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Golem di Praga, la leggenda sul primo robot

Golem di Praga, la leggenda sul primo robot

In pochi sanno che la parola robot fu per la prima volta usata nel dramma utopico degli inizi del Novecento RUR, scritto da Karel Čapek. In lingua ceca, la parola robota indica la corvée, il lavoro pesante dovuto al signore o al proprietario terriero. Il Golem di Praga, figura mitica nata secoli prima, è a suo modo il primo robot della storia, una creatura misteriosa, che ha il compito di obbedire al suo padrone.

La leggenda del Golem di Praga

Durante il governo dell’eccentrico imperatore Rodolfo II d’Asburgo, nella Praga del XVI secolo, gli ebrei ebbero vita difficile. Molti erano già allora i pregiudizi legati agli ebrei che scatenavano l’ira dei praghesi, i quali ben volentieri organizzavano attacchi al ghetto ebraico. Per difendersi dalle continue incursioni, il rabbino Rabbi Jehuda Low, figura al confine tra leggenda e realtà, decise, dopo un sogno premonitore, di creare un essere d’argilla, il Golem. Per fare ciò dovette recarsi lungo la riva della Vltava, dove l’argilla era più morbida e umida. Grazie a un rituale magico diede vita al Golem, che da quel momento veniva attivato grazie a una pietra magica, lo šém, che il padrone inseriva nella creatura per portarla in vita.
Grazie alla sua forza sovrumana, alla sua instancabilità e alla sua fedeltà agli ordini del creatore potremmo dire che il Golem è come un odierno robot. A quel tempo però il Golem aveva un compito molto importante: doveva sorvegliare il ghetto ebraico di notte per evitare che altri attacchi lo distruggessero, e così fece per qualche tempo.
Piano piano il rabbino si accorse che forza del Golem continuava a crescere in maniera incontrollata. Per questo motivo Rabbi Jehuda Low rimuoveva ogni notte dalla creatura lo šém e la lasciava senza vita come una grossa statua d’argilla. Un giorno però dimenticò di disattivare il grande e grosso Golem, tanto che non riuscì più a controllarlo; esso scese in strada e devastò tutto ciò che incontrava, finendo per distruggere ciò che doveva proteggere, ovvero il ghetto ebraico.
Il rabbino Rabbi Jehuda Low riuscì solo in un secondo momento a tirare fuori lo šém. Decise però che era tempo di smettere di usare la creatura perché troppo pericolosa. Quindi ripose la grande statua d’argilla e, con una formula magica, se ne disfece per sempre.
Oggi si dice che le polveri del Golem siano nascoste nella vecchia sinagoga (Staronová sinagoga) di Praga, nel quartiere di Josefov. Da allora l’accesso alla soffitta sarebbe stato vietato per molto tempo. I pochi che ebbero la possibilità di entrare non trovarono però nessuna traccia del Golem.

Creatura vs. creatore

Il tema della creatura che sfugge al controllo del proprio creatore è ricorrente in letteratura, lo vediamo nel già citato dramma RUR o nel famosissimo Frankenstein di Mary Shelley. Non possiamo mai controllare il progresso tecnologico e i robot; le nostre creazioni, tanto utili quanto pericolose, possono sempre decidere di abbandonare l’uomo e ribellarsi.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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