Corinna Dentoni: intervista all’ex tennista WTA e vita in USA

Dopo aver intervistato tenniste agli “albori” della loro carriera come Federica Urgesi, Arianna Zucchini e Laura Mair, è il momento di conoscere meglio Corinna Dentoni, ex numero 132 della classifica WTA. La tennista italiana – classe 1989 – può vantare nel suo palmares 9 titoli ITF, l’ultimo a Tel Aviv nel 2019, oltre che l’accesso per ben 2 volte al tabellone principale del Roland Garros.

Dato Biografico / Sportivo Dettaglio Carriera Corinna Dentoni
Anno di nascita 1989
Best Ranking WTA Numero 132 del mondo
Titoli ITF Vinti 9 (ultimo titolo a Tel Aviv nel 2019)
Slam disputati 2 presenze nel tabellone principale del Roland Garros
Attività attuale Maestra di tennis e Pickleball a Miami

Dagli inizi nel tennis fino al tabellone principale al Roland Garros

Ciao Corinna, grazie mille per averci concesso quest’intervista. Come prima curiosità direi di fare un salto indietro nel tempo per capire come è nata la tua passione per il tennis?

La mia passione per il tennis è iniziata da subito, a 7 anni ho iniziato a giocare. I miei genitori mi hanno portato a lezione di tennis da una loro amica che aveva aperto una scuola tennis per bambini e, dunque, ho iniziato a giocare lì anche per dare slancio a quest’attività. Dal primo giorno che ho giocato me ne sono innamorata, è un gioco che mi veniva abbastanza facile e poi mi piaceva l’idea di fare giochini, vincere contro altre bambine, il senso dell’agonismo e della competizione l’ho sempre avuto dentro e grazie al tennis ho sentito questa sensazione che mi ha gasata fin dall’inizio.

Quando ripensi alla tua carriera, qual è il risultato che ti rende più orgogliosa? Hai qualche rimpianto legato a un torneo in particolare?

Ci sono stati tanti risultati che mi hanno resa orgogliosa, la prima volta che ho passato le quali per il tabellone principale del Roland Garros è stata un’emozione fortissima. Un’altra grande soddisfazione è stata quando ho fatto finale in Cina dopo un brutto infortunio alla caviglia. Brutti ricordi diciamo che ne ho alcuni anche se ho cercato di rimuoverli; uno è legato al torneo di Wimbledon dove ho perso all’ultimo turno delle qualificazioni al termine di una partita lottatissima. Alcuni rimpianti sono poi legati magari a dei piccoli infortuni che ho avuto e che mi hanno portato a giocare male, anche problemi alle ginocchia che ho tutt’ora e con cui ho convissuto da sempre. Forse avrei potuto fare qualcosa in più essendo seguita da professionisti più esperti, però va bene così e quello che è stato doveva essere destino.

C’è una partita che più di tutte ti è rimasta dentro dopo tanti anni di carriera? Perché?

Una delle partite che più mi è rimasta dentro è stata contro la Pennetta in Serie A, quando io giocavo per il Tennis Prato, circolo che adoravo e amavo la mia squadra e la mia capitana Carla. Vincere quel match davanti a tutti i soci del circolo, dando la vittoria alla mia squadra è stata una cosa davvero emozionante e che mi porterò sempre nel cuore.

Hai fatto parte del tabellone principale del Roland Garros in due edizioni differenti. Che emozioni hai provato? Cosa senti ora che si sta giocando il torneo?

Si, qualificarmi è stato molto emozionante. La cosa che mi dispiace è che la prima volta che mi sono qualificata c’è stato un traffico terribile che mi ha fatta arrivare in ritardo, ero agitata ed ho iniziato a piangere per la tensione 5 minuti prima di iniziare il match. Il tutto sicuramente per un fattore emotivo, avevo 19 anni e giocavo contro la numero 13 del mondo. È stato incredibile perché poi ho giocato una grande partita nonostante la sconfitta in due set. La seconda volta poi ero un pochino più consapevole, ho giocato a braccio sciolto nonostante un po’ di tensione. Giocare il tabellone di uno slam non è da tutti e a ripensarci adesso mi sembra una cosa spaziale, all’epoca purtroppo la sottovalutavo, però anche questo fa parte dell’età no? Cerco di guardare il torneo ora che si sta giocando, vedo i match degli uomini, quelle delle donne meno perché mi piace meno come giocano rispetto al passato. Mi avrebbe fatto molto piacere andare a vedere i match dal vivo ma essendo adesso in America non riesco, spero però di organizzarmi per Wimbledon ed US Open.

In foto Corinna Dentoni durante un momento di pausa dopo uno scambio effettuato.
In foto Corinna Dentoni durante un momento di pausa dopo uno scambio effettuato.

Superficie preferita, primo ritiro ed alcuni tornei dopo partecipa ancora oggi Corinna Dentoni

La tua superficie preferita? Ed il tuo fondamentale migliore?

