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Eroica Fenice

La categoria Cucina e Salute contiene 139 articoli

Cucina e Salute

Dall’antipasto al dolce: 4 ricette per una cena vegana

In Italia stanno aumentando sempre di più le persone che scelgono una dieta vegana, un po’ per moda, un po’ perché questo regime alimentare può portare molti benefici all’organismo. Tra questi, il miglioramento della salute cardiaca e un notevole abbassamento del colesterolo non sono che i più famosi, il tutto però a patto di seguire sempre una dieta equilibrata e certificata da un nutrizionista. Proprio per questo oggi scopriremo insieme un menù completamente vegano, dall’antipasto fino ad arrivare al dolce. Determinati ingredienti, però, possono non essere sempre facili da trovare, ma non c’è comunque motivo di preoccuparsi: controllando i siti dei supermercati che propongono frutta e verdura online potrete infatti riuscire a trovare tutto con un unico acquisto comodamente da casa. Antipasto: Popcorn di cavolfiori alle spezie Chi adora gli snack salati amerà anche i popcorn di cavolfiori alle spezie, croccanti ma sani, oltre che molto facili da preparare. Basta infatti dividere le cime dei cavolfiori, condirli con spezie a scelta, e poi cucinarli nel forno per mezzora circa. Riuscirete così ad ottenere una pietanza totalmente vegana ma non per questo scialba o peggio ancora banale. E per chi desidera, è possibile abbassare il tempo di cottura a dieci minuti, per ottenere un risultato più morbido e meno croccante. Primo piatto: Vellutata di patate con porri e tartufo In autunno sono pochi i piatti che sanno come regalare le stesse soddisfazioni della vellutata, specialmente se la si prepara usando le patate, i porri e un grande protagonista di stagione come il tartufo. Anche qui, la ricetta non è particolarmente complessa: gli ingredienti vanno infatti affettati e poi rosolati in padella, mentre le patate vanno frullate per creare la vellutata. Volendo è possibile aggiungere anche un pizzico di paprica, una spezia dalle molte proprietà, e guarnire con il prezzemolo alla fine della preparazione. Secondo piatto: Burger di ceci con spinaci e cereali Chi l’ha detto che gli hamburger vegani sono banali e privi di sapore? Per sfatare questo mito, basta gustare un bel burger di ceci con spinaci e cereali. Come si prepara? Stufando e frullando i ceci insieme ai cipollotti, e in seguito dando consistenza alla crema aggiungendo i cereali, e modellando il burger grazie ad un coppapasta. Prima di mettere i vostri burger vegani nel forno, ricordatevi di spennellarne la superficie con un filo di olio d’oliva. Dolce: Plumcake alla zucca e rosmarino Ed eccoci giunti alla fine del nostro menu vegano, con un dolce che saprà stuzzicare i vostri palati. Si tratta del plumcake alla zucca e rosmarino, la cui preparazione richiederà un po’ di tempo e un po’ di fatica, ma saprà ripagarsi con il suo sapore unico. Dopo aver grattugiato la polpa di zucca, dovrete rosolarla in padella, aggiungere un po’ di trito di rosmarino e infine impastare con la farina usando, se l’avete, la vostra impastatrice. La cottura richiede circa 35 minuti, mentre il plumcake – una volta pronto – va servito freddo, decorato con aghi di rosmarino e (volendo) marinato nel succo di limone. […]

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Piramide Alimentare Mediterranea: tutto il gusto di mangiare sano

