Dracula postmoderno, come reinventare il mito del principe dei vampiri

Dracula postmoderno

Dracula postmoderno, come reinventare il mito del principe dei vampiri creato da Bram Stocker tra letteratura, cinema e fumetti

Il Conte Dracula è uno dei personaggi letterari più noti di sempre, creato dalla penna dello scrittore irlandese Bram Stocker.  Il noto romanzo uscì nel 1897 e divenne un best-seller già in Età vittoriana, colpì l’immaginario popolare e “il principe dei vampiri continuò a vivere ulteriori vite”. Il suo fascino non è mai venuto meno e dopo la Modernità (ossia i primi decenni del Novecento), i nuovi media emergenti hanno ripreso il personaggio di Stocker “reinventandolo” o “reinterpretandolo” in nuove situazioni, un Dracula postmoderno. 

Il nuovo Dracula letterario, le opere di Dacre Stocker e di Kalogridis

Negli anni Novanta la scrittrice americana Jeanne Kalogridis fu l’autrice di una trilogia dedicata alla famiglia del noto Dracula, si tratta della serie “I diari della famiglia Dracula”. La trilogia è costituita da tre volumi: Il patto con il vampiro (Covenant with the Vampire, 1995), I figli del vampiro (Children of the Vampire, 1996) e  Il signore dei vampiri (Lord of the Vampires, 1997); editi in italiano da Newton Compton.  In questa trilogia, che funge da prequel al romanzo di Stocker,  l’autrice racconta le origini del signore dei vampiri, la sua discendenza, i suoi familiari e lo scontro con il professore dell’occulto Abraham Van Helsing, approfondendo alcuni tema poco chiari nell’opera originale come l’identità delle tre mogli di Dracula.

Totalmente diverso il caso dello scrittore e pronipote di Bram Stocker, ossia Dacre. Costui, dopo aver abbandonato la professione di atleta di pentathlon, si è dedicato all’attività di romanziere. Il suo esordio avvenne nel 2009 con il romanzo Dracula: The Un-Dead (Un-Dead: Gli Immortali, edito da Piemme in Italia), assieme a Ian Holt. La storia funge da seguito al romanzo dell’antenato, Dracula rivela di essere il noto sovrano romeno Vlad Tepes III ed è profondamente innamorato di Mina Hacker. Stavolta l’antagonista della vicenda è la perfida baronessa Elizabeth Bathory ( basata su Erzsébet Báthor, nobildonna ungherese vissuta tra il 1560 e il 1614 famosa per l’uccisione di molte fanciulle e per l’abitudine di lavarsi nel sangue delle sue vittime) assieme al  perfido assassino Jack lo Squartatore. Il romanzo ottenne diverse recensioni miste per il suo tentativo “di dare nuova linfa vitale al romanzo di Stocker” e di unire il mondo creato da Stocker con le nuove conoscenze scientifiche. 

Il cinema postmoderno e Dracula, un fascino “immortale” (attenzione a possibili spoilers)

Il cinema ha sempre amato la figura di Dracula e continuerà a farlo.  Dopo il periodo dei film horror britannici  con Christopher Lee nei panni del vampiro, un regista emergente riscrisse il mito di Dracula: Francis Ford Coppola, autore del film Dracula di Bram Stocker (Bram Stocker’s Dracula, 1992). Nel cast abbiamo Gary Oldman nei panni del vampiro, Winona Ryder in quelli di Mina Murray, Anthony Hopkins in quelli di Van Hellsing, Cary Elwes in quelli di Lord Holmwood e un giovane Keanu Reeves in quelli di Jonathan Harker. Dracula è rappresentato come l’alter ego di Vlad Tepes III di Valacchia, il quale ha deciso  di rinnegare Dio e la fede dopo aver scoperto il suicidio della moglie Elisabeta. Quest’ultima aveva creduto che suo marito fosse morto a causa di una falsa missiva inviata dai Turchi nemici; così scelse di togliersi la vita pur di non soffrire. Il vampiro di Gary Oldman ha un duplice aspetto; si presenta a Mina come un gentiluomo dal look bohémin, capelli lunghi, occhiali neri per il Sole e un vestito grigio con cilindro; invece il suo vero volto è pallido, rugoso mentre lunghi capelli bianchi avvolti scendono sulle vesti di porpora

Un’esperimento piuttosto particolare fu il film Dracula Legacy- Il Fascino del Male (Dracula 2000, 2000) diretto da Patrick Lussier e prodotto da Wes Craven (regista di Nightmare e Scream). La vicenda è ambientata all’inizio del Nuovo Millennio, Dracula (interpretato da Gerald Butler) si risveglia e minaccia di “portare le tenebre per il mondo”. La caratteristica che contraddistingue questo film dagli altri riguarda l’identità del vampiro; non è più Vlad Tepes piuttosto Giuda Iscariota. Così la paura dell’argento, del Sole e dei crocifissi viene spiegata come una punizione divina imposta dopo aver tradito il Messia con i famosi trenta denari d’argento. 

