Home | Culturalmente | Abbazia di Sant’Angelo verso il riconoscimento UNESCO

Abbazia di Sant’Angelo verso il riconoscimento UNESCO

Abbazia di Sant’Angelo

Tra i vicoli e le ripide salite di Capua, precisamente in via Luigi Baia, vi è l’Abbazia di Sant’Angelo in Formis che domina incontrastata su di un panorama mozzafiato ricamato di colline e verdi vallate: una chiesa ricca di storia e pregna di fascino medioevale. Ebbene, grazie ad essa la Campania potrebbe presto vantare un altro monumento iscritto nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO: l’assessore alla cultura di Capua, Jolanda Capriglione, infatti, ha annunciato che la splendida Abbazia benedettina è stata selezionata dall’UNESCO Italia, per essere presentata alla sede centrale di Parigi per l’ambito riconoscimento internazionale.

Il riconoscimento dell’Abbazia è una grande gioia per la Campania

«La Basilica Benedettina di Sant’Angelo in Formis ha superato tutte le prove italiane, le più temibili. Dopo la lunga e complessa analisi del MIBACT e l’attenta selezione fra le tante richieste pervenute alla Commissione Nazionale, l’UNESCO Italia propone a Parigi la nostra splendida Abbazia per il riconoscimento come Patrimonio Mondiale. Abbiamo superato tutti gli accertamenti più difficili; siamo di fatto alla fine del lungo e difficilissimo percorso. Abbiamo ben ragione di essere orgogliosi!» Così la docente Jolanda Capriglione ci annuncia, attraverso i media, l’emozione che in queste ore provano tutti coloro che da anni caldeggiano la nomina a Patrimonio dell’Umanità dell’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. L’artefice iniziale di questa conquista legittima è il reverendo parroco della Basilica, Don Franco Duonnolo, rettore del sito e collaboratore CEI nel ruolo di “esperto in beni culturali ecclesiastici”. Don Franco si è da sempre battuto, insieme a numerosi professionisti locali, per la salvaguardia della struttura e affinché il sito gravitasse nell’orbita dell’UNESCO, come importante opera artistica del nostro prezioso Sud.

Un momento importante per la splendida Abbazia di Sant’Angelo, che permette di ripercorrere secoli di storia

Benché di piccole dimensioni, si tratta di una vera e propria perla, che reca con sé le testimonianze più significative del passaggio dei secoli, dal punto di vista sia religioso che artistico. La bellezza della struttura come per magia fa viaggiare nel passato sino a Longobardo, figlio di Landolfo V Principe di Benevento, nel 1027. Nevralgico luogo di culto già prima che Capua entrasse nell’orbita del dominio etrusco, Sant’Angelo in Formis racchiude in sé un’antica vicenda storico-religiosa di un remoto passato, sede di un tempio forse già dal VI sec. a.C. In questa località del monte Tifata (in etrusco “boschetto coperto di lecci”) s’individua la divinità femminile di Diana, assimilata alla “signora dei boschi”, inserita quindi nello spazio selvatico di un’area prevalentemente montuosa, di lussureggiante vegetazione, copiosa fauna e trasparenti acque. Nel X sec. l’Abbazia è riedificata sui ruderi dell’edificio preesistente, finché è ricostruita nel 1072 per impulso dell’abate Desiderio di Montecassino, reimpiegando i capitelli corinzi, le colonne e il pavimento del suddetto antico tempio di Diana Tifatina. Nonostante la sua semplice linearità, lo splendore di Sant’Angelo in Formis è legato al magnifico ciclo di affreschi di scuola bizantino-campana, dedicato ad episodi del Nuovo e Vecchio Testamento, che decorano l’interno e costituiscono uno tra i più importanti e meglio conservati cicli pittorici dell’epoca nel sud Italia.

Insomma l’Abbazia di Sant’Angelo, da poco parzialmente restaurata, costituisce uno degli esempi più significativi dell’architettura romanica in Italia ed uno dei grandi tesori della nostra regione. Scelta tra le tante richieste pervenute, ora è al vaglio della commissione parigina per l’ambìto riconoscimento che, oltre ad essere un grande vanto, è l’occasione per la valorizzazione di tale patrimonio in ambito internazionale. Per i cultori e gli amanti della storia dell’arte, e per tutta la Campania, dopo le gratificazioni che sta giustamente conquistando la Reggia di Caserta, la nomina dell’Abbazia di Sant’Angelo in Formis, ricca di storia e tradizione, rinvigorisce gli animi e continua a farci sperare.

Altri articoli da non perdere
5 curiosità su Pompei che forse non conosci
5 curiosità su pompei

Pompei, la città romana cristallizzata dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., è un luogo dal fascino eterno. La sua eccezionale Scopri di più

Il paradosso di Fermi: perché non abbiamo ancora incontrato gli alieni?
Paradosso di Fermi: dove sono gli alieni?

La volontà di scoprire se ci siano forme di vita extraterrestre in grado di comunicare con noi non è soltanto Scopri di più

Libertà: significato, valore e i limiti secondo la Costituzione
Filosofia della libertà: riflessioni sulla libertà individuale e sociale

La libertà è un valore fondamentale nella nostra vita che, più di altri, ci fa riflettere perché è strettamente collegato Scopri di più

Divinazione: cos’è, significato, pratiche, arte e tipologie
Divinazione: significato, pratiche e tipologie

Divinazione ed esoterismo in sintesi Cosa troverai in questa guida? Una mappa completa per orientarsi nel mondo della divinazione: dalla Scopri di più

La punteggiatura: come usarla correttamente, errori comuni
Come utilizzare la punteggiatura

La punteggiatura è un sistema di segni d’interpunzione assolutamente necessario per conferire il giusto valore a ogni periodo. Parte integrante Scopri di più

Petrus Gonsalvus: la storia vera che ha ispirato La Bella e la Bestia
Petrus Gonsalvus

La fiaba de "La Bella e la Bestia", con la sua storia di amore che sboccia oltre le apparenze, ha Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Adele Migliozzi

Laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico, coltivo una grande passione per la scrittura e la comunicazione. Vivo in provincia di Caserta e sono annodata al mio paesello da un profondo legame, dedicandomi con un gruppo di amici alla ricerca, analisi e tutela degli antichi testi dialettali della tradizione locale.

Vedi tutti gli articoli di Adele Migliozzi

Commenta