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Eroica Fenice

La categoria Cucina & Salute contiene 108 articoli

Cucina & Salute

Dolci con albumi d’uovo: 3 buonissime ricette

Dolci con albumi d’uovo, le nostre tre proposte   L’albume d’uovo è un alimento importante nella dieta, in quanto è composto principalmente da acqua e proteine, da sali minerali (magnesio, sodio, potassio), da vitamine del gruppo B e glucidi. Proprio per la sua composizione, l’albume d’uovo è uno degli alimenti preferiti dagli atleti che lo mangiano sotto forma di barrette o pasta proteica.  L’unico neo dell’albume d’uovo è che può causare manifestazioni allergiche nei bambini perciò va introdotto gradualmente nella dieta. Nell’alimentazione quotidiana il più delle volte è il tuorlo d’uovo ad essere preferito, sia perché più digeribile, sia perché più versatile in cucina, perciò spesso accade di ritrovarsi con avanzi di albume d’uovo da smaltire. Vi consigliamo pertanto 3 ricette facili e veloci per preparare dolci con albumi d’uovo. Ricetta n.1 di dolci con albumi d’uovo – Meringhe Ingredienti per 1 dose 130 g di albumi (circa 4 bianchi d’uovo) 130 g di zucchero semolato 130 g di zucchero a velo Procedimento: Mescola insieme lo zucchero semolato e quello a velo e dividi il composto in due parti più o meno uguali. Metti gli albumi in una ciotola perfettamente pulita e asciutta, aggiungi la prima metà degli zuccheri e monta a neve ben ferma con il frullino elettrico. Se usi una planetaria dovrai montare per circa 5-7 minuti, almeno 10 minuti con un frullino elettrico. Devi ottenere un composto bianco, sodo. Setaccia la parte restante degli zuccheri direttamente sopra la ciotola e incorpora lentamente usando una spatola di silicone, facendo attenzione a lavorare piano, dall’esterno verso l’interno. Metti la meringa in una sac-à-poche. La meringa si cuoce a 105°C nel forno statico. Se usi il forno ventilato, diventeranno gialline. Il tempo di cottura varia a seconda della dimensione delle meringhe, per ottenere le piccole meringhe da caffè basta spremerle sulla teglia rivestita di carta forno e cuocere per 1 ora. Quando il tempo di cottura è terminato, apri lo sportello del forno e lascia che le meringhe perdano calore tenendole all’interno. Staccale dalla carta solo quando saranno fredde. Conservale sopra un vassoio o in un barattolo (si mantengono 5 giorni). (Fonte: Csaba dalla zora) Ricetta n. 2 di dolci con albumi d’uovo – Lingue di gatto Ingredienti (per 30 lingue di gatto)  100 g burro a temperatura ambiente  100 g zucchero a velo  100 g farina 00  100 g albumi a temperatura ambiente Procedimento Per preparare le lingue di gatto metti il burro a temperatura ambiente in una ciotola insieme allo zucchero a velo e lavora il tutto con le fruste fino ad ottenere una crema liscia. Separa i tuorli dagli albumi, aggiungi metà dose di albume, mescola, e versa metà dose di farina setacciata poco alla volta, continuando sempre con le fruste. Unisci anche l’altra metà degli albumi e mescola, quindi il resto della farina fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferisci il composto ottenuto in un sac-à-poche munita di una bocchetta liscia da 10 mm  e metti in frigorifero per 10 minuti a riposare. Trascorso il tempo necessario, su una […]

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Salsicce in padella: 3 ricette facili e veloci

