🎯 L’elenco aggiornato dei grandi ricercati
- La sintesi: oggi, l’elenco dei latitanti di massima pericolosità redatto dal Ministero dell’Interno conta solamente tre criminali ancora in fuga: Giovanni Motisi, Renato Cinquegranella e Attilio Cubeddu.
- Le indagini: le forze di polizia utilizzano tecniche avanzate come l’age progression per invecchiare i volti e collaborano con la rete europea ENFAST per rintracciarli all’estero.
- Il dettaglio curioso: per alcuni di questi storici fuggitivi, a causa dell’assenza di tracce biologiche e avvistamenti da oltre vent’anni, gli inquirenti non escludono l’ipotesi della morte presunta.
Oggi, l’elenco ufficiale dei criminali in fuga stilato dal Gruppo integrato interforze per la ricerca dei latitanti (GIIRL) del Ministero dell’Interno conta solamente tre nomi di spicco: Giovanni Motisi, Renato Cinquegranella e Attilio Cubeddu. Potrebbe sembrare la trama di un film d’azione, ma le storie di latitanze decennali sono una realtà concreta e complessa anche in Italia. La recente cattura di Matteo Messina Denaro, dopo 30 anni ininterrotti di ricerche, ha riacceso prepotentemente i riflettori su un mondo sommerso di criminali ancora in fuga dalla giustizia.
💡 Come funziona l’elenco dei latitanti del Ministero?
Il GIIRL analizza i profili dei criminali in fuga e li inserisce nel programma speciale di ricerca valutandone la pericolosità sociale, il ruolo apicale all’interno delle mafie e l’urgenza investigativa, distinguendoli dalle centinaia di altri latitanti “comuni” ricercati sul territorio nazionale.
Ma chi sono oggi i latitanti più famosi e ricercati d’Italia e Come funziona la lista GIIRL? Questa speciale commissione ministeriale classifica meticolosamente i criminali in base alla loro estrema pericolosità e all’urgenza della loro cattura per la sicurezza nazionale, tracciando i confini di una caccia all’uomo che non conosce confini geografici o limiti di tempo.
Indice dei contenuti
Latitanti di massima pericolosità ancora ricercati
💡 Chi sono i latitanti più pericolosi d’Italia oggi?
Attualmente i criminali di massimo calibro considerati introvabili sono soltanto tre: il boss mafioso palermitano Giovanni Motisi, il camorrista Renato Cinquegranella e l’esponente dell’Anonima Sequestri sarda Attilio Cubeddu. Su di loro pendono mandati di cattura internazionali.
Dopo gli ultimi arresti eccellenti, la lista dei latitanti inseriti nel “programma speciale di ricerca” di massima pericolosità si è ridotta. Il numero varia fisiologicamente in base alle catture effettuate dalle forze speciali e alle nuove inclusioni. Attualmente, l’elenco del Ministero include un numero ristrettissimo di nomi (esiste poi una seconda lista molto più ampia con decine di altri fuggitivi considerati “pericolosi” ma non apicali).
Il colpo più recente inflitto allo schieramento della criminalità organizzata è stata l’operazione che ha portato in manette Roberto Mazzarella, boss di vertice dell’omonimo clan napoletano, bloccato ad aprile 2026 mentre tentava di nascondersi in una lussuosa villa in Costiera Amalfitana. Secondo le informazioni ufficiali disponibili e aggiornate fornite dal Ministero dell’Interno, ecco i nomi principali rimasti e ancora in fuga.
| Latitante | Organizzazione e Reati | Status attuale e fuga |
|---|---|---|
| Giovanni Motisi | Cosa nostra Omicidio, mafia e strage. |
Ricercato dal 1998. Ultimo avvistamento noto risalente al 1999 in Sicilia. |
| Renato Cinquegranella | Camorra Concorso in omicidio, porto illegale d’armi. |
Ricercato dal 2002. Possibili coperture in territorio internazionale. |
| Attilio Cubeddu | Anonima sequestri Sequestro di persona aggravato. |
Ricercato dal 1997. Sospetta morte bianca / decesso nei monti sardi. |
Giovanni Motisi: il fantasma di Cosa nostra
💡 Chi è l’ultimo grande stragista di Cosa Nostra?
È considerato Giovanni Motisi, boss storico del mandamento palermitano di Pagliarelli. Condannato all’ergastolo, è considerato il latitante numero uno in Italia oggi e l’ultimo tassello della vecchia cupola mafiosa corleonese legata a Totò Riina e Leoluca Bagarella.
Giovanni Motisi, detto ‘u pacchiuni’ (il grasso), è ricercato attivamente e senza sosta dal 1998 per svariati omicidi, dal 2001 per associazione di tipo mafioso e dal 2002 per strage. Dopo la cattura di Matteo Messina Denaro, è divenuto lui il latitante considerato di maggior spessore criminale e il più ricercato d’Italia: è considerato a tutti gli effetti l’ultimo grande stragista di Cosa nostra ancora libero e impunito. Le sue ultime tracce tangibili risalgono all’oramai lontano 1999, quando partecipò clandestinamente alla festa di compleanno della figlia. Da quel preciso momento è svanito nel nulla.
