Fotografie di Dorothea Lange: le 5 più significative

Fotografie di Dorothea Lange: le 5 più significative

La fotografia è uno dei medium più immediati nel raccontare una storia e suscitare emozioni. Tra i grandi fotografi che hanno contribuito a plasmare il panorama della fotografia documentaria del XX secolo, Dorothea Lange spicca come una delle figure più influenti. Nata a Hoboken, New Jersey, nel 1895, studiò a New York e, come esponente della straight photography, dedicò la sua carriera a immortalare l’anima degli Stati Uniti, concentrandosi sui soggetti ai margini della società. I suoi lavori più famosi, molti dei quali realizzati per la Farm Security Administration (FSA), hanno come fil rouge la Grande Depressione e la migrazione verso ovest causata dal Dust Bowl. Le fotografie di Dorothea Lange sono quindi un reperto storico fondamentale.

Cinque fotografie significative di Dorothea Lange, scatti che hanno raccontato il dolore e la resilienza di un’epoca:

Titolo della fotografia Contesto storico e soggetto principale
Migrant mother La grande depressione e il volto di una madre migrante, florence owens thompson
White angel breadline La disoccupazione a san francisco e l’attesa per il cibo di beneficenza
The mended stockings La dignità e la povertà nella vita quotidiana delle donne durante la crisi
Ex-slave with a long memory La resilienza della comunità afroamericana e la memoria della schiavitù
Japanese internment camps La violazione dei diritti civili dei cittadini nippo-americani durante la seconda guerra mondiale

1. Migrant mother (1936)

Una delle fotografie più significative di Dorothea Lange è sicuramente l’iconica Migrant Mother. Scattata nel 1936, questa immagine ritrae Florence Owens Thompson all’età di 32 anni, madre di sei figli, in un campo di lavoro in California. La foto cattura la fatica, la preoccupazione e la dignità di una donna che lotta per la sua famiglia. Il suo sguardo lontano lascia trasparire la determinazione nel cercare una vita migliore. Migrant Mother non è solo un ritratto, ma un potente simbolo dell’umanità che persiste nelle avversità. Questa fotografia, insieme a molte altre del suo lavoro per la FSA, è oggi conservata e accessibile al pubblico presso la Library of Congress statunitense.

2. White angel breadline (1933)

Nel 1933, nel pieno della Grande Depressione, Lange immortalò la sofferenza della disoccupazione a San Francisco con White Angel Breadline. L’immagine cattura una fila di uomini in attesa del cibo fornito da un’organizzazione di beneficenza. Il peso visivo ricade sull’uomo in primo piano, il cui viso è nascosto da un cappello e la cui postura esprime un profondo senso di isolamento. Nonostante il dolore evidente, Lange rappresenta i suoi soggetti con immenso rispetto e dignità.

3. The mended stockings  (1934)

In questa fotografia, Lange offre uno sguardo intimo alla vita quotidiana delle famiglie durante la crisi. The Mended Stockings mostra solo le gambe di una stenografa, coperte da calze visibilmente riparate. Questo scatto mette in luce la dignità delle donne che vivevano collettivamente il momento più difficile della storia americana. La foto rivela come la povertà costringesse le persone a fare a meno di beni di prima necessità, ma senza rinunciare al decoro.

4. Ex-slave with a long memory (1937)

Questa fotografia è un potente esempio del lavoro di Lange nel documentare le esperienze degli afroamericani. La foto ritrae una donna anziana, una ex-schiava, che rivela la sua storia con un’espressione severa ma dignitosa. L’immagine è un tributo a chi ha resistito alla schiavitù e alle sue conseguenze, evidenziando la forza e la resilienza della comunità afroamericana nel pieno della segregazione razziale. Questo scatto è un contributo importante alla registrazione storica delle lotte della popolazione nera americana.

5. Japanese internment camps (1942)

Dopo l’attacco a Pearl Harbor, il governo di Franklin Delano Roosevelt istituì campi di internamento per la popolazione di etnia giapponese, inclusi cittadini statunitensi, in aperta violazione dei loro diritti. Lange fu ingaggiata per documentare il processo, ma invece di produrre propaganda, mostrò la cruda realtà della deportazione. Le sue fotografie, che rivelavano le condizioni disumane delle baracche, furono considerate troppo critiche, confiscate e censurate. Rimasero nascoste per decenni nei National Archives e non videro la luce fino al 2006. Questa è una delle pagine più buie della storia americana, ancora poco conosciuta dal grande pubblico.

Le fotografie di Dorothea Lange vanno oltre la semplice registrazione di eventi; catturano l’anima dell’America durante un periodo di grande difficoltà. Ogni immagine racconta una storia di lotta, resilienza e dignità. L’eredità di Lange rimane viva attraverso questi scatti iconici, che continuano a ispirare riflessioni sulla società e sulla forza dello spirito umano.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 22/09/2025

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