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Alcesti di Euripide in Sala Assoli | Recensione

A.lcesti d.i E.uripide in Sala Assoli

Il suggestivo ambiente della Sala Assoli ospita una rivisitazione a cura di Fabio Pisano dell’opera più antica di Euripide: l’Alcesti. Per una produzione Liberaimago, lo spettacolo dal titolo A. D. E. Alcesti di Euripide approfitta dell’enigma che circonda tale rappresentazione per offrire una riscoperta dei rapporti epici.

Il pretesto per stravolgere la solennità che caratterizza il testo greco, grazie al quale ha quindi preso vita questo progetto in Sala Assoli, è stato l’indefinitezza del genere. Molti studiosi si sono infatti interrogati su come definire l’Alcesti di Euripide: una tragedia, un dramma satiresco oppure una fiaba? Ciò che instilla il dubbio è l’esito lieto dell’intera narrazione. Il mito di Admeto ed Alcesti tramandato da Euripide ricorre ai temi dell’amore, dell’amicizia e della morte per raccontare un estremo sacrificio. Alcesti, mossa da profonda devozione, sceglie di morire al posto del marito Admeto che, graziato dal dio Apollo, per premiarlo della sua ospitalità, ha la possibilità di allungare la propria vita se sostituito da qualcuno disposto ad abitare prima del tempo la terra di Ade. Mentre tutto sembra cadere in tragedia e il re di Fere si dispera per la perdita della moglie, Eracle si presenta alla corte di Admeto. L’eroe, commosso dal fatto di essere stato accolto con i migliori onori nonostante il periodo di lutto (l’ospitalità è una qualità imprescindibile per l’etica antica), decide di strappare dagli inferi l’amata del sovrano. Il ritorno della regina e il rallegrarsi di tutti fa dell’Alcesti di Euripide un mito non privo di enigmi e contraddizioni, di cui la regia di Fabio Pisano approfitta ampiamente in Sala Assoli per esplorarne gli aspetti contemporanei.

In Sala Assoli, il dramma borghese scaturisce dalle dinamiche dei rapporti inevitabilmente umani nell’Alcesti di Euripide.

Sono vari gli elementi che rendono terrene le vicende di quest’opera nelle decisioni registiche adoperate per Alcesti di Euripide. Il primo che salta all’occhio è la scelta dei costumi di Rosario Martone, dal chiaro riferimento alla modernità (per quanto riguarda l’ultima variante della messinscena in Sala Assoli). Il linguaggio che si spezza (i personaggi pronunciano frasi che vengono interrotte e ripetute) a rappresentanza di una incomunicabilità, oppure della pretesa di capire prima che qualcosa venga spiegato, o ancora della possibilità di potersi intendere lasciando che prima si espanda il silenzio; sono condizioni più che radicate nel nostro presente e che vengono elegantemente esposte con questo espediente drammaturgico in A. D. E. Alcesti di Euripide a Sala Assoli.

L’inesistenza del coro asciuga la portata aulica dell’opera di Euripide ma diventa anche un’occasione per rappresentare il mancato appoggio che non poche coppie risentono nel gestire certe situazioni (nelle tragedie greche il coro ha l’utilità di favorire la riflessione su certe azioni). Alcesti si rende simbolo di amore e morte anche grazie alla teca nella quale si stende come fosse una bara, ma anche come un ricordo prezioso accuratamente custodito. Inoltre la rivisitazione dell’Alcesti di Euripide in Sala Assoli comprende anche la delineazione di un legame di coppia, tra amici e tra padre e figlio, profondamente attuale e che si propone di rivelare quanto i rapporti umani possano risultare gli stessi anche a distanza di millenni. Infine il fatto che l’opera abbia come protagonista una donna che determina il susseguirsi dei fatti è più che rilevante considerando la secolarità del testo. 

Crediti dello spettacolo A.D.E. Alcesti di Euripide in Sala Assoli. Testo e regia di Fabio Pisano. Interpreti Raffaele Ausiello, Francesca Borriero e Roberto Ingenito. Suggestioni sonore a cura di Francesco Santagata. Costumi di Rosario Martone. Scene di Luigi Ferrigno. Luci a cura di Fabio Pisano e Alessandro Salzano. Assistente alla regia: Francesco Luongo. Per una produzione Liberaimago.

Fonte dell’immagine di copertina per Alcesti di Euripide in Sala Assoli | Recensione: ufficio stampa

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