Ecco tutto ciò che c’è da sapere sulla piramide alimentare mediterranea: il gusto che fa bene! La Piramide Alimentare è un grafico che con immagini parole e percentuali designa uno stile alimentare. All’interno di essa troviamo diversi tipi di alimenti: cereali, carne, pesce, latte, frutta, verdura, e grassi, posizionati in maniera differente a seconda della loro frequenza di consumo. La piramide è pressoché informativa per i suoi fruitori. La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato agli stili alimentari tradizionali dei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Gli scienziati di tutto il mondo hanno iniziato a studiarla fin dagli anni ’50 del secolo scorso e ancora oggi rimane tra le diete che, associate a stili di vita corretti, risultano influire positivamente sulla nostra salute. Il primo studio osservazionale sulla dieta mediterranea, diventato famoso come “studio dei sette Paesi”, fu condotto dal biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys in cui vennero messe a confronto le diete adottate da Stati Uniti, Italia, Finlandia, Grecia, Yugoslavia, Paesi Bassi e Giappone per verificarne benefici e punti critici in termini di salute cardiovascolare. I risultati erano piuttosto chiari: più ci si allontanava dalla dieta mediterranea maggiori erano i rischi cardiovascolari. Fu realizzata per la prima volta nel 1992 dal dipartimento statunitense dell’agricoltura con lo scopo di arginare le obesità. Dal 2005 in poi si sono susseguite diverse versioni, grazie ai cambiamenti alimentari degli ultimi tempi. Nel 2003 in Italia, il ministero della salute ha commissionato ad alcuni esperti di nutrizione il compito di elaborare una dieta che potesse essere da esempio per la popolazione. La collocazione dei cibi all’interno del grafico ha ovviamente una logica esecutiva: alla base troviamo i cibi che dovrebbero essere consumati quotidianamente, mentre man mano che ci dirigiamo verso la punta troviamo quelli da consumare con più moderazione. Al fondo della piramide nella dieta mediterranea troviamo pasta e pane generalmente da consumare nella variante integrale, subito sopra troviamo frutta e verdura, seguono le proteine di origine animale come carne, pesce, uova, latte, formaggi, noci, olio, e solo in cima zuccheri dolci e junk food. (cibo spazzatura). Il ruolo dei grassi col passare del tempo ha avuto un’importanza differente, infatti, se dapprima i grassi erano totalmente da arginare, col tempo si è scoperto che un’assunzione di grassi buoni, come quelli contenuti nell’olio extravergine di oliva è estremamente positiva per l’organismo. In sintesi la piramide alimentare mediterranea suggerisce di mangiare ogni giorno: cereali integrali, verdura, frutta, olio extravergine di oliva, acqua, e latte. Con più attenzione vanno assunti: carni bianche (due volte a settimana), pesce (due volte a settimana) uova (una volta a settimana) Sporadicamente ci si può concedere dolci, fritti e cibo spazzatura. Una proposta di modifica lanciata dall’International Foundation of Mediterranean Diet è quella che concerne l’acqua. L’acqua infatti, nelle versioni più vecchie del grafico non compariva con molta frequenza. Elemento essenziale per l’organismo umano. La dieta mediterranea, diventata ormai patrimonio dell’Unesco, apporta numerosi benefici all’organismo. Il suo potere antiossidante (grazie all’assunzione di frutta e verdura) aumenterebbe la longevità. Inoltre essa protegge da […]

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Il sistema circolatorio (apparato cardio-vascolare): scopriamolo insieme

Il sistema circolatorio (definito anche apparato cardio-vascolare) è uno fra i più importanti sistemi dell’organismo atto al mantenimento delle funzioni vitali. Il sistema circolatorio è costituito dal muscolo cardiaco – il cuore – a cui afferiscono arterie e vene – i vasi sanguigni – deputate al trasporto del sangue verso le sedi principali e periferiche dell’organismo; il sistema circolatorio cardio-vascolare si trova in stretta correlazione con altri due fondamentali sistemi dell’organismo che sono il sistema linfatico (deputato al trasporto della linfa) e il sistema nervoso (cervello, midollo spinale, organi di senso, tessuti nervosi): essi, sotto le strette influenze degli ormoni, regolano anche a livello emotivo le risposte dell’organismo a determinati stimoli esterni. Il sistema circolatorio e l’effetto delle emozioni Troppo spesso alla prova dei fatti si riscontra che una purtroppo nutrita schiera di operatori medici tende a sottovalutare il rischio delle emozioni negative su cuore, cervello e drenaggio linfatico; liquidata come “stress”, la sindrome da somatizzazione è in realtà fenomeno molto preoccupante per la salute dell’organismo. Per somatizzazione si intende la manifestazione fisica reale di stati di malessere e disturbi vari che alla prova diagnostica non presentano anomalie, però è semplice comprendere come, la somatizzazione, non è un problema fisico (ma nella maggior parte dei casi può essere spia di un gravissimo disagio psicologico, quindi per nulla trascurabile o da sottovalutare), può degenerare in disturbo fisico grave: ciò che gran parte della classe medica sembra, purtroppo, alla prova dei fatti ignorare, infatti, è l’influenza che le emozioni negative generano, a volte come stille silenti di veleno, all’interno del corpo umano. Il sistema circolatorio: cenni sulla costituzione Il sistema circolatorio è costituito da vasi (arterie e vene) che trasportano il sangue sia dal muscolo cardiaco verso le aree periferiche (organi e tessuti) del corpo sia dalle zone periferiche al centro, ossia nel muscolo cardiaco; nel primo caso, i vasi deputati al trasporto di sangue (ricco d’ossigeno) sono le arterie (per questo motivo si parla di sangue arterioso), nel secondo caso, i vasi deputati al trasporto di sangue (deossigenato e in prevalenza ad anidride carbonica) sono le vene cave (per questo si parla di sangue venoso). Il cuore, attraverso movimenti euritmici, alterna rilassamenti diastolici a contrazioni sistoliche; diastole e sistole avvengono all’interno degli atri e dei ventricoli (due atri e due ventricoli che fanno del cuore un muscolo “quadripartito”) e permettono al sangue di attraversare le cosiddette valvole cardiache: battiti normali del cuore permettono l’attraversamento delle valvole (distinte in tricuspide, mitrale, polmonare, aortica) da parte del sangue, in maniera tale da impedire – tramite un meccanismo di corretta apertura-chiusura – il ristagno di sangue nelle valvole o il traboccamento di esso in senso “antianatomico”. La forza con cui il cuore pompa sangue attraverso i movimenti sincroni di sistole e diastole, definisce la pressione arteriosa; quando misuriamo la pressione con fonendoscopio e sfigmomanometro, tracciamo i risultati della pressione sistolica (pressione arteriosa massima) e della pressione diastolica (pressione arteriosa minima): i valori di “massima” e “minima” forniscono dati utili (seppure non esaustivi) sulla salute […]

