Eroica Fenice

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L’ottobre rosso dello streaming

Ottobre è stato per molti utenti italiani, e non, il mese più denso di novità riguardo il mondo dello streaming. In questi trenta giorni, infatti, sono stati introdotti nuovi servizi online e sono state aggiornate molte piattaforme già attive da qualche tempo. Lo streaming, sviluppatosi in Italia prevalentemente dagli inizi degli anni duemila, è stato tra le più grandi innovazioni sorte in seguito alla nascita di Internet, al pari del World Wide Web o dei social network. I filmati e i file audio caricati sui diversi siti che offrono questo servizio possono essere riprodotti in tempo reale o on demand, ovvero i contenuti sono fruibili in qualsiasi momento. Vediamo ora le novità più significative di questo mese. Certamente l’arrivo di Netflix in Italia, la piattaforma di streaming on demand più diffusa al mondo, che, producendo serie originali e film inediti, è riuscita ad acquistare una sempre maggiore popolarità tra gli utenti. Mentre nel nostro Paese arrivava Netflix, negli Stati Uniti debuttava ufficialmente YouTube Red, il nuovo servizio per visualizzare video offerto da Google. Dopo aver effettuato il pagamento di un abbonamento mensile pari a 9,99 dollari, gli utenti a stelle e strisce potranno guardare i filmati caricati su YouTube senza inserzioni e annunci pubblicitari, salvare in modalità offline le playlist preferite, riprodurre i video anche in background (cioè utilizzando contemporaneamente altre app sul telefono). A Google tuttavia non è bastato ottimizzare l’esperienza offerta da YouTube, è stata aggiornata anche Chromecast, l’innovativo adattatore che permette di visualizzare sulla propria televisione contenuti in streaming tramite la connessione Internet di casa. Grazie a questo semplice apparecchio, simile ad un disco di plastica colorato dotato di un connettore HDMI, lo smartphone diventa un telecomando virtuale, che permette agli utenti di navigare in rete visualizzando sullo schermo televisivo ciò che si sta guardando sul touchscreen. Ad ottobre anche altre società, come Spotify e Vodafone, hanno iniziato a supportare Chromecast sviluppando nuove app che interagiranno direttamente sulla propria televisione, in modo da rendere lo streaming di file audio e video ancora più veloce e con qualità superiore. Ottobre però, oltre alle tante novità portate in Italia, è stato anche il mese che ha riaperto il dibattito sull’uso illegale dello streaming. Nello specifico la questione è sorta dopo che l’Agcom (Autorità per le garanzie nella comunicazione) ha disabilitato tre siti, ritenuti illegali, che trasmettevano gli incontri calcistici della Serie A non rispettando i diritti televisivi dei principali network italiani. Secondo recenti stime il numero di siti che offrono lo streaming illegale di film, eventi sportivi e serie TV è diminuito nell’ultimo anno del 60%, anche se è aumentato il numero degli utenti che, risparmiando sugli abbonamenti televisivi, preferiscono guardare in rete i propri programmi preferiti.

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iOS 9: parte la caccia al bug