Le salsicce in padella si preparano in poco tempo e sono un piatto semplice ed economico. Oltre alla ricetta base, esistono varie modalità di preparazione: ne abbiamo scelte tre che ci sono piaciute particolarmente. Spesso la differenza la fanno i contorni, come vedremo in dettaglio nelle ricette. La ricetta base prevede di sciacquare la salciccia, asciugarla, tagliarla a pezzi e metterla a cuocere in una padella antiaderente da far riscaldare in precedenza a fuoco molto alto.  Per eliminare un po’ di grasso della salsiccia si può bucherellare con la forchetta quando è ancora cruda. Se si vuole, in fase di cottura, si può aggiungere alla salsiccia del rosmarino e dell’aglio tagliato a metà. Una volta che la salsiccia avrà rilasciato il grasso, bisogna farla cuocere a fuoco lento per altri 15 minuti circa finché non sarà cotta. (Fonte). Salsicce in padella con vino bianco ed alloro Ingredienti 500 gr. di salsiccia tipo luganega 1 foglia di alloro 1 spicchio di aglio 1 bicchiere e mezzo di vino bianco secco Pepe nero q.b. Procedimento: Punzecchiate la salsiccia con uno stuzzicadenti in modo tale che durante la cottura il grasso fuoriesca. Tagliatela in pezzi con le forbici. Prendete una padella antiaderente, accendete il fuoco e sistemateci i pezzi di salsiccia. Unite subito la foglia di alloro e lo spicchio di aglio pelato e intero. Lasciate colorire le salsicce girandole spesso con un forchettone di legno. Quindi spolverizzate con pepe nero appena macinato e sfumate con il vino bianco secco. Lasciate evaporare la parte alcolica e continuate la cottura per 10 minuti a fiamma medio bassa, girandola spesso. A fine cottura le salsicce si saranno dorate e il fondo di cottura si sarà quasi del tutto asciugato. Impiattate e portate in tavola le salsicce ben calde. (Fonte) Salsicce in padella con friarielli Ingredienti:  4 salsicce  3 fasci di friarielli  1 spicchio di aglio  1 peperoncino  vino bianco  olio evo  sale Procedimento: Mondate i friarielli (verdura tipica napoletana) togliendo i gambi e le foglie più dure. Cuocete le salsicce in una padella con un filo d’acqua.Dopo circa 10 minuti, con la forchetta, punzecchiate le salsicce. Eliminate l’acqua e aggiungete un filo d’olio, poi sfumate con il vino bianco e fate rosolare per circa 10 minuti. In una padella a parte, fate rosolare uno spicchio di aglio e un peperoncino nell’olio. Mettete i friarielli, salate e coprite con un coperchio. Appena i friarielli saranno ammorbiditi, togliete il coperchio e continuare la cottura a fuoco vivace per altri 5 minuti circa. Unite le salsicce nella padella con i friarielli e lasciare insaporire per altri 5 minuti. (Fonte). Questo è un piatto tipico della cucina parteneopea. Salsicce in padella con i lampascioni Ingredienti 1 kg. di salsiccia alla salentina 500 gr. di lampascioni puliti 1 bicchiere di vino bianco secco olio sale Procedimento: Lavate bene i lampascioni (simili a delle cipolle, sono tipici del Salento) e se volete ridurre un poco il loro tipico gusto amarognolo sbollentateli per qualche minuto.Tagliateli a spicchi. Mettete a rosolare la salsiccia in un po’d’olio. Poi aggiungete i lampascioni, fateli rosolare qualche minuto con […]

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Tiramisù alla frutta: un ottimo e fresco dessert

Tiramisù alla frutta: chi ha detto che il tiramisù deve essere solo al caffè?  Chi ha detto che il tiramisù debba essere solo nella classica variante al caffè? Esistono numerose alternative, che lo rendono un dolce saporito e gustoso. La frutta, per esempio, è un’ottima scelta, se si vuole dare un tocco di freschezza, consapevoli di star mangiando un dessert dall’apporto calorico decisamente più basso, rispetto al classico tiramisù con savoiardi e caffè. Per gli amanti della frutta, la buona notizia è che questo dolce ha svariate possibilità di realizzazione, dal limone ai frutti di bosco, dalla fragola alle arance. Di facile esecuzione, con un tempo di preparazione che si aggira intorno ai trenta minuti. Ingredienti per il tiramisù alla frutta per quattro persone: • 400 g di fragole • 300 g di frutti di bosco misti • 250 g di savoiardi • 250 g di mascarpone • 2 uova • 80 g di zucchero Preparazione del nostro tiramisù: Dopo aver mondato le fragole, frullatele insieme al succo di limone e 40 grammi di zucchero. Scaldate a fiamma bassa il composto ottenuto e lasciate che si raffreddi. Intanto, separate i tuorli dagli albumi. Montate questi ultimi a neve insieme allo zucchero restante, amalgamandoli al composto di frutta. Spugnate i savoiardi con il composto di fragole e disponeteli su un piatto fondo, proseguendo poi con uno strato di crema di mascarpone e frutti di bosco, ripetendo gli strati fino all’esaurimento di tutti gli ingredienti. Potete decorare il tiramisù con qualche fettina di frutta fresca. Bastano un paio di ore nel frigo ed il tiramisù alla frutta si potrà servire a tavola. Potete poi conservalo in frigorifero o anche in freezer (per la deperibilità delle uova). Semplice, gustoso e velocissimo da preparare. Leggi anche la ricetta del nostro leggerissimo quanto buonissimo tiramisù light e del dolce al limone con ricotta. Tiramisù alla frutta e altre torte buonissime  