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Ciro Savarese in «Anema, pizza…e fusion»

Lunedì 28 ottobre, il maestro pizzaiolo Ciro Savarese ha presentato, in anteprima, il nuovo menù invernale, in collaborazione col sushiman del Tabi Restaurant di Napoli, Ignacio Ito. È un lunedì sera di fine ottobre, in cui l’estate sembra non voler finire; sono le ore 20, ed entriamo in una pizzeria che sembra essere un po’ nascosta dietro la curva di una traversa di questo piccolo paesino della provincia di Napoli, Arzano: una volta entrati, la sorpresa è grande, perché ci ritroviamo immersi in una pizzeria molto spaziosa ed elegante, in cui tutti i dettagli sono curati, e veniamo accolti dal sorriso e dalla gentilezza del personale di sala e dei proprietari, Anita e Ciro Savarese, titolari della pizzeria “Anema e Pizza”. L’emozione del maestro pizzaiolo Ciro Savarese è evidente, poiché si appresta non solo a presentare il suo nuovo menù invernale, avvalendosi della collaborazione di un collega della ristorazione e amico, Ignacio Ito, ma anche a festeggiare una vittoria arrivata, recentemente, in maniera inaspettata e insperata: la pizzeria di Ciro ha fatto infatti il suo ingresso nella “Guida delle pizzerie d’Italia 2020” del Gambero Rosso con ben due spicchi. Tradizione e fusion declinati nella Pizza Ito di Ciro Savarese Forte dei suoi anni di studio e sul campo, e del riconoscimento recentemente acquisito, Ciro decide di lanciarsi in quella che è una nuova, orientaleggiante sfida, ovvero far sposare le tradizioni della pizza napoletana con quelle del fusion giapponese: nasce così la Pizza Ito, realizzata appunto in collaborazione col noto sushiman nippo-brasiliano Ignacio Ito, composta da una base di impasto realizzato con farine 0 e 1, la cui lunga lievitazione donerà al prodotto finale una leggerezza e digeribilità uniche, accompagnata da mozzarella di bufala affumicata, carne picanha scottata e aromatizzata al ginger, sakè e salsa di soia, il tutto completato dal pomodoro essiccato in polvere. Oltre a questo tuffo in Oriente, altre due saranno le nuove pizze inserite nel menù: la Ricordi d’infanzia, ispirata alla merenda che Savarese consumava da bambino, preparata con affetto dalla nonna, composta da pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, riduzione di pomodorino giallo, mozzarella di bufala, provolone del Monaco e una mousse al basilico, che renderà questa pizza soffice, quasi eterea, fresca, ed adatta al consumatore che vuole ritrovare sapori tradizionali e classici, riadattati in chiave moderna; e la Maialino CBT, composta da mozzarella di bufala affumicata, pancia di maiale cotta a bassa temperatura per 24 ore e crema di patate aromatizzata al rosmarino, una pizza dal gusto e dal sapore tipicamente invernali. Infine, il maestro pizzaiolo Saverese stuzzicherà ulteriormente il palato dei suoi clienti con un nuovo concept di arancino di riso, preparato con riso Barraggia DOP e soffritto napoletano, con tagli di maiale selezionati, piccante al punto giusto e pronto a raccogliere di nuovo la sfida del classico napoletano rivisitato. La birra San Biagio, dalle terre di San Francesco d’Assisi ad Arzano Ad accompagnare ed enfatizzare i sapori di pizze e arancini ci penseranno le birre del birrificio umbro “San Biagio” che, oltre ad […]

