I goal di Ibrahimovic: le migliori reti e le giocate leggendarie

Goal di Ibrahimovic: i 6 più importanti

Dalla fredda e ghiacciata Svezia, c’è un nome che rimbomba da anni nei rettangoli verdi: Zlatan Ibrahimovic. Un nome, tante storie. Tutti lo conoscono come Ibracadabra. Il fenomeno svedese nasce a Malmö il 3 ottobre del 1981. Zlatan è stato un attaccante completo, fuori dal comune, che ha lasciato il segno in tutte le squadre in cui ha militato. Tra Ajax, Inter, Juventus, Barcellona, Milan e PSG ha siglato innumerevoli goal e vinto tantissimi trofei. Con i suoi 195 cm si è imposto a suon di spallate, uno contro uno e duelli mentali contro la maggior parte dei difensori avversari. Quando non ci arriva attraverso il gioco, Ibra tira fuori il carattere diventando aggressivo, cercando di distrarre il suo marcatore e rendendogli la vita difficile per 90 minuti. I goal di Ibrahimovic sono strabilianti, frutto della sua tecnica e della sua esperienza nel taekwondo. Un attaccante unico, perfetto nella protezione della palla, resistente, agile ed elegante nei movimenti. Queste due ultime peculiarità sembrano impossibili da associare ad un colosso di due metri e, invece, Ibra le ha rese il suo marchio di fabbrica. Con il passare degli anni, il gigante svedese è diventato molto più di un semplice centravanti: un leader carismatico, capace di trascinare una squadra con la sua personalità. È stato paragonato a Marco Van Basten, leggenda milanista e olandese, per la precisione del tiro e l’eleganza nello scatto. I goal di Ibrahimovic sono tanti, pesanti e spesso stupefacenti. Rovesciate impossibili, colpi di tacco, tiri da distanza improbabile. Zlatan ha trasformato l’impossibile in possibile. Amato o criticato, Ibra non è mai passato inosservato. Ha lasciato ovunque il suo segno, entrando nella storia come uno degli attaccanti più iconici della sua generazione. Ecco a voi il karateka del goal.

I goal di Ibrahimovic: le reti leggendarie

Partita e competizione Tipologia di goal Anno
Svezia – Inghilterra Rovesciata da 35 metri 2012
PSG – Bastia Colpo di tacco volante (Scorpione) 2013
Italia – Svezia Tacco acrobatico di spalle 2004
Inter – Fiorentina Punizione di potenza da 32 metri 2009
Lecce – Milan Tiro al volo di sinistro da 30 metri 2011
Ajax – NAC Breda Slalom gigante tra i difensori 2004

Lecce-Milan 1-1 (2011): il tiro al volo da fuori area

Zlatan Ibrahimovic si lega sentimentalmente al Milan, sebbene abbia giocato anche con Inter e Juventus. Proprio la Vecchia Signora lo porta in Italia, ma la scintilla non scocca. Questo legame è confermato dal fatto che oggi, l’ex attaccante, ricopre il ruolo di dirigente rossonero. Con il Milan, Ibra ha regalato tante gioie e soprattutto tantissimi goal. Allo stadio Via del Mare coi luoghi storici di Lecce alle spalle, il Milan affronta una squadra ostica e i rossoneri non vanno oltre il pareggio. Zlatan viene ricordato come l’inventore dei goal, un artista capace di trasformare ogni pallone in opera d’arte, tanto da poter essere definito il Leonardi Da Vinci del calcio milanese. Il classico goal che ti fa sobbalzare dalla sedia e che, se te le sei perso perché ti sei appisolato un secondo, puoi solo rivederlo incredulo al replay. Il Milan spazza una palla al limite della propria area di rigore. Il pallone rimbalza fino a raggiungere la metà campo avversaria. La porta e Ibra distano circa 30 metri. Zlatan, stretto tra due difensori giallorossi, non esita e calcia al volo di sinistro. Il portiere è fuori dai pali e Ibra inventa un goal impresso nella memoria di tutti i tifosi. Una dimostrazione di superiorità, forza sovrannaturale e intuito fuori dal comune. Sovrasta tutti e con la sua potenza mette a segno un altro goal in pieno stile Ibracadabra. I goal di Ibrahimovic sono questo: genio, strapotere e intelligenza fuori dal comune. Un gigante capace di muoversi con l’eleganza di un fantasista e la ferocia di un leader.

