Dal 18 al 29 marzo Silvio Orlando è il protagonista di Il berretto a sonagli, di Andrea Baracco, al Teatro Mercadante di Napoli.
Indice dei contenuti
| Dettagli Spettacolo: Il berretto a sonagli | Informazioni |
|---|---|
| Protagonista (Ciampa) | Silvio Orlando |
| Regia | Andrea Baracco |
| Autore | Luigi Pirandello |
| Dove | Teatro Mercadante (Piazza Municipio, Napoli) |
| Quando | Dal 18 al 29 marzo |
La regia di Baracco: oltre l’intellettualismo pirandelliano
«Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra» – con queste parole il regista Andrea Baracco porta in scena al Teatro Mercadante di Napoli Il berretto a sonagli, direttamente dall’opera di Pirandello, con Silvio Orlando. L’operazione registica non vuole misurare la cifra valoriale del drammaturgo siciliano, la cui grandezza già è nota, quanto piuttosto spezzarne l’intellettualismo forzato: Baracco lo chiama pirandellismo, quel fenomeno al quale il patrimonio dell’autore è stato sottoposto negli anni come tentativo di comprenderne l’eredità. Invece, Luigi Pirandello va compreso sciolto dalle catene filosofeggianti, in quella profonda capacità di smascherare un mondo grottesco in preda a caotiche convulsioni.

Il berretto a sonagli: il luogo dell’umana contraddizione
Come spesso accade nel corpus delle sue opere, prima di arrivare nel 1916 alla drammaturgia di Il berretto a sonagli, Pirandello partì con la scrittura di due novelle: La verità e Certi obblighi. Nel 1917, poi, il testo fu rappresentato per la prima volta al Teatro Nazionale di Roma con la Compagnia di Angelo Musco. Da quest’ultimo non fu subito apprezzato, né l’opera né soprattutto il personaggio Ciampa, protagonista particolarissimo della pièce. Ma, dopo avere tradotto il testo dal dialetto siciliano in italiano, questo fu riconosciuto dal pubblico e dalla critica ed ebbe un’incredibile fortuna. Il racconto ruota attorno alla gelosia cieca di una moglie convinta che il marito la tradisca, innescando un gioco delle parti in cui verità e artificio si assottigliano l’uno sull’altro fino a confondersi. Soltanto Ciampa, un umile scrivano, mantiene una coerenza tanto paradossale quanto mostruosamente fondamentale.
In Il berretto a sonagli, l’autore siciliano condensa sulle tavole del palcoscenico un esempio vivo e chiaro di impossibilità comunicativa, dalla quale deriva la tragica e rassegnata consapevolezza dell’altrettanto impossibilità di verità. Pirandello non è autore da lieto fine, anzi, scrive di scontri e conflitti: i suoi personaggi hanno la presunzione di avere ognuno una verità sulle labbra, ma è proprio questo a tradursi in parole fraintendibili e pregne di apparenze. L’autenticità, invece, risiede nei gesti, in quella sottotrama invisibile di non detti che crea una spietata rottura, un disvelamento grottesco e inquietante. Baracco lo sa bene, perciò con la sua regia mira all’azione, come punto di lacerazione da cui si libera un’umanità inguaribilmente contraddetta ma arciviva – per riprendere un termine utilizzato da Pirandello stesso.

Ciampa, tra eroe ridicolo e comico dell’ottusità altrui, parabola di un attore
Ebbene sì, Il berretto a sonagli inizia con un umile scrivano, Ciampa, che si presenta agli spettatori remissivo e sottomesso. Non si sarebbe mai portati a credere che sia proprio lui il protagonista indiscusso della pièce. E invece è così, è quell’ umile dipendente di una ricca famiglia a svelare la falsa ottusità dei presenti, nonché quella loro incapacità di entrare in contatto l’uno con l’altro fermi alla vanità di essere in possesso di certezze assolute. È proprio questo a creare quella fitta trama di fraintendimenti, di apparenze che si aggrediscono a vicenda, mentre Ciampa è l’unico che non attacca, minaccia sull’orlo della tragedia, ma lo fa soltanto come l’ennesimo giro di parole per svelare la verità. Ma in cosa risiede quest’ultima? Nella rivelazione dell’autenticità dei personaggi: lo spettatore non saprà mai cosa è reale e cosa no, ma avrà inteso l’intima profondità delle parti.
La regia di Baracco segue questo climax ascendente. Il sipario si apre subito su un’isteria generale, forse anche troppo urlata e già in preda all’incontenibilità delle emozioni, dove le interpretazioni di Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri e Marta Nuti urlano quell’ incapacità di comunicazione tipica del gioco pirandelliano. Finché non compare Ciampa, che si pone come contromisura seguendo un processo invertito. Una dinamica scenica che, infine, si dispiega anche tra gli equilibri scenici degli attori: è Silvio Orlando a guidare il timone, con un dislivello percepibile, recuperando in calcio d’angolo quel rischio di eccedere – Pirandello è azione, non eccesso. Insomma, è forse anche la parabola di un attore: sorte ingrata o possibilità di riflessione di equilibri scenici?
Info spettacolo, orari e biglietti
IL BERRETTO A SONAGLI – di Luigi Pirandello
- Dove: Teatro Mercadante (Piazza Municipio, Napoli)
- Sito Ufficiale e Biglietti: Acquista su teatrodinapoli.it
Calendario delle Repliche:
- Sabato 21/03/2026 – ore 19:00
- Domenica 22/03/2026 – ore 18:00
- Martedì 24/03/2026 – ore 21:00
- Mercoledì 25/03/2026 – ore 17:00
- Giovedì 26/03/2026 – ore 17:00
- Venerdì 27/03/2026 – ore 21:00
- Sabato 28/03/2026 – ore 19:00
- Domenica 29/03/2026 – ore 18:00
Cast e Produzione:
- Regia: Andrea Baracco
- Con: Silvio Orlando
- E con (in o.a.): Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
- Scena: Roberto Crea
- Costumi: Marta Crisolini Malatesta
- Luci: Simone De Angelis
- Sound designer: Giacomo Vezzani
- Revisione linguistica: Letizia Russo e Andrea Baracco
- Aiuto regia: Andrea Lucchetta
- Direttore tecnico: Luigi Flammia
- Datore luci: Christian Pizzingrilli
- Fonici: Alberto Luciani e Gianrocco Bruno
- Sarta: Piera Mura
- Macchinista: Filippo Canfori
- Segretaria di compagnia: Chiara Pazzini
- Amministrazione di produzione: Mary Salvatore
- Management: Federico Corona
- Direzione generale: Maria Laura Rondanini
- Produzione: Cardellino srl in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano
Fonte immagini: Ufficio Stampa