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Scatti d’ira: tutto quello che c’è da sapere

Scatti d’ira o attacchi di rabbia: se ne sente parlare molto meno rispetto alle tendenze “sorelle” rappresentate da ansia e depressione, eppure affliggono un numero di persone in aumento esponenziale. A ciascuno capita di provare sentimenti come la rabbia, la collera e la frustrazione e nessuno di essi è da demonizzare, ma da gestire con senso critico e della misura, perché appartenenti al variegato bagaglio emozionale cui ricorriamo in risposta agli eventi della vita. Tuttavia gli scatti d’ira di cui ci occuperemo non pertengono il normale piano dell’emotività dell’essere umano, ma si collocano tra disturbi patologici da affrontare con cautela e se necessario con l’opportuno sostegno psicologico. La rabbia in condizioni di normalità è una risposta emotiva che concerne lo spettro delle reazioni umane utile a esternare disaccordo, disappunto, collera rispetto a una situazione che avvertiamo come ingiusta. Sviluppatasi tra le sue reazioni primarie, la rabbia è servita all’essere umano nel corso della storia per garantirsi la sopravvivenza in situazioni di pericolo e come spinta propositiva al raggiungimento di un obbiettivo. Tuttavia quando l’ira raggiunge soglie difficili da controllare, diventa distruttiva e produce problematiche e disturbi nella sfera relazionale, sociale e lavorativa o arriva a incidere nella qualità della vita, si può parlare più specificamente di scatti d’ira. Scatti d’ira: rimedi a portata di mano Gli scatti d’ira possono manifestarsi attivamente o passivamente: scatti di ira attivi si esternano con la persecuzione o la minaccia a danno di persone, rottura di oggetti e comportamenti aggressivi. Gli scatti d’ira passivi, invece, riguardano la repressione sistematica del proprio stato d’animo. Nel caso in cui gli episodi degli scatti d’ira perdurino o raggiungano un’intensità allarmante si consiglia di ricorrere al parere di uno specialista per avviare un adeguato percorso psicologico teso all’eliminazione delle cause scatenanti degli scatti d’ira. In casi non patologici del tipo descritto, invece, può essere utile un ricettacolo di consigli e dritte semplici ed efficaci per imparare a controllare e incanalare diversamente gli scatti d’ira. 1. Respirare Può sembrare un accorgimento così elementare da risultare superfluo, eppure spesso è la soluzione più semplice quella di cui necessitiamo. Se ci sembra di perdere il controllo e di essere sopraffatti dalla rabbia e dall’indignazione, la prima cosa che dovremmo tentare di fare è respirare profondamente e contare fino a dieci. La semplice pratica della respirazione aiuta a prendere tempo, a soppesare adeguatamente la situazione e a reagire nella maniera più consona, contenendo episodi eccessivi e nocivi di ira. 2. Identificare la causa degli scatti d’ira Anche questa può apparire una dritta semplice, eppure non si tiene mai abbastanza in considerazione: per controllare uno scatto d’ira ed evitarne l’esplosione, bisognerebbe riflettere sul motivo o la causa che l’hanno prodotto. Una scortesia, una mancanza di rispetto, un dispiacere, un torto subito, un semplice nervosismo. Cosa sta producendo l’ira che ci sta assalendo? Chiederselo è oggettivare la situazione, padroneggiarla, gestire razionalmente le proprie pulsioni istintive. 3. Rilassarsi Con un corso di yoga, con un hobby rigenerante, con una buona lettura o con una chiacchierata con […]