L’iOS 9, il nuovo sistema operativo per smartphone e tablet targati Apple, è stato rilasciato appena due settimane fa come aggiornamento per tutti i dispositivi che montavano ancora iOS 8.  Il nuovo software (che sarà già installato nell’iPhone 6s, atteso in Italia per il 9 ottobre) è stato subito oggetto di recensioni e articoli online che ne espongono i tratti salienti, i pregi e i punti deboli. Tra le novità riscontrate e decantate sin dalla presentazione, avvenuta l’8 giugno al WWDC 2015 (WorldWide Developers Conference, la conferenza degli sviluppatori Apple), c’è l’implementazione di un nuovo sistema di sicurezza che renderebbe l’iOS 9 uno dei sistemi operativi per smartphone più sicuri di sempre. La notizia non è di certo passata inosservata e sono sorti all’istante i primi dubbi riguardo la veridicità di questa affermazione. La Zerodium, una nuova società di sicurezza informatica, ha colto la palla al balzo offrendo una “taglia” a chi sarà in grado di trovare una falla nella sicurezza del nuovo iOS 9. Il bando prevede un premio dal valore di un milione di dollari per i singoli individui o per i team che riusciranno a sfruttare un errore nella scrittura del codice sorgente dell’iOS 9 (bug) tramite una pagina web o un comune SMS, attraverso il quale installeranno un’applicazione all’insaputa del proprietario del dispositivo. La Zerodium è stata fondata lo scorso luglio da Chaouki Bekrar, già fondatore della francese Vupen (un’altra compagnia di cybersicurezza chiusa lo scorso 5 maggio). La società si occupa principalmente di ricercare “buchi” nei sistemi dei dispositivi di ultima generazione e, grazie alla collaborazione con esperti indipendenti, offre servizi di consulenza e soluzioni per prevenire attacchi informatici “zero-day“, nel momento in cui viene scoperta una falla di sicurezza. L’Apple, che recentemente ha vinto la battaglia legale contro la rivale Samsung per i brevetti di alcune funzioni per smartphone, non ha espresso alcun parere riguardo l’ambiziosa iniziativa pur non essendo la prima volta che la casa di Cupertino entra nel mirino degli hacker. Nel 2013, infatti, sono stati attaccati i profili degli utenti del servizio Developer Center e, l’anno seguente, il servizio di condivisione dati iCloud è stato preso di mira da parte di un gruppo di crackers cinesi. In rete, tuttavia, già circolano video che mostrano alcuni bug e difetti per l’iOS 9 ma nessuno di questi sembra riuscire a soddisfare i requisiti imposti dalla Zerodium per ottenere la famigerata ricompensa che sarà disponibile fino al 31 ottobre, giorno di scadenza del bando.

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Attualità

Salvatore Cimmino: la forza della disabilità

Salvatore Cimmino, nato a Torre Annunziata, aveva solo 15 anni quando gli fu diagnosticato un osteosarcoma, un terribile tumore alle ossa. L’amputazione della gamba destra fino a metà del femore fu l’unica cosa che i medici poterono fare per salvargli la vita. Da quel giorno Salvatore è entrato a far parte di una delle più grandi minoranze presenti sulla Terra, quella delle persone affette da disabilità. Secondo gli ultimi dati, infatti, gli abitanti del nostro pianeta disabili sono circa un miliardo, quasi un settimo dell’intera popolazione mondiale, inoltre, stime recenti del Censis affermano che in Italia sono 4,1 milioni le persone handicappate. Nel 2005 un medico consiglia a Salvatore, affetto da diversi dolori fisiologici, di iniziare a praticare nuoto, dopo quel giorno di venticinque anni prima ancora una volta la sua vita subisce una svolta. La storia di Salvatore Cimmino e della sua disabilità Dopo appena otto mesi di allenamento, Salvatore Cimmino compie la sua prima traversata senza protesi: Capri/Sorrento in 22 km. Comincia così la sua campagna di sensibilizzazione a favore delle persone handicappate e dell’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali. Le sue traversate chilometriche con una sola gamba dimostrano che le persone affette da disabilità possono essere una risorsa per una società che sa accogliere e sostenere chiunque senza discriminazioni. «Bisogna avere la volontà di creare un mondo diverso, democratico caratterizzato da uguaglianza, da genuine e vere opportunità in termini di benessere e di guadagno, un mondo inclusivo per tutti dove la disabilità venga valorizzata e celebrata».     Nuova Zelanda, Canada, Slovenia, Congo sono solo alcuni dei Paesi che dal 2010 hanno ospitato le dodici tappe intercontinentali del tour “A nuoto nei mari del globo“ per diffondere in tutto il mondo il messaggio di Salvatore. Il tour si concluderà il 15 luglio 2016 (dieci anni dopo la sua prima impresa) con la traversata di 169 km da La Habana a Cuba a Key West Island in Florida, USA. Il 25 settembre Salvatore è tornato nella sua città natale per partecipare ad un convegno al Liceo Statale “Pitagora – B. Croce” sull’accettazione dei disabili nella società. Oltre al suo intervento hanno preso parte al dibattito il presidente dell’associazione culturale “Tutti a scuola” Toni Nocchetti, il diciannovenne Dario Ricciardi (diventato due anni fa il più giovane giornalista pubblicista in Italia), l’ingegnere e ricercatore Nicola Vitiello presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (che ha presentato le ultime novità nel campo delle protesi robotiche). Il giorno dopo Salvatore ha percorso a nuoto i 15 km che separano la marina di Vico Equense dal litorale di Torre Annunziata. Ad aspettarlo c’erano gli studenti del Liceo, giunti sulla spiaggia per congratularsi con un grande atleta torrese che nonostante tutte gli ostacoli che ha trovato sul suo cammino, si è sempre battuto con tenacia e perseveranza portando avanti il suo messaggio.

