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Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese al Teatro Acacia

Perfetti sconosciuti

Perfetti sconosciuti, adattamento dell’omonimo film di Paolo Genovese, è andato in scena al Teatro Acacia di Napoli dal 05 dicembre all’08 dicembre

Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti al Teatro Acacia di Napoli, con in ordine alfabetico Dino Abbrescia, Alice Bertini, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Lorenza Indovina, Valeria Solarino. Con scene di Luigi Ferrigno, costumi di Grazia Materia e luci di Fabrizio Lucci.

Perfetti sconosciuti, la sinossi

Rocco ed Eva, sposati da anni ma in crisi, invitano a casa loro per una cenetta tranquilla tre coppie di amici di lunga data: Peppe e Lucilla, che però non riesce a venire per via della febbre, Cosimo e Bianca, freschi sposi, e Lele e Carlotta, intrappolati in un matrimonio poco soddisfacente.

Questa apparente tranquillità viene ben presto infranta dalla proposta di fare un gioco particolare: mettere sul tavolo i propri telefonini, rendendo di pubblico dominio qualsiasi telefonata o messaggio che sarebbe arrivato.

La “scatola nera della nostra vita”

I cellulari sono sempre più parte integrante della nostra esistenza, al punto che abbiamo trasferito al loro interno fin troppo della nostra vita, privata e lavorativa.

Quella rappresentata da Paolo Genovese non è affatto una realtà distante da quella in cui viviamo al giorno d’oggi, dove è diventato sempre più complesso comunicare apertamente con chi ci sta intorno, dipendenti ormai da una tecnologia che spesso invece di avvicinare finisce per farci allontanare.

Quante coppie si sfascerebbero, quanti amici non sarebbero più tali, se scavando nei meandri degli smartphone tutti gli scheletri nell’armadio venissero scoperti?

Proteggere le persone che si amano da questa “scatola nera” ma anche da pettegolezzi e battutine appare quindi fondamentale, come sceglie di fare Peppe, non presentando agli amici la persona con cui esce, per evitarle inutili dispiaceri.

Maschere e verità nascoste

“Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta”. Perfetti sconosciuti rende tangibile una delle paure forse più recondite dell’animo umano, quella che le persone che amiamo ci stiano nascondendo qualcosa.

La pièce solleva diversi dubbi: cosa può essere considerato “un segreto”? Quali sono le cose che vanno dette o non dette? Bisogna dirsi proprio tutto o solo le cose importanti per la coppia?

Dietro un selfie tra amici può celarsi molto più di ciò che sembra trapelare dai social media, luogo che spesso pare un’isola felice in cui tutti giocano a mostrare che si va d’amore e d’accordo, al solo fine di salvaguardare le apparenze. Ma la realtà non è quella che sembra, e non è un caso che la serata si svolga durante un’eclissi lunare, metafora della doppiezza delle persone: così come durante l’eclissi il disco lunare appare parzialmente in ombra, anche nella vita delle persone ci sono zone che non vengono rischiarate dalla luce.

Alla fine, il colpo di scena: ognuno torna alle sue verità nascoste, perché consapevoli dei rischi che avrebbe portato questo gioco, si è deciso di non farlo. Appare quasi paradossale che tra tutti l’unico che non voleva iniziare questa sorta di “esperimento sociale” era Rocco, che non nascondeva un’amante: il suo unico segreto era di tipo personale, relativo all’essere andato in analisi, all’insaputa della moglie.

Giocando, le maschere sarebbero cadute, rivelando l’amara verità: in realtà tutti loro non erano altro che “perfetti sconosciuti”, perché nessuno era a conoscenza dei segreti dei propri amici, pur essendo fermamente convinti del contrario.

Chiudono la pièce i versi struggenti di Perfetti sconosciuti di Fiorella Mannoia:

Dove sei stato in questi giorni?
Oltre il muro dei segreti
Vissuti come tradimenti
Hai mai pensato a quanto sbagli
Alle parole buttate al vento
E a tutte quelle ancora dentro?

Andato in scena al Teatro Acacia di Napoli, Perfetti sconosciuti è uno spettacolo sulle relazioni umane che tratta temi come il tradimento e l’omosessualità in maniera tagliente e brillante, senza tralasciare anche momenti comici.

Fonte immagini: Ufficio stampa

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A proposito di Francesca Arfè

Laureata in Lingue e Culture Comparate, attualmente studentessa magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane. Bilancia ascendente Acquario con la testa tra le nuvole e il naso tra i libri. Dispensa consigli di lettura agli indecisi sul suo profilo Instagram @chicchedilibri. Cofondatrice di #PagineDaYamato, gruppo di lettura su Telegram dedicato al Giappone in tutte le sue sfaccettature.

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