Elogio della vita a rovescio (Galleria Toledo) | Recensione

Elogio della vita a rovescio (Galleria Toledo) | Recensione

Dal Premio Nobel per la Letteratura 2024 al palcoscenico della Galleria Toledo di Napoli: in scena il 28 febbraio e il 1 marzo 2026 Elogio della vita a rovescio, ispirato ai libri di Han Kang.

Scheda dello spettacolo Elogio della vita a rovescio

Dettaglio Informazione
Progetto e Regia Daria Deflorian
In scena Giulia Scotti
Ispirazione letteraria Opere di Han Kang (Premio Nobel 2024)
Sede Galleria Toledo, Napoli
Date 28 febbraio e 1 marzo 2026

Con un titolo preso in prestito dal saggio di Karl Kraus, Elogio della vita a rovescio è un progetto di Daria Deflorian condiviso con l’interpretazione di Giulia Scotti, che ruota attorno alle opere dell’autrice Han Kang vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2024. Parte da La vegetariana e attraversa Convalescenza, Il libro bianco e Atti umani: un viaggio di vibrazioni violente, di tensioni irrisolte tra gli impeti storici all’esterno e quelli interni di un’attrice che si immedesima nella profondità della sua autrice preferita, punto di riferimento.

Giulia Scotti in scena nello spettacolo Elogio della vita a rovescio
Giulia Scotti interpreta i libri di Han Kang

La vegetariana e il teatro: come Han Kang rivive sul palcoscenico

Han Kang ha il dono di una parola che resta. Questa inizia da un’impalpabile ordinarietà che subito sfuma in un’esplosiva apparenza; in quello spazio bianco nel mezzo, intanto, si muove il fluire della vita tra orrori, rinascita e purezza ancestrale, così atipica da rivestirsi di una consistenza mitica. Non è un caso che in Elogio della vita a rovescio Daria Deflorian sceglie La vegetariana come primo libro con cui fare dialogare l’attrice Giulia Scotti nei panni della “sorella normale” e non della protagonista “atipica”: la regista accentua, così, un contrasto significativo, tanto quanto lo è per l’autrice tradurlo in ogni sua opera nel rapporto tra due sorelle che sembrano simili ma, in realtà, sono a due estremi forse incomprensibili.

Giulia Scotti, con la sua interpretazione di Elogio della vita a rovescio, apre una pagina di diario. Sembra di assistere a un incontro intimo e personale, durante il quale l’attrice si immedesima con le figure descritte da Han Kang fino ad abbracciare l’idea dell’autrice stessa. Un contatto necessario che rappresenta l’importanza dello stare: mentre il mondo fuori gioca a farsi la guerra, si ferisce, lei – un chi indefinito tanto quanto lo è il contatto attrice/autrice – si stende tra mucchi di sabbia bianchi e contempla. Il suo non è un atteggiamento di inutile passività, bensì è la straordinaria capacità di sentire addosso la vita in tutto il suo binomio bianco e nero. Un qualcosa difficile da limitare in una sola parola, che restituisce pagine di cui oggi più che mai si ha bisogno.

Daria Deflorian porta a teatro Han Kang con Elogio della vita a rovescio
Giulia Scotti interpreta i libri di Han Kang

L’allestimento alla Galleria Toledo: riflessioni tra forma e creatività

C’è il sentore che Elogio della vita a rovescio si perda l’occasione della creatività. È uno squarcio interessante e che a suo modo ha il potere di incuriosire la platea, è una ferita che ha la capacità di comunicare e dalla quale si sbircia su un’autrice così urgente come Han Kang, ma dall’altra parte sfuma tutta una certa possibilità del teatro di aprire prospettive nuove. Il palcoscenico non è soltanto una struttura che ospita o che si lascia semplicemente camminare: è innanzitutto un luogo attivo, è soprattutto un linguaggio che, in quanto tale, funge da chiave di accesso a risorse sconfinate. Perciò, sfruttarlo per un’intuizione anche personale può essere un punto di partenza, non una base che, invece, può risultare limitante.

Dispiace sempre dirlo, perché Elogio della vita a rovescio si inserisce in un programma didascalico fortemente caratterizzato dalla Galleria Toledo, in particolare negli ultimi anni. Scriverci una recensione non è un giudizio, piuttosto un punto di domanda: qual è la funzionalità di una pièce che apre il suo bagaglio di immense possibilità senza togliervi gli indumenti? Non si sta perdendo una profondità molto più intima e reazionaria del teatro di andare oltre la sua forma e dritta ai nervi della creazione? Pure se toccare un nervo scoperto fa male. Provare a immaginare rendendo il momento teatrale uno spazio di fantasia tangibile significa limitare o, al contrario, vuol dire esplorare la realizzazione di una creatività tradotta in molteplici possibilità? Provare ad andare verso un altrove è allontanarsi o avvicinarsi?


Elogio della vita a rovescio – produzione Index – in collaborazione con A.D. – Teatro Basilica, Lottounico, Carrozzerie | n.o.t – un ringraziamento a Silvia Rampelli e Attilio Scarpellini – un progetto di Daria Deflorian – condiviso con Giulia Scotti – liberamente ispirato all’opera di Han Kang – con Giulia Scotti – collaborazione alla drammaturgia Andrea Pizzalis – aiuto regia Chiara Boitani – direzione tecnica Alessio Troya – regia Daria Deflorian – per Index Valentina Bertolino, Elena de Pascale, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani – fotografie Andrea Pizzalis – illustrazioni Giulia Scotti.

Informazioni utili: Galleria Toledo

  • 📍 Indirizzo: Via Concezione a Montecalvo, 16 – 80134 Napoli (NA)
  • 🎭 Spettacolo: Elogio della vita a rovescio
  • 📅 Date in scena: 28 febbraio e 1 marzo 2026
  • 🌐 Sito Web: galleriatoledo.info

Fonte immagini: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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