Radio Macbeth: Orwell e Shakespeare al TRAM | Recensione

Radio Macbeth

Per due giorni, dal 31 ottobre al 1° novembre, la scena del Teatro TRAM di Napoli è stata conquistata da Radio Macbeth, lo spettacolo che intreccia George Orwell e William Shakespeare attraverso il volto e la voce di Roberto Marinelli su regia di Michele Segreto. La vita di Orwell e l’opera shakespeariana hanno fatto da ponte nei confronti dell’attualità, attraversando i più profondi abissi dell’animo umano: dallo sfruttamento dell’altro alla bramosia di potere.  

Radio Macbeth Roberto Marinelli
Radio Macbeth, Roberto Marinelli in scena (Comunicato stampa Teatro TRAM).

Radio Macbeth: la trama dello spettacolo

Radio Macbeth si svolge lungo un arco temporale di due anni, durante il quale matura l’evoluzione interiore di George Orwell, scrittore nato in India ai tempi della colonizzazione britannica. Il popolo indiano è il destinatario dei programmi radiofonici di propaganda che Orwell realizza per conto della BBC tra il 1941 e il 1943. Siamo in piena seconda guerra mondiale e gli imperi europei possono contare su una folta schiera di soldati provenienti dalle colonie; nel caso britannico, migliaia di indiani muoiono sui campi di battaglia in nome di una giustizia che non hanno mai vissuto. Nell’ottobre del 1943, Orwell analizza trama e struttura del Macbeth di William Shakespeare, che considera l’opera perfetta. La tragedia del XVII secolo si sviluppa lungo il filo della bramosia di potere, inanellando una sanguinosa serie di orrori. 

«Radio Macbeth è uno spettacolo attualissimo, oggi che le notizie sembrano fuori controllo, tra fake news e click bait. La compagnia Servomuto teatro è andata a guardare indietro nel tempo per comprendere meglio il nostro presente e temere forse il nostro il futuro», ha commentato Mirko Di Martino, direttore del TRAM, il teatro di Port’Alba che da pochi giorni ha avviato la stagione artistica 2025/2026.

Il viaggio nell’attualità attraverso Shakespeare e Orwell 

Da Shakespeare a Orwell, passando per i giorni nostri. La drammaturgia di Michele Segreto segue il filo rosso delle dinamiche del potere che lega negli anni sfruttamento, colonialismo, disuguaglianze, equilibrio tra verità e finzione. La presa di consapevolezza circa il proprio lavoro al servizio della propaganda di Stato apre gli occhi a Orwell, forse su spinta dell’opera shakespeariana, secondo cui «la vita è solo un’ombra che cammina» (Macbeth, Atto V, Scena V). Inizia così un articolato viaggio interiore, di disvelamento delle ipocrisie ripetute tanto dagli uomini quanto dai governi, oggi come in passato. La sete di potere che in Macbeth porta un generale scozzese a diventare re, lasciandosi alle spalle una lunga scia di sangue, non si è esaurita ma resta anzi palpabile nei rapporti interumani. In tal senso la bandiera palestinese che compare alla fine dello spettacolo è eloquente.

Roberto Marinelli regge bene la scena, superando le insidie intrinseche al monologo. L’ora di Radio Macbeth scorre veloce, complice la scelta di sviluppare la narrazione su più piani: il programma radiofonico, i passaggi dell’opera shakespeariana, le riflessioni di Orwell, la voce narrante che lega il tutto. Il pubblico si appassiona, riflette, ed esce dalla sala con più domande che risposte

Che fare? 

Di fronte all’anestetizzazione veicolata dalla società postmoderna, Radio Macbeth risponde costruendo uno spazio critico, che mette in moto il pensiero e invita all’azione, riservando un feroce attacco alla censura e alle sue diramazioni. «Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che schiaccia un volto umano. Per sempre», dice Marinelli dando voce a 1984, capolavoro orwelliano, e ricordando ai presenti che tocca a loro e alla propria bussola morale non lasciare che accada. 

Fonte immagine: Comunicato stampa Teatro TRAM.

Altri articoli da non perdere
La Tempesta di William Shakespeare diretta da Alessandro Serra | Recensione
La Tempesta di William Shakespeare

La Tempesta di William Shakespeare diretta da Alessandro Serra, l'opera del drammaturgo inglese in scena al Teatro Bellini La Tempesta Scopri di più

Ovvi destini al Teatro Sannazaro | Recensione
Ovvi destini eroica fenice

Dal 25 al 27 marzo scorso è andato in scena al teatro Sannazaro "Ovvi destini", spettacolo diretto da Filippo Gili Scopri di più

Shakespeare al Mc Donald al Teatro Tirso de Molina
Shakespeare al Mc Donald

Shakespeare al Mc Donald è uno spettacolo completamente improvvisato dove le risate non sono mancate. Lo spettacolo è andato in Scopri di più

Rosaria della Scuola elementare del Teatro all’Elicantropo | Recensione
Rosaria della Scuola elementare del Teatro al teatro Elicantropo | Recensione

Dopo il successo dello spettacolo Le Troiane diretto da Carlo Cerciello, il teatro Elicantropo di Napoli si ricolma di pubblico appassionato con Scopri di più

Guernica Bombing (Di Martino): il teatro civile allo stato puro
Guernica Bombing (Di Martino): il teatro civile allo stato puro

Guernica Bombing, recensione del nuovo spettacolo di Mirko de Martino, con Orazio Cerino. “Bisognerebbe poter mostrare i quadri che sono Scopri di più

Vi.Ci.Ni a Napoli, un incontro teatrale tra quartieri e comunità | Intervista
Vi.Ci.Ni a Napoli, un incontro teatrale tra quartieri e comunità | Intervista

A Napoli prende forma Vi.Ci.Ni, la rassegna ideata da Coffee Brecht insieme a Vernicefresca ETS e Le Streghe del palco. Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

Vedi tutti gli articoli di Salvatore Toscano

Commenta