Totalmente diverso il Dracula interpretato da Richard Roxburgh in Van Hellsing (2004) di Stephen Sommers.  La pellicola di Sommers è un film d’azione e fantasy con una fotografia dark dove i lugubri castelli romani incontrano la tecnologia steampunk. Hugh Jackman (noto come Wolverine nei film degli X-Men) interpreta Gabriel Van Hellsing, un cacciatore di mostri al servizio del Vaticano (per poi scoprire di essere una reincarnazione dell’arcangelo Gabriele). Alla fine del XIX secolo, giunge ad aiutare una principessa romena e suo fratello a fronteggiare il perfido Dracula. Una pellicola che non vuole prendersi sul serio ma che omaggia tutta la letteratura gotica e il cinema horror degli anni Trenta e Quaranta. Frankstein, Mr Hyde e un lupo mannaro accompagnano Dracula e le sue tre spose in questa versione della storia. 

Tra le nuove incarnazioni abbiamo Dracula Untold di Gary Shore (2014), l’ultima pellicola di Hollywood (escludendo la serie di Hotel Transylvania) dedicata a Dracula. Il film reinventa il personaggio unendo la storia al fantasy, il principe Vlad Tepes deve salvare il suo popolo dall’avanzata dai Turchi guidati dall’ex-amico d’armi Maometto II, adesso sultano di Istanbul. Il principe romano fa un patto con un misterioso essere che vive in una grotta. Esso gli dona immensi poteri come il volo, la vista notturna e la forza sovrumana per sconfiggere i Turchi  ma deve sopportare la sete di sangue. Luke Evans interpreta Vlad Tepes, Sara Gadon la moglie Mirena e Dominic Cooper il sultano Maometto II. Il film avrebbe dovuto rilanciare i mostri Universal al cinema con una nuova chiave di lettura contemporanea; purtroppo  la fredda accoglienza e il modesto incasso cambiarono i piani, si accantonò il Dracula di Evans a favore del film La Mummia con Tom Cruise. 

Dracula e il nuovo mezzo di comunicazione: i fumetti (attenzione a possibili spoilers)

Infine, Dracula è stato protagonista di diversi fumetti e graphic novel, tra adattamenti fedeli del romanzo di Stocker fino a reinvenzioni del personaggio. 

La Marvel Comincs introdusse il principe dei vampiri nella serie a fumetti The Tomb of Dracula (1972-1979) di Marv Wolfman, Gardner Fox, Archie Goodwin e Jerry Conway, un seguito spirituale del “romanzo di Stocker” dove una nuova generazione di cacciatori di vampiri (guidati da Quincy Haker e Rachel Van Hellsing) incontrano il famosissimo Blade per combattere assieme il ritorno del perfido Dracula. Non è l’unica apparizione del personaggio, il vampiro di Stocker si scontrò anche con altri personaggi come Moon Knight, Doctor Strange, Spider-Man e gli X-Men. 

Nel 1991, la DC pubblicò il fumetto Batman: Red Rain di Doug Monech, una “storia parallela” dove Batman affronta l’arrivo di Dracula a Gotham e il suo tentativo di vampirizzare la popolazione. Seguono altre due storie a fumetti; Batman: Bloodstorm (1994) e Batman: Crimson Mist (1998) dove il supereroe della DC, oramai vampirizzato, affronta i suoi vecchi nemici mentre il maggiordomo Alfred, il commissario Gordon, Due Facce e Killer Croc si alleano per combatterlo.

Nonostante sia assente, Dracula è citato da Mina Harker nel graphic novel La Lega degli Straordinari Gentleman volume 1 (1999) di Alan Moore e Kevin O’Neil, dove tutti i personaggi delle letterature mondiali vivono nello stesso mondo. 

Fonte immagine di copertina: Flickr (immagine senza copyright) 

A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Lettere Moderne presso l'Universitá Federico II di Napoli il 23 febbraio 2022 e giornalista iscritto all'ordine regionale dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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