A me piace molto giocare sul veloce, sul cemento quindi. Sulla terra ho avuto dei buoni risultati quando facevo la tennista a livello professionistico per cui fisicamente ero più forte. Negli ultimi anni invece, da quando ho smesso di fare tennis ad alti livelli, il veloce mi è più favorevole, meno fisico e più di timing ed è quindi un gioco dove mi ritrovo di più. Ho fatto in carriera dei buoni risultati sulla terra, forse migliori anche di quelli fatti sul cemento, però in realtà il campo veloce mi è sempre piaciuto di più, mi ha dato sicurezza anche per il mio gioco molto “piatto”. Ad oggi preferisco il cemento al 100%, quando giocavo ad alti livelli mi trovavo bene anche sulla terra ecco, però ho sempre avuto una predilezione per il campo veloce.

Ti sei ritirata una prima volta nel 2017 poi sei rientrata a giocare alcune stagioni più tardi: puoi spiegarci il perché di questa scelta?

La prima volta che mi sono ritirata è perché mi è successo un fatto personale abbastanza importante purtroppo, una brutta storia legata ad una persona che mi ha fatto stare anche molto male a livello fisico e quando sono uscita dall’ospedale purtroppo mentalmente ero diventata un po’ fragile ed ho avuto difficoltà legate ad una perdita di peso – nonostante mangiassi – facevo fatica a prendere peso e si pensava potesse esserci qualcosa che non andasse. Per fortuna no, era solo un periodo strano in cui bruciavo molte energie fisiche e mentali per quello che avevo vissuto per cui non avendo le motivazioni giuste per viaggiare, andare da sola in bus, aerei ho deciso di staccare e tornare a vivere con la mia famiglia e godermi loro, cosa che non avevo fatto per tanti anni ed è stata la scelta giusta in quel momento.

Possiamo ancora vederti in qualche torneo o hai appeso definitivamente la racchetta al chiodo come si usa dire?

No, dai qualche torneo ancora lo faccio. Uno, due l’anno si. E gioco poi ancora la coppa a squadre in Italia, Francia, in Germania quindi in qualche torneo mi si può ancora vedere. I risultati non sono ottimali perché non sono allenata al 100% della mia forma ma io mi diverto ancora moltissimo a giocare e il senso di competizione che ho fin da bambina è ben presente.

Il rapporto coi social, la vita in America e gli obiettivi futuri di Corinna Dentoni

Quanto è stato complicato reinventarti dopo tanti anni da giocatrice di tennis?

Non è stato complicato reinventarmi in altre vesti in questo mondo, la cosa buona è che ho avuto buoni risultati e le persone si ricordano positivamente di me. Lavoro anche molto con i social network e sono rimasta una persona all’interno di questo mondo, meno di prima ovviamente ma ci sono. Da quando vivo in America è tutto diverso, qui gli sportivi vengono trattati benissimo ed il fatto che io sono stata numero 132 del mondo ai loro occhi mi fa apparire come una dea. Qui è molto bello e adoro l’America anche perché da valore a quello che è stato il mio passato.

In foto Corinna Dentoni dopo un colpo effettuato
In foto Corinna Dentoni dopo un colpo

Sei diventata molto popolare e seguita sui social: com’è nato questo percorso?

Sui social tutto è nato casualmente, non ho una strategia non guardo orari, come funzionano i post. La gente ha iniziato a seguirmi dopo una pubblicità di tennis che ho fatto in Croazia tanti anni fa ed a oggi diciamo che ci lavoro, lo uso però non ci perdo troppo tempo perché secondo me i social vanno gestiti con intelligenza. Però è comunque una fonte di guadagno per me ed anche di ispirazione nei confronti delle altre persone, cosa che mi piace perché quando cerco di trasmettere quello che sono ho molti riscontris positivi e questa cosa mi rende molto orgogliosa.

Ti cimenti nel pinckeball con risultati ottimi: come è nata la passione per questo sport? Quali sono i prossimi tornei in programma?

Ho fatto un torneo con una mia amica ed abbiamo fatto finale ai campionati italiani la prima volta che abbiamo giocato. Adesso lo insegno perché in realtà io sono anche maestra di Pinckeball qui a Miami, ogni tanto gioco e mi diverte tantissimo. Padel mai giocato, invece il Pinckeball per il suo dover andare a rete, dover avere la reazione lo trovo molto carino. In più è uno sport a cui non giocano in molti e, dunque, rimane una cosa di elité secondo me. Non ho tornei in programma assolutamente, ma solo qualche allenamento con amici o per lavoro.

Obiettivi futuri? Ti piacerebbe fare da allenatrice di tennis?

L’allenatrice di tennis la sto facendo qui a Miami, in Italia ancora no un po’ anche per la mentalità diversa. Adoro vivere a Miami e vorrei trasferirmi a vivere qui definitivamente nei prossimi anni e prendere finalmente il visto che sto cercando di ottenere. Il mio obiettivo in generale è quindi fare la maestra, vivere e costruirmi una famiglia a Miami con cani, bambini e quant’altro…speriamo bene ed incrociamo le dita!

Ancora un grande grazie mille a Corinna Dentoni per essersi raccontata a noi tra aneddoti ed obiettivi futuri. Noi di EroicaFenice continueremo a seguirti e ti auguriamo di raggiungere ogni traguardo!

Fonte immagini: foto di Jason Heid @jheid4

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