Dio Apollo, caratteristiche della divinità dell’amore

Dio Apollo, caratteristiche della divinità dell'amore

Il dio Apollo nell’inno omerico
No, non oblio, mi rammento di Apollo che lungi saetta/ come a te l’inno dirò, se tu, Nume, sei già tutto un inno?
Così recita l’inno omerico dedicato ad Apollo descrivendo una divinità ancestrale dal carattere aspro, selvaggio e forte come i suoli di Delo cui dona la sua nascita.

Dio Apollo, identità
È figlio di Latona, costretta a peregrinare alla ricerca di un luogo dove partorire; è figlio di Zeus, re degli dei, questo nume primitivo, naturale, antitetico e chiastico, diverso da colui che ci era stato rivelato nel motto delfico “conosci te stesso”.

Contraddizioni del Dio Apollo
È costui un dio del pantheon ellenico che dal principio omerico a quello sofista affronta un’evoluzione che è essenzialmente una rivoluzione.
La soluzione all’annosa questio dell’identità di Apollo, archetipo del sole che “scende simile a notte”, si risolve semplicemente pacificandosi con la sua molteplice natura. Apollo, diciamo, si immortala in una posa chiastica perché, se da un lato stringe la cetra suonando in modo che la musica scenda come seta sui dolori degli uomini, dall’altro impugna arco e frecce d’argento. E se è padrone dell’arte medica, è anche vero e indubbio che sia l’artefice di morti improvvise e di gravi epidemie. E se è vero che Apollo è il dio della razionalità e dell’equilibrio, tutt’altro che razionali possono definirsi i moti del suo animo dis-umano.

Gli amori
È umano Apollo nella crudeltà degli amori negati e sofferti: a noi pare uguale all’uomo nella scultura del Bernini in cui è colto nello slancio di trattenere la ninfa amata e sottrarla alla sua “allorizzazione”. A noi pare uguale agli uomini nell’atto di amare il suo Giacinto e donargli, per farlo felice, un cervo di rara bellezza. Ma a un dio non è concesso amare alla maniera sfortunata degli uomini, da pari a pari, e il divario che è la distanza tra due esseri di natura opposta e incomunicabile rende questo Apollo che lungi saetta, simbolo di bellezza immortale e splendore, un amante disgraziato destinato a struggersi, a guarire, a ferirsi graffiandosi sulla bellezza di un nuovo amore.
Apollo è colui che condanna Cassandra a profezie in-credute, che mortifica Marsia in una gara musicale punendolo per tracotanza. Ma non sono forse gli dei stessi ad avere inventato la tracotanza e ad averla insegnata agli uomini? Non è forse Apollo il dio tracotante che ha sfidato Pito, il serpente antico, dio primo che nacque da Gea prima ancora che lui nascesse? Non è Apollo il dio tracontante che sfida la legge di Era e viene al mondo, come figlio di Zeus, su una terra galleggiante che è stata sottratta al di lei dominio? E non è forse ancora Apollo quel nostro Apollo che apre un varco tra gli incomunicabili, uomini e dei, gli uni sul fondo delle cose-gli altri alla sommità delle stesse, attraverso l’oracolo di Delfi e la Pizia?

Conclusione
Servo di Admeto, dio dal carro alato, padre di Asclepio e numerosi altri, figlio di un dio e di una titanide, tenue fiamma ardente, dolcissimo suonatore d’arco e freccia, furioso saettatore di musiche melodiose, oracolo ed enigma: molte cose è stato Apollo tra gli uomini e gli dei e il suo fascino eterno ancora oggi è ammirabile nelle opere letterarie senza tempo, nelle raffigurazioni pittoriche e scultoree di armonica bellezza e ancora oggi si contempla il Dio Apollo la natura equilibrata e coesa alla tattica musicale e contemporaneamente si adora estaticamente ed esteticamente il selvatico insito in lui, la ribellione e l’anarchia giovanile-essendo Apollo eternamente giovane- per cui “a me pare uguale a te”.

Immagine in evidenza: pixabay

A proposito di Arianna Orlando

Classe 1995, diplomata presso il Liceo Classico di Ischia, attualmente studente presso la Facoltà di Lettere all’Università di Napoli Federico II, coltiva da sempre l'interesse per la scrittura e coniuga alla curiosità verso gli aspetti più eterogenei della cultura umana contemporanea, un profondissimo e intenso amore verso l’antichità. Collabora con una testata giornalistica locale, è coinvolta in attività e progetti culturali a favore della valorizzazione del territorio e coordina con altri le attività social-mediatiche delle pagine di una Pro Loco ischitana.

Vedi tutti gli articoli di Arianna Orlando

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *