il paese risuonavano i rintocchi delle campane e si osservava un minuto di silenzio. Particolarmente toccanti sono state le dichiarazioni della moglie che pur essendo indagata per omicidio colposo, è stata rilasciata con misure sostitutive (braccialetto elettronico). La donna, visibilmente scossa, all’uscita dalla Procura ha chiesto pubblicamente perdono alle famiglie delle vittime.

A voi che restate: i sogni non bruciano

Noi di Eroica Fenice sentiamo il bisogno di dedicare queste righe a voi. A voi ragazzi che oggi, entrando in aula, avete sentito il peso insopportabile di quel banco vuoto. A voi che, scorrete freneticamente le chat di WhatsApp, fissando quel visualizzato che non si trasformerà mai più in una risposta. Avete ragione ad avere paura. Avete ragione a sentirvi vulnerabili e traditi da un mondo che sembra aver dimenticato come proteggervi.

I sogni di Achille, Chiara, Giovanni, Riccardo, Emanuele e Sofia non erano diversi dai vostri: erano fatti di ansia per un’interrogazione, di messaggi scritti e cancellati per un sentimento da confessare, di quella luce negli occhi che si ha solo quando si programma un viaggio. Erano sogni fatti di carne, di musica e di speranza. La strage di Crans-Montana è una ferita che brucia e che ci insegna quanto la vostra giovinezza sia un tesoro splendido e al tempo stesso fragile. Ma vi chiediamo una cosa: non lasciate che l’orrore spenga la vostra voglia di brillare. Proprio come la fenice che dà il nome alla nostra testata, vi auguriamo di trovare la forza di risorgere dalle ceneri di questo dolore immenso. Onorate chi non c’è più, continuando a sognare anche per loro, pretendendo un mondo dove il vostro diritto al divertimento non debba mai più pagare il prezzo del sangue.

Foto di copertina: collage del Corriere della sera (profili social dei ragazzi)

Articolo aggiornato il: 09 Gennaio 2026

Altri articoli da non perdere
“Masyanya” e la denuncia contro Putin
“Masyanya” e la denuncia contro Putin

"Masyanya" è una serie animata russa di stampo satirico ideata da Oleg Kuvaev nel 2001 e composta attualmente da sette Scopri di più

Bambini soldato in Messico: allarme a Guerrero
Bambini soldato in Messico: allarme a Guerrero

Bambini soldato in Messico: emergenza o tattica? In una zona dimenticata dalla legge del Messico occidentale, bambini di pochi anni Scopri di più

Associazioni Pro-Life nei consultori, via libera del Senato
associazioni pro-life

Associazioni Pro-Life nei consultori: l'emendamento di Fratelli d'Italia passa anche al Senato. A pochi giorni dalla decisione del Parlamento Europeo Scopri di più

Franco Di Mare: addio ad un grande dell’informazione

Franco di Mare ha concluso il suo viaggio terreno. Lo stimato giornalista, conduttore e scrittore italiano, noto per essere stato Scopri di più

22 febbraio 1732: nasce G. Washington
22 febbraio 1732

Il 22 febbraio 1732 nacque George Washington a Westmoreland County, in Virginia, in una famiglia agiata di proprietari terrieri. Educato Scopri di più

8 dicembre 2014: muore il cantautore Pino Mango
8 dicembre 2014

Era il giorno 8 dicembre 2014, quando il cantautore lucano Pino Mango si spense all’età di 60 anni durante un Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Francesca Mercogliano

Vedi tutti gli articoli di Francesca Mercogliano

Commenta