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Chiamate anonime? Whooming risponde per voi

Ecco Whooming, l‘applicazione per smartphone che permette a tutti di scoprire il numero di chi sta chiamando in modalità anonima. É possibile installare l’app, creata dagli sviluppatori di DefConTwelve, una startup tutta italiana composta da una quindicina di giovani web-designer e programmatori, su tutti i dispostivi mobile con sistema operativo iOS, Android o WindowsPhone. A prima vista Whooming può sembrare una semplice applicazione per evitare di essere infastiditi dalle chiamate dei call-center o dagli scherzi telefonici di qualche amico burlone, in realtà offre anche un aiuto molto importante a tutte quelle persone che sono vittime di stalking e ricevono continuamente telefonate o messaggi molesti. Sono infatti diversi i casi di stalking risolti attraverso Whooming e molti utenti hanno testimoniato la loro esperienza ammettendo che l’app ha fornito loro un’assistenza fondamentale nella risoluzione di questo problema. Alcune di queste testimonianze sono visibili nella sezione Speaker Corner del sito e sulla pagina Facebook di Whooming.  Utilizzare Whooming è davvero facile, il primo passo da compiere consiste nel registrarsi gratuitamente sul sito www.whooming.com. Per autenticare l’installazione e per effettuare il primo accesso al nuovo profilo, si può scegliere di ricevere un messaggio di notifica attraverso la propria casella di posta elettronica o il proprio account Facebook. Fatto questo è necessario configurare l’account in tre semplice mosse: inserire il proprio numero di cellulare, indicare il gestore telefonico con la relativa nazione di appartenenza e accettare i termini di servizio. L’ultima cosa da fare è digitare una sequenza speciale di cifre per abilitare la deviazione di chiamata dal proprio telefono, in questo modo le chiamate anonime vengono dirottate dal proprio numero di cellulare a Whooming. Adesso basta solo rifiutare la chiamata di un numero sconosciuto per ricevere nel giro di ventiquattro ore una mail da Whooming che ci mostra il reale numero dell’importunatore che ci sta contattando. Oltre a questo servizio gratuito sarà possibile attivare, attraverso una speciale “ricarica Whooming”, altre funzioni a pagamento. Tra queste vi sono le opzioni “Registra conversazione” e “Parla con lo stalker” ch,e deviando la telefonata, permettono di conservare un file audio con la registrazione della telefonata senza che l’interlocutore se ne sia accorto, tutto questo con 20 centesimi al minuto. Bisogna però ricordare che per le leggi vigenti in Italia le registrazioni ottenute non hanno valore legale e solo le autorità competenti possono effettuare intercettazioni telefoniche ai fini di un processo o di un’indagine. Chiamate anonime? www.whooming.com risponde per voi

