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Amleto al teatro Galleria Toledo | Recensione

Amleto (Galleria Toledo)

Amleto è in scena al teatro Galleria Toledo. L’opera capolavoro di William Shakespeare rivive grazie alla produzione del teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napoli. Laura Angiulli, oltre a curarne la regia, minimalista ed efficace, è anche la fondatrice del teatro assieme a Rosario Squillace. Se il teatro Galleria Toledo può ora ospitare spettacoli di questo spessore è perché nel 1990 i due hanno sottratto l’ambiente al ruolo di deposito della nettezza urbana.

La storia dell’immenso teatro da 300 poltrone, che in questi giorni ha dato luogo alle tragedie del principe di Danimarca, è in realtà ancora più lunga. In principio la struttura era una sala cinematografica, il cinema Cristallo, poi caduto in disuso. Si è deciso di ridargli vita scegliendo un nome che racchiudesse un richiamo all’arte, “Galleria”, ma anche al quartiere nel quale si erige, “Toledo”: fu così che nacque il teatro Galleria Toledo.

Dopo aver doverosamente sottolineato il gesto coraggioso e necessario di recuperare un luogo storico e di cultura, è bene ora ritornare sui fatti che riguardano la messa in scena del dramma shakespeariano Amleto al teatro Galleria Toledo. La regista, come già precedentemente accennato, grazie al lavoro di Rosario Squillace, Clelio Alfinito e Mario Di Nardo, sceglie di riempire il palco con elementi semplici che conferiscono un’idea di quotidianità (senza tralasciare la componente storica) andando in contrasto con il sopraggiungere dei tormenti di Amleto, causati proprio dalla rottura di tale quotidianità (la morte del padre). Paolo Aguzzi  presta corpo e voce al protagonista, trovando il giusto non-equilibrio tra lo sconforto e il dinamismo che contraddistingue il principe (oltreché essere la causa delle proprie scelte, talvolta avventate). 

La drammaturgia, elaborata da Laura Angiulli, nonostante abbia subito delle riduzioni rispetto al testo originale, conserva i temi portanti della tragedia: il contorto rapporto madre-figlio (già oltremodo lavorato e riflettuto); la questione degli affetti che vengono ingiustamente messi in secondo piano quando si verificano situazioni che richiedono una maggiore attenzione; il sentimento di disappartenenza verso coloro che non rispettano certi ideali, ma soprattutto di colpa, quando pare che non si rispettino i propri. Alcuni nomi conosciuti del panorama teatrale napoletano come Alessandra D’Elia, Antonio Marfella ed Ettore Nigro interpretano rispettivamente Gertrude, Claudio e Polonio con l’abilità di cui hanno bisogno questi personaggi complessi e compiuti. Lo straordinario  linguaggio del drammaturgo inglese viene esaltato dall’utilizzo delle luci di Lucio Sabatino, in modo da conferire l’adeguata solennità ad un’opera secolare come Amleto al teatro Galleria Toledo.

Amleto di William Shakespeare. Drammaturgia e regia Laura Angiulli, con Paolo Aguzzi, Alessandra D’Elia, Enrico Disegni, Antonio Marfella, Valentina Martiniello, Ettore Nigro, Andrea Palladino, Antonio Torino. Scena Rosario Squillace, luci Lucio Sabatino, assistente Martina Gallo, scenotecnica Clelio Alfinito, Mario Di Nardo, elementi scenici Vincenzo Romano.

 

Fonte dell’immagine in evidenza per “Amleto (Galleria Toledo) | Recensione”: ufficio stampa

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