Matrimoni internazionali in Corea del Sud: come nascono le truffe e la risposta del governo

Matrimoni internazionali in Corea del Sud: come nascono le truffe e la risposta del governo

Fin dagli anni ’90 e più precisamente con l’apertura della Corea al commercio estero in Asia, i matrimoni tra uomini coreani e donne provenienti da Paesi in via di sviluppo come il Vietnam (da cui viene il gran numero di spose straniere), rappresentano la maggior parte dei matrimoni internazionali in Corea del Sud. Ciò deriva da un’esigenza specifica: con l’aumento del calo demografico, specialmente nelle zone rurali, dalle quali un numero sempre più alto di donne comincia a emigrare verso le città in cerca di occupazione, molti uomini scapoli di queste zone faticano a trovare moglie e metter su famiglia, minacciando l’estinzione graduale dei villaggi. Per far fronte a questa emergenza, il governo decise di emettere dei sussidi vantaggiosi per spingere gli uomini celibi a trovare moglie anche viaggiando fuori dal Paese.

Dati e leggi sui matrimoni internazionali in Corea del Sud

Indicatore / Legge Dettaglio estratto dal testo
Costo medio agenzia Tra 13 e 16 milioni di won
Tempo medio pre-nozze 4,4 giorni dal primo incontro
Legge di regolamentazione broker Marriage Broker Business Management Act (2007-2008)
Requisito linguistico (2014) Obbligo test TOPIK per le spose straniere

È in queste condizioni che nascono le agenzie matrimoniali, gestite da broker che promettono la mediazione tra le due parti e un matrimonio assicurato in cambio di denaro, dando il via a un vero e proprio business senza regole. Queste agenzie, sia in Corea sia in altri Paesi del sud-est asiatico, in cambio di ingenti somme (una stima del 2020 riportava che gli uomini coreani pagassero in media cifre tra i 13 e i 16 milioni di won), promettono ai futuri mariti una moglie giovane, nubile, fedele e sottomessa, e a quest’ultima una vita da K-drama in Corea del Sud, avviando un sistema di truffe matrimoniali che ha allarmato il governo centrale.

Esempi di come avvengono le truffe matrimoniali in Corea del Sud

  • Il fenomeno noto come “Airport Run“. Ci sono stati casi in cui diverse donne, d’accordo con i broker nel loro Paese, si sono sposate solo per ottenere la cittadinanza coreana e sono scappate appena arrivate all’aeroporto di Incheon, alcune di loro sono state sorprese poi dalla polizia con identità false a lavorare in nero. Questo è un esempio lampante di come le vittime non siano solo le donne, ma anche gli uomini che, fidandosi ciecamente della mediazione professionale dei broker, si ritrovano coinvolti in dinamiche fraudolente che compromettono sia la stabilità economica che il progetto di vita familiare.
  • Le agenzie mentono alle donne sulle caratteristiche fisiche e psicologiche dei mariti. Sono moltissime le testimonianze di mogli che raccontano di aver subito abusi e violenze dai mariti, molti dei quali più anziani di quanto dichiarato dalle agenzie, a cui si uniscono in matrimonio dopo pochissimo tempo (secondo il sondaggio del MOGEF del 2020, il tempo medio tra il primo incontro e il matrimonio celebrato all’estero è di soli 4,4 giorni).

A questo si collega il problema dell’oggettificazione femminile: i mariti, pagando per un matrimonio combinato, vedono quest’ultimo come una mera transazione economica, sentendosi in diritto di trattare la moglie come un oggetto di proprietà personale; le donne, la cui condizione e persino il cui diritto di viaggiare e tornare nel Paese d’origine sono stabiliti dal contratto stipulato dall’agenzia e perciò a libera discrezione del marito, devono affrontare anche il problema del visto: fino a poco tempo fa, la sposa straniera aveva bisogno della firma del marito per rinnovare il permesso di soggiorno ogni anno. Per di più, sono state trovate delle locandine pubblicitarie di presunte agenzie che promettevano ai futuri mariti un matrimonio garantito in tempi record con donne vietnamite, pubblicizzandole con slogan come “Non scappano mai”, “Vergine, sarà tua in tre mesi, prezzo fisso” e garantendo un rimpiazzo tempestivo in caso di fuga di quest’ultime; ciò ha portato il governo coreano a bandire ufficialmente le pubblicità che includono foto reali di donne o che enfatizzano la verginità o la “razza”.

Matrimoni internazionali in Corea del Sud: pubblicità agenzie
Esempio di locandina pubblicitaria: “Matrimonio con vergini vietnamite. Costo: 7,8 milioni di won. Benvenuti celibi, divorziati e persone con disabilità. Fino a 65 anni = 100% successo (sarà una scelta senza rimpianti)”.

La risposta mirata del governo: leggi e centri di supporto

Negli anni 2007-2008 avviene la regolamentazione della mediazione dei broker con la promulgazione di due leggi chiave, volte alla tutela delle vittime: la Marriage Broker Business Management Act, unica al mondo a regolamentare il lavoro dei broker, e la Multicultural Family Support Act, tramite la quale vengono messi a disposizione delle famiglie aiuti concreti dello Stato che si traducono in reti di avvocati specializzati, numerosi centri di supporto per la città ed enti statali come l’International Marriage Scam Prevention (che si occupa della protezione non solo delle donne, ma anche dei mariti truffati), programmi di informazione per la prevenzione e protezione da truffe, centri anti-violenza, scuole di lingua coreana per stranieri e futuri cittadini (nel 2014, infatti, il governo ha introdotto l’obbligo per le spose di superare un test di lingua coreana, il TOPIK); tutte informazioni disponibili sul sito del MOGEF.

Nonostante la regolamentazione tramite dure leggi del lavoro dei broker, le truffe rimangono per il governo una sfida: infatti, con l’introduzione dell’obbligo di passare il test di lingua e del reddito minimo per i mariti, le agenzie in malafede ora chiedono più soldi per falsificare i certificati linguistici o i documenti bancari. Ma ciò non destabilizza Seoul: il governo ha già dimostrato e continua a dimostrare di esser pronto a fronteggiare il problema tramite un sistema di monitoraggio efficace e una risposta legale tempestiva per contrastare i reati e, grazie ai centri di supporto sempre più accessibili e ai programmi di sensibilizzazione, le vittime, siano esse mariti raggirati o donne in cerca di tutela, non sono più abbandonate al proprio destino, ma inserite in percorsi di protezione che mirano a restituire dignità e indipendenza alla persona, arginando il fenomeno delle truffe matrimoniali in Corea del Sud.

Fonte immagini: 신수엽 /commons.wikimedia.org ; 공동행동/commons.wikimedia.org

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