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Pane e cioccolato: alcune gustose varianti

Merenda preferita di adulti e piccini, il pane e cioccolato non passa mai di moda. Ecco qualche suggerimento per gustarli al meglio! Pane e cioccolato: una merenda semplice e gustosa, che non passa mai di moda. Da sempre la merenda preferita di tutti i bambini e, diciamocelo, anche dei grandi, che di sovente cedono al piacere di gustare una fetta di pane con della crema spalmabile al cioccolato dopo una giornata stressante (o, per chi è a dieta e preferisce evitare i carboidrati, un cucchiaio di Nutella direttamente dal barattolo. Per la linea!) o, al contrario, per iniziare una giornata col ritmo giusto. Perché, come confermano gli studi (ed anche, empiricamente, il nostro umore), poche cose ci tirano su quanto il cioccolato: il cacao attiva infatti il cosiddetto “ormone della felicità”, la serotonina, che induce sensazioni di piacevole benessere pari a quelle di un soddisfacente rapporto sessuale, l’endorfina, che combatte il dolore, la feniletilamina, che il cervello produce quando ci innamoriamo. Insomma, il cioccolato è un vero e proprio elisir del buonumore. Invitiamo allora i più golosi a prendere spunto da queste fantasiose varianti del classico pane e cioccolato per rendere più gustosa la vostra pausa. Pane e cioccolato: oltre la Nutella, un mondo di idee La Nutella è senz’altro la più nota crema spalmabile a base di cioccolato e nocciola ed anche la preferita dai consumatori di tutto il mondo. Deliziosa sul pane in cassetta, sul pan brioche e finanche sul pane cafone, pane tipico napoletano, non manca mai nella dispensa dei golosi ed è la prima scelta che ci viene in mente quando si ha voglia di pane e cioccolato. La prima, ma non la sola. Infatti la Ferrero non è la sola casa ad aver prodotto creme spalmabili: ottime le spalmabili della gelateria e cioccolateria Casa Infante, come la Nocciobiancolato (cioccolato bianco e nocciola), la crema al pistacchio Pistacchiato o la Noccioinfante, tutte senza olio di palma e reperibili presso i punti vendita e ottime varianti al classico pane e cioccolato. In alternativa, tra le creme industriali è deliziosa la crema spalmabile Novi, senza olio di palma e col 45% di nocciole. Ma perché non provare a preparare personalmente la crema spalmabile al cioccolato, con questa ricetta? Ingredienti per due vasetti da 200 grammi: 250 g di cioccolato al latte 195 g di pasta di nocciole 10 g di cacao amaro in polvere 20 g di olio di semi un pizzico di sale fino un baccello di vaniglia Per preparare la vostra crema spalmabile al cioccolato, mescolate in una ciotola la pasta di nocciole, l’olio di semi, un pizzico di sale e la vaniglia, incidendo il baccello per tutta la lunghezza, fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. Nel frattempo, fate sciogliere a bagnomaria (o nel microonde) il cioccolato, dopo esserlo fatto a pezzi con l’ausilio di un coltello. Una volta sciolto, unire il cioccolato fuso al cacao amaro e alla pasta di nocciole e mescolare bene fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, priva di grumi (in […]

