Agenor e Filó: storia di un’amicizia tra uomo e capibara

Agenor e Filó: storia di un'amicizia tra uomo e capibara

Pensereste mai di avere come animale domestico un capibara? È quello che è successo al brasiliano Agenor, un giovane agricoltore e studente di agronomia che condivide su TikTok la sua amicizia con Filó, una femmina di capibara.

Com’è nata l’amicizia tra Agenor e Filó?

Agenor ha incontrato Filó quando aveva cinque mesi, dopo che la madre era stata cacciata e uccisa da indigeni locali, nello stato di Amazonas. Quindi la piccola Filó è stata adottata dal ragazzo, che con il suo amore l’ha salvata da morte certa.

Il loro è un rapporto di pura simbiosi: giocano insieme nel letto, si tuffano e nuotano nel fiume che si trova nei pressi della loro casa, creano contenuti per i social network.

La giornata di Agenor inizia molto presto poiché, essendo proprietario di un allevamento di bufale, deve mungerle e produrre il formaggio ogni mattina. Nonostante ciò, il giovane agricoltore non smette mai di dedicarsi alla sua amata Filó. La porta con regolarità dal veterinario e le somministra delle medicine per prevenire la presenza del carrapato-estrela, un tipo di zecca molto comune in Brasile.

I capibara sono i roditori più grandi al mondo e, anche se la loro dimensione potrebbe spaventare, in realtà sono degli animali innocui e molto docili e socievoli. Amano fare il bagno, che sia nei fiumi o nei mari, e non di rado li si può osservare nei parchi di alcune grandi città.

Filó, ovviamente, non può essere un’eccezione: ama essere coccolata e socializzare con altri animali accuditi da Agenor, come pappagalli e maialini.

Procedimenti giudiziari e lieto fine

Ad aprile del 2023, Agenor ha ricevuto dall’IBAMA (Instituto Brasileiro do Meio Ambiente e dos Recursos Naturais Renováveis) una multa di più di 17mila reais. Il motivo della multa sta nel fatto che Agenor è stato sospettato di abusi e maltrattamenti animali, oltre che considerato colpevole di sfruttamento per fini economici attraverso i video pubblicati.

L’IBAMA, con la sua accusa, fa riferimento all’articolo 33 della legislazione brasiliana, il quale sottolinea che “è proibito usare a scopo commerciale immagini di animali selvatici tenuti irregolarmente in cattività o in situazioni di abusi e maltrattamenti”. L’ente ha specificato, inoltre, che un animale selvatico non è un cane o un gatto deve vivere nel proprio ambiente naturale, non in casa.

L’organo ambientale aveva suggerito ad Agenor di rilasciare l’animale in prossimità di Autazes, comune dove vive il ragazzo. Tuttavia, la sua famiglia non ha voluto farlo perché temeva potesse essere preda degli indigeni, così come sua madre. Quindi Agenor ha dovuto, con enorme rammarico, portarla al CETAS (Centro de Triagem de Animais Silvestres) di Manaus, un centro adibito alla cura degli animali selvatici.

Però, al CETAS, Filó viveva sporca e in una piccola gabbia, motivo di immensa tristezza per il suo amico umano. Ciò ha indignato fortemente la deputata Joana Darc, che è stata una delle poche voci completamente a favore del giovane agricoltore. Si è battuta da sempre a favore dei diritti degli animali e ha accompagnato Agenor durante tutta la vicenda giudiziaria, fino al ritorno a casa della capibara Filó.

Il 30 aprile dello stesso anno, Filó è stata riaffidata ad Agenor. Il giudice Márcio André Lopes Cavalcante ha dichiarato che Agenor «vive in perfetta simbiosi con la foresta e gli animali che vi esistono». Inoltre, ha aggiunto che «non è Filó che vive nella casa di Agenor. È lui che vive nella foresta, come succede ad altri ribeirinhos in Amazzonia, realtà molto difficile da essere immaginata da coloro che vivono nelle località urbane del Brasile».

Agenor ha riconosciuto i propri errori, evidenziando comunque il suo affetto per Filó affermando: «Oggi, esprimo la mia più grande prova d’amore per Filó. È importante notare che non sono mai stato contrario e non avrei mai impedito alla mia amata Filomena di unirsi un giorno a un gruppo di capibara per seguire la sua vita. È proprio per questo che l’ho salvata, mi sono preso cura di lei e ho conservato un grande sentimento nel mio petto per lei. So anche che sono stati commessi degli errori e garantisco che gli errori che ho commesso sono stati inconsci, senza cattiveria o alcun tentativo di sfruttamento. Assolutamente nessun video con lei mi ha portato alcun risultato finanziario. Ero solo io con un cellulare in mano, a registrare la mia vita sul fiume.»

Attualmente, la capibara Filó vive di nuovo con il suo amico umano. La giustizia l’ha deciso dopo aver valutato le pessime condizioni in cui l’animale si trovava presso il CETAS, ribadendo che non avrebbe mai dovuto lasciare il suo habitat naturale.

 

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons

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