Inter-Fiorentina 2-0 (2009): la punizione da 32 metri

San Siro, marzo. In scena Inter-Fiorentina. Sono gli ultimi mesi dello svedese nel capoluogo lombardo, prima della maxi operazione che lo porterà a vestire la maglia blaugrana. Anno dopo anno, a suon di goal, si conferma devastante. Ogni stagione aggiunge qualcosa al suo repertorio: più personalità, più forza, più giocate impossibili. Dopo la delusione europea contro la città di Manchester sponda United, il malumore tra Ibra e parte della tifoseria è più forte che mai. L’ambiente è teso, le aspettative enormi e Zlatan sente addosso il peso delle critiche. Davanti al pallone si presenta lui. Di fronte c’è Sébastien Frey, portiere di grande esperienza che posiziona la barriera composta da due uomini. La distanza è proibitiva: circa 32 metri. Per molti sarebbe troppo lontano per provarci. Per Ibrahimovic è l’occasione perfetta per lasciare il segno. Il silenzio di San Siro rimbomba, poi la cannonata. Il bolide, che viaggia velocemente, si insacca in porta, toccando prima la traversa. Frey può soltanto guardare, è un goal fenomenale. Tutti corrono ad abbracciare lo svedese, ma il pensiero dell’attaccante è rivolto verso la curva che lo aveva criticato. Con il dito davanti alla bocca: «State zitti, io sono decisivo». Un gesto arrogante per alcuni, per altri iconico. L’azione è emblematica: è rottura con la tifoseria. L’esultanza rappresenta perfettamente il suo carattere: orgoglioso, provocatorio e consapevole della propria grandezza. I goal di Ibrahimovic sono sempre più strabilianti. Il telecronista Fabio Caressa commenta con «BOOM!». A nulla servirà l’amore della squadra e di parte della curva. Zlatan sente che il suo destino è altrove. Milano è stretta per chi vuole conquistare l’Europa intera. Ibrahimovic vola verso Barcellona con un solo obiettivo: vincere la Champions League.

PSG-Bastia 4-0 (2013): il colpo dello scorpione

Parigi è la città dell’amore, del Louvre, della Torre Eiffel e dei croissant. Anche la città, per alcuni anni, di Zlatan Ibrahimovic. Qui, lo svedese si è imposto con il suo carattere dominante. È diventato capitano, simbolo e punto di riferimento: tutti si sono aggrappati a lui nel momento del bisogno. Con il suo ego smisurato e una classe fuori dal comune ha trasformato il PSG in una squadra temuta in tutta Europa. Al Parco dei Principi si gioca PSG-Bastia, una partita da incorniciare. Il PSG ha dominato per molti anni la Ligue 1 surclassando la maggior parte delle squadre. Quando costruisci, nel tempo, una rosa competitiva, alla stregua delle carriere virtuali sui videogiochi per Play-Station 4, non può che non essere così. I parigini giocano con sicurezza e consapevoli della propria superiorità. Il risultato è di 4-0, ma il goal di Ibrahimovic appartiene più alla stregoneria che alla realtà. Come un mago ha tirato fuori, nel momento più opportuno, il suo coniglio dal cilindro. In area, luogo di caccia di ogni attaccante, arriva una palla sporca. Ibra, il quale ci ha abituato a colpi folli, si coordina di tacco. Questo gesto è stato soprannominato lo Scorpione. Il portiere non può nulla, il difensore rimane allibito mentre Zlatan è già sotto la curva per festeggiare con il popolo francese. Per qualche secondo lo stadio resta incredulo, quasi in silenzio, prima di esplodere.