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Fun e Tech

Addio a Satoru Iwata, papà della Wii

Lunedì 13 luglio Satoru Iwata, presidente della Nintendo, si è spento a soli 55 anni per un cancro alle vie biliari. Sempre legato alle proprie passioni, nel 2005 al Game Developers Conference diceva di sè: “Sul mio biglietto da visita c’è scritto che sono presidente d’azienda. Nella mia testa sono uno sviluppatore di videogame. Ma nel mio cuore sono un giocatore”. Satoru Iwata, una breve bio Nato nel 1959, si interessa giovanissimo al mondo della programmazione e dei videogiochi, si laurea in informatica all’inizio degli anni Ottanta al Tokyo Institute of Technology e a soli ventiquattro anni è già coordinatore nello sviluppo di software presso un’azienda sussidiaria della Nintendo, la HAL Laboratory. Qui, negli anni Novanta, prende parte alla creazione di nuovi personaggi e di alcune serie divenute storiche nel campo videoludico: Kirby ed EarthBound. Nel 1993 diventerà definitivamente presidente della HAL Laboratory lavorando sempre in prima persona allo sviluppo di videogiochi. Il 31 maggio 2002 è una data storica: Hiroshi Yamauchi, bisnipote di Fusajiro Yamauchi fondatore nel 1889 della Nintendo, si dimette dalla carica di presidente dopo aver lavorato per 53 anni nell’azienda da sempre appartenuta alla sua famiglia. Nonostante uno dei cinque figli di Hiroshi lavorasse alla Nintendo, è Satoru prendere in mano le redini del colosso nipponico, nato producendo carte da gioco e giocattoli meccanici e divenuto una della maggiori case produttrici di console e videogiochi al mondo. Sotto la sua guida la società propone sul mercato prodotti rivoluzionari e innovativi, tra cui il Nintendo DS (prima console portatile con schermo touchscreen) e la Wii (primo dispositivo che permette all’uomo di interagire attraverso i movimenti del proprio corpo con i personaggi sullo schermo). Tra le sue idee per favorire la collaborazione tra i piani alti dell’azienda e gli sviluppatori, e per venire incontro alle richieste dei consumatori che chiedevano sempre più a gran voce novità sui giochi in uscita, aveva dedicato sul sito della Nintendo una sezione denominata Iwata Asks. La pagina (anche in italiano) presenta le video-interviste del presidente ai team che illustrano le caratteristiche salienti dei nuovi videogiochi a cui stanno lavorando. Lo scorso giugno si opera al dotto biliare, intervento che non gli permise di partecipare all’Electronic Entertainment Expo 2014, evento durante il quale le maggiori case produttrici espongono i pezzi inediti che usciranno sul mercato. Dopo l’operazione resterà per lungo tempo a riposo per poi riprendere a lavorare con il solito spirito e la stessa energia di sempre, una passione verso il proprio lavoro che lo accompagnerà fino alla fine.  -Addio a Satoru Iwata, papà della Wii –

