HI – Human Intelligence a Napoli: teatro e IA il 27 marzo

Il teatro torna a interrogare il presente, e lo fa partendo dalle voci più giovani. In occasione della Giornata Internazionale del Teatro, il prossimo 27 marzo 2026 andrà in scena a Napoli “HI – Human Intelligence”, spettacolo nato da un articolato percorso laboratoriale che ha coinvolto studenti di tre istituti del territorio: il Liceo Scientifico Statale “T.L. Caro”, la Scuola Secondaria di I grado A. Belvedere e l’I.C. 19 Russo-Montale.

Il progetto, finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito del bando “Cultura. Che classe!”, nasce da una domanda tanto semplice quanto complessa: cosa significa essere umani in un’epoca attraversata dall’intelligenza artificiale? Da qui prende forma un laboratorio pensato non solo come esperienza formativa, ma come spazio di ricerca condivisa.

Dettagli dello spettacolo HI – Human Intelligence

Informazione Dettaglio
Spettacolo HI – Human Intelligence
Data 27 marzo 2026
Location Sala Ecce Homo, Napoli
Tematica Essere umani nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Le realtà che promuovono il progetto

“HI – Human Intelligence” rappresenta una tappa di un percorso più ampio che mette al centro i giovani e il loro sguardo sul presente. Il progetto è promosso da Coffee Brecht (capofila) e Vernicefresca Teatro, due realtà attive sul territorio nella diffusione del teatro come strumento educativo e di cittadinanza attiva.

Fondata nel 2011, Coffee Brecht è un’associazione di promozione sociale attiva in Campania nella diffusione dell’improvvisazione teatrale, tra produzione artistica e formazione.  Vernicefresca Teatro, invece, sviluppa progetti culturali, artistici e formativi che mettono al centro le arti performative come strumento di crescita personale e sociale, con un’attenzione crescente anche ai temi della contemporaneità, come la sostenibilità e la consapevolezza ambientale. Due realtà che condividono una visione comune, quindi, fare del teatro uno spazio vivo di partecipazione, riflessione e costruzione di comunità.

Un laboratorio che parte dalle domande dei ragazzi

Gli studenti sono stati protagonisti fin dalle prime fasi del lavoro. Attraverso improvvisazioni, esercizi di scrittura scenica e momenti di confronto, hanno portato in sala prove dubbi, intuizioni e vissuti personali. La drammaturgia dello spettacolo si è così costruita in modo organico e collettivo, non come un testo calato dall’alto, ma come risultato di un processo condiviso. Questo ha restituito uno spettacolo autentico, profondamente radicato nelle loro voci.

Tra le domande emerse durante il percorso, una in particolare ha attraversato il lavoro: “Cosa ci rende davvero insostituibili?”. I ragazzi hanno riflettuto su emozioni, empatia e relazioni, ma anche su fragilità e contraddizioni, riconoscendole come elementi profondamente umani. Accanto alla curiosità e alla fascinazione per l’intelligenza artificiale, è emerso anche il timore di perdere autenticità o di essere sostituiti, aprendo una riflessione sul valore dell’errore, dell’imperfezione e dell’improvvisazione — dimensioni che nel teatro diventano risorse e che difficilmente possono essere replicate da una macchina.

Il teatro come spazio umano nell’era dell’intelligenza artificiale

In questo senso, il linguaggio teatrale si conferma uno spazio privilegiato di indagine. La scena resta un luogo di presenza viva, di relazione diretta e di esperienza condivisa nel qui e ora. In un contesto sempre più mediato dalla tecnologia, il teatro continua a distinguersi perché mette al centro ciò che sfugge all’automazione: la complessità emotiva, la vulnerabilità, la capacità di entrare in relazione autentica. 

Ad arricchire il percorso, la partecipazione dell’attore Lorenzo Sarcinelli, che ha affiancato gli studenti in diversi incontri. Il suo contributo si è rivelato prezioso sia dal punto di vista artistico che umano, offrendo ai ragazzi un riferimento concreto e portando in sala prove un’esperienza viva del mestiere dell’attore. Ha lavorato con loro sull’ascolto, sull’energia scenica e sulla verità dell’interpretazione, in un dialogo continuo e mai frontale.

Un’esperienza che lascia traccia

Al di là dell’esito scenico, il progetto punta a lasciare un segno più profondo. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie possibilità espressive. Il teatro diventa così uno strumento capace di sviluppare relazioni, fiducia e senso di appartenenza, stimolando immaginazione e pensiero critico. Un’esperienza che invita i partecipanti a osservare il mondo con maggiore attenzione e a trovare una propria voce.

Dove e quando: informazioni pratiche

  • 📍 Luogo: Sala Ecce Homo – Via Ecce Homo, 14 (Napoli)
  • 📅 Data: 27 marzo 2026
  • Orari:
    • 11.30 – Liceo T.L. Caro
    • 16.30 – A. Belvedere / I.C. 19 Russo-Montale
    • 18.30 – I.C. 19 Russo-Montale
  • 👥 Accesso: La partecipazione è aperta alle famiglie degli studenti e al personale scolastico. Uno spettacolo che nasce dai ragazzi ma che si rivolge a tutti, capace di aprire uno spazio di riflessione condivisa su uno dei temi più urgenti del nostro tempo.
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A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

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