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Alimenti per diabetici: ecco quali sono i più comuni

Alimenti per diabetici: perché si usano? Alimentazione e diabete è un binomio sempre più comune, purtroppo, negli ultimi anni. Il diabete è una patologia che può manifestarsi sotto diverse forme, ma hanno in comune tutte un disequilibrio nell’organismo tra l’assimilazione degli zuccheri, la reale sintesi di questi ultimi e quindi il buon funzionamento del corpo. L’incidenza di questa malattia, nelle sue diverse forme, è molto alta nella società occidentale e spesso è legata all’abuso di alcol, all’obesità ed altre patologie dell’alimentazione. Gli studiosi, quindi, tendono sempre di più a pensare che il diabete sia una malattia ad insorgenza superiore soprattutto nel nostro mondo “ricco” di possibilità alimentari, ma anche di cibi raffinati, con farine lavorate e zuccheri in quantità. Si è resa sempre più importante, quindi, la presenza e lo sviluppo di nuovi alimenti per diabetici. Il diabete è, infatti, una patologia che si può tenere sotto controllo anche tutta la vita e vivere quindi un’esistenza con delle rinunce controllate e non troppo sacrificate. Bisogna avere molta attenzione e, se si sospetta l’insorgere di questa patologia, consultare un medico specialista che vi toglierà ogni dubbio e vi porterà sulla strada corretta. Sarebbe comunque opportuno per tutti, come azione preventiva, regolare il nostro consumo di alimenti ricchi di farine raffinate e zuccheri raffinati, di alimenti industriali e cibi molto conditi e/o elaborati. Gli alimenti per diabetici, quindi, sono adatti ad una dieta particolare che deve essere ben bilanciata per non far mancare nessuno dei componenti fondamentali. Infatti, gli alimenti per diabetici e quindi la dieta adatta alla persona diabetica mira essenzialmente a tenere sotto controllo il livello degli zuccheri nel sangue. Quindi, occorre un’alimentazione adeguata per non andare incontro a complicazioni gravi che possono portare a shock e con conseguenze anche mortali. Alimenti per diabetici: quali sono? In realtà, esistono alimenti che possono essere mangiati dai diabetici – ovviamente in quantità controllate – senza problemi. Ad esempio, un modico piatto di pasta (quindi, carboidrati complessi), deve essere accompagnato da un ricco piatto o condimento a base di verdure, e quindi di fibre. Fonti di carboidrati semplici come ad esempio le patate, le carote, le zucchine devono essere assolutamente tenute sotto controllo. Gli alimenti per diabetici prodotti a livello industriale si caratterizzano per: – assenza di zuccheri aggiunti; – sostituzione dei dolcificanti naturali (sciroppi dolci, zucchero), con dolcificanti artificiali (anche se questa pratica tende sempre più a scomparire); – fortificazioni degli alimenti per diabetici con vitamine e minerali per renderli nutrizionalmente più validi. Tra gli alimenti per diabetici, quindi, possiamo includere gli alimenti che hanno una forte base proteica, come la carne magra oppure la carne semi-grassa di cui si dovrà mangiare una modica quantità; il pesce come il nasello, sogliola, tonno fresco. Pasta e pane devono essere nella dieta della persona diabetica in quantità controllate e preferibilmente integrali, visto che la presenza della crusca rallenta gli zuccheri nel sangue. Alimenti per diabetici: alimenti “speciali” Ci sono inoltre alcuni alimenti speciali già di natura adatti alla dieta dei diabetici. Parliamo in particolare […]

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Alimenti senza carboidrati: facciamo chiarezza!