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Attualità

Dal caffè al libro “sospeso” all’ospedale di Polla

Napoli è una città ricca di tradizioni e costumi popolari, molte sono legate alla religione, altre risalgono a epoche antiche, altre ancora sono tuttora radicate nel folklore e negli usi della popolazione. Una delle usanze più singolari è quella del caffè sospeso, un’abitudine nata durante la Seconda guerra mondiale, ormai poco praticata ma che resta comunque tra le più solidali consuetudini napoletane. Lo scrittore Luciano De Crescenzo dedicò a questa generosa pratica un libro (appunto Il caffè sospeso) nel quale raccoglieva aneddoti, racconti e storie legate alla cultura popolare di Napoli, esponendo alla fine il proprio pensiero in merito alla vita quotidiana in città. L’ex ingegnere definisce quest’usanza così: “Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo“. Lo spirito altruistico del “caffè sospeso” sta ritornando in voga e, visto anche il periodo di crisi in cui viviamo, sono sempre di più i bar che stanno rispolverando quest’usanza cercano anche di dare aiuto alle persone più bisognose che non possono nemmeno permettersi un caffè caldo. Anche in altre caffetterie al di fuori di Napoli e dell’Italia  si sta diffondendo quest’abitudine (Bulgaria, Spagna, Francia, Argentina sono tra le nazioni con più locali che aderiscono all’iniziativa), offrendo, oltre al semplice espresso, anche prodotti tipici delle cucine locali.  Inoltre l’usanza si è estesa anche ad altre attività, ad esempio, sempre a Napoli, è nata la rassegna di poesia “Poesia sospesa al bar”, durata cinque giorni dall’8 marzo dell’anno scorso e ideata dalla poetessa Ketti Marino e da Pino de Stasio, gestore del locale in cui si sono tenuti alcuni incontri. All’ospedale di Polla il libro è sospeso Una mirabile iniziativa, che prende spunto da questa tradizione napoletana, è partita dall’ospedale di Polla (in provincia di Salerno). I dirigenti del reparto di pediatria, grazie al contributo della Croce Rossa Italiana e di alcune librerie locali, hanno promosso la lettura di libri tra le sale del presidio, col fine di rendere più piacevoli i periodi di degenza dei piccoli pazienti e per distrarli dalla monotonia della vita nei reparti. L’iniziativa funziona in maniera analoga al sistema del “caffè sospeso”: si comprano, in uno dei negozi aderenti, due libri, uno per sé l’altro per il reparto di pediatria, incentivando così anche la diffusione della lettura tra i più giovani. L’altruismo del gesto napoletano riesce dunque, oltre che a favorire un senso di solidarietà e coesione tra le persone, anche a permettere la promozione di attività e tematiche che molto spesso vengono purtroppo ignorate.

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Attualità

Riforma sì ma non così…

Il 5 maggio centinaia di scuole italiane, assieme alle diverse sigle sindacali del corpo docenti e non, scenderanno in piazza per manifestare contro il testo del ddl “La buona scuola“. Riguardo questo sciopero abbiamo chiesto spiegazioni al professore di storia e filosofia Nicola Piccinino, rappresentante sindacale del Liceo Statale “Pitagora – B. Croce” di Torre Annunziata, che si è reso disponibile per un’intervista. Come nasce questa riforma e, soprattutto, quali settori dell’apparato scolastico colpirà direttamente? Un paio di mesi fa il governo promise che sarebbe intervenuto riguardo l’urgente problema del precariato e delle assunzioni nelle scuole attraverso un decreto legge (con tempi di approvazione rapidi). Adesso, invece, è subentrato un disegno di legge governativo, che richiede dei tempi decisamente maggiori per l’effettiva entrata in vigore, anche se il governo rassicura che la durata dell’iter legislativo sarà breve. Questa legge riguarderà principalmente il corpo docenti e i dirigenti d’istituto, gli studenti verranno citati in merito alla questione dell’alternanza scuola-lavoro mentre sono pochi i provvedimenti concernenti il personale ATA. Sono sorte molte proteste per il nuovo ruolo e per le nuove funzioni che i dirigenti andranno a ricoprire. Può spiegarci meglio di cosa si tratta? I presidi avranno il compito di proporre contratti di lavoro triennali ai docenti attingendo ad albi professionali territoriali, dovranno individuare tre docenti che li coadiuveranno nell’organizzazione della scuola e potranno assegnare bonus stipendiali al personale docente e formulare liberamente il Piano dell’Offerta Formativa dopo aver sentito il Consiglio d’Istituto, che in realtà non si occupa della valorizzazione della didattica, bensì si interessa della corretta gestione della scuola. Questo provvedimento rischierebbe di generare competizione tra i docenti che, per acquisire valore agli occhi del preside, farebbero venir meno quel senso di collegialità che unisce il personale interno alla scuola e che permette la collaborazione con gli studenti e i genitori. Prima ha parlato dell’alternanza scuola-lavoro, un tema che al giorno d’oggi è molto dibattuto. Questa riforma come interverrà in merito? L’articolo quattro riguarda maggiormente questa tematica e prevede stage e corsi di avviamento al lavoro per gli istituti tecnici e professionali e per i licei, anche durante la sospensione delle attività didattiche. Il compito di contattare società e/o aziende sul territorio per l’attuazione di questi percorsi spetterà al preside. Noi docenti siamo favorevoli a queste iniziative ma richiediamo da parte del governo chiarimenti riguardo questo articolo. Siamo infatti preoccupati, oltre che dal possibile divario tra scuole di regioni più o meno sviluppate da un punto di vista lavorativo (che quindi avrebbero più o meno possibilità di partecipare a questi corsi), dal rischio che queste attività sfocino in casi di sfruttamento del lavoro. Che provvedimenti prenderà la riforma circa la questione del precariato? lI governo ha previsto nel ddl un piano di assunzione straordinario che partirebbe con concorsi nel 2016, i cui vincitori entrerebbero a far parte degli albi di cui abbiamo parlato prima, nei quali rientrerebbero anche gli insegnanti di ruolo che richiederanno un trasferimento da una scuola ad un’altra. Tutti gli altri docenti che, ancora oggi, devono frequentare […]