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Sugo di Noci, gustoso e salutare. Usi e ricetta

Il Sugo di Noci, salsa tipicamente ligure al pari del pesto alla genovese, è usata principalmente per condire i primi piatti, in particolare i tradizionali  “pansoti “ (un tipo di pasta simile ai ravioli), le trofie di castagne e i corzetti, ma è ottima da spalmare anche su pane e crostini. Si prepara con gherigli di noci, latte, pane, pinoli e olio extravergine di oliva. Tradizionalmente la salsa di noci era chiamata “tocco de nux” o “sarsa de noxe “e veniva preparata con le noci che si andavano a raccogliere durante l’autunno. Preparare  il sugo di noci è molto semplice; riportiamo qui una delle varie ricette che si trovano in rete, noi abbiamo scelto quella proposta da Giallo Zafferano. Ricetta del Sugo di Noci: Ingredienti: Noci 160 g Olio extravergine d’oliva 70 g Aglio 1 spicchio Pinoli 20 g Parmigiano reggiano 30 g Latte intero 160 g Maggiorana 4 g Pane mollica 30 g Procedimento Scottare nell’acqua bollente i gherigli per almeno 5 minuti così da privarli della buccia con più facilità.  Scolarli e metterli su un canovaccio pulito affinché si asciughino e si intiepidiscano. Nel frattempo mettere in una ciotola il latte con la mollica di pane finché non si sarà ammorbidita. A questo punto, con un colino togliere il latte in eccesso dal pane, esercitando, se occorre, una leggera pressione con una spatola. Tenere da parte il latte in eccesso. Togliere la buccia dai gherigli e unirli nel frullatore insieme al pane ammollato con i pinoli. Unire poi anche l’aglio, la maggiorana e il formaggio grattugiato. Poco alla volta vanno aggiunti anche l’olio e il latte tenuto da parte, per rendere la salsa più densa. Aggiustare di sale e pepe. Per chi lo preferisce, il sugo di noci può essere preparato anche senza l’aglio. Il Sugo di Noci, tutta salute Il Sugo di Noci si prepara essenzialmente con le noci che, come tutti sanno, rappresentano un alimento altamente salutare e molto versatile in cucina.  Le noci sono molto ricche di sali minerali, sono fonte di vitamina E, contengono omega 3 e melatonina, sono ricche di antiossidanti e aiutano ad abbassare il colesterolo. Sono infatti indicate per la prevenzione delle malattie cardiovascolari (riducono infatti il rischio di mortalità per ictus) e sono utili e benefiche per il cervello e il sistema nervoso. Sono altresì un alimento molto calorico  (650-660 calorie ogni 100 grammi) ed energetico, infatti sono consigliate per chi pratica sport. Malgrado ciò le noci vengono considerate dai nutrizionisti un alimento che contribuisce a contrastare i chili di troppo se inserite in una dieta bilanciata perché contrastano l’insorgere di patologie come la pressione alta, valori alti di glicemia nel sangue e bassi livelli di lipoproteine ad alta densità di colesterolo. Pochi sanno che esistono molteplici varietà di noci come le noci di mongongo, le noci brasiliane, le noci macadamia, le noci pecan, le noci candela o noci kemiri, le noci di betel, le noci rosse, le noci di cocco di mare.  

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Cenetta veloce e sfiziosa d’autunno: scaloppine ai funghi