Alimenti senza carboidrati: facciamo chiarezza su un argomento discusso Alimenti senza carboidrati: si parla sempre più spesso di diete a ridotto contenuto di carboidrati, spesso anche di diete senza carboidrati. Negli ultimi decenni, la società occidentale ha teso a demonizzare la fonte primaria di energia per l’essere umano. Quindi, meglio parlare in maniera molto cauta di dieta con alimenti senza carboidrati: gli studi del settore dimostrano che i carboidrati rappresentano circa il 40% della nostra energia giornaliera. Esistono, però, diete che prevedono il taglio totale di questa importantissima e primaria fonte di energia: parliamo delle varie forme di Dieta Dukan (molto in voga negli anni Ottanta e Novanta) e di dieta chetogenica, cioè una dieta che prevede grandi immissioni nel corpo di proteine con alimenti senza carboidrati nella loro natura. I carboidrati sono detti anche glucidi: sono formati da atomi di idrogeno, ossigeno e carbonio. I carboidrati/glucidi hanno il ruolo importantissimo, quindi, di mantenere sana e funzionante l’intera struttura corpo-umano. I carboidrati si dividono in semplici, presenti soprattutto nella frutta (specie se matura) e negli sciroppi naturali; complessi (pane, pasta e molti alimenti della dieta mediterranea). La carenza di carboidrati nel corpo umano dovuto al malassorbimento o alla presenza di troppi alimenti senza carboidrati porta l’organismo a cercare energia altrove, in primis letteralmente “divorando” le proteine dei muscoli, che non sono atti al ruolo di fornitori di energia. Quindi il nostro consiglio primario è sempre quello di contattare un medico, uno specialista nel settore della nutrizione prima di intraprendere un qualunque regime alimentare che prevede la presenza di soli alimenti senza carboidrati. Alimenti senza carboidrati: una breve lista senza implicazioni Fatte le dovute premesse, ci sono sicuramente degli alimenti senza carboidrati oppure degli alimenti con una ridotta percentuale di carboidrati. Non ci sono, assolutamente, alcuna implicazioni nell’assumere alimenti del genere. L’importante è – e dovrebbe essere così in ogni tipo di dieta o qualsivoglia regime alimentare – nel dosare con saggezza, metodo ed indicazioni degli esperti la qualità degli alimenti da introdurre nel proprio corpo. Senza dubbio, un consumo eccessivo di carboidrati (semplici e complessi) nella dieta comporta patologie come l’insorgenza di problemi dentali, insulinoresistenza e alcuni studi dicono anche alcune tipologie di tumore. Come abbiamo detto prima, anche l’assenza di carboidrati può portare a conseguenze decisamente spiacevoli e talvolta irreversibili. Di seguito, vi proponiamo una breve lista di alimenti senza carboidrati o con ridotto apporto di carboidrati, con qualche consiglio assolutamente spassionato per il consumo giornaliero o periodico. Ricordate sempre: consultate un nutrizionista se avete dubbi sulla vostra alimentazione. Enjoy your carbs! Carne (bianca, rossa, avicola): presenza un maggior numero di proteine anziché carboidrati, il quale valore tende quasi ad annullarsi. Pesce: idem come la carne, con presenza inoltre di vitamine e fosforo, utile per la memoria. Olio extravergine d’oliva: l’olio EVO presenta quasi soltanto grassi polinsaturi (se di buona qualità) e zero carboidrati. Diverse tipologie di verdure (asparagi, zucchine, finocchi, fagiolini, cetrioli): oltre ad essere alimenti senza carboidrati (o quasi), questi ortaggi appena elencati presentano altissimi profili nutrizionali […]

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Il bergamotto: origine e benefici dell’agrume calabrese

