Bologna esoterica: l’identità segreta della città di Nettuno

Bologna

Bologna, una città ricca di storia, cultura, tradizioni e aneddoti interessanti. Tra le tante peculiarità degli edifici storici del centro vi è una colorazione che oscilla tra il rosso vermiglio e il terra di Siena bruciato. Nel corso degli anni quest’aspetto è diventato un vero e proprio tratto distintivo del capoluogo emiliano.

Bologna, così come Torino, possiede molteplici sfaccettature: oltre ad essere un vero e proprio crocevia di culture, ad avere una gastronomia famosa in tutto il mondo, possiede anche un’anima oscura, ricca di riferimenti esoterici. È possibile approfondire la storia della città consultando il sito ufficiale di Bologna Welcome.

Dalla Basilica di San Petronio, cuore pulsante di Bologna, parte un percorso che coinvolge i principali monumenti della città, tra curiosità, riferimenti, esoterismo e dietrologie.

Quali sono i simboli della Bologna esoterica?

Luogo Significato esoterico
Basilica di San Petronio Geometrie astrologiche e zodiacali nella facciata.
Fontana di Nettuno Gioco prospettico ideato dal Giambologna.
La Diavolessa Statua legata alla leggenda della strega Caterina.

Alla scoperta dei misteri di Bologna

Basilica di San Petronio: astrologia e misteri

La centralissima Basilica di San Petronio è nota ai più per essere la chiesa incompiuta più grande al mondo. Le geometrie presenti nella chiesa assumono una pluralità di significati molto interessanti. In primis, la costruzione della facciata fu ispirata all’astrologia, dato che le forme si organizzano all’interno di un cerchio che comprende:

  • Un triangolo equilatero, simbolo di elevazione
  • Un quadrato, che rappresenta la costruzione stabile
  • Un esagono, che indica l’essere umano

Fuori dal cerchio troviamo dodici punti immaginari, che simboleggiano lo zodiaco.

La fontana di Nettuno: il segreto del Gigante

Un altro simbolo per antonomasia di Bologna è la fontana di Nettuno, nota anche come “Il Gigante”. La statua in bronzo della divinità fluviale rappresenta il potere papale ed è un chiaro riferimento al Concilio Tridentino (1545-1563). Secondo la leggenda il Giambologna, intenzionato a dotare il Nettuno di un fallo che esprimesse a pieno la sua struttura imponente, incontrò l’opposizione ecclesiastica e fu costretto a ricorrere a un escamotage.

Lo stratagemma consiste in un gioco di proporzioni sottile ed efficace: l’architetto disegnò la statua in modo che il pollice della sua mano sinistra, se inquadrato da una precisa angolazione, ricordi un fallo eretto.

La Diavolessa Bolognese: leggenda e inquietudine

Proprio di fronte la Chiesa di San Procolo, sotto il portico dei bastardini, è posta una statua assai inquietante: la Diavolessa Bolognese, che probabilmente ricorda la figura della strega Caterina, vissuta nel XV in questo quartiere di Bologna.

Inoltre, tra i tanti elementi che sottolineano l’identità di Bologna esoterica, abbiamo la cattedra di studi Parapsicologici e il Museo internazionale dei Tarocchi.

Una città che raccoglie in sé più aspetti, più identità, che affascina e intriga turisti e curiosi provenienti da diverse parti del mondo grazie alla sua verve inconfondibile e alla pluralità di riferimenti legati al mondo dell’occulto.

Fonte immagine: archivio personale.

Articolo aggiornato il: 26/12/2025

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