Cenetta sfiziosa e veloce, pronta in soli 15 minuti: scaloppine ai funghi Il ritorno dell’autunno, si sa, porta con sé giornate lavorative stancanti, lo stress del rientro, il buio che cala prima e un’aria fresca che mette sempre appetito. Ritorna l’autunno e insieme a lui anche il languorino che ci coglie rientrando a casa stanchi e con nessuna voglia di perdere troppo tempo in cucina. E allora, cosa c’è di meglio di una cenetta veloce e sfiziosa come coccola autunnale? Ecco la ricetta delle scaloppine ai funghi. Cenetta veloce e sfiziosa d’autunno: scaloppine ai funghi, pronte in 15 minuti Per realizzare le saporite scaloppine ai funghi, una cenetta veloce e sfiziosa d’autunno che renderà più piacevoli e golose le nostre serate dopo il lavoro, occorrono circa 15 minuti: in un tempo record, dunque, porterete in tavola un secondo di carne semplicissimo da preparare e delizioso da gustare con un buon bicchiere di vino rosso. La ricetta consigliata è adatta per due persone e richiede un livello di esperienza in cucina davvero minimo. Per portarla a termine sono necessari i seguenti ingredienti:  1. 200 grammi di vitello 2. 300 grammi di funghi champignon surgelati 3. 1 spicchio di aglio 4. Pepe nero q.b 5. 25 grammi di burro 6. Olio extravergine d’oliva q.b 7. Rosmarino q.b 8. 20 grammi di farina 9. Sale q.b Si comincia dalla carne di vitello, che deve essere tagliata in fettine sottili. Ogni fettina, poi, deve essere ricoperta di farina da ambo i lati, facendo attenzione a eliminare l’eccesso. Dopo averle infarinate, si passa al condimento: le fettine verranno dunque salate e pepate. Nel frattempo, procedere nella preparazione dei funghi surgelati: non occorre attendere il loro scongelamento, basterà rimuoverli dalla busta e sciacquarli con acqua fredda. In una padella antiaderente, si porrà metà del burro che la ricetta prevede e si aggiungerà dell’olio extravergine d’oliva a piacere, fino allo scioglimento dello stesso. A questo punto si potranno adagiare nella padella le fettine di vitello. Quanto tempo dopo saranno pronte? Non c’è un tempo preciso da attendere, bisognerà rivoltare le fettine fino alla formazione di una sottile crosticina. Una volta cotte, le fettine di vitello verranno poste in un piatto a parte e coperte per evitare che si freddino mentre si prosegue con la preparazione dei funghi. Nella stessa padella dove è stata cotta la carne si scioglie con un altro po’ di olio extravergine d’oliva il resto del burro e si aggiunge l’aglio. Dopo circa un minuto si inserisce la quantità prescritta di funghi, solamente sciacquati, che devono essere saltati per due-tre minuti, fino alla loro cottura. Si aggiungerà pepe e rosmarino a piacere. La ricetta è ultimata: si potranno ora unire le fettine di vitello ai funghi, e se si intende gustarli caldi, si potrà riprendere la cottura a fiamma bassa di entrambi, posti nella stessa padella, per un altro minuto. Le scaloppine ai funghi sono pronte a riempire uno stomaco brontolante per la stanchezza e la frescura autunnale! In soli quindici minuti è stato […]

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Grana Padano Dop Riserva venti mesi, quanto basta per diventare ancora più speciale