Per stanarlo, la Polizia Scientifica ha recentemente diffuso un Identikit aggiornato generato tramite complessi algoritmi di Age progression, tecniche informatiche che mostrano come potrebbe apparire oggi il boss invecchiato. Si fa sempre più strada, però, il dubbio che possa essere celato o nascosto all’estero, forse in Francia, o che sia addirittura deceduto decenni fa e sepolto segretamente per mantenere vivo il mito della sua invincibilità.
La Camorra e l’Anonima Sequestri sarda
Renato Cinquegranella e l’allerta internazionale
Il boss napoletano Renato Cinquegranella è ricercato dal 2002 per associazione a delinquere di stampo mafioso, spietato concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di armi. È stato uno degli esponenti di maggior spicco della Nuova Famiglia, una feroce organizzazione camorristica sorta negli anni ’80 per contrastare sanguinosamente la Nuova Camorra Organizzata fondata dal “professore” Raffaele Cutolo. Oggi, la sua ricerca è condotta in sinergia con la rete ENFAST (European Network of Fugitive Active Search Teams), l’agenzia speciale europea che condivide dati biometrici e movimenti finanziari per catturare i criminali fuggiti al di fuori dei confini italiani.
Attilio Cubeddu: il re dei sequestri e l’ipotesi della morte
💡 Che fine ha fatto Attilio Cubeddu?
Le indagini sul rapitore sardo sono a un vicolo cieco da decenni. Una pista investigativa molto accreditata suggerisce l’ipotesi della morte presunta: Cubeddu potrebbe essere stato ucciso dai suoi stessi complici dopo la spartizione del riscatto dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini, ma il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Proveniente dalle aspre montagne della Sardegna, Attilio Cubeddu era un membro efferato dell’Anonima Sequestri. Arrestato nel 1984 per un grave sequestro di persona, fu condannato a 30 anni di reclusione. Grazie a una condotta ineccepibile in carcere, ottenne dei permessi premio e, proprio durante uno di questi permessi concessi nel gennaio del 1997, fuggì beffando le autorità e dandosi alla latitanza permanente. È fortemente sospettato di essere coinvolto nel drammatico sequestro dell’imprenditore bresciano Soffiantini. Per la sua cattura è stata diramata anche un’ordinanza internazionale, ma il mistero della morte presunta si addensa anche su di lui, ipotizzando che sia stato ucciso nelle viscere del Gennargentu a seguito di dispute per il bottino milionario accumulato negli anni di piombo sardi.
Grandi latitanti italiani del passato catturati
La storia recente è segnata anche da clamorosi e importantissimi successi dello Stato, con la cattura di criminali spietati che per decenni hanno eluso sistematicamente la giustizia muovendosi nell’ombra. Scopri l’elenco e le storie complete nel nostro speciale dedicato a Chi sono i 5 latitanti italiani più famosi della storia.
Matteo Messina Denaro: la fine di una latitanza trentennale
Il caso più noto e celebrato a livello internazionale è certamente quello di Matteo Messina Denaro, per lunghissimo tempo il ricercato numero uno. Boss indiscusso di Castelvetrano e del trapanese, divenne latitante in modo ufficiale nell’estate del 1993. Condannato all’ergastolo per decine di omicidi mafiosi e autobombe, fu accertato come uno dei mandanti sanguinari delle stragi che uccisero barbaramente i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La sua latitanza dorata e protetta da fiancheggiatori borghesi è durata in totale e precisamente 30 anni, e si è conclusa in modo insospettabile il 16 gennaio 2023, quando è stato riconosciuto e arrestato dai ROS dei Carabinieri mentre si trovava in cura in una clinica medica privata di Palermo, notizia battuta tempestivamente da testate giornalistiche nazionali e mondiali come l’ANSA.
Pasquale Bonavota e la ‘ndrangheta calabrese
Il boss Pasquale Bonavota è un esponente di grandissimo spicco della temuta ‘ndrangheta originaria del vibonese. Condannato all’ergastolo nel 2018 per aver guidato un’associazione a delinquere e per concorso diretto in omicidio, si è abilmente dato alla latitanza per sfuggire alla sentenza definitiva fino alla sua insperata cattura, avvenuta ad aprile 2023 nel cuore di Genova, città del nord Italia in cui viveva tranquillamente mimetizzato sotto falsa identità, frequentando assiduamente persino le chiese locali.
Graziano Mesina: il “re del Supramonte”
La figura di Graziano Mesina è considerata dagli storici del crimine come quella del più famoso criminale sardo, noto soprattutto alle cronache del Novecento per le sue numerose e rocambolesche evasioni dalle prigioni di massima sicurezza. Nel 2020 la sua ennesima tregua giudiziaria è terminata quando è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a ben 24 anni di carcere per essere a capo di un’organizzazione dedita al traffico internazionale di droga. Datosi nuovamente alla latitanza nonostante l’età avanzata, è stato infine catturato in piena notte dopo 18 mesi di indagini incessanti con un blitz chirurgico dei carabinieri dei GIS in una casa rurale della Barbagia (Desulo), nel dicembre 2021, chiudendo così un pezzo di storia criminale d’Italia.
Fonte immagine in evidenza: Pixabay
Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2026
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