Nell’area costiera ionica nel «grande giardino, uno dei luoghi più belli che si possano trovare sulla terra» di Reggio Calabria, viene coltivato un agrume pregiato: il bergamotto. «… il cameriere si sollevò sulla punta dei piedi per infilargli la rendigote di panno marrone; gli porse il fazzoletto con le tre gocce di bergamotto». (Da “Il Gattopardo” di Tomasi da Lampedusa-1958) Il bergamotto (dal turco bey armudi = “pero del signore”), il cui nome scientifico è Citrus bergamia della famiglia delle Rutaceae, è un agrume coltivato in Italia, soprattutto in Calabria, infatti l’area della costiera ionica, riparata dal vento che sferza nello stretto di Messina, consente a tale frutto di crescere rigogliosamente, al punto da essere divenuto il simbolo della regione e dal 2001 riconosciuto DOP in Europa. Noto fin dal XVII-XVIII secolo e coltivato a circa 2 km dal mare in un’area di circa 1500 km2, il bergamotto è oggi noto non solo per la fragranza estratta dal frutto (per ottenere un kg di essenza occorrono 200 kg di frutti), ma anche per i suoi numerosi benefici. È soprattutto fra novembre e gennaio che nelle zone vicine a Reggio Calabria (fra Melito di Porto Salvo, Prunella e Caredia- Lacco) si raccolgono maggiormente questi frutti, in un’area climatica particolarmente soleggiata e con un tasso di umidità adeguato alla produzione del bergamotto. Tali frutti vengono raccolti da piante che si ricavano dall’innesto di tre rami dell’albero del bergamotto su un ramo di arancio amaro di un anno, e tale innesto, dopo un inizio di produttività a 3 anni, raggiunge il massimo della produttività a 8 anni, arrivando anche a donare un quintale di prodotti annualmente. Sono principalmente tre le varietà del bergamotto: il  femminello con i frutti piccoli e lisci, il prolifico fantastico e il castagnaro dai frutti grossi e rugosi. Dal frutto verde e immaturo si realizzano le scorzette candite, le caramelle e la cosiddetta bergamottella, da cui si ottiene l’olio essenziale nero o l’estratto di bergamottella. I Neroli o nero di bergamotto e i liquori (come il bergamino, il bergamello, l’elisir digestivo e l’Amarotto) si ottengono dai frutti di color verde cinerino. Il frutto giallo e maturo di solito non è venduto, tuttavia è possibile acquistarlo direttamente dai contadini calabresi e usarlo per ottenere spremute molto amare, succhi, granite e bevande gassate (come il Bergò) o, tagliato a spicchi, per impreziosire primi piatti, per condire insalate o per aromatizzare tazze di tè e tisane: infatti si tratta di una fonte naturale di acido citrico. Ricco di sodio, potassio, magnesio e calcio, il succo può essere versato in poche gocce (10 gocce corrispondono a circa 40 calorie) in acqua tiepida al mattino per ridurre il colesterolo (LDL, quello “cattivo”), prevenire il diabete II e abbassare la glicemia e i trigliceridi. La buona abitudine quotidiana di diluire il succo di mezzo frutto in acqua è utilissima anche contro la stipsi e l’intestino pigro. Ma il vero prodotto prezioso ricavato dal bergamotto è l’olio essenziale, profumatissimo e esportato in tutto il mondo, che è ottenuto grazie alle […]

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Dimagrire Mangiando, il Metodo Katia Salzano

Come tornare in forma mettendo da parte diete rigide e mangiando nel modo giusto? A questa domanda risponde la Dottoressa Katia Salzano, attraverso la diffusione del suo metodo battezzato “Dimagrire Mangiando“. La ricerca sulla corretta alimentazione dura da quindici anni e si unisce ad un approccio verso il cibo sano e soprattutto consapevole, senza rinunce drastiche. Anche la tecnologia gioca qui il suo ruolo, come dimostra il sistema brevettato RE-System presentato venerdì 4 ottobre in Villa Vittoria a Napoli zona Posillipo. Come funziona e quali sono i suoi effetti “Il corpo non è un oggetto da mostrare, ma un bene” e bisogna quindi affidarne la cura a persone competenti ed esperte. “Prima di essere belli bisogna essere sani”, cita la Dottoressa Katia Salzano. Guidata da tale filosofia, la Dottoressa insieme al suo team di esperti si pongono come obiettivo innanzitutto quello sfatare i falsi miti legati al complicato processo del dimagrimento. Fondamentale è educare a un’alimentazione corretta, in cui si insegna al paziente a riconoscere i cibi con le loro proprietà benefiche, scoprendo ciò che fa bene al corpo, riparandolo da patologie e alla linea, senza rinunciare al piacere del gusto. “Basta sottoporre a inutili stenti corpo e mente – spiega la Salzano – che rendono difficile ottenere il dimagrimento. Infatti sono tanti i preziosi contributi che offriamo ai nostri pazienti, come il ricettario, un vero plus del metodo, che con ricette sane, ma gustose aiuta a rispettare un’alimentazione equilibrata e RE-SYSTEM, il sistema frutto di integrazione e sviluppo delle più avanzate tecnologie del mondo del dimagrimento”. Suddetto sistema prevede l’utilizzo di una macchina, una cabina che a prima vista può essere accostata ad una comune sauna, ma che sauna non è affatto, poiché la temperatura al suo interno non ne richiama il medesimo clima, perciò non i medesimi effetti quali l’abbassamento della pressione e la vasodilatazione. Tale tecnologia con sistema touch si lega al “know how” degli esperti, utilizzando gli infrarossi al suo interno per distanziarsi dagli effetti collaterali sopracitati della sauna. Quindi espellere le tossine in un ambiente controllato. Con gli infrarossi l’organismo riesce a disintossicarsi, acquistando energia e vitalità, adatti dunque non solo alle persone che mirano al dimagrimento quanto anche a coloro che decidono di dedicare maggior cura verso se stessi. La macchina RE-SYSTEM, il cui trattamento dura venti minuti, si combina ovviamente con lo stile di vita del paziente, che dovrà sviluppare un attività fisica costante insieme ad una corretta alimentazione. La seduta prevede solo una disintossicazione che non andrà ad intaccare il tono muscolare, come succede all’interno di una comune sauna. In questo modo il paziente svilupperà un miglioramento non solo estetico, ma anche interno con la regolazione di valori quali la pressione, i trigliceridi, il colesterolo etc. Ciò per cui si batte la dottoressa Salzano sta nella prevenzione, ossia non attuare le sedute solo in caso di problema esistente, bensì prima che il problema possa presentarsi. Dove trovare RE-SYSTEM insieme alla dottoressa e al suo team di esperti? Per maggiori informazioni: lo studio […]