Il gol di tacco contro l’Italia agli Europei 2004

Nell’Europeo di Portogallo del 2004, Ibra segna un gol spettacolare, sicuramente uno tra i migliori gol di Zlatan Ibrahimovic. Sul risultato di 1-0 per l’Italia, la Svezia deve assolutamente attaccare e segnare se vuole ottenere un posto agli ottavi di finale di quel torneo. In pieno forcing offensivo, quindi, la palla è battuta da calcio d’angolo sulla sinistra da Källström ed è respinta dalla retroguardia azzurra, anche se resta comunque nell’area di rigore. Dopo una serie di rimpalli, tra difensori che cercavano di respingere e attaccanti che cercavano di rimettere il pallone verso la porta, spunta Ibrahimovic: con la sua grande forza fisica riesce a farsi spazio e ad arrivare su un pallone volante prendendolo di tacco con una vera e propria acrobazia. La palla si deposita alle spalle di Buffon e di Francesco Totti, il quale aveva cercato di salvarla sulla linea di porta. Questo gol, nello specifico, condanna l’Italia a vincere contro la nazionale e i pittoreschi scenari della Bulgaria nel match successivo e sperare che luoghi iconici della Danimarca e Svezia pareggino, nella terza e ultima partita di quel girone. Nell’incontro, le due squadre scandinave pareggiano 2-2, eliminando l’Italia con quello che viene definito biscotto, in gergo calcistico.

Lo slalom gigante contro il NAC Breda

Tra i migliori gol di Zlatan Ibrahimovic figura senza dubbio quello segnato da giovane contro il NAC Breda. Quella contro i gialloneri è la rete che fa conoscere Ibra al mondo intero e che lo consacra tra i grandi calciatori. Lo svedese riceve palla sui 35 metri e punta la porta: da qui, la sua cavalcata verso l’area di rigore è inarrestabile. Dopo aver stoppato il pallone, vince un contrasto con un avversario e procede; con una finta di tiro manda a vuoto due difensori e si sposta palla sul sinistro; con un’altra finta di tiro ne dribbla altri due e fa uno slalom tra 3 avversari, trovandosi da solo contro il portiere, il quale abbocca all’ennesima finta di Ibra che può depositare tranquillamente il pallone in porta. Un gol pazzesco che ha fatto letteralmente ammattire i calciatori avversari.

La rovesciata da record contro l’Inghilterra

Tra i migliori gol di Zlatan Ibrahimovic, quello contro l’Inghilterra occupa la prima posizione. In questa amichevole giocata a Solna, in Svezia, Ibracadabra è stato in grado di segnare ben 4 gol: tra questi, il quarto gol è impensabile. Al 91′, sul risultato di 3-2 per gli svedesi, l’attaccante si inventa un gol pazzesco, in rovesciata da 35 metri. Approfittando dell’uscita fuori dai pali del portiere inglese Joe Hart, il quale era stato capace di rinviare il pallone, Zlatan corre verso la direzione della palla e, mentre è spalle alla porta, fa una rovesciata, da lunghissima distanza, che incredibilmente finisce in porta. Lo stadio, sponda inglese e svedese, è incredulo e tutti si alzano per applaudire questo grande campione. Grazie a questa prodezza balistica, Ibrahimovic si aggiudicò il prestigioso FIFA Puskas Award nel 2013.

Zlatan, il karateka del goal

Dai campi ghiacciati di Malmö fino alle notti europee illuminate dai riflettori, Ibra ha attraversato il calcio come una tempesta: rumorosa, arrogante ed impossibile da ignorare. Ha lasciato dietro di sé goal impossibili, frasi diventate leggenda e difensori piegati al suo talento. Ibrahimovic non è stato solo un calciatore. Quando il rumore degli stadi si spegnerà e il tempo porterà via un’altra generazione di campioni, il suo nome continuerà a riecheggiare nel calcio mondiale. Questo è ciò che fanno le leggende che si rifiutano di appartenere al passato. A prescindere dalle maglie cambiate e dall’amore o dall’odio suscitato nel cuore dei suoi tifosi, i goal di Ibrahimovic sono straordinari.

Fonte immagine: Depositphoto

Articolo scritto con Andrea Marchegiano

Articolo aggiornato il: 27 maggio 2026

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