Destinato ai palati più esigenti, il Grana Padano Dop Riserva è caratterizzato da aromi evoluti e da un gusto saporito ma equilibrato. Si esalta con vini di gran pregio e per questo può essere il compagno prezioso per un viaggio alla scoperta dei nostri vitigni autoctoni. Nei 128 caseifici del Consorzio Tutela Grana Padano ogni giorno il latte munto e raccolto nella zona di produzione viene lavorato per creare forme, destinate a maturare nei 194 magazzini di stagionatura, dove quelle che superano le verifiche imposte dal Disciplinare di Produzione ricevono il marchio a fuoco Grana Padano. Nel 2017 ne sono state prodotte 4.942.054 e di queste ben 1,8 milioni sono state esportate. Tutte le forme devono stagionare almeno nove mesi per ottenere questo riconosci mento, ma possono restare nelle scalere più a lungo per dare al formaggio sapori e profumi diversi e via via più intensi. Il Grana Padano Dop può attendere anche 20 mesi e più, diventando così un’autentica eccellenza, destinata ai palati più esigenti e agli abbinamenti più raffinati: il Grana Padano Dop Riserva, che nel 2017 ha visto la sua produzione cresciuta a 342.109 forme. Per ricevere la seconda marchiatura a fuoco «Riserva» il formaggio deve presentare determinate caratteristiche qualitative: la forma deve essere immune da qualsiasi difetto sia esterno sia interno, il colore omogeneo bianco o paglierino e il sapore fragrante e delicato. Protagonista assoluto della tavola Come possiamo vedere in tantissime ricette, come ad esempio nel blog di www.misya.info, il Grana Padano Riserva, con i suoi aromi evoluti di burro e di fieno, il suo gusto piccante ma equilibrato e la generosa sapidità, rende la bocca ricca di sapori che si stemperano lentamente. La pasta è decisamente granulosa, con una frattura radiale a scaglia molto accentuata ed è co- stellata di cristalli di tirosina, l’aminoacido presente nel latte e nei suoi derivati che contribuisce alla formazione delle proteine dell’organismo umano. Tutte queste caratteristiche lo rendono il protagonista assoluto della tavola, sia grattugiato sia come for maggio da pasto. È perfetto però anche servito con noci, frutta, confetture e mostarde. Del resto, è proverbiale la bontà dell’accostamento tra frutta e formaggio. Con il suo sapore intenso è particolarmente indicato l’abbinamento con una confettura dolce come quella di pere e vaniglia. È ideale però anche degustato in purezza, tanto da essere considerato un vero formaggio «da meditazione». Un vero formaggio «da meditazione» Si esalta poi con vini di grande pregio: da quelli con un gusto intenso e persistente ai passiti, che stemperano la sua vena leggermente aggressiva e creano sul palato armonia ed equilibrio, sino alle bollicine più raffinate. Il Grana Padano Riserva può essere dunque anche un prezioso compagno in un viaggio goloso nelle varie regioni italiane, per in contrare i vini autoctoni, con fermandosi versatile protagonista della nostra tradizione enogastronomica dalle Alpi alla Sicilia. Ma sa incontrare anche il gusto di culture del cibo degli altri Paesi d’Europa, America e Asia. Non si abbina però solo con i vini, ma anche con le birre. Il […]

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Dal ricettario della nonna, le melanzane sott’olio a crudo

Imprescindibili nel ricettario di qualunque nonna italiana, le melanzane sott’olio a crudo costituiscono una tradizionale conserva estiva. La conservazione sott’olio, una procedura naturale che evita la prolificazione di batteri dannosi, è un metodo di preparazione delle melanzane semplice, rapido e comodo. Le melanzane a crudo sott’olio si preparano perlopiù in estate, e una simile preparazione ne consente la conservazione per tutto l’anno. La melanzana, emblema della cucina mediterranea, è uno degli ortaggi più gustosi e versatili della nostra alimentazione. Grazie al ricettario della nonna può conservare a lungo il suo sapore caratteristico e prelibato con pochi, semplici passaggi. Direttamente dal ricettario familiare: come preparare le melanzane a sott’olio a crudo. La ricetta che illustreremo per realizzare questa squisita conserva estiva è indicata per realizzare cinque barattoli di melanzane sott’olio a crudo. Per iniziare è necessario munirsi di melanzane crude, di una pentola, di un torchietto, di una ciotola, di cinque barattoli muniti di tappo, di un litro di olio extravergine d’oliva, di sale, aceto, uno spicchio d’aglio. Tra le varie spezie da utilizzare si annoverano origano secco tritato, pepe secco, peperoncino, qualche foglia di alloro e, se si desidera, anche delle bacche di ginepro. Le melanzane a disposizione devono essere almeno quattro; prima di mettersi all’opera, è indispensabile lavarle accuratamente e sbucciarle. Solo in seguito si potrà procedere con il taglio, prima a fette, in seguito a listarelle. Dopo, inserite in una pentola, bisognerà versare aceto e sale in abbondanza, per poi coprire la pentola con le melanzane ed esercitare una pressione al di sopra per favorire la mescolazione degli ingredienti. Quanto tempo deve trascorrere affinché sale e aceto impregnino per bene le melanzane? Minimo due ore. Al loro termine, si potranno scolare le melanzane e trasferirle in un torchietto, dove si procederà a pressarle per trenta minuti a intervalli regolari. Occorreranno almeno 24 ore di riposo a seguito della pressatura, durante le quali le melanzane verranno cotte dall’azione dell’aceto e perderanno l’acqua accumulata. In ogni caso, concluse le 24 ore, si consiglia di strizzare le melanzane accuratamente per ridurre ulteriormente la presenza di acqua. A questo punto avrà inizio l’aggiunta delle spezie: in una ciotola, si aggiunga prima l’origano secco, poi il peperoncino. Nei barattoli, invece, sarà opportuno realizzare degli strati in cui la distribuzione dei sapori dovrà essere il più possibile omogenea. Posizionare le melanzane pressate con aceto e sale all’interno dei barattoli. A questo punto, alternare alle melanzane aglio, alloro, pepe e le bacche di ginepro e versare l’olio affinché le copra interamente. Si consiglia di avvitare solo leggermente il tappo, così da consentire la traspirazione, e di preferire per la conservazione un luogo fresco e non esposto a luce. È consigliabile sterilizzare prudentemente i barattoli prima di trasferirvi le melanzane a crudo sott’olio. Per la consumazione bisognerà attendere un mese, durante il quale l’aceto cuocerà le melanzane crude e permetterà la loro conservazione anche nelle stagioni più fredde. Dopo questo periodo di “gestazione” i barattoli di melanzane sott’olio a crudo sono pronte per entrare dal ricettario […]

