Ritorna al teatro Piccolo Bellini di Napoli Week-end di Annibale Ruccello, questa volta con la regia di Martino D’Amico, in scena dal 14 al 19 aprile 2026.
Informazioni utili e date di Week-end di Annibale Ruccello
| Dettaglio Spettacolo | Informazioni |
|---|---|
| Opera | Week-end |
| Drammaturgia | Annibale Ruccello |
| Regia | Martino D’Amico |
| Location | Teatro Piccolo Bellini, Napoli |
| Date | Dal 14 al 19 aprile 2026 |
Indice dei contenuti
Di giorno professoressa rigorosa, chi è Ida chiusa a chiave nella sua casa al riparo dal mondo? Chi e cosa diventa nella solitudine del fine settimana? Il regista Martino D’Amico riprende con queste domande Week-end di Annibale Ruccello, uno degli ultimi testi del drammaturgo a essere stato messo in scena che ragiona sulle forme dell’alienazione, su quel senso di sradicamento sociale (con la prospettiva più ampia del termine) sull’orlo tra la tragedia e la commedia, capace di suscitare nello spettatore un sorriso sulle note del disgusto, della commiserazione e infine di una tanto profonda quanto inevitabile identificazione.
Il teatro da camera di Annibale Ruccello: spazio interno e alienazione
Scritto nel 1983, Week-end di Annibale Ruccello è rappresentato soltanto nel 1986 – anno della scomparsa prematura del drammaturgo – con la sua regia e l’interpretazione di Barbara Valmorin, la quale, tra l’altro, è considerata come protagonista musa ispiratrice fin dagli esordi della pièce. Il testo chiude la trilogia che l’autore napoletano intitola Teatro da camera insieme a Notturno di donna con ospiti e Le cinque rose di Jennifer: tre spettacoli dove viene indagato l’interno abitato, perimetro di una desolata condizione esistenziale che ha bisogno di un’inquietudine surreale per vivere. Infatti, in questo spazio sempre in penombra – a cui la regia di Martino D’Amico, insieme alla scenografia di Alessandra Solimene, non restituisce a ragione nessuna specifica identità, come se fosse un deserto di anime nascoste – si muove Ida, una professoressa dall’andatura claudicante.

Durante la settimana di una vita comune, la professoressa Ida trascina la sua gamba zoppicante per svolgere le solite mansioni: esce a fare la spesa, rientra a casa, mette sul giradischi Mozart, corregge i compiti. Nelle uniche due giornate di riposo, lontana dalla monotonia della routine, incontra uno studente adolescente al quale impartisce lezioni private e un idraulico, convocato con un pretesto inesistente. Attraverso di loro, durante il Week-end (di Annibale Ruccello), Ida si connette con il mondo esterno. La sua è una rivelazione paradossale, un vagito deforme di una neonata appena svezzata a contatto con due prossimi fondamentalmente ignoti. E proprio lei, originaria di un piccolo borgo partenopeo dove si diffondono maldicenze e impiantata nella smisuratezza della metropoli romana.
Ida si getta in una sfrenata passione con un idraulico sedotto per poi ucciderlo e forse divorarlo come in una favola a rovescio dell’orco e della regina. Le appartiene un bisogno di carne che non può tradursi altrimenti se non in una folle violenza, nel disperato tentativo di assimilare al suo corpo costantemente storpiato la ricerca segretissima di vicinanza, di una forma d’amore nel senso più crudo possibile di nudo tatto. O, almeno, così crede, ma non sa neanche lei se davvero le sue mani siano in grado di cingere il manico di un coltello; non sa neanche lei se in fin dei conti è l’orco, la regina o entrambi. Tra finali a sorpresa e tensioni spiazzanti, Week-end di Annibale Ruccello, nella rilettura di Martino D’Amico, apre uno squarcio di dolorosa emarginazione umana.
Week-end, tra grottesco e tragedia
Sabrina Scuccimarra si immedesima nei panni della professoressa Ida, vestita di nero e cinta da un leggero vestito in raso rosso nel fine settimana. Sceglie un passo claudicante silenzioso, ma deciso: non cerca di nascondersi, anzi, innesca nelle sue vittime (forse tali) un’ispezione ossessiva e masochista. Per lei, quella gamba malformata a causa di un’ingessatura errata è la chiave di non accesso alla realtà, un grido di sofferenza inaudita che non sa come esprimere altrimenti. In questa versione di Week-end di Annibale Ruccello, l’attrice mette in gioco una grottesca capacità di deturpare finanche le sue espressioni facciali, stagliata sullo sfondo di un abitacolo soffuso tra luci e ombre, si altera come se fosse una maschera. E come si fa, allora, a non rabbrividire davanti al racconto della favola della «signora cu lu zampone», restando allo stesso tempo affascinati come in un’ipnosi psicotica. Una narrazione, inoltre, svolta con un’inflessione napoletana dissonante rispetto alla previsione del dialetto stretto nel testo originale e che qui trova un’adeguatezza espressiva incredibile.
Il regista Martino D’Amico, insieme all’attrice Scuccimarra con Manuel Severino e Matteo D’Incoronato, firma una rielaborazione di Week-end di Annibale Ruccello che concede spazio paradossalmente allo spettatore: riveste la scena di silenzi, non si affretta a riempire quelli che soltanto all’apparenza sono vuoti. Dà alla platea l’offerta golosa di incarnarsi nel giudizio per, poi, farla scontrare con un’empatia immedesimata nella sofferenza di una donna come chiunque. Non si è davanti a un teatro di parola, al contrario quest’ultima è un accessorio, un rivestimento sotto cui si nascondono voragini, respiri così dilatati da fare male il costato. Il palcoscenico si presenta quasi immacolato in una illesa purezza e, infine, mette a nudo senza pietà le sue ferite sanguinanti.
Crediti, cast e biglietti dello spettacolo
- Titolo dell’opera: Week-end
- Drammaturgia: Annibale Ruccello
- Regista: Martino D’Amico
- Interpreti: Sabrina Scuccimarra (professoressa Ida), Manuel Severino (idraulico) e Matteo D’Incoronato (studente)
- Scene: Alessandra Solimene
- Costumi: Easy Costumes
- Luci: Marco Linari
- Aiuto regia: Matteo D’Incoronato
- Assistente regia: Elia Colacchio
- Produzione: Compagnia Lombardi-Tiezzi
- In collaborazione con: Ass. Cult. Padiglione Ludwig
- Biglietti: Acquista i biglietti sul sito del Teatro Bellini
Fonte immagini: Ufficio Stampa

