Home | Teatro | Recensioni teatrali | Le vacanze dei Signori Lagonìa (Sala Assoli) | Recensione

Le vacanze dei Signori Lagonìa (Sala Assoli) | Recensione

Le vacanze dei Signori Lagonìa (Sala Assoli) | Recensione

Le vacanze dei Signori Lagonìa va in scena alla Sala Assoli di Napoli dal 15 al 17 maggio, uno spettacolo di Teatrodilina.

Dettagli dello spettacolo Informazioni
Titolo Le vacanze dei Signori Lagonìa
Date e luogo Dal 15 al 17 maggio, Sala Assoli (Napoli)
Regia e autori Francesco Lagi e Francesco Colella
Interpreti in scena Francesco Colella e Giovanni Ludeno
Compagnia Teatrodilina (Prod. Compagnia Lombardi-Tiezzi)

Le vacanze dei Signori Lagonìa: satira di un amore sotto l’ombrellone

Un uomo silenzioso, che si esprime a gesti e intermittenze di versi, e una donna che al contrario si sfoga in un fiume in piena di parole: una coppia di anziani, sposati da ormai lunghi anni, si concede una giornata a mare, se ne sta sulla spiaggia mentre viaggia tra memorie, passioni, gelosie, assenze e la certezza di esserci l’uno con l’altra, mano nella mano, fino alla fine. Con questo affresco di una leggerezza dolce-amara, Francesco Colella e Francesco Lagi scrivono e portano in scena Le vacanze dei Signori Lagonìa alla Sala Assoli di Napoli, con Giovanni Ludeno.

Teatrodilina e i resti dell’umanità tra le coppie a lungo corso

Il tempo passa e nel suo scorrere inesorabile la vita a volte succede, altre volte si dimentica e fa assenza. Una coppia anziana se ne sta seduta sotto l’ombrellone, su una qualunque spiaggia della Calabria a trascorrere le vacanze, con il sapore del mare tra le rughe, i solchi degli anni trascorsi insieme: ha resistito, si è presa per mano, poi allontanata, poi ripresa e non ha mai smesso di credere nell’essere marito e moglie, neanche davanti alla grave perdita della figlia, neanche se adesso lui non parla più e lei compensa quei vuoti con parole senza spazi bianchi.

Le vacanze dei Signori Lagonìa, dunque, è un punto di arrivo, l’ultima scelta insieme di dire addio a una vita che per i due anziani non ha più niente da essere vissuta. Seguendo una situazione paradossale, i protagonisti progettano di darsi fuoco dopo aver guardato per l’ultima volta il mare. Ne avranno veramente il coraggio impulsivo? Non ha importanza; ne ha, invece, lo starsi accanto fino alla fine, espressione vera del per sempre, il raccontarsi di come la relazione cambia passo dopo passo, di come l’amore vive tante forme diverse.

Le vacanze dei Signori Lagonìa (Sala Assoli) | Recensione
I Signori Lagonìa

Le vacanze dei Signori Lagonìa e il teatro delle fragilità

Colella e Lagi creano uno spazio teatrale dove la fragilità viene umanamente scandagliata con ironia, grazie anche all’interpretazione di Ludeno muta eppure più che mai presente. Le vacanze dei Signori Lagonìa segue una narrazione epica al limite del paradossale, rifiutando un’introspezione recondita sceglie un racconto filtrato da una leggerezza mai banale né scontata.

In questo modo, il palcoscenico diventa uno spazio di condivisione e riconoscimento: il pubblico sorride, applaude e si raccoglie nello stesso dolore dei due protagonisti e trascorre con loro Le vacanze dei Signori Lagonìa. È il risultato di una pièce autentica, che accoglie la fragilità come qualcosa che appartiene a qualsiasi essere umano e le restituisce luce.


Crediti e produzione

  • Titolo: Le vacanze dei Signori Lagonìa
  • Autori: Francesco Colella e Francesco Lagi
  • Interpreti: Francesco Colella e Giovanni Ludeno
  • Regia: Francesco Lagi
  • Disegno suono: Giuseppe D’Amato
  • Scene: Salvo Ingala
  • Costumi: Sara Fanelli
  • Disegno luci: Martin Emanuel Palma
  • Uno spettacolo di: Teatrodilina
  • Produzione: Compagnia Lombardi-Tiezzi
  • Biglietti: Casa del Contemporaneo
  • Immagini: Ufficio Stampa

Altri articoli da non perdere
Veneri al Tedér per il CTF | Recensione
Veneri al Tedér

Veneri al Tedér, scritto, diretto e interpretato da Rosa Cerullo, Ludovica Franco, Serena Francesca Catapano, è andato in scena nell'ambito del Campania Teatro Scopri di più

Clitennestra (Teatro di Napoli), di Roberto Andò | Recensione
Clitennestra, di Roberto Andò | Recensione

Clitennestra: il Teatro di Napoli riparte Con Clitennestra al Teatro Mercadante dal 18 al 29 ottobre, prende il via la Scopri di più

Medea, al Teatro Instabile di Napoli | Recensione
Medea, al Teatro Instabile di Napoli | Recensione

Medea nel cuore di Napoli Da Euripide, a Seneca, ad autori e registi dal Novecento fino ai giorni nostri, in Scopri di più

SEMPRE FELICI (fuori dal mondo) di Piero Zucàro | Recensione
SEMPRE FELICI (fuori dal mondo) di Piero Zucàro| Recensione

SEMPRE FELICI (fuori dal mondo) è lo spettacolo del Teatro Instabile di Napoli diretto da Piero Zucàro con Cloris Brosca Scopri di più

Labio de liebre di Orjuela (Teatro Mercadante) | CTF
Labio de liebre di Orjuela (Teatro Mercadante) | CTF

Prosegue l’edizione 2026 del Campania Teatro Festival: in scena dal 21 al 22 giugno Labio de liebre di Orjuela (Fabio Scopri di più

Ghemon al Bolivar, il rapper porta sul palco il progetto Una cosetta così | Recensione
Ghemon al Bolivar

Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo del 2021 con la canzone Momento perfetto e la pubblicazione dell’album E vissero per Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

Vedi tutti gli articoli di Francesca Hasson

Commenta