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Dolce al limone con ricotta: una ricetta facile e veloce

Cerchi un dolce al limone fresco e saporito? La risposta è la torta al limone con la ricotta!  Ci sono molte ricette che mescolano zuccheri e limoni in impasti soffici, oppure in paste frolle e creme di accompagnamento: oggi mi piacerebbe condividere con voi una ricetta particolare che io stessa cucino spesso ricevendo sorrisi di “gusto” dagli ospiti ai quali servo questa torta al limone con ricotta. Torta al limone con ricotta: piccole avvertenze Innanzitutto, prima delle dosi, una piccola parentesi che guardi alla salute è d’uopo: i dolci contengono molti zuccheri (fra impasti delle basi e ripieni vari) e un esubero di sostanze glucidiche (fra zuccheri e carboidrati), come tutti gli eccessi, nuoce alla salute. Questo dolce al limone vuole nell’intenzione cercare di bilanciare, in qualche modo, carboidrati, zuccheri, fibre e proteine: per questo, in essa, si trovano ricotta e uova insieme a farina e zucchero (in una quantità che lo rende per niente “stucchevole”). Altra avvertenza: questa torta ricotta e limone contiene lattosio; se si sceglie una ricotta senza lattosio, il dolce può essere assaggiato anche dalle persone intolleranti a questo disaccaride: si può, comunque, assumere, prima dell’assaggio della torta, una compressa di enzima di lattasi (mancante negli intolleranti) che scinde lo zucchero del lattosio nei suoi due composti semplici, il glucosio e il galattosio. In ogni caso, prima di assumere qualsiasi prodotto integratore, così come per ogni medicina, bisogna sempre consultare un medico affidabile e competente in materia. Dolce al limone con ricotta: la nostra ricetta Le dosi segnalate sono quelle idonee per preparare un dolcetto al limone di dimensioni pressoché medie che può andar bene per 4 – 6 persone (discrimine è l’appetito dei commensali…). Innanzitutto bisogna preparare la pasta frolla, base “dura” del nostro dolce al limone. Dosi consigliate per la pasta frolla: 250 grammi di farina; 1 uovo intero; 30 grammi di olio (preferibilmente di semi, perché più indicato per questo tipo di preparazione); 30 grammi di acqua (a piacere si può aggiungere un po’ di succo di limone); 70 grammi di zucchero. Dosi consigliate per il ripieno al limone e ricotta: 250 grammi di ricotta; 40 grammi di zucchero; 2 limoni; 1 uovo intero; un po’ di limoncello (non “quanto basta” ma “quanto piace”: senza esagerare!). Consigli per la preparazione della pasta frolla: unire prima gli ingredienti secchi (quindi la farina e lo zucchero) all’uovo e mescolare il tutto; successivamente unire al composto l’olio e l’acqua (oppure la miscela d’acqua e succo di limone) e impastare il tutto fino a che il prodotto non assumerà un carattere omogeneo e si mostrerà ben amalgamato e “compatto”; a quel punto, lasciar riposare mentre si prepara l’impasto del ripieno della torta. Consigli per la preparazione del ripieno di questa torta facile e veloce: unire lo zucchero alla ricotta, poi aggiungere l’uovo intero. Quando il tutto sarà ben mescolato, aggiungere il succo dei due limoni (oppure il limoncello) e le loro scorzette grattugiate (abbondando nell’operazione, perché le scorzette conferiscono una dolce e piacevole freschezza al prodotto!) e mescolare finché […]