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YouTube spegne 10 candeline

Provate a cercare “Me at the zoo” su un qualsiasi motore di ricerca e potrete assisterete ad un vero pezzo di storia dell’informatica: signore e signori ecco il primo video caricato su YouTube. Correva l’anno 2005, più precisamente era il 23 aprile, e il giovane ventiseienne Jawed Karim, primo utente nonchè membro fondatore della famosissima piattaforma di video sharing, caricò un filmato di appena 18 secondi di lui in visita allo zoo di San Diego. Sono passati ben 10 anni da quello storico giorno ed  impossibile negare il successo che YouTube ha riscosso da allora: in una sola decade il sito ha raggiunto il miliardo di utenti! Youtube è disponibile in 75 Paesi e tradotto in 61 lingue, il terzo più visitato al mondo dopo Google e Facebook e permette agli utenti, detti in gergo “youtubers”, di caricare e visualizzare video suddivisi nelle più disparate categorie, tra le quali solo per citarne alcune possiamo trovare: musica, giochi, sport, news, tutorial, ecc. Fattore incentivante del boom di iscrizioni è stata l’introduzione del Programma Partner di YouTube che consente agli utenti di guadagnare denaro attraverso inserzioni pubblicitarie e merchandising. Molte volte infatti, prima che un video inizi, può capitare di dover assistere ad un annuncio promozionale; in questo modo i “canali” (le raccolte personali dei filmati degli utenti) che riescono ad attirare un maggior numero di visualizzazioni vengono retribuiti, dato che con i loro video incrementano la visione di spot, che sono spesso a carattere commerciale. Un evento che certamente ha dimostrato l’evidente diffusione di YouTube nel mondo è stato il caso del videoclip del brano “Gangnam Style”, tormentone del 2012 del rapper sudcoreano PSY. Il filmato infatti, è stato il primo ad aver superato il miliardo di visualizzazioni, comportando il crash (ovvero l’interruzione improvvisa delle connessioni ad un sito) di YouTube, che non aveva più spazio a disposizione nei suoi servers per archiviare il numero di utenti che tentavano di guardare il video. I programmatori hanno quindi dovuto cambiare l’algoritmo del sito aumentando la capienza massima di visualizzazioni disponibili per ogni filmato caricato. Tuttavia non sono mancati in questi dieci anni di vita processi e diatribe legali tra YouTube e persone singole o società che tutelano i copyrights, per videoclip caricati dagli utenti che violano il diritto alla privacy o i diritti d’autore o con contenuti lesivi per la sensibilità altrui. Addirittura YouTube è stato censurato in diverse Nazioni come Iran, Turchia, Thailandia, Cina e Myanmar per questioni politiche e sociali, come ad esempio il blocco imposto dalle autorità thailandesi per un filmato ritenuto “offensivo” nei confronti del re Rama IX. In questi dieci anni YouTube, con il suo celebre motto “Trasmetti te stesso“, ha veramente concesso a centinaia di videoamatori di caricare i propri filmati e ad altrettanti utenti di visualizzarli, permettendo appunto a migliaia di persone di esprimere se stessi, liberamente. – YouTube spegne 10 candeline –

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