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I benefici dei semi di lino: dai capelli all’intero organismo

I semi di lino, derivati dal Linum usitatissimum – una pianta erbacea delle linacee dai fiori color cielo, diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e nelle regioni europee – hanno diverse proprietà benefiche grazie all’alto contenuto di minerali e alle proprietà emollienti e protettive. Oltre ad essere molto utilizzati nella cosmesi, ad esempio per la cura dei capelli, i semi di lino sono anche antinfiammatori e antiossidanti ed aiutano, dunque, a prevenire e contrastare alcuni disturbi fisici. Vediamo insieme nel dettaglio quali sono i benefici dei semi di lino. I benefici dei semi di lino per i capelli I semi di lino, o meglio l’olio che se ne estrae, sono molto utilizzati, come detto, nella cosmesi. Grazie alle sue proprietà antiossidanti, l’olio di semi di lino aiuta a mantenere una carnagione liscia e idratata, e dunque a contrastare la lassità dei tessuti e l’insorgere delle rughe. Tuttavia, l’olio di semi di lino è notoriamente più utilizzato per la cura dei capelli. In caso di capelli secchi, spenti e sfibrati è consigliabile infatti versare su di essi qualche goccia di olio per renderli più morbidi e lucenti. Ecco una ricetta fai da te per preparare un impacco di olio di semi di lino: lasciare i semi per mezz’ora in ammollo, successivamente cuocerli nella stessa acqua a fuoco medio. Aggiungere qualche goccia di olio d’oliva per rendere l’impacco ancora più nutriente. Filtrare la miscela ottenuta per eliminare i semi; infine applicarla sui capelli asciutti lasciando agire per qualche minuto. Il risultato sarà una chioma splendente e morbida. Si può, in alternativa, miscelare 5 cucchiai di olio di semi di lino a un cucchiaino di limone al fine di ottenere un composto da applicare sui capelli prima dell’abituale shampoo. La miscela va distribuita sulle ciocche con l’aiuto di un pettine a denti larghi e lasciata in posa per 20 minuti. Dopo lo shampoo i capelli saranno morbidi e lucenti. L’olio di semi di lino è anche un ottimo rimedio antiforfora, in quanto normalizza la produzione di sebo e, se nebulizzato sui capelli asciutti, aiuta a prevenire la formazione di doppie punte. Semi di lino: i benefici sull’organismo Non solo pelle e capelli, i semi di lino hanno qualità benefiche per l’intero organismo. Essendo ricchi di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico e grassi saturi come l’acido stearico e palmitico, nonché di mucillagini emollienti, proteine, sali minerali e lignani (un genere di polifenoli antiossidanti), i semi di lino sono infatti in grado di contrastare funghi e batteri. Gli acidi grassi in essi contenuti esercitano inoltre una potente azione antinfiammatoria e immunostimolante e intervengono nella formazione delle membrane cellulari, rinforzandole e contrastando i processi infettivi e degenerativi e l’invecchiamento dei tessuti. Ancora, i semi di lino apportano benefici al sistema cardiovascolare promuovendo l’espulsione del colesterolo “cattivo” (LDL) e regolarizzando il battito cardiaco. Aiutano anche a smaltire i trigliceridi, mantenendo le arterie pulite e regolando la pressione sanguigna. Secondo alcuni studi, inoltre, consumare in maniera costante i semi di lino aiuta a prevenire l’insorgere di […]

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