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Spaghetto alla Nerano: la ricetta della cucina partenopea

Tre ingredienti sono alla base dello spaghetto alla Nerano: zucchine, Parmigiano Reggiano e Provolone del Monaco. Questa ricetta semplice ed efficace è una delle più amate pietanze campane. Il piatto dello spaghetto alla Nerano è uno dei piatti tipici della tradizione culinaria partenopea ed è conosciutissimo in tutto il mondo. Si racconta che lo stesso Eduardo De Filippo ne fosse ghiotto e raccomandasse questo piatto ai propri amici. I segreti di una buona esecuzione di questo piatto sono un buon mix di formaggi, una buona frittura delle zucchine e la mantecatura finale. La genuina semplicità di questo piatto è ciò che lo ha reso internazionale. L’origine dello spaghetto alla Nerano: dagli anni Cinquanta al giorno d’oggi Il tipico piatto partenopeo non ha delle origini molto chiare. La sua ricetta è avvolta da diverse leggende, la più accreditata delle quali risale agli anni Cinquanta. Siamo a Nerano, un paese marinaro vicino Sant’Agata dei Due Golfi, sulla costiera amalfitana. In questo periodo una ristoratrice del paese, una certa Maria Grazia, per legare pasta e zucchine usò il Provolone del Monaco. Il formaggio ottenuto dalla lavorazione del latte di vacca di Agerola ha una pasta filante ed è più o meno piccante in base alla stagionatura. Il Provolone del Monaco era l’ultimo ingrediente necessario alla ricetta dello spaghetto alla Nerano. Un piatto tipico della cucina campana: la ricetta dello spaghetto alla Nerano Ingredienti: 400 g di spaghetti 150 g di Provolone del Monaco  700 g di zucchine 5/6 foglie di basilico 30 g di Parmigiano Reggiano Sale fino q.b. Pepe Nero q.b. 1 spicchio d’aglio 500 g circa di olio extravergine d’oliva Per preparare un delizioso spaghetto alla Nerano bisogna iniziare dalle zucchine. Dopo averle lavate e tagliate a rondelle sottili, bisogna scaldare circa 500 grammi di olio extravergine d’oliva in una larga padella. La temperatura ideale per una buona frittura è 170°C. Quando l’olio sarà pronto, bisognerà immergervi le rondelle di zucchine. Un consiglio è di versarle nella padella un po’ alla volta, per evitare di abbassare la temperatura dell’olio. Durante la cottura, le zucchine devono essere condite con del sale e delle foglioline di basilico spezzettate a mano (la lama del coltello la annerisce!). Devono cuocere per due o tre minuti; raggiunta la doratura saranno pronte. Una volta cotte, le zucchine vanno scolate e adagiate su un vassoio rivestito con uno strato di carta assorbente, che servirà a far asciugare l’olio in eccesso. Adesso bisognerà porre sul fuoco una pentola alta colma d’acqua per la cottura degli spaghetti. Durante l’ebollizione dell’acqua, si può iniziare a grattugiare il Provolone del Monaco e il Parmigiano Reggiano con una grattugia a fori larghi. In un tegame largo riscaldiamo circa 30 grammi di olio extravergine d’oliva e aggiungiamo l’aglio per insaporire. Rimosso l’aglio, versiamo le zucchine fritte precedentemente. Aggiungiamo un mestolo di acqua di cottura al tegame e saltiamo le zucchine per non farle asciugare. Dopo qualche istante spegniamo il fuoco. Dopo aver salato l’acqua bollente in pentola, versiamo la pasta. Quest’ultima sarà da scolare al […]

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